Il nido artificiale è un manufatto destinato a offrire ospitalità e protezione agli uccelli impegnati nella delicata fase della nidificazione e della cova, o a garantire ricovero ai pipistrelli. Solitamente in legno, il nido può essere realizzato anche con un'ampia scelta di altri materiali, come terracotta, plastiche o cemento, perfino una zucca seccata, o riutilizzando oggetti dismessi, originariamente destinati ad altre funzioni. Diverse sono anche le tipologie e le dimensioni, che dipendono dalla specie animale che i nidi saranno destinati a ospitare.
È detto anche nido a cassetta, dall'aspetto esteriore di alcune realizzazioni tipiche.
Il nido artificiale può essere acquistato già pronto, o in kit, in negozi specializzati, o dai cataloghi di associazioni di protezione della natura e dell'avifauna, come la Royal Society for the Protection of Birds, o essere oggetto di una realizzazione fai da te, anche con l'utilizzo di materiale di risulta. Esistono pubblicazioni espressamente dedicate all'argomento, tra cui è considerata di altissimo livelloTony Soper, La gabbia senza sbarre, 1990 p. 52 la guida Nestboxes. BTO Guide 3 (Tring, 1971), curata da Jim J. M. Flegg e David E. Glue, pubblicata dal British Trust for Ornithology, organizzazione britannica non profit dedicata alla salvaguardia degli uccelli.
La collocazione dei nidi, diversa a seconda della specie, può avvenire in natura, ma anche in contesti abitati, negli spazi verdi urbani, agganciati a tronchi o rami d'albero o a pali, o in situazioni ancora più artificiali, fissati a pareti e tetti di costruzioni e abitazioni, appoggiati a muri o palificazioni, ecc.
Scopi Varie sono le finalità sottese alla predisposizione di siti artificiali di nidificazione. Finalità ecologiche e naturalistiche Tra gli scopi dei nidi artificiali vi può essere quello di sopperire alla penuria di occasioni naturali di nidificazione, particolarmente sentita in contesti urbani, ma sensibile anche in spazi aperti e campagne, a causa di fenomeni di erosione della naturalità degli habitat. In alcuni casi, si osserva che i nidi artificiali sono frequentati da uccelli, piccoli mammiferi, o rettili, come posatoio o riparo, soprattutto nei periodi più freddi.
La collocazione di nidi artificiali offre anche la possibilità di dare soddisfazione al desiderio di contatto diretto con la vita selvatica, superando le difficoltà nascenti dal comportamento elusivo dei volatili: la nidificazione in cassette permette l'osservazione ravvicinata degli uccelli, provvedendo o contribuendo alla loro nutrizione, in maniera non invasiva, senza necessità di ricorrere alle pratiche tradizionali dell'ornitofilia, che prevedono l'ingabbiamento e l'allevamento in cattivitàFulco Pratesi, Introduzione a Tony Soper, La gabbia senza sbarre, 1990 p. 5. A fini osservativi o di studio, può essere installata all'interno un'apparecchiatura di videoripresa che consente il monitoraggio della situazione. Allo scopo, esistono anche webcam wireless.
Lotta biologica in agricoltura e igiene urbana Oltre allo scopo naturalistico, la collocazione di nidi artificiali può servire per beneficiare dell'utilità legata alla presenza di alcuni uccelli: la frequentazione da parte di esemplari di specie insettivore (non necessariamente uccelli, com'è il caso dei pipistrelli) può essere vantaggiosa in campo agricolo, come mezzo di lotta biologica; allo stesso modo, incentivare e incrementare, con nidi artificiali, la presenza di rapaci, favorisce la lotta ai roditori; gli stessi effetti possono essere utili anche in contesti cittadini, come mezzo di lotta contro moscerini, zanzare, roditori e piccioni. In alcune città, ad esempio, è incentivata la nidificazione dei rapaci non solo per il contenimento della proliferazione dei piccioni, ma anche per ostacolarne gli assembramenti su edifici e monumenti.
Realizzazioni
Un nido artificiale può essere realizzato in forme e materiali diversi. Tra questi ultimi spicca il legno, che si presta particolarmente per la facile ed economica disponibilità, per la versatilità, e per la facilità con cui può essere tagliato o assemblato e per le ottime qualità di isolamento termico, un motivo, quest'ultimo, che sconsiglia invece l'uso del metallo, almeno all'esterno o in situazioni di esposizione al sole, che ne potrebbero determinare l'eccessivo surriscaldamento (un'eccezione e è rappresentata dalle colonie-nido per le rondini porporine (Progne subis), che possono essere realizzati in alluminio per evitare pesi eccessivi). Possono prestarsi allo scopo anche oggetti desueti, in origine destinati ad altra funzione, come brocche o contenitori in ceramica, pentolame o altri oggetti, dopo aver adottato opportuni accorgimenti (foratura, posizionamento inclinato, ecc.) per scongiurare il pericolo di accumulo di acque di sentinaTony Soper, La gabbia senza sbarre, 1990 p. 35. Finitura esterna La superficie interna, compresa quella interna al foro, deve essere lasciata al naturale, senza alcun trattamento di verniciatura. In generale, non è richiesto che la superficie esterna sia verniciata, anche se è raccomandabile, a solo scopo protettivo, al fine allungare la durata del legno (specialmente per essenze poco durevoli come il pioppo o il pino). Risparmiando il foro d'entrata, la superficie potrà essere esteriormente trattata con un apposito prodotto per legno da esterni, come un rivestimento acrilico R. J. Johnson et al., Bird Houses and Shelves: Paint, Università del Nebraska a Lincoln, 2002. Non vanno usate vernici pigmentate o, nel caso, solo tinte tenui e naturali, ad eccezione delle colonie-nido per la rondine porporina (Progne subis), che dovranno essere dipinti di bianco per evitare il surriscaldamento vista la loro esposizione in spazi completamente aperti.
Il tetto, soprattutto se orizzontale, può essere protetto dall'acqua fissandovi o inchiodandovi una copertura in lamiera, in guaina incatramata, o in altro materiale.
Cassetta nido Una forma tipica è quella cubico/parallelepipeda, solitamente in legno, nelle due tipologie, chiusa o aperta, a seconda degli uccelli che è destinata a ospitare: le cassette chiuse sono adatte agli uccelli silvestri, molto frequenti in ambiente suburbano o perfino urbano. Altri uccelli, come il pettirosso, il merlo e la ballerina bianca, prediligono gli spazi aperti, come ripiani o piccole cenge, e accettano solo nidi artificiali di forma aperta, prive di una o più pareti, o del tetto, o perfino ridotti a un semplice ripianoTony Soper, La gabbia senza sbarre, 1990 p. 40.
Cassetta chiusa
La casetta chiusa riproduce un tipico luogo di nidificazione silvestre, la cavità nell'albero: si tratta di un ambiente molto raro, soprattutto in città, ma che può essere difficile da trovare anche in natura, a causa dell'abbattimento di alberi vetusti o danneggiati nei boschi meno intatti. La penuria di cavità idonee fa sì che le cassette chiuse siano occupate con maggior probabilità (all'incirca il doppioTony Soper, La gabbia senza sbarre, 1990 p. 48) rispetto ai nidi a cassetta aperta. La forma è generalmente parallelepipeda, per semplicità di realizzazione con tavole di legno, ma può essere cilindrica o assumere altre forme quando si usino materiali diversi, come cemento, plastiche (come ad esempio, tubi in PVC R. J. Johnson et al., Bird Houses and Shelves: Materials, Università del Nebraska a Lincoln, 2002), terracotta, ecc. Apertura di ingresso L'ingresso degli uccelli nidificanti avverrà attraverso un'apertura, solitamente circolare o ovale, in altri casi rettangolare, posta nella parte alta della scatola. Le dimensioni dell'apertura sono condizionate dalla specie che la cassetta è destinata a ospitare: i nidi adatti a specie silvestri sono dotati di fori abbastanza piccoli, il cui diametro si aggiri sui 28 millimetri, al fine di scoraggiare la nidificazione di uccelli più comuni e invasivi, come lo storno e il passero. Nel caso, invece, di cassette destinate ai passeri o agli storni, il diametro dovrà essere, rispettivamente, di 32 e 45 mm, ma nel caso dello storno, la cassetta dovrà avere dimensioni maggioriThe RSPB: A to Z of a Wildlife Garden: Nest box, pagina dedicata dalla Royal Society for the Protection of Birds.
Non è necessario un trespolo in prossimità dell'entrata e nemmeno scanalature nella parte esterna: gli uccelli non ne hanno bisogno e della loro presenza potrebbero solo avvantaggiarsi eventuali predatori.
Per facilitare l'arrampicata degli uccelli verso il foro di uscita, l'interno della parete, al di sotto dell'apertura, potrà essere scabra, con presenza con incisioni profonde circa 3 millimetri (1/8 in) ricavate con la sega o con tacche o incisioni ricavate con un cacciavite R. J. Johnson et al., Bird Houses and Shelves: Exit Staurway, Università del Nebraska a Lincoln, 2002.
Isolamento termico, drenaggio e ventilazione Lo spessore delle pareti si aggira tipicamente sui 19 millimetri (3/4 in), un valore in grado di garantire una buona durata nel tempo e di fornire adeguata protezione dal freddo e dagli eccessivi sbalzi di temperatura. Una migliore protezione dalle intemperie si ha con un tetto spiovente, che sporga leggermente rispetto alle pareti per favorire il deflusso delle acque meteoriche. Una funzione affine assolve il foro (o i fori) spesso presenti sul pavimento, allo scopo di favorire il deflusso di infiltrazioni e di fluidi organici e agevolare la ventilazioneTony Soper, La gabbia senza sbarre, 1990 p. 45. Allo stesso scopo, la ventilazione può essere agevolata da fori, del diametro da 6 a 8 mm (da 1/4 a 5/16 in), nella parte alta del nido, lateralmente, immediatamente sotto la sporgenza della gronda R. J. Johnson et al., Bird Houses and Shelves: Drainage and Ventilation, Università del Nebraska a Lincoln, 2002. Per scoraggiare infiltrazioni d'acqua, le giunture e i punti di contatto tra le tavole sono sigillati con mastice resistente agli agenti atmosferici o connesse tra loro senza lasciare eccessive fessureTony Soper, La gabbia senza sbarre, 1990 p. 43. Ispezionabilità e igiene Poiché le cassette devono poter essere riutilizzate in stagioni successive, un lato dovrà essere rimovibile per permettere ispezioni, manutenzione e pulizia: questo può avvenire attraverso il tetto, reso sollevabile con un meccanismo a cerniera, ma stabilmente bloccato in posizione chiusa con un gancetto o simili. O può trattarsi di una parete laterale basculante, imperniata in alto, orizzontalmente, con dei chiodini R. J. Johnson et al., Bird Houses and Shelves: Access, Università del Nebraska a Lincoln, 2002. La parete incernierata può essere anche quella anteriore. Queste ultime soluzioni risultano meno critiche, rispetto al tetto basculante, per quanto riguarda il pericolo di infiltrazioni di acqua piovana. Pulizia e sanificazione La pulizia dei nidi, e la sanificazione da insetti e parassiti, deve essere effettuata prima che inizi la stagione riproduttiva e deve essere ripetuta ogni volta che una nidiata si è involata, anche se la coppia adulta dà segno di voler rimanere per una seconda nidificazione R. J. Johnson et al., Bird Houses and Shelves: Sanitation, Università del Nebraska a Lincoln, 2002. Dovrà essere rimosso tutto il materiale di nidificazione, insieme a resti di uova, uova non schiuse, nidiacei morti, ecc.
Al fine di agevolare la lotta ai parassiti, può essere d'aiuto la presenza di un bagno per uccelli con acqua pulita o di un luogo per un bagno di sabbia o di polvere.
Dimensioni dei nidi a cassetta chiusa Indicazioni approssimative per i nidi a cassetta, secondo le indicazioni del cap. VI di Tony Soper, La gabbia senza sbarre, 1990, pp. 86-126. Nelle tabelle, le lettere A, B, C, e D fanno riferimento ai disegni riportati nella figura sopra, riprodotti dagli schemi proposti dallo zoologo polacco Jan Sokołowski. Tutte le dimensioni sono espresse in cm.