Il Governo Craxi I è stato il quarantaduesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il primo della IX legislaturaComunicato concernente la formazione del Governo, in "Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana", "Serie generale", n. 220, 11 agosto 1983, pp. 6434-6435..

Esso, nato in seguito alle elezioni politiche dello stesso anno, rimase in carica dal 4 agosto 1983 al 1º agosto 1986Comunicato concernente la formazione del Governo, in "Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana", "Serie generale", n. 182, 7 agosto 1986, pp. 3-4. (sebbene già dimissionario dal precedente 27 giugno), per un totale di 1 093 giorni, ovvero 2 anni, 11 mesi e 28 giorni.

Primo governo a guida di un membro del Partito Socialista Italiano (PSI), è stato il quarto governo più longevo della storia della Repubblica Italiana, nonché il più duraturo della cosiddetta Prima Repubblica.

Storia A seguito delle elezioni politiche italiane del 26/27 giugno 1983 la DC è ancora il primo partito, ma rispetto alle precedenti elezioni perde circa il 7% alla Camera e il 5% al Senato, con cali particolarmente importanti nelle grandi città, dove la media del voto scende al 21% rispetto al 31% nazionale. Il PCI rimane grossomodo costante, perdendo lo 0,49%, ma i risultati dei radicali e dei demoproletari, assieme all'11% del PSI, fanno salire l'area della sinistra al 33,6%, superando in percentuale il partito di maggioranza relativa.

In questa situazione la DC deve rinunciare ad una delle pregiudiziali della politica italiana (mai un socialista Presidente del consiglio) perché non può rinunciare alla conventio ad excludendum che esclude il PCI alla guida del governo.Giorgio Galli. Storia dei partiti politici italiani. Pag. 232 Riunita la Direzione per discutere delle conseguenze del voto deve quindi accettare l'idea di lasciar formare un governo presieduto dal segretario del PSI, Bettino Craxi senza avere a disposizione una maggioranza di ricambio com'era stato coi governi di centro-sinistra.Giorgio Galli. Storia dei partiti politici italiani. Pag. 122

Il presidente della Repubblica, Sandro Pertini, gli conferisce quindi l'incarico il 21 luglio e il 4 agosto si insedia un esecutivo sostenuto dal pentapartito ovvero da DC, PSI, PRI, PSDI e PLI. Dopo la presentazione del governo e la discussione in parlamento, viene votata la fiducia alla Camera dei deputati il 12 agosto con 361 voti favorevoli e 234 contrari e il 13 agosto al Senato della Repubblica con 185 voti favorevoli e 120 contrari.

Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Governo, al momento dell'insediamento, si può così riassumere:

Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 5 14 20 - 18 31 49 - 3 6 9 - 3 5 8 - 3 4 7Totale 1 32 60 93

Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri si può così riassumere: RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale16714 -123 -5611 -369 -279 -538 -448 -257 -167 -123 -112 -112 -112 - -22 - -22 - -22 - -11

Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Maggioranza Pentapartito (366): DC (225), PSI (73), PRI (29), PSDI (23), PLI (16) Appoggio esterno Misto (4) Opposizione PCI (198), MSI-DN (42), PR (11), DP (7), Misto (2)Senato della Repubblica Maggioranza Pentapartito (185): DC (120), PSI (38), PRI (12), PSDI (8), PLI (6) Appoggio esterno Misto (8) Opposizione PCI (109), MSI-DN (18), Misto (1)

Il Governo godeva dell'appoggio dei seguenti partiti o gruppi presenti in Parlamento:

Democrazia Cristiana; Partito Socialista Italiano; Partito Repubblicano Italiano; Partito Socialista Democratico Italiano; Partito Liberale Italiano; Südtiroler Volkspartei (appoggio esterno); Union Valdôtaine (appoggio esterno).

Composizione CaricaTitolare SottosegretariPresidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Bettino Craxi (PSI) Giuliano Amato (PSI)Segretario del Consiglio dei ministri Pasquale Lamorte (DC) Enrico Quaranta (PSI)(fino al 16 marzo 1984) Nicola Trotta (PSI)(fino al 16 marzo 1984)Sottosegretari con delega agli Interventi nel Mezzogiorno Vicepresidente del Consiglio dei ministri Arnaldo Forlani (DC)Ministri senza portafoglioAffari regionaliPier Luigi Romita (PSDI)(fino al 30 luglio 1984) Carlo Vizzini (PSDI)(dal 30 luglio 1984) Coordinamento delle iniziative per la Ricerca scientifica e tecnologica Luigi Granelli (DC)Coordinamento delle Politiche comunitarie Francesco Forte (PSI)(fino al 9 maggio 1985) Loris Fortuna (PSI)(dal 9 maggio 1985)Coordinamento della Protezione civile Vincenzo Scotti (DC)(fino al 26 marzo 1984) Giuseppe Zamberletti (DC)(dal 26 marzo 1984)Ecologia Alfredo Biondi (PLI)(fino al 31 luglio 1985) Valerio Zanone (PLI)(dal 31 luglio 1985) Funzione Pubblica Remo Gaspari (DC) Interventi straordinari nel Mezzogiorno Salverino De Vito (DC) Rapporti con il Parlamento Oscar Mammì (PRI) MinisteroMinistri Sottosegretari di Stato Affari esteri Giulio Andreotti (DC) Susanna Agnelli (PRI) Bruno Corti (PSDI) Mario Fioret (DC) Mario Raffaelli (PSI) Francesco Forte (PSI)(dal 9 maggio 1985)Sottosegretario con delega alla fame nel mondo Interno Oscar Luigi Scalfaro (DC) Paolo Barsacchi (PSI) Adriano Ciaffi (DC) Marino Corder (DC) Raffaele Costa (PLI) Grazia e Giustizia Mino Martinazzoli (DC) Luciano Bausi (DC) Antonio Carpino (PSI) Cesarino Dante Cioce (PSDI)Bilancio e Programmazione economica Pietro Longo (PSDI)(fino al 13 luglio 1984) Alberto Aiardi (DC) Carlo Vizzini (PSDI)(fino al 30 luglio 1984) Alberto Ciampaglia (PSDI)(dal 30 luglio 1984) Bettino Craxi (PSI)(ad interim)(dal 13 luglio al 30 luglio 1984) Pier Luigi Romita (PSDI)(dal 30 luglio 1984) Finanze Bruno Visentini (PRI) Franco Bortolani (DC) Giuseppe Caroli (DC) Domenico Raffaello Lombardi (DC) Domenico Susi (PSI) Tesoro Giovanni Goria (DC) Carlo Fracanzani (DC) Giovanni Nonne (PSI) Gianni Ravaglia (PRI) Manfredo Manfredi (DC)(fino al 25 febbraio 1984) Eugenio Tarabini (DC) (dal 6 aprile 1984) Difesa Giovanni Spadolini (PRI) Tommaso Bisagno (DC) Bartolomeo Ciccardini (DC) Vittorio Olcese (PRI) Silvano Signori (PSI) Pubblica istruzione Franca Falcucci (DC) Domenico Amalfitano (DC) Mario Dal Castello (DC) Giuseppe Fassino (PLI) Fabio Maravalle (PSI) Lavori Pubblici Franco Nicolazzi (PSDI) Gaetano Gorgoni (PRI) Mario Tassone (DC) Agricoltura e Foreste Filippo Maria Pandolfi (DC) Giulio Santarelli (PSI) Giuseppe Zurlo (DC) Trasporti Claudio Signorile (PSI) Niccolò Grassi Bertazzi (DC) Savino Melillo (PLI) Giuseppe Santonastaso (DC) Poste e Telecomunicazioni Antonio Gava (DC) Giuseppe Avellone (DC) Giorgio Bogi (PRI) Giuseppe Reina (PSI) Industria, Commercio ed Artigianato Renato Altissimo (PLI) Bruno Orsini (DC) Nicola Sanese (DC) Sisinio Zito (PSI) Sanità Costante Degan (DC) Paola Cavigliasso (DC) Francesco De Lorenzo (PLI) Carlo Romei (DC) Commercio con l'Estero Nicola Capria (PSI) Francesco Mazzola (DC) Giovanni Prandini (DC) Marina mercantile Gianuario Carta (DC) Giuseppe Cerami (DC) Alberto Ciampaglia (PSDI)(fino al 2 agosto 1984) Silvano Costi (PSDI)(fino al 2 agosto 1984) Partecipazioni statali Clelio Darida (DC) Delio Giacometti (DC) Delio Meoli (PSI) Lavoro e Previdenza sociale Gianni De Michelis (PSI) Andrea Borruso (DC) Gianfranco Conti Persini (PSDI) Pino Leccisi (DC) Beni culturali ed ambientali Antonino Pietro Gullotti (DC) Giuseppe Galasso (PRI) Turismo e Spettacolo Lelio Lagorio (PSI) Carica non assegnata

Cronologia 1983 Aprile

23 aprile: Preso atto delle decisioni del Comitato centrale del PSI il presidente del consiglio si reca dal capo dello Stato per decidere il percorso delle dimissioni, che dopo la verifica parlamentare avverranno formalmente il 29 aprile. 28 aprile-3 maggio: Fanfani presenta un rendiconto del suo governo e annuncia le dimissioni. Il 30 e 1 maggio il capo dello stato effettua il primo giro di consultazioni e, su proposta della presidente della camera Nilde Jotti, decide di conferire un mandato esplorativo al presidente del senato, Tommaso Morlino, che deve tuttavia rinunciare di fronte alla determinazione dei socialisti verso le elezioni anticipate.Il messaggero, 29 aprile-4 maggio 1983

Maggio 3-4 maggio: il presidente della repubblica, Sandro Pertini, fallita l'esplorazione di Morlino firma il decreto di scioglimento delle camere. Si apre una battaglia per la data delle elezioni: la DC chiede siano fissate il 19 giugno, il PSI chiede che si rispetti l'accordo già intervenuto di abbinarle alle amministrative del 26 giugno. Fanfani riunisce il consiglio dei ministri per l'adempimento costituzionale di indicare la data. Le elezioni politiche sono alla fine fissate per il 26 giugno, in abbinamento col turno amministrativo.Il messaggero, 4-5 maggio 1983 6 maggio: muore Tommaso Morlino.

Giugno

26-27 giugno: elezioni politiche: il risultato più clamoroso è il crollo della Democrazia Cristiana, che scende dal 38,3% al 32,5% alla camera e dal 38,3% al 32,7% al senato con una perdita media di circa 3.500.000 voti. Il PSI guadagna circa 200.000 voti, salendo dal 10,4% all'11,4%. Leggera flessione di PCI (da 31,5% a 30,9%), PSDI (da 4,2% a 3,8%) e DP (da 1,3% a 1,1%). I vincitori della consultazione sono il PRI (da 3,4% a 4,6%), il PLI (da 2,2% a 2,7%), il MSI (da 5,7% a 7,3%) e i radicali (da 1,3% a 1,7%). Nella maggioranza Ciriaco De Mita ammette la sconfitta e rifiuta la proposta di un congresso straordinario; Bettino Craxi dichiara che i democristiani dovranno scendere a "de-miti" consigli ma non risponde nell'immediato all'ipotesi di un governo col PCI che escluda la DC formulata da Enrico Berlinguer; nel PSDI si ritiene necessaria una fase di riflessione sul calo dei voti; il PRI attribuisce la crescita al buon lavoro dei due governi guidati da Giovanni Spadolini, di cui auspica il ritorno a palazzo Chigi. Il PLI si schiera da subito per una ricomposizione del pentapartito. Tra le opposizioni esultano i radicali e i missini; i primi finiscono nell'occhio del ciclone per l'elezione alla camera di Toni Negri, i secondi prendono l'impegno di battersi contro ogni soluzione di governo a sinistra e per l'ordine pubblico e la repubblica presidenziale.Il messaggero, 27-30 giugno 1983 29 giugno: a norma dell'art. 58 del trattato di Parigi la Commissione europea decide una riduzione nella produzione italiana di acciaio di 5,8 milioni di tonnellate all'anno, quattro dalle imprese di stato e una da quelle private. L'imposizione rientra nella riduzione complessiva di 30 tonnellate per tutti i dieci paesi della CEE, finalizzata a restituire competitività alle aziende, ma la Finsider fa sapere che non si possono sacrificare più di 2,4 milioni di tonnellate. I ministri dell'industria, Filippo Maria Pandolfi, e delle partecipazioni statali, Gianni De Michelis, dichiarano che la decisione è inaccettabile e che la minor produzione sacrificherebbe 5.000 posti di lavoro e la chiusura di sei stabilimenti della Società Finanziaria Siderurgica.Il messaggero, 30 giugno 1983

Luglio 3 luglio: nell'attesa del 12 luglio, giorno di convocazione delle nuove camere, il dibattito politico è predominato dal contrasto tra DC e PSI. I due maggiori partiti della potenziale coalizione a cinque escludono riunioni ufficiali fino a tale data. PSDI, PRI e PLI si pongono come mediatori della richiesta del capo dello stato di pensare prima a un programma, poi alla formula di governo.Dopo la sua elezione a deputato Toni Negri rifiuta di rispondere al processo 7 aprile. La corte dispone un rinvio al 26 settembre, confidando che in tre mesi la camera conceda l'autorizzazione a procedere che lo stesso Negri ha dichiarato di voler favorire.Il messaggero, 4 luglio 1983