Biografia

Frequentò le scuole superiori a Melfi (PZ) dopo le quali andò a Roma, iscrivendosi alla Scuola Superiore di Architettura, dove si laureò nel 1931 sotto la guida di Marcello Piacentini. Ufficiale di fanteria, raggiunse il grado di primo capitano del 2º Reggimento Granatieri di Sardegna.

Fu attivo anche come vignettista, illustratore (attività per le quali scelse lo pseudonimo di "Bruno di Lucania")Ha collaborato a Minima (1920), Il Roseto, Fascino (1923), La Fiaccola, Varietas (1924) e CUORE (1921-1923)., pittoreG. Appella, La Padula e il Sud, Edizioni della Scaletta, Roma 1987. e, infine, come giornalistaErnesto Lapadula nel 1933 curò la rubrica Notiziario di Architettura sul settimanale "Futurismo".. Dopo la guerra pubblicò, su vari giornali, articoli nei quali criticava aspramente le modalità e la qualità della ricostruzione delle città italiane dalla quale erano stati esclusi i giovani architettiAlcuni articoli di Ernesto Lapadula, apparsi sul quotidiano "Il Tempo" e la rivista "Alfabeto", sono stati ripubblicati in: M. Casavecchia (a cura di), Ernesto B. Lapadula. Opere e scritti, 1930-49, CLUVA Editrice, Venezia 1986..

Nel 1928 aveva aderito al MIAR (Movimento italiano per l'architettura razionale) dal quale prese il via il Razionalismo italiano. Il suo studio di Piazza del Popolo a Roma fu, inizialmente, la sede in cui gli aderenti al MIAR tenevano le loro riunioni. Tra le sue molte attività, si distinse come disegnatore di mobili e oggetti di arredamento in collaborazione con l'Ente Nazionale per l'Artigianato e le Piccole Industrie (ENAPI)I. de Guttry e M. P. Maino, Il mobile déco italiano, Editori Laterza, Bari 1988..

Dopo aver progettato, nel periodo 1937-1941, il Palazzo della Civiltà Italiana come capogruppo accettò, d'accordo con gli altri due architetti Giovanni Guerrini e Mario Romano, la nomina a "procuratore con pieni poteri" nella progettazione e direzione artistica dell'allestimento della Mostra della Civiltà Italiana: ma la mostra, che doveva poi dar luogo ad un museo permanente, non si tenne per l'entrata in guerra dell'Italia.

Figlio del socialista Donato Lapadula (Pisticci 1873 - Roma 1949), Ernesto pur partecipando ai concorsi indetti dal regime fascista (compreso l'allestimento di numerose mostre, tra cui la Mostra autarchica del Minerale italiano) conservò, come molti architetti e ingegneri italiani di quel periodo, le sue idee politiche e il suo studio era frequentato anche da oppositori del regime, tra i quali Antonello Trombadori, Lidia Duchini e Leonida Tonucci, artisti e intellettualiB. F. Lapadula, Studi e Archivi di Architetti, in "Strenna dei Romanisti", Editrice RomaAmor, Roma 2004..

Dal 1934 al 1940 fu assistente di Disegno architettonico e Rilievo dei monumenti presso la Regia Università di Roma, dal 1940 al 1948 professore incaricato della stessa materia e dal 1942 al 1946 professore incaricato di Architettura degli interni presso la Regia Accademia di Belle Arti di Roma. Due fratelli, gli architetti Attilio Lapadula (Pisticci 1917 - Roma 1981) ed Emilio Lapadula (Pisticci 1922 - Roma 2010), collaborarono con lui nello studio di Roma, un terzo fratello il medico Ettore Lapadula partecipò attivamente alla vita culturale, creatasi intorno ad Ernesto, come critico d'arte.

Fu uno dei fondatori e primo presidente dell'Art Club di via MarguttaBerenice, Quella magica bottega di Maccari e Moravia, in "Paese Sera" di martedì 22 maggio 1979. a Roma che divenne il luogo di ritrovo di pittori, scultori, architetti, scrittori, poeti, attori e registi nei primi anni del dopoguerra.

Nel 1948 lasciò l'Italia per l'Argentina dove l'Università Nazionale di Córdoba gli aveva offerto, attraverso l'amico Arch. Ernesto Puppo, la cattedra di Composizione architettonica e poi quella di Urbanistica. Al suo arrivo nell'Università argentina corrispose, per merito di Ernesto e di altri giovani docenti, un profondo rinnovamento, in senso moderno, dell'insegnamento dell'Architettura e dell'UrbanisticaA. Trecco, Historia de la FAUD (Facultad de Arquitectura y Urbansmo de la Universitad National de Córdoba), saggio pubblicato sul sito web della Facoltà.. A questi anni sono databili gran parte dei suoi scritti di Urbanistica e Storia delle città. Collaborò anche alle riviste "Historia del Urbanismo" e "Revista Económica". Fu consulente urbanistico dei Governi provinciali di Córdoba, Catamarca e Salta, e responsabile della Pianificazione (Asesor de Planificación) della città di Córdoba.

Nel 1963 rientrò in Italia dove si dedicò soprattutto al disegno e alla pitturaM. Casavecchia (a cura di), Ernesto B. Lapadula. Opere e scritti, 1930-49, CLUVA Editrice, Venezia 1986..

Archivio La maggior parte dei progetti, dei plastici, delle fotografie e degli scritti era conservata presso lo studio di Roma, ed è stata dichiarata di "rilevante interesse storico" e quindi bene culturaleM. Guccione, D. Pesce, E. Reale, Guida agli Archivi di Architettura a Roma e nel Lazio. Da Roma capitale al secondo dopoguerra, Gangemi Editore, Roma 1999.. Tutta la documentazione relativa alla sua attività di progettista e di fotografo è stata vincolata dalla Soprintendenza archivistica del Lazio il 2 dicembre 1992Vincolo ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963 n. 1409.. Il responsabile dell'Archivio e dello Studio è l'architetto Bruno Filippo Lapadula. Il 23 gennaio 2025 l'Archivio di Ernesto Lapadula è stato definitivamente acquisito dall'Archivio di Stato di Roma e il 4 giugno dello stesso anno i mobili dello Studio, disegnati da Ernesto e che risalivano al 1930, sono stati ugualmente acquisiti dalla Collezione Wolfsoniana di Genova.

Opere principali thumb|right|Quadro a tempera di E. Lapadula per il Villaggio dei Ceramisti a Seminara (Reggio Calabria) del 1931 thumb|right|Quadro a tempera di E. Lapadula per la Chiesa di san Rocco a Pisticci (Matera) del 1934 thumb|right|Quadro a olio di E. Lapadula per il Concorso del Palazzo della Civiltà Italiana a Roma (EUR) del 1937 Sistemazione di Villa Bellini a Catania, 1929 Casa del Fascio di Taranto (progetto di laurea), 1931 Concorso per la Palazzata a Messina, 1931 con Giuseppe Marletta Villaggio dei ceramisti a Seminara (Reggio Calabria), 1931 Concorsi per Preture e Palazzi postali a Roma, 1933-1934 Concorso per il Palazzo Littorio (I e II grado) a Roma, 1933-1937 con Mario Ridolfi Chiesa di San Rocco a Pisticci (Matera), 1934 Casina Nautica della Fondazione Cavalieri di Colombo sul Lungotevere Flaminio a Roma, 1934 Piazza Impero (attualmente Piazza della Libertà) a Ragusa, 1934 Palazzo dell'Economia Corporativa (attualmente Camera di Commercio) a Matera, 1935 Padiglioni della Banca d'Italia, dell'Esercito, del Credito e del Commercio per la Mostra d'Oltremare a Napoli, 1937-1940 Padiglioni della Lignite, dell'Arte, del Talco e della Grafite, della ricerche e delle invenzioni alla Mostra autarchica del Minerale italiano, 1938 Palazzo della Civiltà Italiana all'EUR di Roma per l'Esposizione Universale E42, 1937-1939 con Giovanni Guerrini e Mario Romano Arredamento degli studi fotografici di Ghitta Carell a Milano e Roma, 1942 Progetto urbanistico e architettonico della Città Universitaria a Bratislava (Slovacchia), 1942 con Attilio Lapadula Progetto della Piazza dei Ministeri a Bratislava (Slovacchia), 1942 con Attilio Lapadula Palazzo delle Poste Centrali a Potenza, 1938-1943 Sopraelevazione del Municipio a Pisticci (Matera), 1948

Filmografia Il Palazzo della Civiltà Italiana è considerato un'icòna dell'Architettura del '900 e un simbolo della Roma contemporaneaSi veda la citazione di Paolo Portoghesi. per queste caratteristiche, non comuni in una singola opera, è stato spesso utilizzato come set cinematografico a partire dai film peplum, passando per i comici sino ai più impegnati e sofisticati: Film Roma città aperta (1945), di Roberto Rossellini con Anna Magnani e Aldo Fabrizi; O.K. Nerone (1951), di Mario Soldati con Carlo Campanini, Walter Chiari e Silvana Pampanini; La regina di Saba (1952), di Pietro Francisci con Leonora Ruffo e Gino Cervi; Frine, cortigiana d’Oriente (1953), di Mario Bonnard con Elena Kleus e Pierre Cressoy; Afrodite dea dell’amore (1958), di Mario Bonnard con Isabelle Corey e Antonio De Teffe; La Gerusalemme liberata (1957), di Carlo Ludovico Bragaglia con Francisco Rabal e Sylvia Koscina; La spada e la croce (1958), di Carlo Ludovico Bragaglia con Yvonne De Carlo e Jorge Mistral; La battaglia di Maratona (1959), di Bruno Vallati, Jacques Tourneur e Mario Bava con Steve Reeves, Milène Demongeot, Sergio Fantoni e Alberto Lupo; I giganti della Tessaglia (1960), di Riccardo Freda con Roland Carey, Ziva Rodann e Massimo Girotti; Messalina Venere imperatrice (1960), di Vittorio Cottafavi con Belinda Lee, Spiros Focas, Giancarlo Sbragia e Aroldo Tieri; L'onorata società (1961), di Riccardo Pazzaglia con Franco e Ciccio; L'eclisse (1962), di Michelangelo Antonioni con Monica Vitti e Alain Delon; Boccaccio '70 (1962), episodio: Le tentazioni del dottor Antonio, di Federico Fellini con Anita Ekberg e Peppino De Filippo; Ercole sfida Sansone (1963), di Pietro Francisci con Kirk Morris, Liana Orfei, Enzo Cerusico e Aldo Giuffré; I dieci gladiatori (1963), di Gianfranco Parolini con Roger Browne e Fulvia Gasser; 8½ (1963), di Federico Fellini con Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Sandra Milo e Rossella Falk; Siamo tutti pomicioni (1963), di Marino Girolami con Raimondo Vianello, Mario Carotenuto e Paolo Panelli; L'ultimo uomo della Terra (The Last Man on Earth) (1964), di Ubaldo Ragona con Vincent Price; Partner (1968), di Bernardo Bertolucci con Pierre Clémenti, Stefania Sandrelli, Tina Aumont e Sergio Tofano; Gli angeli del 2000 (1969), di Honil Ranieri con Franco Citti e Eleonora Rossi Drago; 5 bambole per la luna d’Agosto (1970), di Mario Bava con William Berger, Ira von Fürstenberg e Edwige Fenech; Federico Fellini e l'EUR (1972), di Luciano Emmer con Federico Fellini; Per amare Ofelia (1974), di Flavio Mogherini con Giovanna Ralli e Renato Pozzetto; Perché si uccide un magistrato (1974), di Damiano Damiani con Franco Nero e Françoise Fabian; Conviene fare bene l’amore (1975), di Pasquale Festa Campanile con Gigi Proietti, Eleonora Giorgi, Christian De Sica, Mario Scaccia e Adriana Asti; Io tigro, tu tigri, egli tigra (1978), di Renato Pozzetto e Giorgio Capitani; Pierino medico della S.A.U.B. (1982), di Giuliano Carnimeo con Alvaro Vitali e Mario Carotenuto; Acqua e sapone (1983), di Carlo Verdone con Carlo Verdone e Florinda Bolkan; Il ventre dell'architetto (The Belly of an Architect) (1987), di Peter Greenaway; Hudson Hawk, il mago del furto (Hudson Hawk) (1991), di Michael Lehmann con Bruce Willis; Titus (1999), di Julie Taymor con Anthony Hopkins; Streghe verso nord (2001), di Giovanni Veronesi con Gérard Depardieu e Emmanuelle Seigner; Equilibrium (2001), di Kurt Wimmer con Christian Bale; Belle da morire (2002), di Bruno Mattei con Emily Crawford e Ugo Barret; Buongiorno Notte (2003), di Marco Bellocchio con Maya Sansa e Roberto Herlitzka; Notte prima degli esami (2006), di Fausto Brizzi con Nicolas Vaporidis; Nina (2012), di Elisa Fuksas con Diane Fleri e Luca Marinelli; La madre (2013), di Angelo Maresca con Stefano Dionisi e Carmen Maura; Zoolander 2 (2016), di Ben Stiller con Owen Wilson e Penélope Cruz. Serie televisive