La battaglia di Dakar si svolse tra il 23 e il 25 settembre 1940 davanti al porto di Dakar nell'ambito dei più vasti eventi della campagna dell'Africa occidentale della seconda guerra mondiale: lo scontro vide contrapposte la squadra navale dell'ammiraglio John Cunningham della Royal Navy britannica, di scorta a un corpo di spedizione di truppe britanniche e della Francia Libera agli ordini del generale Charles de Gaulle, alla guarnigione francese di Dakar e alle unità della Marine nationale presenti in porto, fedeli al governo di Vichy.

Il piano di Cunningham e de Gaulle, nome in codice Operazione Menace, era quello di occupare la città senza colpo ferire o al limite dopo una breve dimostrazione di forza, confidando su un presunto sostegno della popolazione locale e dei soldati della guarnigione alla causa della Francia Libera; il governatore della città Pierre François Boisson, invece, rifiutò le offerte avanzate dai gollisti e in breve tempo tra le difese a terra e le navi britanniche si scatenò un violento cannoneggiamento. Lo scontro andò avanti per diversi giorni, con un fallito sbarco dei reparti anglo-francesi e varie azioni in mare, finché alla fine la flotta attaccante rinunciò all'operazione e ripiegò su FreetownPiero Lugaro, "de Gaulle", collana "i protagonisti" di Famiglia Cristiana, pagina 74.

Dakar rimase sotto il controllo della Francia di Vichy fino a che, due anni dopo, con l'Operazione Torch tutta l'Africa Occidentale Francese cadde in mano agli Alleati.

Antefatti Francia libera contro Francia di Vichy Dopo la disastrosa conclusione della campagna di Francia e la firma dell'armistizio di Compiègne il generale Charles de Gaulle, riparato a Londra con pochi fedelissimi, si pose alla guida del movimento della "France libre", organizzazione che si riproponeva di continuare la lotta contro la Germania nazista e che si contrapponeva al governo messo in piedi dal maresciallo Philippe Pétain nella zona della Francia non occupata dai tedeschi (la cosiddetta "Francia di Vichy", dalla città sede provvisoria del governo). La France libre di de Gaulle, tuttavia, poteva contare su un supporto molto limitato: il movimento "gollista" fu riconosciuto come governo in esilio francese unicamente dal Regno Unito e dai suoi dominion, ma la totalità degli Stati neutrali e in particolare gli Stati Uniti d'America continuarono a riconoscere il regime di Pétain come unico governo legittimo della Francia.

Nonostante l'appello di de Gaulle, solo una minima parte delle forze armate francesi si era detta disposta a continuare le ostilità contro i tedeschi, e dei soldati francesi evacuati in Inghilterra dopo la caduta della Francia solo poche migliaia avevano aderito al movimento gollista; la situazione fu aggravata anche dalle azioni intraprese dai britannici per neutralizzare la flotta francese onde impedire che potesse cadere in mano ai tedeschi: nel luglio 1940, nell'ambito della cosiddetta "operazione Catapult", le forze britanniche si erano impossessate o avevano internato varie unità navali francesi presenti nei porti controllati dal Regno Unito, mentre il nucleo centrale della flotta francese era stato attaccato e cannoneggiato nella base algerina di Mers-el-Kébir da una squadra della Royal Navy.

Tentativi attuati nel giugno 1940, anche con l'aiuto dei britannici, da parlamentari francesi e membri del decaduto governo di Paul Reynaud di dare vita a un governo francese in Nordafrica erano ben presto naufragati, ma vari territori del vasto Impero coloniale francese incominciarono pian piano a schierarsi dalla parte del movimento della Francia libera: il 16 luglio 1940 il governatore della colonia del Ciad Félix Éboué aderì al proclama di de Gaulle, mentre comitati gollisti incominciarono a prendere piede nel Camerun francese e nel Congo estendendosi ben presto al resto dell'Africa Equatoriale Francese. I sommovimenti nelle colonie francesi portarono quindi il primo ministro britannico Winston Churchill a formulare un primo piano per sbarcare in Africa de Gaulle e le sue forze in addestramento nel Regno Unito, onde insediare un'entità statuale che potesse aumentare la legittimità internazionale della Francia libera.

Obiettivo Dakar

Un primo piano operativo fu approvato dal Gabinetto di Guerra britannico per il 5 agosto 1940, dopo aver consultato il Comitato dei Capi di Stato Maggiore delle forze armate britanniche: come obiettivo fu selezionata la città di Dakar, capitale dell'Africa Occidentale Francese e porto principale della regione, con Conakry e Douala come possibili alternative, e fu stabilito che la spedizione dovesse essere intrapresa unicamente con forze francesi, limitando il coinvolgimento dei britannici al trasporto degli uomini di de Gaulle; il generale si disse favorevole alla scelta di Dakar, ma chiese che il contributo britannico alla spedizione fosse incrementato.. Dakar era un obiettivo importante sotto vari aspetti: nella città erano state inviate, nell'imminenza della capitolazione francese, le riserve auree della Banca di Francia nonché quelle del Governo in esilio della Polonia, e i britannici temevano che il porto potesse trasformarsi in una base per i sommergibili tedeschi attivi contro il traffico commerciale diretto nel Regno Unito; nella rada di Dakar si trovava inoltre la nave da battaglia Richelieu, una delle unità più moderne della Marine nationale, ancora parzialmente incompleta e rimasta immobilizzata in loco dopo l'attacco di aerosiluranti della portaerei britannica l'8 luglio 1940 durante gli eventi dell'operazione Catapult: la cattura della città avrebbe quindi consentito di impossessarsi anche di questa importante unità..

Il 13 agosto il Gabinetto di Guerra britannico approvò un nuovo piano per l'occupazione di Dakar, nome in codice "operazione Menace": alla forza da sbarco della Francia libera, incentrata principalmente sulla 13e Demi-brigade de Légion étrangère, fu aggiunta una formazione britannica, la 101ª Brigata della Royal Marines Division sotto il comando del maggior generale Irwin, mentre le poche unità navali delle Forces navales françaises libres (l'avviso Savorgnan de Brazza della classe Bougainville, gli avvisi-dragamine Commandant Dominé e Commandant Duboc della classe Élan e il pattugliatore Président-Houduce) furono affiancate dalla forte squadra britannica (Force M) dell'ammiraglio John Cunningham comprendente le navi da battaglia e , la portaerei , gli incrociatori pesanti (della Royal Australian Navy), e , due incrociatori leggeri, dieci cacciatorpediniere e due sloop; in aggiunta una dozzina di unità mercantili, tra cui i transatlantici olandesi Westernland e Pennland e il polacco Sobieski, avrebbero provveduto al trasporto delle forze terrestri e dei loro rifornimenti.

La partenza della spedizione fu rallentata da ritardi e contrattempi: invece di un viaggio diretto dall'Inghilterra a Dakar si dovette predisporre in sede di pianificazione una tappa nella base britannica di Freetown per permettere alle unità di ripristinare la loro riserva di carburante, e a fronte della pianificata velocità di dieci nodi che il convoglio doveva tenere ci si avvide solo all'ultimo minuto che diverse navi da trasporto non potevano superare gli otto-nove nodi di velocità; tutti questi errori di calcolo finirono con il far slittare di una decina di giorni la data prefissata per lo sbarco. A peggiorare le cose, le misure di sicurezza previste per simili operazioni erano ancora molto improvvisate a causa dell'inesperienza generale, e il 22 agosto il ministero degli esteri britannico mise al corrente il governo del fatto che informazioni sulla spedizione erano trapelate all'estero; ciò nonostante, il Gabinetto di Guerra diede l'approvazione definitiva al piano il 27 agosto, con la data prevista per lo sbarco fissata al 19 settembre..

La guarnigione è allertata

Ottenuta l'autorizzazione della commissione d'armistizio tedesca, il 9 settembre il governo di Vichy fece salpare dalla base di Tolone una forza navale (Force Y) composta dagli incrociatori leggeri Gloire, Georges Leygues e Montcalm e da tre cacciatorpediniere, agli ordini del retroammiraglio Bourragué e con a bordo truppe e funzionari fedeli al governo Pétain. La partenza della squadra fu segnalata da informatori il giorno stesso al console generale britannico di Tangeri, il quale girò l'informazione al ministero degli esteri a Londra: non a conoscenza della spedizione a Dakar, il console non contrassegnò l'informazione come "importante" e questo, unito ai ritardi causati dai bombardamenti tedeschi su Londra, fece sì che la notizia raggiungesse l'Ammiragliato solo il 14 settembre. Il 10 settembre precedente l'addetto navale britannico a Madrid fu ufficialmente informato dalle autorità della Marine nationale che una squadra navale francese sarebbe transitata per lo stretto di Gibilterra, una comunicazione di routine; il messaggio fu inviato in codice all'Ammiragliato la notte del 10 settembre, ma ancora una volta fu inoltrato per via ordinaria senza dargli troppa importanza..

La mattina dell'11 settembre il cacciatorpediniere britannico , di pattuglia nel Mediterraneo occidentale, segnalò l'approssimarsi allo stretto di Gibilterra della squadra francese; la notizia fu subito passata al comando della Force H a Gibilterra, che mise in stato d'allerta l'incrociatore da battaglia , e poi all'Ammiragliato che infine mise al corrente il Gabinetto di Guerra, ormai però troppo tardi: nella stessa mattina dell'11 settembre i tre incrociatori e i tre cacciatorpediniere francesi superarono indisturbati lo stretto e si diressero a tutta velocità verso sud.. Il Renown fu fatto salpare per intercettare le unità francesi e convincerle a non proseguire più a sud del Marocco, ma le navi di Vichy fecero tappa a Casablanca facendo perdere le loro tracce: il Renown rimase a incrociare a sud della città per due giorni in attesa della squadra francese, ma con il porto coperto di nebbia e uno dei ricognitori britannici abbattuto dalla contraerea fu solo nel pomeriggio del 13 settembre che ci si avvide che le unità avevano lasciato Casablanca dirette a Dakar, facendo mancare l'intercettazione.

Con la sua squadra ormai in vista di Freetown, il 14 settembre Cunningham fu informato della spedizione delle navi francesi: la Ark Royal e tre incrociatori invertirono la rotta per tentare l'intercettamento, ma quella stessa sera le navi francesi furono rilevate all'ancora nel porto di Dakar. Si accese un dibattito in merito al proseguimento della spedizione, con il governo britannico inizialmente intenzionato a sospendere l'azione e dirottare le truppe golliste a Douala nel Camerun, ma Cunningham, de Gaulle e Irwin insistettero per mantenere l'obiettivo di Dakar ottenendo infine l'assenso di Churchill il 18 settembre.. Il 19 settembre le navi di Vichy lasciarono Dakar alla volta di Libreville, venendo subito inseguite dalle unità di Cunningham: i tre incrociatori Gloire, Georges Leygues e Montcalm furono avvistati dallAustralia e dal Cumberland e tallonati mentre procedevano a tutta forza verso sud, mentre l'incrociatore francese Primauguet, salpato da Dakar di scorta alla petroliera Tarn di supporto alle altre tre unità, fu intercettato dai britannici e e convinto dopo negoziati a rientrare pacificamente a Casablanca. Il Gloire ebbe un'avaria alle macchine e, affiancato dallAustralia, accettò di rientrare sotto scorta a Casablanca; il Cumberland invece perse di vista le altre due unità durante un violento temporale, e il Georges Leygues e il Montcalm poterono quindi invertire la rotta e rientrare a Dakar senza essere fermati..

La battaglia 23 settembre