La terza generazione della Fiat Panda, un'autovettura superutilitaria della casa automobilistica italiana FIAT, è prodotta a partire dal novembre 2011 e commercializzata a partire da febbraio 2012. La vettura è erede diretta della seconda generazione, prodotta a partire dal 2003 che a sua volta aveva sostituito lo storico modello del 1980. Con questo progetto la piccola utilitaria torna a essere prodotta in Italia. La sigla interna di prodotto è Fiat 319.

A partire dall'ottobre 2025, la FIAT cambia la denominazione ufficiale in Pandina, nome di un'edizione speciale rilasciata nel 2024, mantenendo però in molti casi la denominazione Panda. Questo cambiamento è stato fatto per distinguere la Fiat Panda del 2012 con la nuova Fiat Grande Panda, modello che va ad affiancare la Panda ma non sostituirla.

Presentazione Il modello viene presentato al pubblico durante il Salone dell'automobile di Francoforte nel settembre 2011, tale presentazione viene anticipata con un'anteprima fotografica sul web nel mese di agosto, succeduto da un comunicato stampa della Fiat SpA in relazione all'imminente presentazione al salone.

Caratteristiche La vettura, seppur completamente nuova rispetto al modello precedente, si basa sulla stessa piattaforma di quest'ultimo, ovvero la piattaforma "Mini" modificata nel tempo e aggiornata per adattarsi ai recenti standard di sicurezza. Il telaio è condiviso con altri modelli del gruppo come la Fiat 500 del 2007 e Lancia Ypsilon del 2011. Rispetto al modello del 2003 la vettura è più grande di qualche centimetro, per aumentare la sicurezza passiva del telaio e l'abitabilità. Il passo è stato incrementato di 0,5 cm.

Concetto I concetti su cui si basa la nuova Fiat Panda non si discostano molto da quelli delle versioni precedenti e la mission di prodotto rimane invariata, visto che si è rivelata essere vincente nelle sue antenate. La vettura è quindi un prodotto razionale, volto a dare priorità al comfort, abitabilità, versatilità e soprattutto praticità.

La vettura è stata concepita come unione dei due modelli che l'hanno preceduta, riprende alcuni elementi distintivi del modello degli anni ottanta e li fonde con quelli del modello del 2003 (al quale rimane molto legata) che per motivi tecnici o di mercato aveva perso in favore di soluzioni diverse. Una di queste soluzioni è per esempio l'aver ricavato uno spazio a giorno sul cruscotto che include un tascone svuota-tutto caratteristico del primo modello, che nel secondo è venuto meno a causa degli ingombri dati dalla presenza dell'airbag passeggero. Concetto che invece risulta nuovo rispetto alle progenitrici è quello riferito alla cura estetica. La nuova Panda, pur mantenendo la propria filosofia di auto votata alla praticità, è meno spartana e più curata in dettagli prettamente estetici.

Il gruppo di sviluppo Il progetto nasce dallo stesso team di designer che si è occupato anche del progetto della Fiat 500. Tale team, composto da circa una trentina di persone coinvolte nello sviluppo degli esterni e degli interni della vettura, è stato diretto da Roberto Giolito, responsabile del centro stile per i marchi FIAT e Abarth.

Estetica: lo squircle

Seguendo il concept di progetto dal quale è nata, sul piano estetico (stile, scelta dei volumi ed ergonomia) la vettura rimane fedele al modello che la precede ma amplia le sue caratteristiche dirigendosi verso un'immagine più contemporanea. Viene adottato come elemento caratterizzante il concetto stilistico dello squircle: una particolare forma geometrica, risultato della fusione tra quadrato e cerchio, che simboleggia la sintesi tra l'efficienza e la robustezza del primo con la gradevolezza e la flessibilità del secondo, dando così vita a un elemento regolare e maneggevole, ma al contempo divertente e giocoso. La Panda non richiama solamente la filosofia delle generazioni precedenti del modello, ma rispecchia anche lo stile introdotto dalla 500 del 2007 omogeneizzandosi, ma senza sovrapporsi a essa e mantenendo una propria e precisa personalità.

Esterni

Le linee della carrozzeria sono più morbide e meno spigolose, con superfici bombate e tagli meno netti. La vettura infatti, pur essendo più grande del modello precedente, risulta più compatta e mantiene la medesima proporzione nei volumi. Nonostante ciò, sul piano stilistico, esternamente la vettura non è stata stravolta ma anzi si rifà in molti aspetti al modello del 2003, disegnato da Giuliano Biasio per Bertone. La fiancata infatti, pur essendo molto simile a quella della coeva Fiat Uno (nata nel 2010 per il mercato brasiliano), ha mantenuto il caratteristico terzo finestrino laterale (in gergo tecnico conosciuto come "terza luce"), introdotto proprio nella seconda generazione e che anche in questo caso raccorda l'abitacolo con il lunotto, andando a inglobarsi nei gruppi ottici posteriori e creando quindi una sorta di continuità tra fiancata e posteriore. Le luci di posizione vengono invece separate dal gruppo ottico principale e ricavate nel paraurti anteriore, analogamente a quanto fatto nella Punto Evo. La vettura presenta elementi in contrasto sulla fiancata, come i fascioni paracolpi laterali, i quali vengono ripresi anche nel paraurti posteriore e dalle cornici dei fari fendinebbia anteriori. Permangono le caratteristiche da piccola SUV e in questo nuovo modello i passaruota sono molto marcati e sporgenti, accentuando l'idea di robustezza del veicolo.

Roberto Giolito, responsabile del Centro Stile Fiat nel periodo di realizzazione della vettura, ha sottolineato che il frontale è stato disegnato riprendendo quello del modello precedente con influenze stilistiche della 500 e ha precisato che l'influenza determinante è data dalle norme di sicurezza a favore dei pedoni in caso di urto con questi ultimi. Giolito ha inoltre sottolineato che quel che può sembrare un elemento puramente estetico derivato sempre dalla 500, vale a dire il cosiddetto baffo ai lati del logo Fiat (simbolo caratterizzante della piccola superutilitaria e ripreso anche dalla Punto Evo), è in realtà un elemento necessario a separare paraurti e cofano motore e a racchiudere il logo della casa.

Interni

Internamente l'auto, stilisticamente parlando, prende marcate distanze rispetto alle sue predecessore e si orienta più verso lo stile della 500. In tutto l'abitacolo si ripetono vari squircle: la figura geometrica si ritrova infatti ovunque, sulla plancia, sui comandi, sul volante e sulla strumentazione. La plancia stessa è caratterizzata da una grande fascia rettangolare che percorre tutto il perimetro di essa, contenendo i comandi del clima e avvolgendo la console radio. In questa fascia è stato inserito anche l'airbag, lasciando quindi sul lato del passeggero un grande spazio vuoto portaoggetti, come nel primo modello disegnato da Giugiaro nel 1980; questa soluzione era ormai scomparsa nelle auto moderne. Vengono introdotte anche le quadrotte, ovvero dei particolari quadratini in rilievo (anch'essi derivati dallo squircle) che sono stati applicati in maniera elettrosaldata sugli schienali dei sedili anteriori: questi elementi hanno la funzione di creare una sorta di "intercapedine" tra la schiena del passeggero e il sedile, in modo da fornire una miglior aerazione della zona e conseguentemente un maggiore comfort. Dal 2020, in occasione del quarantesimo anniversario del primo, storico modello, a bordo è stato posto uno schermo touch da 7" che supporta CarPlay e Android Auto.

Meccanica

La vettura al suo debutto offriva la sola trazione anteriore; dopo un anno viene affiancata da quella integrale. La vettura è offerta sin dal lancio con motori a benzina e Diesel: il due cilindri Twinair da 0.9 litri in versione turbo da 85 CV con sistema start e stop, il 1.2 FIRE 8 valvole da 69 CV (quest'ultimo con nuovi rapporti più lunghi del cambio per privilegiare consumi ed emissioni, nonché con il variatore di fase) e in seguito un 1.3 litri Multijet II 16 valvole da 95 CV con sistema start e stop (che ha sostituito il 75 CV).

La Panda viene anche commercializzata con motorizzazioni bifuel: a tale alimentazione vengono adattati il Twinair 0.9 Turbo Natural Power da 80 CV (benzina e metano) e il 1.2 EasyPower da 69 CV (benzina e GPL). Tali propulsori sono equipaggiati dal Gear Shift Indicator (GSI), ovvero l'indicatore di cambio marcia durante la guida al fine di ridurre al minimo i consumi.. Dalla fine del 2015 viene fatta una nuova omologazione di tutti i motori secondo la normativa Euro 6, mentre il diesel 1.3 Multijet da 75 CV viene sostituito dall'unità Euro 6 potenziata 95 cavalli, già disponibile su Fiat 500 e Lancia Ypsilon con le quali la Panda condivide la meccanica di base.

A febbraio 2020 viene lanciata la versione Hybrid, con un sistema mild hybrid composto dal motore 1 litro a 3 cilindri da 70 CV (51 kW), dal motore elettrico Belt Integrated Starter Generator (BSG) da 12 volt e da una batteria al litio.

Sicurezza La Panda di terza generazione, testata nel 2012, ha totalizzato quattro stelle su cinque alle prove d'impatto Euro NCAP, valutazione datagli per l'assenza dell'ESP di serie anche nella versione d'accesso, condizione fondamentale secondo l'ultima versione del regolamento dell'ente per ricevere le 5 stelle.

Nel dicembre 2018 è stata nuovamente sottoposta a una prova d'impatto, secondo nuovi criteri, e, non avendo subito sostanziali modifiche, ha totalizzando il minimo risultato, 0 stelle, a riprova di quanto siano cambiati i requisiti in questo breve periodo.

Sul profilo della sicurezza la Panda è stata, insieme alla 500L, la prima vettura in gamma FIAT ad adottare il City Brake Control, un sistema di frenata automatica che si attiva a velocità inferiore o uguale a 30 km/h, e che ha fatto ricevere alle due auto il premio speciale per la sicurezza Euro NCAP Advanced 2013.

Panda 4x4 e Panda Natural Power

Come per la predecessore, anche dalla Panda del 2012 vengono derivate due versioni molto importanti nella gamma della piccola superutilitaria italiana: la 4x4 e la Natural Power. Se la versione a trazione integrale è diventata ormai un'icona (sin dal 1983) nota ai più almeno tanto quanto la vettura stessa, la versione a gas naturale compresso è di più recente concezione ma ha segnato una fetta determinante delle vendite della seconda generazione dal 2007 sin al 2012, facendo della Panda, seguita dalla Multipla e dalla Punto Classic, la portabandiera del gruppo Fiat in questo tipo di alimentazione. Come il precedente modello, la versione a metano è realizzata sulla base della Panda 4x4: il blocco della trazione integrale, infatti, nel modello a metano è stato rimosso e lo spazio risultante è stato sfruttato per l'alloggiamento delle bombole. Tuttavia, rispetto al modello che la precede, dove si trattava di un semplice adattamento, nel nuovo modello la progettazione del pianale è stata fatta tenendo conto anche di una futura versione a doppia alimentazione e non solo della trazione integrale.