La Moldavia elegge a livello nazionale un Capo di Stato, il Presidente, e un Parlamento monocamerale (Parlamentul), che conta 101 membri eletti ogni quattro anni con il sistema proporzionale. Il Presidente è eletto per un mandato di quattro anni dal parlamento .

Le elezioni parlamentari del 2005 sono state monitorate da più di 800 osservatori internazionali, 150 giornalisti stranieri e più di 2000 esperti locali indipendenti. Tutte le istituzioni internazionali coinvolte nel monitoraggio, incluso il Parlamento europeo, hanno concluso che le elezioni si sono svolte in accordo con le regole internazionali.

Elezione del Presidente del maggio 2009 Le elezioni presidenziali indirette si sono tenute in Moldavia a seguito delle elezioni parlamentari, tenutesi nel mese di aprile 2009. Il Presidente in carica Vladimir Voronin non può essere rieletto, avendo già ricoperto due mandati; inoltre, egli è stato eletto Presidente del Parlamento della Moldavia all'inizio del mese di maggio. Il Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldavia (PCRM), partito unico al governo, ha nominato Zinaida Greceanîi quale sua candidata. Dato che il PCRM deteneva solamente 60 su 101 seggi, ma ne erano necessari 61 (i tre quinti) per eleggere un Presidente, era necessario almeno un voto dissenziente dell'opposizione. Quest'ultima aveva però già annunciato che avrebbe boicottato le elezioni, obbligando pertanto a elezioni parlamentari anticipate, dato che la Costituzione moldava prevede che in caso il Parlamento non riesca per due volte consecutive ad eleggere un Presidente, esso debba essere sciolto e si debbano svolgere nuove elezioni.

Al primo turno, svoltosi il 20 maggio 2009, l'opposizione boicottò con successo la procedura elettorale; fu quindi istituito un secondo turno di votazione per il 28 maggio 2009. In quella data, però, si decise di posticipare l'elezione al 3 giugno 2009; il PCRM sostenne che la motivazione era la festività dell'Ascensione, che cadeva proprio in quel giorno, mentre l'opposizione criticò i tentativi del PCRM di allungare i tempi.

Il 2 giugno 2009, l'ex Presidente del Parlamento Marian Lupu (che era un possibile candidato alla carica di Primo ministro, nel gioco di poltrone tra Voronin, Greceanîi e Lupu stesso) abbandonò il PCRM per l'opposizione, affermando di essersi reso conto che il PCRM non era democratico e non poteva essere riformato dall'interno. Come atteso, il secondo turno delle elezioni presidenziali fu senza successo, e portò quindi alle elezioni anticipate svoltesi il 29 luglio 2009.

In entrambi i turni, i candidati erano stati nominati dal PCRM: Stanislav Groppa, un dottore, al primo turno, e Andrei Neguta, l'ambasciatore moldavo in Russia, al secondo turno.

Elezione del Presidente del novembre 2009 Il primo turno delle elezioni presidenziali indirette si è tenuto in Moldavia il 10 novembre 2009, a seguito delle elezioni parlamentari tenutesi nel mese di luglio. L'elezione, che ha visto la presentazione di un solo candidato, Marian Lupu, non ha avuto esito, a causa del boicottaggio da parte del Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldavia. Il secondo turno, che si deve tenere al massimo trenta giorni dopo il primo, si è tenuto il 7 dicembre 2009. Dato che anche questo secondo turno è stato senza esito positivo, cioè non si è raggiunta la maggioranza necessaria all'elezione del Presidente, nel 2010 si dovranno tenere nuove elezioni parlamentari anticipate.

Sviluppi pre-elettorali Un primo tentativo per l'elezione del presidente era fallito dopo le elezioni parlamentari dell'aprile 2009, obbligando pertanto allo svolgimento di elezioni parlamentari anticipate e quindi di una seconda elezione presidenziale. Se questo tentativo dovesse di nuovo fallire, la Costituzione impedisce una seconda elezione anticipata nello stesso anno, pertanto la successiva elezione avrebbe luogo nei primi mesi del 2010.

Il Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldavia ha lasciato intendere che potrebbe sostenere un candidato indipendente alla presidenza.

L'8 agosto 2009, quattro partiti si sono uniti per creare l'Alleanza per l'Integrazione Europea, che spingerebbe il PCRM all'opposizione. Questa Alleanza necessita di eleggere un nuovo presidente, azione che sarà impossibile senza il sostegno di almeno 8 deputati del PCRM. L'Alleanza per l'Integrazione Europea ha una stretta maggioranza di 53 deputati sui 101 del Parlamento, mentre il PCRM ne conta 48. Per eleggere il nuovo Presidente della Moldavia sono necessari 61 voti (i tre quinti del Parlamento).

Se i comunisti dovessero decidere di bloccare l'elezione di un nuovo Presidente, l'attuale Presidente Vladimir Voronin non potrà rimanere in carica ad interim fino alle successive elezioni.Se non si demiterà nelle prossime settimane, rimanendo in carica potrà essere accusato di usurpazione del potere e quindi arrestato.

Il Parlamento si è riunito in prima seduta per eleggere il Presidente del Parlamento 28 agosto 2009. I comunisti hanno boicottato la sessione ed hanno messo in discussione la legittimità dell'elezione di Ghimpu il 1º settembre; la Corte Costituzionale ha tuttavia deciso l'8 settembre che l'elezione era valida. Voronin si è dimesso l'11 settembre 2009, per restare semplice deputato; Mihai Ghimpu, in quanto Presidente del Parlamento, è divenuto quindi Presidente ad interim fino all'elezione.

Elezione Il Parlamento della Moldavia avrebbe dovuto votare per eleggere il nuovo presidente dell'ex repubblica sovietica il 23 o il 26 ottobre, secondo quanto affermato da Marian Lupu il 5 ottobre. L'elezione prevista per il 23 ottobre fu poi rimandata, in quanto bisognava stabilire se era costituzionale o meno un'elezione con un solo candidato (Marian Lupu).

Il primo tentativo di elezione, avvenuto il 10 novembre, è fallito, dato che il PCRM ha boicottato l'elezione. Un altro turno si è tenuto il 7 dicembre e, secondo le attese, è fallito anch'esso. Secondo la legge, pertanto, si sarebbero dovute tenere nell'autunno 2010 nuove elezioni parlamentari.

Elezione del Presidente del 2011-2012 Le elezioni presidenziali si sono tenute in Moldavia il 16 dicembre 2011 per eleggere il Presidente della Nazione da parte del Parlamento della Moldavia, in un'elezione indiretta. Dopo che le elezioni del 16 dicembre sono fallite, si è svolto un secondo turno il 15 gennaio 2012. Tuttavia, anche questo secondo voto è stato annullato in quanto incostituzionale, dato che non aveva avuto le caratteristiche di voto segreto. Un ulteriore turno di voto si è tenuto il 16 marzo 2012, ed è risultato eletto Nicolae Timofti, indipendente, dopo quasi tre anni di presidenza ad interim di Mihai Ghimpu, Vlad Filat e Marian Lupu.

Situazione pre-voto Alle elezioni parlamentari del 5 aprile 2009 il Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldavia (PCRM) ottenne il 49,48% dei voti e 60 seggi, uno in meno di quelli necessari per eleggere un Presidente. Vladimir Voronin, fino ad allora Capo dello Stato, fu eletto Presidente del Parlamento, e mantenne anche la presidenza ad interim. Proteste e tafferugli fomentati dagli attivisti pro-rumeni portarono alle rivolte civili che seguirono nel mese di aprile 2009. Il PCRM non fu in grado di assicurarsi il voto mancante durante l'elezione del Presidente nel maggio 2009, in quanto nessun voto venne dai 41 deputati dei tre partiti di opposizione. Secondo i dettami della costituzione, si rese necessaria un'altra elezione parlamentare: le elezioni parlamentari in Moldavia del luglio 2009 fecero perdere ulteriori seggi al PCRM a favore dell'Alleanza per l'Integrazione Europea, la coalizione dei partiti di opposizione, che ottenne 53 seggi. Tuttavia, anche l'opposizione non riuscì ad ottenere seggi sufficienti ad eleggere un presidente, producendo quindi una situazione incerta. Voronin annunciò il 2 settembre che si sarebbe dimesso, affermando che la sua posizione di presidente ad interim era divenuta "ambigua e incerta"."Voronin Resigns As Acting Moldovan President", Radio Free Europe/Radio Liberty, 2 settembre 2009. Si dimise l'11 settembre, inviando una lettera al segretariato parlamentare.

Con un voto di 52 deputati, la carica di Presidente della Repubblica di Moldavia fu dichiarato vacante, pertanto, in accordo con l'articolo 91 della Costituzione, che prevede che "la responsabilità della carica deve essere svolta ad interim dal Presidente del Parlamento o dal Primo ministro, in questo ordine di priorità", Mihai Ghimpu divenne Presidente ad interim della Moldavia.

La Corte Costituzionale della Moldavia confermò la legittimità della posizione di Ghimpu come Presidente ad interim, il che gli diede il diritto di nominare un Primo Ministro. Nello stesso giorno Ghimpu firmò il decreto che nominava Vlad Filat Primo Ministro.

Per decreto presidenziale fu istituita la Commissione per le riforme costituzionali in Moldavia il 1º dicembre per risolvere la crisi costituzionale. La carica di Presidente ad interim passò poi a Marian Lupu, che la detenne fino al 30 dicembre 2010.

Calendarizzazione Dopo un'interrogazione sottoposta da quattro deputati del PCRM, la Corte Costituzionale moldava stabilì l'8 febbraio 2011 che il Parlamento è l'unica istituzione che può decidere quando indire una nuova elezione presidenziale, a partire da due mesi dopo il termine del mandato del precedente presidente, come previsto dalla Costituzione.

Il 20 ottobre 2011 il Parlamento moldavo decise di indire un'elezione presidenziale per il 18 novembre 2011.

Candidature Il 4 novembre 2011 Igor Dodon annunciò che avrebbe lasciato il PCRM insieme ai deputati Zinaida Greceanîi e Veronica Abramciuc. Dodon affermò che loro tre avrebbero votato per un presidente indipendente da ogni partito, alleanza o altro corpo politico. La loro iniziativa fu dovuta al boicottaggio delle elezioni da parte del PCRM, e rese pertanto virtualmente possibile rompere il blocco raggiungendo un accordo con la coalizione di maggioranza a cui mancavano due voti per ottenere i numeri per eleggere un presidente.

Ciononostante, il 15 novembre il termine per la presentazione delle candidature arrivò senza alcun nome. Le leggi della Moldavia non prendono in considerazione l'ipotesi che non vi siano candidati alle presidenziali, pertanto le elezioni dovettero essere rimandate o cancellate. Secondo la legge, le elezioni presidenziali possono essere ripetute solamente una volta; se il secondo tentativo fallisce, devono essere indette nuove elezioni parlamentari.RFE-RL, 16 novembre 2011

A seguito dei due turni falliti, l'Alleanza per l'Integrazione Europea propose due candidati: Veronica Bacalu, l'ex Vice Governatore della Banca Nazionale della Moldavia, che lavora presso la Banca Mondiale ed è stata nominata dal Partito Liberal Democratico. Il secondo candidato era Ion Ababii, l'ex Ministro della Salute nominato dal Partito Democratico. Alla fine, prevalse il capo del Consiglio Supremo della Magistratura, il giudice Nicolae Timofti: egli affermò che avrebbe mantenuto "legami strategici" con gli Stati Uniti, la Russia e la Germania, e avrebbe cercato di giungere a un compromesso sulla disputa con la Transnistria. Timofti aggiunse che la "Moldavia deve divenire un ponte tra est e ovest, e da questo può solo guadagnare."

Elezione Dopo due fallimenti successivi nell'elezione, la nazione aveva da circa 900 giorni un Presidente ad interim. Per l'elezione del Presidente è necessario il parere positivo di almeno il 60% dei deputati.

Secondo l'Articolo 80 della Costituzione, "il Presidente della Moldavia entra in carica il giorno del giuramento e il suo mandato ha una durata di 4 anni".

Primo tentativo