Con la nazionale tedesca, con cui ha partecipato a sei grandi tornei internazionali, ha vinto il (come Germania Ovest) e il . È inoltre giunto secondo nella graduatoria del Pallone d'oro nel 1995 e nel 2004 è stato inserito nella FIFA 100, lista dei 125 migliori calciatori viventi.

Da allenatore ha guidato la nazionale tedesca al terzo posto al e la nazionale statunitense alla vittoria della Gold Cup 2013.

Biografia Dal 1995 è sposato con Debbie, da cui ha avuto due figli tra cui Jonathan, il quale ha seguito le orme paterne divenendo a sua volta un calciatore, scegliendo di rappresentare la nazionale statunitense.

Carriera Giocatore Club 1973-1981: esordi Jürgen Klinsmann è uno dei quattro figli del maestro panettiere Siegfried Klinsmann (deceduto nel 2005) e di sua moglie Martha.

All'età di otto anni debuttò giocando per il TB Gingen, una squadra di calcio amatoriale del comune Gingen an der Fils. Sei mesi dopo segnò 16 gol in un solo incontro per il suo nuovo club. A dieci anni si trasferì al SC Geislingen. Quando aveva quattordici anni suo padre comprò un panificio a Stoccarda, dove si trasferì con la famiglia. Klinsmann continuò a giocare per il SC Geislingen an der Steige, nonostante fosse stato visto in una selezione giovanile del Württemberg.

A sedici anni il giocatore firmò un contratto con gli , con il quale divenne un professionista due anni dopo. Tuttavia i suoi genitori decisero che prima avrebbe finito l'apprendistato da panettiere nell'impresa familiare, per il quale superò l'esame finale nel 1982.

1981-1989: Stuttgarter Kickers e Stoccarda

Cominciò la sua carriera professionale nel 1982 con gli Stuttgarter Kickers, allora un club di seconda divisione. Horst Buhtz, un precedente allenatore dei Kickers, ricorda che Klinsmann beneficiò di un allenamento intensivo di sprint che ricevette da Horst Allman, a quell'epoca uno dei migliori allenatori di sprint in Germania: all'inizio della nuova stagione aveva migliorato il suo tempo nei 100 metri da 11,7 a 11,0 secondi.

Nel 1984 si trasferì allo , in Bundesliga. Nella prima stagione, Klinsmann riuscì a segnare 15 gol, fu il miglior cannoniere dopo Karl Allgöwer (16 reti) e la squadra si piazzò al decimo posto. Nella stagione 1985-86 segnò 16 gol e in quella successiva raggiunse la finale della Coppa di Germania, persa però contro il per 2-5: Klinsmann segnò l'ultimo gol della partita.

Nella stagione 1987-88 segnò altre 19 reti, tra cui una in rovesciata contro il Bayern Monaco, e fu capocannoniere del campionato. Sempre in questo periodo il giocatore entrò nel mirino dell', dove giocavano i connazionali Matthäus e Brehme; l'anno seguente disputò la finale di Coppa UEFA, persa dalla sua squadra contro il : nel corso della gara di ritorno, conclusa 3-3, realizzò un gol.

1989-1992: il triennio all'Inter

Nell'estate 1989 si trasferì quindi all'Inter, venendo pagato circa 3 miliardi di lire, per sostituire l'argentino Ramón Díaz. Dopo aver segnato due gol nei primi turni di Coppa Italia, trovò la prima rete in Serie A contro il . Autore di 13 gol in campionato, vinse la Supercoppa italiana. Nel torneo successivo marcò invece 14 reti, con i milanesi vincitori della Coppa UEFA.

L'ultima stagione con la Beneamata si rivelò deludente per il tedesco, che andò a segno soltanto 7 volte in campionato. I nerazzurri conclusero all'ottavo posto, mancando la qualificazione alle coppe europee.

1992-1995: Monaco e Tottenham Dopo il triennio in Italia, si accordò inizialmente con il ; l'affare non andò tuttavia in porto, e il centravanti venne ceduto al di Arsène Wenger per 14 miliardi di lire, andando a sostituire il partente George Weah. La compagine monegasca terminò il campionato 1992-93 alle spalle dell', con Klinsmann che mise a segno 20 reti, ma uno scandalo riguardante gli stessi marsigliesi ne comportò l'esclusione dalla UEFA Champions League: il Monaco fu quindi ripescato nella massima competizione europea dove, nella stagione successiva, raggiunse la semifinale, persa in gara unica contro il .

Al termine della stagione seguente, il Monaco arrivò solamente al nono posto nella Ligue 1 e Klinsmann, che si era assentato due mesi dai campi di gioco per una lesione al legamento, fu impiegato spesso come unico attaccante. Cominciò quindi a esprimere critiche sul comportamento dei suoi compagni di squadra: nel 1995 lasciò la squadra in anticipo, un anno prima della scadenza naturale del contratto.Thürmer/Götting: Jürgen Klinsmann - Vom Weltmeister zum Superstar. 1996, p. 75f

Klinsmann si trasferì nella stagione 1994-95 al , cosa che i tifosi e la stampa recepirono in modo critico; i londinesi pagarono due milioni di sterline al club del Principato.Blickensdörfer: Jurgen Klinsmann, 1995, p. 55f Nel suo debutto contro lo segnò con un colpo di testa. Rivalutato positivamente dalla stampa e dai tifosi,Thürmer/Götting: Jürgen Klinsmann - Vom Weltmeister zum Superstar. 1996, p. 99 dopo le 29 reti segnate in stagione Klinsmann fu proclamato giocatore dell'anno da parte della Football Writers' Association. Il museo delle cere Madame Tussauds gli ha dedicato una statua.

1995-1998: ultimi anni

Il suo periodo di successo continuò con il durante le stagioni 1995-96 e 1996-97: in entrambe fu il miglior marcatore della squadra, con la quale vinse la Coppa UEFA 1995-1996 e migliorò il record di gol segnati durante la competizione portandolo a 15 gol in 12 partite. Campione di Germania nel 1997, fece poi ritorno in Italia: la lo tesserò per rimpiazzare Roberto Mancini. L'esperienza in blucerchiato fu di breve durata, poiché già a dicembre decise di rientrare agli Spurs. I suoi gol salvarono il club dalla retrocessione, in particolare una quaterna messa a segno contro il , incontro vinto per 6-2 dai londinesi. L'ultima partita fu nel 1998 contro il .

Si ritirò dal calcio alla fine del 1998, ma alcuni anni più tardi tornò a giocare nell', squadra californiana, con lo pseudonimo di "Jay Goppingen".

Nazionale Klinsmann ebbe una brillante carriera internazionale, debuttando per la Germania Ovest nel 1987 contro il Brasile (1-1), e partecipando a 108 partite. Segnò 47 reti per la sua Nazionale, occupando attualmente il quarto posto nella classifica dei migliori marcatori tedeschi di tutti i tempi.

Partecipò anche al torneo olimpico di , ottenendo la medaglia di bronzo, nonché ai campionati d'Europa di , e , giocando la finale dell'edizione '92 e vincendo da capitano quella del '96. Klinsmann fu il primo giocatore che riuscì a segnare in tre differenti fasi finali dei campionati europei: solo altri quattro giocatori dopo di lui (Vladimír Šmicer, Thierry Henry, Nuno Gomes e Zlatan Ibrahimović) riuscirono a eguagliare questo record, battuto poi dal portoghese Cristiano Ronaldo nel 2016.

Durante il in Italia segnò tre reti, che contribuirono al titolo vinto dalla Germania Ovest, e prese parte ad altri due Mondiali con la Germania: quello di , nel quale segnò cinque reti, e di , chiuso con tre reti. Fu il primo giocatore in grado di segnare almeno tre reti in tre edizioni consecutive dei Mondiali, record eguagliato poi dal brasiliano Ronaldo; inoltre con undici gol, è il terzo goleador per la Germania nelle fasi finali della Coppa del Mondo, dopo Miroslav Klose e Gerd Müller, rispettivamente a quota 16 e 14.

Inizialmente non convocato per Euro '92, fu poi scelto per sostituire Völler, infortunatosi a un braccio: nel corso del torneo segnò una rete nella fase a gironi, approdando poi alla finale persa contro la . Due anni dopo, nonostante la sconfitta contro la Bulgaria nei quarti di finale dei Mondiali '94, questo torneo fu un successo per Klinsmann, che segnò ben cinque reti e fu nominato per la seconda volta miglior giocatore tedesco dell'anno.

Allenatore Dopo essersi ritirato dal calcio giocato, Klinsmann cominciò la sua carriera dirigenziale. Fu nominato vicepresidente di una società di consulenza sportiva negli Stati Uniti e fu coinvolto nella Major League Soccer (MLS) come parte della squadra Los Angeles Galaxy.

Nazionale tedesca Il 26 luglio 2004 diventò allenatore della squadra nazionale tedesca, succedendo a Rudi Völler, suo vecchio compagno di squadra. Klinsmann intraprese in seguito un progetto ambizioso e aggressivo per modernizzare la gestione della squadra. Portando con sé Oliver Bierhoff, altro ex attaccante tedesco, iniziò a occuparsi anche di pubbliche relazioni. Durante il percorso di avvicinamento al , Klinsmann fu criticato dai tifosi tedeschi e dai media per i risultati mediocri ottenuti, come la sconfitta 4-1 contro l'Italia. Le critiche in particolare riguardavano la residenza di Klinsmann negli Stati Uniti. La sua tattica, in gran parte offensiva, irritò coloro che lamentavano l'ignoranza di Klinsmann sul calcio difensivo. Annunciò una formazione di giovani giocatori per il Mondiale del 2006, basando la sua scelta sulle singole prestazioni e non sulla reputazione.

Durante la Coppa delle Confederazioni FIFA del 2005 Klinsmann alternò regolarmente la presenza in campo dei suoi portieri, indipendentemente dalle loro prestazioni, cosa che scatenò l'ira di Oliver Kahn, giocatore del . Il 7 aprile 2006 Klinsmann decise infine di relegare Kahn in panchina e designò Jens Lehmann dell'Arsenal primo portiere.

Nella fase finale del mondiale 2006 le prestazioni della squadra di Klinsmann fecero tacere le critiche. Nella prima fase la squadra ottenne tre vittorie su tre, contro Costa Rica, Polonia ed Ecuador, portando la Germania al primo posto nel girone A. Negli ottavi di finale vinse contro la Svezia per 2-0 e nei quarti di finale sconfisse l'Argentina per 4-2 ai rigori.

Nella semifinale del 4 luglio, la Germania affrontò l'Italia, perdendo per 2-0 a seguito delle reti di Grosso e Del Piero, segnate negli ultimi minuti dei tempi supplementari. Al termine dell'incontro, Klinsmann elogiò la prova della sua squadra. Batterono quindi il Portogallo 3-1 nella finale per il terzo posto, incontro nel quale Kahn giocò in porta al posto di Lehmann. Il giorno seguente, un'enorme parata si tenne a Berlino, durante la quale il pubblico rese onore a Klinsmann e alla sua squadra.

Successivamente, Franz Beckenbauer, che era stato all'inizio estremamente critico nei confronti di Klinsmann, dichiarò che desiderava avere ancora Klinsmann come allenatore. Anche da parte del pubblico ebbe grande appoggio per la sua tattica offensiva e per la sua abilità nel motivare i giocatori. Per il suo lavoro da allenatore, a Klinsmann fu conferito l'Ordine al merito di Germania, decorazione e unica onorificenza di carattere generale esistente in Germania e, pertanto, massima espressione di riconoscimento della Repubblica Federale Tedesca per meriti contratti per il bene comune, firmata dalla cancelliera Angela Merkel.

Nonostante le lodi e il riconoscimento ottenuto per la prestazione al mondiale, Klinsmann non rinnovò il contratto, informando la Federazione della sua decisione il giorno 11 luglio 2006. Joachim Löw, suo assistente, fu designato nuovo allenatore nella stessa conferenza stampa. Klinsmann commentò: “Il mio più grande desiderio è di tornare dalla mia famiglia e di riprendere una vita normale con loro. Dopo due anni dedicati con tanta energia alla squadra, sento che mi mancano le forze per poter continuare allo stesso modo”.

Bayern Monaco

Il 1º luglio 2008 prese il posto di allenatore del Bayern Monaco, succedendo a Ottmar Hitzfeld. Per Klinsmann si trattava della prima posizione di allenatore di una squadra di club. Pensando di poter fare dei cambi nello stile di gioco e allenamento, decise di nominare diversi nuovi assistenti. Klinsmann contribuì al progetto di un nuovo centro per lo sviluppo delle prestazioni dei giocatori del Bayern. Sotto la sua guida il Bayern raggiunse i quarti di finale della Champions League, dove perse contro i futuri campioni del .