Il Senecione ercinicus (nome scientifico Senecio hercynicus Herborg, 1987) è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae).

Etimologia Il nome generico (Senecio) deriva dal latino senex che significa “vecchio uomo” e fa riferimento al ciuffo di peli bianchi (pappo) che sormonta gli acheni, che ricorda la chioma di un vecchio.. L'epiteto specifico (hercynicus) deriva dalla Foresta Ercinia (latino: Hercynia Silva).

Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico J. Herborg nella pubblicazione "Variabilität u. Sippenabgrenz. Senecio nemorensis-Gruppe europ. Teil. (Diss. Bot. 107) 160" del 1987.

Descrizione

Habitus. L'altezza di queste piante varia da 4 a 14 dm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia sono piante perenni, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Queste piante possiedono al loro interno delle sostanze chimiche quali i lattoni sesquiterpenici e gli alcaloidi pirrolizidinici.......

Radici. Le radici in genere sono secondarie da rizoma e possono essere fibrose.

Fusto. Parte ipogea: la parte sotterranea è un rizoma. Parte epigea: la parte aerea del fusto è erbacea, eretta, striata e ramificata nella parte superiore. La parte basale del fusto può essere arrossata e glabra (mentre può essere pubescente in alto). La colorazione è glaucescente.

Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alterno con lamina a forma lanceolata da 3 a 5 volte più lunga che larga, con base acuminata e con bordi dentati e a sezione trasversale lievemente carenata. La consistenza della foglie è tenue; il colore è verde (più chiaro di sotto) e sono più o meno pubescenti (specialmente le superiori).

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da più capolini organizzati in formazioni corimbose ampie. Le infiorescenze vere e proprie sono formate da un capolino terminale peduncolato di tipo radiato. Alla base dell'involucro (la struttura principale del capolino) può essere presente un calice formato da 2 - 3 brattee fogliacee. I capolini sono formati da un involucro, con forme cilindriche, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: quelli esterni del raggio e quelli più interni del disco. Le brattee, tutte uguali, sono disposte in modo embricato su una sola serie e possono essere connate alla base. Il ricettacolo è nudo (senza pagliette a protezione della base dei fiori); la forma è piatta e spesso è denticolato. Diametro del capolino: da 20 a 30 mm.

Fiori. I fiori (quelli ligulati sono da 5 a 7) sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre ermafroditi, più precisamente i fiori del raggio (quelli ligulati e zigomorfi) sono femminili; mentre quelli del disco centrale (tubulosi e actinomorfi) sono bisessuali.

Formula fiorale: */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio.

Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame. Corolla: nella parte inferiore i petali della corolla sono saldati insieme e formano un tubo. In particolare le corolle dei fiori del disco centrale (tubulosi) terminano con delle fauci dilatate a raggiera con cinque lobi. Nella corolla dei fiori periferici (ligulati) il tubo si trasforma in un prolungamento nastriforme (la ligula è 8 - 9 volte più lunga che larga), terminante più o meno con cinque dentelli (la parte terminale è ripiegata a doccia). Il colore delle corolle di norma è giallo chiaro. Androceo: gli stami sono 5 con dei filamenti liberi. La parte basale del collare dei filamenti può essere dilatata. Le antere invece sono saldate fra di loro e formano un manicotto che circonda Lo stilo. Le antere normalmente sono senza coda ("ecaudate"). La struttura delle antere è di tipo tetrasporangiato, raramente sono bisporangiate. Il tessuto endoteciale è radiale o polarizzato. Il polline è tricolporato (tipo "helianthoid").. Gineceo: lo stilo è biforcato con due stigmi nella parte apicale. Le branche stilari sono sub-cilindriche, troncate e con un ciuffo di peli alla sommità. Le ramificazione (dello stilo) consistono in due linee stigmatiche marginali (i recettori del polline) separate. L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Antesi: da luglio a settembre.

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. La forma degli acheni è più o meno affusolata. La superficie è percorsa da alcune coste longitudinali con ispessimenti marginali, e può essere glabra o talvolta pubescente. Non sempre il carpoforo è distinguibile. Il pappo, persistente o caduco, è formato da numerose setole snelle e bianche (lisce o barbate) tutte della stessa lunghezza; le setole possono inoltre essere connate alla base.

Biologia Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne). Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra). Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Orofita - Europeo.

Distribuzione: in Italia questa pianta è molto rara e si trova nelle regioni centrali del nord e in Carnia (Cabia di Arta Terme). All'estero (nelle Alpi) si trova in Svizzera (cantoni Berna, Ticino e Grigioni) e in Austria. Sugli altri rilievi europei è presente nella Foresta Nera, Vosgi, Massiccio del Giura, Alpi Dinariche, Monti Balcani e Carpazi.

Habitat: l'habitat tipico del Senecio hercynicus sono le schiarite e le strade forestali, le zone incendiate, i margini erbacei dei boschi, le peccete, i lariceti, le abetine, le faggete e i betuleti. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH neutro, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere umido.

Distribuzione altitudinale: sui rilievi alpini, in Italia, queste piante si possono trovare a quote comprese tra 800 e ; queste piante frequentano i seguenti piani vegetazionali: subalpino e montano.

Fitosociologia: areale alpino Dal punto di vista fitosociologico alpino la specie di questa scheda appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri Classe: Mulgedio-Aconitetea Ordine: Calamagrostietalia villosae

Tassonomia La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre specie distribuite su generi, oppure specie e generi secondo altre fonti. (una delle checklist più aggiornata elenca fino a generi). La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.

Filogenesi Il genere di questa voce appartiene alla sottotribù Senecioninae della tribù Senecioneae (una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae). La struttura della sottotribù è molto complessa e articolata (è la più numerosa della tribù con oltre specie distribuite su un centinaio di generi) e al suo interno sono raccolti molti sottogruppi caratteristici le cui analisi sono ancora da completare. Il genere di questa voce è il principale della sottotribù con quasi specie. Nell'ambito della filogenesi delle Senecioninae Senecio è polifiletico e molti sue specie sono attualmente "sparse" tra gli oltre 100 generi della sottotribù. Senecio s.str. è posizionato più o meno alla base della sottotribù (è uno dei primi generi che si sono separati).

La specie di questa voce fa parte dell'"Aggregato di Senecio nemorensis". Questo gruppo è caratterizzato da cicli biologici perenni, da superfici con brevi ghiandole (subsessili), da radici fascicolate e stolonifere, da sinflorescenze con numerosi capolini e con calice basale dell'involucro (quello esterno) decisamente differenziato da quello interno (le brattee basali sono divergenti o patenti). Composizione dell'aggregato: Senecio nemorensis, Senecio hercynicus, Senecio ovatus e Senecio cacaliaster.

La specie Senecio hercynicus è individuata dai seguenti caratteri specifici: le foglie medie e superiori sono simili; le foglie sono 3 - 5 volte più lunghe che larghe; l'involucro è dotato di 2 - 3 brattee supplementari esterne; i fiori ligulati sono 4 - 8 per capolino.

Il numero cromosomico della specie è 2n = 40.

Variabilità Per questa specie sono riconosciute 5 entità infraspecifiche:

Senecio hercynicus subsp. dacicus (Hodálová & Marhold) Greuter, 2003 - Distribuzione: Romania Senecio hercynicus subsp. dalmaticus (Griseb.) Greuter, 2003 - Distribuzione: Penisola Balcanica Senecio hercynicus subsp. durmitorensis Herborg, 1987 - Distribuzione: ex Jugoslavia Senecio hercynicus subsp. hercynicus (è la stirpe principale presente in Italia) Senecio hercynicus subsp. ucranicus (Hodálová) Greuter, 2003 - Distribuzione: Europa orientale.

Sono inoltre riconosciuti i seguenti ibridi: Senecio ×austriacus Herborg (1987) - Ibrido con Senecio cacaliaster Guss. ex DC. Senecio ×decipiens Herborg (1987) - Ibrido con Senecio ovatus MacMill. Senecio ×herborgii C. Jeffrey (1992) - Ibrido con Senecio ovatus

Specie simili La caratteristica più evidente della specie di questa voce è la scarsità dei ligulati del capolino. Altre specie di Senecio si presentano con questa caratteristica più o meno marcata come il Senecio sylvaticus (si differenzia per le foglie ridotte ad una lamina di 3 – 4 mm attorno alla nervatura centrale) o il Senecio vulgaris (anche questa specie si presenta con foglie fortemente lobate e strette). Le differenze morfologiche sono invece meno marcate tra le specie appartenenti all'"Aggregato di Senecio nemorensis": Senecio nemorensis subsp. jacquinianus: le foglie sono circa 3 volte più lunghe che larghe; i fiori ligulati sono da 4 a 8; Senecio ovatus: le foglie sono circa 5 volte più lunghe che larghe; i fiori ligulati sono da 4 a 8; Senecio cacaliaster: le foglie sono circa 5 volte più lunghe che larghe; i fiori ligulati sono da 0 a 3. Le foglie del Senecio hercynicus sono da 3 a 5 volte più lunghe che larghe con una media di 5 - 7 fiori ligulati per capolino.

Note

Bibliografia

Voci correlate Specie di Senecio Specie italiane di Senecio

Altri progetti

Collegamenti esterni Senecio hercynicus Royal Botanic Gardens KEW - Database Senecio nemorensis Catalogazione floristica - Università di Udine Global Compositae Checklist Database Senecio hercynicus EURO MED - PlantBase Checklist Database Senecio hercynicus IPNI Database Senecio hercynicus Tropicos Database

Categoria:Asteroideae Categoria:Taxa descritti nel 1987