Il film American Beauty (1999), diretto da Sam Mendes e sceneggiato da Alan Ball, affronta svariati temi, specialmente relativi alla società.
Possibili interpretazioni I critici e gli studiosi sono divisi non tanto sulla qualità del prodotto, quanto sulle molteplici interpretazioni dello stesso.. Descritto da molti come una storia sul «senso della vita», piuttosto che sulla sessualità dell'uomo e della donna o ancora sulla «drammatica esistenza nei sobborghi americani»., American Beauty non è ascrivibile a nessun argomento o genere in particolare per ammissione stessa di Sam Mendes: «La sceneggiatura sembrava riguardare qualcosa di diverso ogniqualvolta la si rileggeva. [...] Si tratta di una storia misteriosa, un viaggio caleidoscopico attraverso i quartieri statunitensi, una serie di storie d'amore. Può sembrare che si focalizzi sulla non-libertà, sulla solitudine e sulla bellezza. È al tempo stesso divertente, caratterizzato dall'ira e triste».. Il critico letterario Wayne C. Booth, al contrario, ritiene che il film sia caratterizzato da un denominatore comune, che non può essere definito in maniera esaustiva come satira dei costumi della società americana, la quale a sua volta è colpevole di fraintendere il concetto di bellezza. È più marcato, secondo lui, l'accento su di un vero e proprio ritratto della bellezza, in uno scenario che presenta crudeltà, comportamenti deprecabili e anche orrore. Non si può sintetizzare tutto il lavoro mediante le frasi filosofiche di Lester o di Ricky sul modo di condurre una vita e sul significato della stessa; egli sostiene, nondimeno, che la complessità interpretativa della pellicola stia nel trovare una sua anima, un soggetto principale che «assecondi tutte le possibili scelte». Nel caso di American Beauty tale soggetto non è riscontrato da Booth né in Mendes né in Ball.. Il regista statunitense reputa Alan Ball il personaggio fondamentale nella creazione del film, ma anche nei momenti in cui lo scrittore «influenzava fortemente» le riprese sul set, Mendes non poteva fare a meno di concepire determinate scene o atmosfere in maniera differente, come il passaggio dal tono cinico, imposto dal copione, ad uno più ottimistico.. Date le «innumerevoli influenze sull'autore originale», coloro che tentano di interpretare American Beauty «hanno dimenticato di rilevare che esso presenta un fulcro inafferrabile»: il vero motivo conduttore della pellicola è l'energia creativa che «centinaia di persone hanno impiegato nella sua produzione, in accordo o in disaccordo che fossero, inserendo e tagliando», conclude Booth.
Prigionia, libertà e riscatto Mendes definisce il suo lavoro come una sorta di evoluzione dell'imprigionamento, dalle prime fasi sino alla fuga. La monotonia della vita di Lester si riflette attraverso il suo grigio, anonimo posto di lavoro e l'abbigliamento totalmente privo di carattere. In tali scene è talvolta ripreso come se fosse intrappolato, ripetendo con grande disappunto le stesse azioni quasi in maniera rituale. Non è un caso che egli si masturbi entro la soglia del box doccia.; è la prima metafora di una condizione di prigionia., come quando il suo volto è riflesso nel monitor del computer tra colonne di numeri, «confinato e quasi cancellato». Il professore e autore Jody W. Pennington vede nel cammino di Lester il centro di tutta l'opera.. Il suo risveglio sessuale attraverso l'incontro con Angela è soltanto il primo di una serie di punti di svolta, tra cui il totale abbandono e disprezzo delle responsabilità che la vita agiata e di routine comportava.. Dopo aver condiviso uno spinello con Ricky, lo spirito di Lester è maggiormente rilassato e può ribellarsi contro il tradimento di Carolyn. Profondamente cambiato da questo rapporto di fiducia con il giovane vicino di casa, il protagonista si autoconvince che Angela è raggiungibile e si rende conto che la sua è una «banale, materialista esistenza suburbana»; in tal senso, la scelta di lavorare presso un fast food rappresenta quella regressione che gli avrebbe permesso di «vedere l'intera vita davanti a sé»..
Quando Lester è sorpreso dalla moglie a masturbarsi, la sua risposta al rimprovero è quantomai seccata, giacché, per la prima volta all'interno del film, egli sente la necessità di esternarle il proprio disappunto sulla loro pressoché inesistente vita di coppia. Affrontando apertamente questo ed altri problemi con Carolyn, Lester tenta di «riacquistare voce in capitolo in una casa che sembra ascoltare solamente le esigenze della madre e della figlia». La maturazione definitiva del protagonista si attua nel finale, quando la scoperta della verginità di Angela frena i suoi istinti sessuali in favore di quelli paterni, stringendola a sé e confortandola.. Ed è questa per Sam Mendes «la conclusione del viaggio [di Lester] più soddisfacente che ci sarebbe potuta essere». In particolare, con queste ultime scene il regista vuole mostrare il termine di una «ricerca mitica»: Lester prende una birra dal frigorifero, la macchina da presa si sofferma su di lui per poi staccare sul corridoio, dove la camminata del protagonista simboleggerà l'inevitabile destino verso cui si sta dirigendo.. Proprio quando sembra che la sua vita sia cambiata radicalmente, arriva l'annunciata fine. Mentre Lester si rallegra nel vedere una foto di famiglia, l'inquadratura passa lentamente dall'uomo al muro della cucina, che poco dopo verrà macchiato col sangue del protagonista; la lenta panoramica successiva riflette la tranquillità con cui egli ha affrontato la morte. Lo sguardo di Ricky sul corpo di Lester sanguinante a terra secondo Mendes è «l'apice del significato» del film: che la bellezza si trova dove meno te lo aspetti.
Conformismo e bellezza Come già altri film statunitensi del 1999 (Fight Club, Al di là della vita, Magnolia), l'opera consiglia al proprio pubblico di «condurre un'esistenza più significativa». La pellicola discute, disapprovando, il tema del conformismo, senza con ciò negare la necessità di esso per le persone; lo si nota in particolar modo nell'atteggiamento dei due Jim, che vogliono solamente adattarsi.. I vicini dei Burnham non sono altro che una satira della «vita di coppia omosessuale borghese»., la quale «investe nella monotonia paralizzante», che il film, più in generale, critica nelle coppie eterosessuali.. L'autrice femminista Sally R. Munt sostiene che American Beauty utilizzi gli elementi del cinema d'essai per proporre il suo messaggio anti-conformista specialmente al ceto medio e che tale approccio rappresenti un «cliché di preoccupazione borghese. La premessa di fondo è che il lusso di trovare il proprio io attraverso la negazione e la rinuncia è sempre aperto a coloro che sono ricchi abbastanza da poter scegliere, e scaltri abbastanza da presentarsi simpaticamente come dei ribelli».
Il professor Roy M. Anker afferma che uno degli obiettivi del film è portare lo spettatore a «guardare da vicino», a farlo riflettere sulla bellezza che lo circonda e sulla condizione mortale dell'uomo, come in apertura, quando alle scene introduttive sulla vita dei Burnham e dei loro vicini si contrappone la voce narrante di Lester che preannuncia la propria imminente fine.. Per il critico, inoltre, un'introduzione del genere pone una serie di misteri: «Da quale luogo esattamente [...] è narrata la storia? Se lui è già deceduto, perché si preoccupa di voler raccontare il suo ultimo anno di vita? Sorge anche una domanda sul come Lester sia morto - o morirà». In questo senso egli reputa la sequenza iniziale, in cui Jane discute con Ricky sulla possibilità di assassinare il padre, un ulteriore enigma.. Non condivide la scrittrice Ann C. Hall, a cui sembra che la soluzione più plausibile per la scoperta dell'assassino di Lester offerta nella prima scena serva al pubblico per accantonare tale questione e concentrarsi piuttosto sul significato filosofico della pellicola.. Attraverso l'analisi della vita del protagonista, la rinascita ed infine la morte, American Beauty schernisce le aspirazioni del ceto medio americano.. L'improvviso cambiamento di Lester è solo il risultato del suo desiderio sessuale nei confronti di Angela; egli dunque è l'espressione dell'euforia dell'uomo medio dovuta alla propria insita sessualità puberale come percorso di crescita personale.. Carolyn è pervasa da un concetto di felicità altrettanto convenzionale. Il suo amore domestico verso la «casa perfetta», l'automobile, le attrezzature da giardinaggio, denuncia il «recupero americano della visione millenaria di PleasantvilleRidente cittadina dove tutto è perfetto presentata nel film omonimo del 1998. o del Giardino dell'Eden».. I Burnham sono inconsapevoli del loro essere «filosoficamente materialisti, ed eticamente ferventi consumatori» che si aspettano che «i principi della bellezza americana» gli arrechino gioia. Anker sostiene che «sono indifesi al cospetto degli stereotipi sessuali ed economici che loro stessi e la loro cultura hanno creato per giungere alla salvezza»..
Ricky è invece il visionario e mistico fulcro del film., un personaggio che intravede la bellezza nei dettagli della vita quotidiana, filmando quanto vede per paura di perdere tali immagini. Nella scena in cui mostra a Jane il video del sacchetto di plastica, egli ammette di essersi reso conto in quel preciso istante che esiste «una vita intera dietro alle cose». Per Roy Anker, Ricky è andato oltre il semplice «rifiuto culturale», è stato in grado di «cogliere lo splendore radioso del mondo creato» per giungere a Dio.. Nel corso della narrazione la famiglia Burnham, e il protagonista in particolare, si avvicina progressivamente ai concetti di Ricky.. Nel momento in cui Lester rifiuta il rapporto con Angela, egli ritorna in sé, inizia a trattarla come una figlia, e vede lui stesso, la ragazza e la sua [di Angela] famiglia «per le povere e fragili, ma meravigliose, creature che sono». La foto che osserva prima di essere assassinato gli reca la manifestazione della teofania, infondendo in lui «stupore, gioia e felicità d'animo»; in conclusione, è riuscito ad intendere il mondo così com'è.
Secondo Patti Bellantoni, i colori sono impiegati simbolicamente per tutta la durata del film., specie il rosso, che guida la storia e «definisce l'arco di Lester». Se inizialmente sono i colori grigi a riflettere la sua passività, in un secondo tempo egli si circonda del colore rosso per riacquistare la propria individualità.. La cosiddetta Rosa American Beauty è il simbolo della pellicola. Rappresenta nei sogni erotici di Lester il desiderio verso Angela, circondata da petali, ma anche, per Carolyn, «l'apparenza del successo suburbano». In quasi tutti gli angoli della casa dei Burnham vi sono rose, quasi a manifestare «una maschera che copre una realtà squallida e sgradevole»; la stessa Carolyn ritiene che «finché ci possono essere le rose, tutto va bene». Le taglia e le colloca all'interno di vasi, dove possono adornare la sua visione di bellezza solo apparente e cominciare ad appassire. Nella scena di seduzione tra Lester e Angela, le rose nel vaso esprimono la vita precedente dell'uomo e l'amore perduto verso la moglie. E l'inquadratura, che si sofferma sui due amanti e fa scivolare l'immagine dei fiori fuori dallo schermo, è la metafora del cambiamento affettivo di Lester. L'epifania dell'uomo raggiunta alla fine del film è ritratta dalla scorrere lento della pioggia e dall'uso rosso, nella costituzione di un crescendo che fa da contrasto con la sua [di Lester] sensazione di liberazione. La scelta di utilizzare a più riprese tale colore, reso consuetudine, «culla il pubblico in modo subliminale», ed è per questa ragione che le macchie di sangue sul muro lasciano lo spettatore impreparato.
Sessualità e repressione La tesi di Pennington è che i personaggi del film siano definiti a seconda della loro sessualità.