Il Club Atlético River Plate, noto semplicemente come River Plate o River, è una società sportiva con sede nella città di Buenos Aires, nota principalmente per la sua sezione calcistica, che milita attualmente nella Primera División, massima serie del campionato argentino di calcio. Annovera 65 sezioni sportive diverse.

Fondato il 25 maggio 1901 nel barrio della Boca di Buenos Aires, disputa le gare interne allo stadio Antonio Vespucio Liberti, chiamato colloquialmente el Monumental, lo stadio più capiente del paese dal 1938 e la sede abituale delle partite della nazionale argentina.

A livello internazionale è la quarta squadra in Sudamerica e terza in Argentina per numero di titoli ufficiali vinti: 18. Nella bacheca del club figurano: 4 Coppe Libertadores, 1 Coppe Sudamericane, 3 Recopa Sudamericana, 1 Supercoppa Sudamericana, 1 Coppa Suruga Bank, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Coppa Interamericana, 5 Coppe Aldao (record) e 1 Tie Cup. Il River Plate è stata la prima squadra argentina a realizzare la triple corona, vincendo nello stesso anno (1986) il campionato nazionale, la Coppa Libertadores e la Coppa Intercontinentale ed è l'unica squadra argentina ad aver vinto nello stesso anno un titolo internazionale (la Supercoppa Sudamericana) e i due tornei nazionali (Torneo Clausura e Apertura 1997). Quest'ultima serie di successi condusse il club al primo posto nel ranking IFFHS per sei mesi consecutivi, prima squadra argentina a riuscirvi. Dietro agli uruguaiani del Nacional, il secondo posto della classifica perpetua della Coppa Libertadores, risultando la squadra argentina meglio posizionata e con più partecipazioni alla competizione. Detiene il primato di partite vinte nella storia della coppa (179, delle quali 118 in casa, risultando in tal modo il club che ha vinto più match tra le mura amiche)Bilancio complessivo del River Plate in Coppa Libertadores: 364 partite giocate, di cui 179 vinte, 96 pareggiate, 90 perse. Dati aggiornati all'edizione 2020..

A livello nazionale è la prima squadra in Argentina per numero di titoli ufficiali vinti: 54. Nella bacheca del club figurano: 38 campionati (record) e 16 coppe nazionali. Complessivamente il club si è aggiudicato 72 trofei ufficiali, 54 nazionali e 18 internazionali, che la rendono la seconda squadra più vincente in Argentina dietro il Boca Juniors (74) e davanti a Independiente (45), Racing Club (41) e San Lorenzo (22); e una delle più blasonate al mondo.

Insieme a Boca Juniors, Independiente, Racing Club e San Lorenzo forma le cosiddette "cinque grandi" del calcio argentino. La rivalità più accesa è con il Boca Juniors con cui disputa il Superclásico. Il River Plate figura al primo posto della classifica perpetua della Primera División argentina con il record di vittorie, punti ottenuti e gol segnati in massima serie ed è anche la squadra argentina di maggiore successo in patria, con 38 campionati vinti e 34 secondi posti ottenuti. Sulle 134 edizioni del campionato sinora disputate ha raggiunto il primo e secondo posto nel 52,24% dei casi. Nel ranking mondiale delle squadre di club stilato dall'IFHHS per il periodo 1991-2009 il River Plate occupa la nona posizione, primo tra i club della CONMEBOL. Dal 2000 la medesima istituzione internazionale ha nominato il River "miglior club del mese" per quattro volte. Lo stesso organismo ha inserito, dopo un sondaggio condotto tra gli abbonati della rivista ufficiale della FIFA FIFA World Magazine, il River al nono posto, ex aequo con e , nella classifica dei Migliori club del XX secolo FIFA, dove è risultato il primo club argentino.

Storia Origini e fondazione

La fase embrionale delle vicissitudini che portarono alla nascita del River Plate affonda le sue radici negli ultimi anni del XIX secolo, quando gli equipaggi delle navi inglesi ancorate nella darsena di Buenos Aires iniziarono a dare i primi calci al pallone negli spazi vuoti a poca distanza dal Río Matanza. Presto i porteños (gli abitanti di Buenos Aires) impararono a praticare questa nuova disciplina sportiva e, tra gli altri, i fratelli Brown fondarono il club Alumni, che in quel periodo ottenne grande popolarità in tutta la capitale.

Nel frattempo, anche alla Boca i giovani iniziarono a coltivare la loro passione per il calcio, arrivando a gareggiare con i marinai inglesi, i "padri" del football, e a vincere, fondando un club. All'inizio pensarono di chiamarlo Juventud Boquense ("Gioventù della Boca") ma vi furono membri che non erano d'accordo e che vollero chiamarlo Rosales, in omaggio ad un veliero che era affondato in quei giorni.

Qualche tempo dopo, un gruppo di giovani di origine genovese che giocavano a calcio nello spazio vuoto vicino all'edificio della società carbonifera Wilson, volle fare della loro squadra un club e la chiamò Santa Rosa, perché il giorno in cui lo fondarono era il 30 agosto, ricorrenza di Santa Rosa.

Poco dopo, il Rosales e il Santa Rosa si unirono in un'unica società e decisero su proposta del socio Livio Ratto di chiamarla con il nome attuale. La leggenda narra che uno dei fondatori (Martínez) stesse guardando dei marinai giocare a pallone nel porto della Boca, quando notò delle casse ammassate vicino agli inglesi, con sopra scritto The River Plate (trasposizione inglese di Rio de la Plata).

Nacque così il River Plate, che secondo la targa posta nel portico della chiesa di San Juan alla Boca, fu fondato il 25 maggio 1901 da E. Salvarezza, E. Balza, L. Bard, G. Pita, L. Ratto, P. Martinez, E. Zanni e G. Bonino. Successivamente il consiglio del River si trasferì prima nel barrio Palermo, zona di immigrati italiani, poi, nel 1923, nel ricco quartiere di Belgrano, nella Buenos Aires nord, dove ha la sede tuttora. Come colori del club furono presi il bianco e il rosso. Presidente fu eletto il genovese Salvarezza, precedentemente rappresentante del Santa Rosa, e tesoriere un altro genovese, Ratto. La prima formazione fu: Moltedo, Ratto, Cevallos, Peralta, Carrega, Bard, Kitzler, Martínez, Flores, Zanni e Messina (la formazione annoverava ben 6 giocatori originari di Genova).

La prima partita ufficiale di cui si hanno notizie risale al 30 aprile 1905, fu giocata contro la Facultad de Medicina e fu una sconfitta per 3-2. Il 7 maggio dello stesso anno ci fu la prima vittoria, 4-3 al General Belgrano. Il 27 dicembre 1908 il River vinse lo spareggio per la promozione in prima divisione e da quella data fino al 26 giugno 2011 ha sempre partecipato alla massima serie del campionato argentino.

Come curiosità si può ricordare che nel 1905, proprio alla Boca, venne fondato il Boca Juniors: le due squadre rivali sono effettivamente nate nello stesso quartiere ed entrambe (ma il River Plate solo in parte) da emigranti genovesi.

Dagli anni 1930 agli anni 1950

Nei primi anni 1930, sotto la presidenza di Antonio Vespucio Liberti, precisamente nel 1932, il River comprò Bernabé Ferreyra dal Tigre per una somma allora inaudita, pagata per la maggior parte in oro. A questo e ad altri costosi acquisti si deve il soprannome della squadra, Los Millonarios ("i Milionari").

In quel periodo il pubblico era talmente numeroso che si rese necessario costruire un nuovo stadio; Liberti comprò un terreno di 84 000 metri quadrati tra l'avenida Centenario e il Río de la Plata e il 25 maggio 1935 iniziò la costruzione del nuovo stadio che fu ultimato tre anni più tardi.

Negli anni 1940 Alfredo Di Stéfano, e negli anni 1950 Omar Sívori, giocarono per il River prima di andare in Europa e diventare delle stelle - Sívori nella Juventus e Di Stéfano nel . Alcuni giocatori del River, tra i quali Di Stéfano, ebbero delle esperienze in Colombia, nel campionato "pirata" detto Eldorado, che non era riconosciuto dalla FIFA, ma che era il più ricco del mondo.

L'attraente e offensivo stile di gioco del River guadagnò alla squadra nei primi anni 1940 il soprannome di La Máquina ("la Macchina"). I nomi dei cinque attaccanti (Muñoz, Moreno, Pedernera, Labruna, Loustau) sono notissimi ai tifosi argentini. La Máquina è spesso considerata il predecessore del calcio totale dei , concezione del gioco che si espresse ai Mondiali 1974, più di trent'anni dopo (l'Olanda raggiunse la finale, perdendo contro la ).

Il club andò in Italia alcuni giorni dopo la tragedia di Superga, presso la città di Torino, il 4 maggio 1949, dove perì in un terribile incidente aereo tutta la squadra del Torino Football Club, chiamato anche "Grande Torino", per partecipare ad un incontro amichevole con una squadra, il "Torino Simbolo", composta da una selezione di Lega Italiana. L'incasso venne devoluto alle famiglie dei caduti. Ancor oggi, la seconda casacca di gioco del club si rifà ai colori sociali del Torino Football Club, per ricordare quell'avvenimento.

Dagli anni 1950 agli anni 1970

Tra il 1952 e il 1957, il River vinse cinque campionati su sei, prima di cominciare un periodo di diciotto anni senza successi. Dall'inizio dell'era professionistica in Argentina, gli anni 1960 sono l'unico decennio che non ha visto trionfi del River. In questo decennio la squadra collezionò otto secondi posti ed una finale di Coppa Libertadores nel 1966 persa allo spareggio contro il Peñarol: proprio in questa partita nacque il soprannome gallinas, coniato dai tifosi dei club rivali poiché gli argentini si fecero rimontare il vantaggio di 2-0 per poi venire sconfitti 4-2 dagli uruguaiani ai tempi supplementari.

Sempre in Coppa Libertadores arrivarono altri piazzamenti: nelle edizioni del 1967 e del 1970 la corsa si fermò ad un passo dalla finale e ad eliminare il River furono sempre dei connazionali, prima il Racing e poi l'Estudiantes.

Il digiuno di vittorie fu interrotto nel 1975 con la conquista di una serie di titoli nazionali, di cui tre consecutivi, sotto la guida dell'ex giocatore Ángel Labruna con giocatori come Ubaldo Fillol, Daniel Passarella e Norberto Alonso. Nel 1976 il River riuscì ad approdare per la seconda volta alla finale di Coppa Libertadores ma dovette nuovamente arrendersi allo spareggio, stavolta contro i brasiliani del Cruzeiro che si imposero 3-2 con un gol su punizione siglato nel finale da Joãozinho.

Alcuni di questo gruppo di giocatori, tra cui Passarella, Filliol, Luque, Ortiz e Alonso, furono anche protagonisti della vittoria argentina al Mondiale del 1978, disputatosi in casa, con la finale giocata proprio al Monumental.

Gli anni 1980 e le prime coppe Nel 1981 Labruna, dopo aver conquistato 6 titoli nazionali, lasciò la panchina del club ad Alfredo Di Stéfano, che guidò il River alla conquista del campionato, vinto in finale contro il Ferro con un gol di Mario Kempes, ritornato in patria dopo l'avventura spagnola al Valencia. Di quella squadra facevano parte anche Américo Gallego, acquistato dal Newell's, ed Alonso, che non ebbe un buon rapporto con Di Stéfano e a fine anno lasciò il club per la seconda volta per trasferirsi al Vélez. Tuttavia passarono solo un paio d'anni, in cui il River chiuse un campionato al penultimo posto e si salvò grazie alla nuova riforma del campionato precedentemente ufficializzata, e Alonso ritornò ad indossare i colori biancorossi. Prima di lui, nel 1983, arrivò a Buenos Aires il giovane Enzo Francescoli dagli uruguagi del Montevideo Wanderers. Francescoli giocò nel River in due periodi diversi, guadagnando fama internazionale e diventando noto come El Principe.

Nel 1986, grazie ai 25 gol di Francescoli e sotto la guida del tecnico Héctor Veira, il River vinse il campionato con la nuova formula che prevedeva scontri di andata e ritorno. La vittoria matematica del titolo arrivò il 9 marzo grazie al 3-0 ai danni del Vélez.