Ozma, regina di Oz, oppure Ozma di Oz (Ozma of Oz) è un romanzo fantastico di Lyman Frank Baum, sequel de Il meraviglioso paese di Oz e appartenente alla saga di Oz. Narra una nuova avventura di Dorothy Gale in un nuovo mondo fantastico, Evlandia, separato dalla terra di Oz da un deserto.

È il primo capitolo che Baum scrisse con l'idea di creare una saga.

Trama Dorothy è in viaggio con lo zio Henry su una nave per andare in Australia a salutare dei parenti. Durante una tempesta però, mentre tutti i passeggeri sono in cabina, Dorothy perde di vista lo zio e, mentre lo cerca, finisce in mare; riesce però ad aggrapparsi a una stia di galline caduta anch'essa dall'imbarcazione, usandola come zattera. Risvegliatasi il giorno dopo, incontra e fa amicizia con una gallina che adesso è in grado di parlare che chiama Billina (che dichiara che il suo nome di battesimo è in realtà Bill siccome il ragazzo della fattoria in cui nacque non capiva se era un gallo o una gallina), ed insieme a lei naufraga su una spiaggia a Evlandia, un regno fatato scollegato dal Regno di Oz da un grande deserto. Dopo che Dorothy raccoglie un paniere con del cibo raccolto da un albero, le due vengono inseguite dai Rotatori, uomini con le ruote al posto di arti, che camminano a quattro zampe, sono vestiti eleganti e hanno dei capelli di paglia. Dopo essersi messe in salvo salendo su delle rocce, Dorothy apre un masso con una chiave d'oro trovata sulla spiaggia, e lì trovano un automa di rame, che aprono seguendo le istruzioni su una carta, e che si presenta a loro come Tic Toc e spiega loro che la famiglia reale del posto è stata scomposta: il re Evoldo, in un impeto d'ira, ha venduto sua moglie e i suoi dieci figli al Re Niomo, che li ha tramutati in ninnoli nel suo palazzo sotterraneo nelle rocce, ma poi si penti è provò a salvarli, senza riuscirsi, e allora, dopo aver buttato la chiave in mare e rinchiuso lui nel masso, si suicidò gettandosi in mare.

Il robot le scorta fuori dalla rocce, dimostrandole che i Rotatori sono in realtà inoffensivi; dopo che promettono di smettere di fare paura ai passanti per fare in modo che Tic Toc non lo racconti a nessuno, uno di loro spiega che da quando la famiglia reale è stata rapita dal re Niomo, l'attuale abitante del palazzo è la principessa Vagosembiante, la nipote del defunto re, che ha una collezione di 30 teste che indossa ogni giorno del mese e che le cambiano i pensieri. Il trio si dirige quindi al castello locale. La principessa pensa di aggiungere la testa di Dorothy alla sua collezione e, al suo rifiuto, la fa arrestare, Tic Toc si scarica e Billina viene messa nel pollaio. La mattina seguente, Dorothy vede arrivare un corteo con un tappetto magico sul deserto da Oz: la piccola regina Ozma, i suoi amici Spaventapasseri, in groppa al Cavallo Panca, l'Uomo di latta, il Leone codardo, più la sua golosa amica la Tigre Affamata, e un esercito di ventisette soldati, e prega loro di chiedere la sua liberazione. Ozma chiede a Vagosembiante il permesso di provare a liberare la famiglia reale di Evlandia dal Re Niomo, quest'ultima (anche perché annoiata dal suo ruolo) acconsente e fa liberare i prigionieri. Il corteo parte così la mattina dopo alla missione.

Dopo aver oltrepassato un gigante di ferro con un martello gigante, il gruppo, arrivato tra le rocce, sente le risate dei Niomi e Ozma ordina al re di mostrarsi. La regina chiede al re Niomo di liberare la famiglia reale e allora questi fa un patto con loro: nelle sue stanze del palazzo con tutti gli ornamenti e i ninnoli, dovranno toccarli e pronunciare la parola "Ev" e se sarà un membro della famiglia reale, torneranno alle loro vere sembianze; in caso contrario, se dovessero sbagliare tutti gli undici tentativi, anche loro verrano tramutati in ornamenti. In un giorno di prova, sia Ozma che tutto il suo esercito vengono trasformati in soprammobili e il re dà delle stanze per dormire ai restanti, ma Billina, addormentatasi sotto il trono, durante la notte si sveglia e sente una conversazione tra il Re e il suo assistente Lord Kaliko, dalla quale apprende che i membri della famiglia reale sono trasformati in ornamenti da un reale color porpora e che usa una cintura magica per trasformare le sue vittime. Il giorno dopo, trasformati anche Tic Toc e l'uomo di latta, Dorothy riesce incredibilmente a salvare un principino, Evringo, trasformato in un gattino. Nel frattempo, dopo che Billina ha fatto un uovo, il Re rivela spaventato che sono velenose per i Niomi. Adesso è il turno di Billina: lei riesce a salvare tutta la famiglia reale fortunatamente: la regina, i principini e le principesse, e anche gli abitanti di Oz, ma non riesce a trovare l'uomo di latta, di cui il re ha detto che lo ha trasformato in un soprammobile buffo. Allora il gruppo si dirige da lui per costringerlo a dire la verità, ma vengono colti di sorpresa da lui e dal suo esercito che ha intenzione di imprigionare tutti, ma mentre il soldato semplice dell'esercito di Ozma riesce ad avere la meglio sui Niomi, Spaventapasseri lancia verso il re le uova di Billina, accecandolo. Dorothy riesce a rubargli la cintura magica e ad aprire il portale con cui erano entrati nella caverna. Il re si dichiara sconfitto e Dorothy, con la cintura, tenta di ritrovare l'uomo di latta tra gli ornamenti, ma non lo trova. Allora il gruppo ordina severamente il re di liberarlo, sotto minaccia di trasformarlo in uovo d'oca. Il re va nelle stanze del palazzo ma poi torna dicendo che è sparito. Gli eroi, sconsolati dalla perdita del compagno, si rimettono in cammino con la famiglia reale, ma il Re Niomo, avendo fatto in realtà una finta lancia per l'ultima volta l'esercito verso di loro, ma Dorothy trasforma alcuni soldati in uova d'oca che rotolando costringono gli altri alla fuga. Grazie alla cintura magica, il gruppo riesce di nuovo ad oltrepassare il gigante di ferro, tornando finalmente ad Evlandia.

Sul ritorno, però, Billina dichiara che il fischietto che ha il principino Evringo è in realtà l'oggetto in cui è stato trasformato l'uomo di latta, che viene quindi riportato alle sue normali sembianze dalla gallina. Tornati nel regno di Evlandia, il figlio maggiore, Evardo, viene incoronato re. Dopo i ringraziamenti e i saluti, la gente di Oz torna dalla sua terra natia, dove vengono acclamati come eroi e data a loro una festa con dei regali e premi, con il soldato semplice, vero nome Omby Amby, che viene nominato capitano e Dorothy che viene eletta principessa da Ozma. Si scopre inoltre che l'ex generale Jinjur è adesso un'onesta lattaia e che è stata fondata l'Università delle Arti e della Perfezione per coloro che non vogliono lavorare, di cui lo Scarafeccio è rettore. Dopo settimane di divertimento nel Paese di Oz, a Dorothy le viene nostalgia della famiglia e, grazie a uno specchio magico di Ozma che fa vedere qualsiasi parte del mondo, riesce a vedere gli zii: zia Emma e Toto sono tranquilli a casa, mentre zio Henry è sconsolato in un albergo di Sydney. Dorothy va allora a chiedere consiglio a Glinda se è possibile usare la cintura magica per teletrasportarsi dallo zio, ma ella rivela che verrebbero comunque perdute fuori dalla terra magica, proprio come le scarpine d'argento. Dorothy decide allora di dare la cintura magica a Ozma, in modo che lei potesse ordinarle di riportarla in Australia, così potrà anche farla tornare nel Paese di Oz e la regina promette che la osserverà sempre dallo specchio magico. La bimba saluta così tutti i suoi vecchi e nuovi amici e raggiunge lo zio.

Adattamenti

Nel fantastico mondo di Oz (1985) è un libero adattamento del romanzo. La terza parte della serie TV anime Il mago di Oz (1986) è dedicata a questo capitolo (episodi 31-41). Gli undici episodi sono stati successivamente editati in un film riassuntivo di 95 minuti, distribuito in DVD come Ozma di Oz. Dorothy Meets Ozma of Oz (1987), cortometraggio d'animazione direct-to-video. Ozu no Ozuma hime (1989), episodio 27 della serie anime Funky Fables. Mamo, czy kury potrafią mówić? (1997), film d'animazione diretto da Krystyna Krupska-Wysocka e Tadeusz Wilkosz, liberamente tratto dal romanzo.

Edizioni italiane - ill. di John R. Neill, Milano, BUR-Rizzoli, 1981.

Note

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