La meglio gioventù è un film del 2003 diretto da Marco Tullio Giordana.
Racconta trentasette anni di storia italiana, dall'estate del 1966 fino alla primavera del 2003, attraverso le vicende di una famiglia della piccola borghesia romana.
Il titolo della pellicola è ispirato alla omonima raccolta di poesie pubblicata nel 1954 da Pier Paolo Pasolini. Secondo Metacritic nel 2005 è stato considerato il film più apprezzato dalla critica.
Trama La meglio gioventù è una saga familiare che si dipana dall'Italia del 1966 a quella del 2003. La pellicola narra la storia di una famiglia di Roma, i Carati, concentrandosi principalmente sulle figure dei due fratelli Matteo e Nicola. In essa vengono documentate pressoché tutte le fasi della loro vita, dal loro viaggio nel fiore della loro giovinezza, negli anni della contestazione e della controcultura, agli anni della maturità nel 2000. Fra i temi centrali del film vi sono l'interazione fra la sfera personale e quella politica, l'analisi storica dei periodi considerati ed il tema del bivio (si sottolinea come anche i piccoli eventi della vita possano diventare punti di svolta per scelte più importanti nel futuro, nelle sue certezze ed ucronie).
Estate 1966 Matteo e Nicola Carati, rispettivamente studenti in Lettere e Medicina. Essi vivono con i genitori Angelo ed Adriana, milanese trapiantata a Roma, hanno una sorella maggiore, Giovanna, e una minore, Francesca. Durante la prima parte del film vengono presentati anche gli amici più cari, Carlo e Berto, i rapporti più importanti. Parte fondamentale della storia sarà Giorgia, ragazza problematica, orfana di madre e originaria di un piccolo paese dell'appenino abruzzese, Pietracamela. La giovane vive in una clinica psichiatrica e, a causa di vicende gravi e ignote all'interno della sua famiglia, non parla quasi mai e ha paura di toccare gli altri; all'interno dell'istituto psichiatrico viene sottoposta a elettroshock. Matteo la conosce e riesce a starle vicino, lavorando come assistente nell'istituto in cui lei è rinchiusa. In questo periodo stringe amicizia con lei, parlandole e condividendo le sue passioni per la letteratura e per la fotografia. Fra i due si crea un legame ed una notte Matteo, impietosito, decide di portarla via da quella violenta istituzione.
L'occasione giusta per sottrarla a tale luogo è la vacanza estiva con meta Capo Nord, che il fratello Nicola ed i suoi amici hanno programmato per chiudere l'anno universitario. Il giorno della partenza Matteo si presenta con la ragazza al seguito. Per ovviare al "problema", i fratelli Matteo e Nicola decidono di separarsi momentaneamente dal gruppo e di deviare il proprio viaggio per portare la ragazza al sicuro, da suo padre: questa decisione è legata al fatto che per andare all'estero sarebbe stato necessario passare dal Brennero e, in assenza di un passaporto della giovane, i ragazzi sarebbero stati facilmente individuati come fuggiaschi. Raggiunto Pietracamela, vengono a sapere dal parroco che il padre della ragazza si è trasferito da qualche anno a Ravenna. Arrivati a Ravenna il giorno dopo, i due fratelli riescono a trovare il padre di Giorgia e lo informano degli scorretti trattamenti a cui è sottoposta la figlia in istituto. L'uomo però non si mostra interessato ai problemi che affliggono la ragazza e, anziché riprenderla a vivere con sé, preferisce che venga riportata in clinica, ribadendo più volte di non poterla accudire e di averla messa lì spendendo molti soldi per farla guarire, come se quasi non credesse a ciò che gli hanno detto i due fratelli. Alterato da questo atteggiamento Matteo reagisce violentemente contro di lui, ma infine i tre si allontanano.
Stando insieme, il rapporto fra i giovani si cementa ed anche Nicola inizia ad interessarsi a Giorgia, con la dolcezza e l'umanità che solo un aspirante medico ha verso un malato. I tre giovani si spostano di stazione in stazione, fin quando un giorno, per una distratta fatalità del destino, Giorgia viene catturata dalla polizia e portata via. I due fratelli soffrono fortemente di non poter aiutare Giorgia in nessun modo e questo li turba cosi tanto che invece di ripartire per il viaggio già organizzato con i loro amici, i fratelli compiono decisioni diverse e le strade dei due si dividono: Matteo torna a Roma, smette gli studi e decide di arruolarsi nell'esercito. Nicola, invece, decide di non ricominciare l'università in tempo e raggiunge la Norvegia, mantenendosi lavorando in una segheria. I due si scrivono per un po', mandandosi cartoline e lettere piene d'affetto; questa fase di transizione viene spezzata nel momento in cui Nicola viene a conoscenza, tramite la tv norvegese, dell'alluvione che ha colpito la città di Firenze il 4 novembre. Decide di partire per la città come angelo del fango e qui rincontra suo fratello, anch'egli in missione umanitaria. Il capitolo si chiude con l'incontro fra Nicola ed una studentessa universitaria di Torino, Giulia, che lo incanta suonando il pianoforte nel fangoso e affollato piazzale degli Uffizi.
Febbraio 1968 Nicola, che ha deciso di specializzarsi in psichiatria, e Giulia vivono insieme a Torino. Sono innamorati e nel pieno fervore della grande contestazione, di cui sono strenui difensori. I due però ancora non sono intenzionati a sposarsi e convivono in un appartamento assieme a Carlo (che sta completando gli studi di economia) e Vitale Micavi, un giovane operaio siciliano che lavora alla FIAT.
Matteo, già misuratosi con l'inclemenza dell'Arma, sta facendo carriera al suo interno.
Primavera 1974 Gli scontri fra le forze di polizia e i manifestanti sono sempre più frequenti. Nicola e Giulia sono presenti, a Torino, ad un corteo che poi sfocia in uno scontro di piazza e si trovano a scappare dai manganelli degli agenti (tra i quali Matteo che fa parte dei reparti mobili di polizia). Scappando dalle cariche Giulia cerca rifugio in un palazzo suonando a un campanello: riesce a farsi aprire urlando al citofono di essere incinta e in pericolo. Sul momento, Nicola aveva preso questa affermazione come un furbo escamotage ma, una volta messisi in salvo all'interno dell'edificio, Giulia gli fa capire con uno sguardo che aspetta veramente un bambino. Inoltre gli mostra un sasso che teneva in tasca, giustificandone il possesso come strumento per difendersi da un'eventuale aggressione delle forze dell'ordine. Intanto Luigi, un compagno di reparto di Matteo che Nicola aveva conosciuto a Firenze nel post alluvione in quanto era stato anche lui un angelo del fango, viene picchiato e ridotto su una sedia a rotelle da un manifestante. Matteo allora si mette a manganellare l'assalitore con tale foga che avrebbe finito per ucciderlo se non fosse stato fermato in tempo da alcuni suoi colleghi (atto per il quale Matteo verrà trasferito a Bologna dal giorno seguente). Poche ore dopo Nicola va a trovare Matteo in commissariato (i due non si vedevano da tempo) e lo convince ad andare insieme a casa sua e di Giulia. Arrivati nel cortile, Nicola dice a Matteo che andrà a comprare una torta perché devono festeggiare e che dopo gliene spiegherà il motivo. Dentro casa, Matteo ha uno scontro verbale con Giulia che parteggia per i contestatori e detesta le forze dell'ordine. Subito dopo Nicola comunica a Matteo della gravidanza in corso di Giulia, che il bambino nascerà a settembre, che sarà una femmina e che i due hanno deciso di chiamarla "Sara". La figlia nasce fuori dal matrimonio e in un momento in cui, lavorativamente, Nicola ha solo un contratto in scadenza con il manicomio e Giulia fa la commessa in un piccolo negozio di chincaglierie. I nonni Angelo e Adriana si recano a Torino a far visita alla loro nipotina nel periodo in cui Nicola è impegnato con un processo ai danni di uno psichiatra del manicomio (che verrà poi condannato a cinque anni di reclusione) accusato dai suoi stessi pazienti di aver usato su di loro metodi da tortura. Adriana riparte dopo quattro giorni mentre Angelo rimane a Torino ancora un po' poiché vuole trovare un finanziatore per un suo progetto (quello di sostituire le macchine da scrivere con gli elaboratori elettronici) e desidera anche andare a Milano (dove temporaneamente si trova anche Carlo al ritorno da un periodo di insegnamento in Inghilterra) a trovare la figlia maggiore Giovanna (divenuta magistrato). Adriana, prima di tornare a casa, mostra a Nicola i referti da lei trafugati degli esami clinici fatti dal marito, che lui aveva tenuto nascosti a tutti. Nicola conferma quello che sua mamma sapeva già, ossia la gravità del male che ha colpito Angelo. Intanto Matteo accetta il trasferimento dalla polizia scientifica di Bologna alla questura di Palermo per un incarico come fotografo forense.
Nicola accompagna il padre a fare visita a Giovanna e la sera si ritrovano tutti a cena, Carlo compreso. Quest'ultimo svela che in serata stessa partirà per Cambridge per frequentare un master ma che farà ritorno in Italia con l'intenzione di provare a dare l'esame per entrare nell'ufficio studi della Banca d'Italia. Mentre Nicola l'accompagna all'aeroporto, Angelo, rimasto solo con Giovanna al tavolo del ristorante, le confessa il suo precario stato di salute con la promessa però che quest'ultima non dovrà farne parola con nessuno (non volendo farsi compatire). Dà inoltre alcune indicazioni per il futuro (tra le quali un profetico "Dovrete avere pazienza con Matteo, non so perché quel ragazzo non l'ho mai capito, ogni cosa lo fa soffrire"). Giovanna, dal canto suo, chiede a suo padre che si sottoponga a tutte le visite e le cure necessarie e gli confida che il suo matrimonio è in crisi.
Estate 1977 Matteo vive da solo in Sicilia, fotografando scene del crimine e non coltivando alcun rapporto umano. Per caso, fra i tavoli di un caffè vicino al porto di Palermo, incontra una fotografa amatoriale, Mirella Utano. Essa appare molto aperta e parla diffusamente di sé, del fatto che vive a Stromboli ma ancora per poco: ha fatto un corso da bibliotecaria a Palermo e se ne vuole andare dall'isola. Il dialogo fra i due si chiude con lui che le consiglia, nel caso vinca il concorso, di andare a lavorare in una bellissima biblioteca antica che frequentava quando viveva a Roma, quella di villa Celimontana. Nel congedarsi di fretta a causa di un sopraggiunto impegno di lavoro, Matteo si presenta con il nome di suo fratello, "Nicola".
A Torino , tra Nicola e Giulia cominciano ad emergere delle differenze ideologiche che generano profondi litigi tra di loro. Giulia sente la responsabilità di partecipare attivamente alla vita politica frequentando dei collettivi di estrema sinistra che sfociano in derivazioni para-militari. Nell'ambito familiare diventa aggressiva, ostile e insoddisfatta di tutto, smette di lavorare e vende persino il suo pianoforte, mentre Nicola, che ormai si è lasciato alle spalle il periodo della protesta, é profondamente contrario alle idee politiche estremiste di Giulia ed ora sembra dedicarsi completamente alla figlia Sara, che accudisce con affetto a differenza della madre.
Ad ogni modo decide di continuare la sua attività di psichiatra, combattendo per la liberazione dei malati (il suo modello ispiratore è Franco Basaglia). Accompagnato dai carabinieri durante un controllo organizzato dal Ministero della sanità sulla qualità di una casa di cura psichiatrica apparentemente normale, egli scopre che, nei sotterranei di quest'ultima, i malati vengono tenuti rinchiusi in condizioni disumane. Fra di essi ritrova anche Giorgia, la ragazza dell'estate del '66, la quale versa in uno stato di semicoscienza e di delirio. I malati vengono liberati e Nicola decide di seguire clinicamente la sua amica perduta da tempo.