La battaglia di Verdun (in francese Bataille de Verdun, AFI: ; in tedesco Schlacht um Verdun, AFI: ), nome in codice operazione Gericht ("giudizio"), fu l'unica grande offensiva tedesca avvenuta tra la prima battaglia della Marna del 1914 e l'ultima offensiva del generale Erich Ludendorff nella primavera del 1918.. Fu una delle più violente e sanguinose battaglie di tutto il fronte occidentale della prima guerra mondiale; ebbe inizio il 21 febbraio 1916 e terminò il 18 dicembre dello stesso anno, vedendo contrapposti l'esercito tedesco, guidato dal capo di stato maggiore, generale Erich von FalkenhaynSollevato da ogni incarico il 28 agosto dello stesso anno e sostituito dal feldmaresciallo Paul von Hindenburg coadiuvato dal generale Erich Ludendorff, e l'esercito francese, guidato dal comandante supremo Joseph JoffreAnch'egli sostituito, ma solo dopo la fine delle operazioni a Verdun: infatti il 27 dicembre fu promosso Maresciallo di Francia, con lo scopo di allontanarlo dal Gran Quartier Géneral, e far prendere il suo posto a Nivelle sostituito al termine del 1916 con il generale Robert Georges Nivelle. Verdun costituì un punto di svolta cruciale della guerra in quanto segnò il momento in cui il peso principale delle operazioni nel fronte occidentale passò dalla Francia all'Impero britannico, fece svanire le ancora concrete possibilità della Germania di vincere la guerra e influenzò in parte l'entrata in guerra degli Stati Uniti d'America nel conflitto.

Questa spaventosa battaglia divenne una sacra leggenda nazionale in Francia, sinonimo di forza, eroismo e sofferenza, i cui effetti e ricordi perdurano ancora oggi; la battaglia coinvolse quasi i tre quarti delle armate francesi, e benché nella storia, e nella stessa prima guerra mondiale, ci siano state battaglie anche più cruente, Verdun detiene probabilmente il non invidiabile primato di campo di battaglia con la maggior densità di morti per metro quadro. Il fatto d'armi che più si avvicina a Verdun fu la battaglia di Stalingrado nella seconda guerra mondiale, spesso considerata una «Verdun russa», ma mentre a Stalingrado l'esercito tedesco tentò la conquista di una città strategicamente importante, a Verdun lo scopo dell'offensiva di Falkenhayn fu quello di "dissanguare goccia a goccia" l'esercito francese. Nei piani del capo di stato maggiore generale tedesco, l'importanza morale e propagandistica di un attacco a Verdun avrebbe fatto in modo che tutto lo sforzo francese si riversasse nella difesa di un caposaldo ritenuto di primaria importanza per la Francia. Lo scopo era quello di convogliare il maggior numero di truppe nemiche in un solo settore, per poi colpirle con la massima potenza possibile, mediante il violento impiego di artiglieria, in modo da infliggergli il maggior numero possibile di perdite.

Premesse

Le cause dell'attacco tedesco a una delle più formidabili fortezze d'Europa, e della successiva strenua resistenza francese, hanno però delle radici più profonde, da ricercare nei fatti accaduti durante la seconda metà del secolo precedente, dalla guerra franco-prussiana del 1870 alla riorganizzazione politica e militare di Francia e Germania.

Nel luglio 1870 le forze di Napoleone III subirono alcune sconfitte iniziali non decisive, ma da quel momento in poi l'esercito francese incominciò a ritirarsi e non riuscì più a riprendersi.. I tedeschi non dettero tregua all'esercito francese che venne costretto a ripiegare prima a Metz, dove una sua metà comandata dal generale François Bazaine venne circondata e si arrese dopo due mesi di inerzia, e poi a Sedan, in cui l'altra metà dell'esercito, comandata da Patrice de Mac-Mahon, venne intrappolata e costretta alla resa definitiva. Fu una vera e propria catastrofe per l'esercito francese che da secoli si considerava la sola vera razza di guerrieri d'Europa. Quattro mesi dopo il re di Prussia si proclamò Kaiser nella galleria degli Specchi della reggia di Versailles, nel palazzo su cui campeggiava la scritta À toutes les Gloires de la France davanti a un dipinto che raffigura i francesi in atto di umiliare i tedeschi.

La Francia si ritrovò con un esercito in sfacelo e una nazione demoralizzata e finanziariamente in seria difficoltà; l'Alsazia e la Lorena, centri industriali tra i più importanti dell'Europa e della Francia, vennero ceduti al Reich tedesco, ma l'orgoglio francese diede presto nuovo slancio al paese, ansioso di revanscismo verso l'odiato nemico tedesco. Quindici anni dopo Sedan, l'esercito francese aveva riguadagnato la sua potenza difensiva e offensiva e la Francia, dopo essersi ripresa economicamente e militarmente, incominciò la costruzione lungo la frontiera est di un forte sistema difensivo. Per non ricadere nella trappola di Metz, invece di fortificare le città venne decisa la costruzione di due linee continue di forti. Venne realizzato così il famoso Sistema Séré de Rivières, ideato dall'omonimo generale, che consisteva in una lunga linea fortificata che aveva il "nodo principale" proprio nelle fortezze di Verdun.

Benché l'esercito tedesco del 1914 fosse molto più potente a confronto di quello del 1870., il sistema di fortificazioni "Séré de Rivières" avrebbe provocato lunghi e duri combattimenti in caso di attacco lungo le tradizionali vie di invasione, e l'alleanza tra Francia e Russia rendeva inevitabile per la Germania il rischio di affrontare una guerra su due fronti; entrambi furono fattori che influenzarono il conte Alfred von Schlieffen nell'ideare l'omonimo piano che prevedeva di schiacciare la Francia con una "guerra lampo" mentre in Russia erano ancora in corso le operazioni di mobilitazione..

La paura francese di rimanere, in caso di nuovo conflitto, impantanati in una nuova disastrosa ritirata, fece crescere nelle file degli ufficiali francesi la stima nella teoria dell'«attacco a oltranza», elaborata dal colonnello Louis de Grandmaison, in base alla quale: «se il nemico osava prendere l'iniziativa anche per un solo istante, ogni pollice di terreno doveva essere difeso fino alla morte e, se perduto, riconquistato con un contrattacco immediato anche se inopportuno.». I comandi francesi da Ferdinand Foch a Joseph Joffre fecero pieno affidamento su questa teoria, ritenendo inizialmente inutili e superflue anche le armi di cui l'esercito tedesco dell'epoca faceva già ampio uso, come l'artiglieria pesante a supporto della fanteria e l'uso manovrato delle mitragliatrici..

Dal canto suo il generale Erich von Falkenhayn, conoscendo l'importanza vitale di Verdun per la nazione francese e appunto le tecniche offensive dell'esercito nemico, prevedendo che la piazzaforte sarebbe stata difesa tenacemente fino all'ultimo, elaborò un piano basato sul dissanguamento graduale, tramite il massiccio impiego di artiglieria, dell'esercito francese, che sarebbe stato decimato giorno dopo giorno per la difesa della "mistica Verdun". Tutto ciò accadde e fu applicato sanguinosamente per quasi dieci mesi, in cui la piazzaforte divenne il teatro di una gigantesca battaglia di logoramento che coinvolse entrambi i contendenti.. Quando i tedeschi diedero inizio all'assalto il 21 febbraio, erano passati solo due mesi dal giorno in cui il generale Falkenhayn era riuscito a convincere il Kaiser Guglielmo II che lo Stato Maggiore francese, essendo determinato a difendere a ogni costo la storica cittadella posta sulla strada che da est conduceva a Parigi, "si sarebbe visto costretto a impiegare in quell'azione fino all'ultimo uomo" piuttosto che rinunciare alla fortezza e attestarsi su un'altra linea difensiva..

La piazzaforte di Verdun

La città di Verdun, nota già ai tempi di Roma con il nome di Virodunum, era un importante campo fortificato organizzato per sbarrare il passo alle popolazioni germaniche. Nell'843 il trattato di Verdun divise l'Europa in tre parti e segnò la nascita della Germania come nazione; per i teutonici prima e per i tedeschi poi, Verdun rappresentò un simbolo quasi mistico e benché la cittadina in base al trattato fosse in territorio francese, nel 923 cadde sotto il dominio teutonico fino alla liberazione per mano di Enrico II nel 1552.. Cento anni dopo, fu trasformata da Sébastien de Vauban in una imponente fortezza destinata a essere regolarmente assediata nei secoli successivi. La città fu duramente attaccata durante la guerra dei trent'anni, poi bombardata dai cannoni prussiani nel 1792 e, successivamente nel 1870, quando fu l'ultima delle fortezze francesi a cadere durante la guerra franco-prussiana..

Nel 1916 Verdun era una cittadina tranquilla, considerata inattaccabile dai comandi francesi, che videro le fortezze intorno alla città resistere efficacemente all'assedio dell'armata del Kronprinz durante l'attacco sulla Marna del 1914. In quella occasione Verdun si ammantò di una veste ancor più "eroica" e importante di quello che già era. Da ogni lato Verdun era circondata da ripide colline lambite dalla Mosa, presidiate da numerosi forti - nelle carte topografiche tedesche del 1914 erano segnati non meno di venti forti maggiori e quaranta di media importanza (Ouvrages in francese) - che avrebbero impedito grazie a un efficace tiro incrociato qualunque avanzata nemica..

Inoltre, dalla fine dei primi scontri nel settore, Verdun fu munita di una serie di profonde trincee protettive, lunghe dai 4 ai 5 chilometri; tecnicamente la città era il punto più forte dell'intero fronte francese., ma in pratica si sarebbe rivelato uno dei più deboli. Questo perché la piazzaforte fu privata quasi completamente dei suoi pezzi d'artiglieria, che furono tolti per essere adoperati al fronte, in quanto dopo aver verificato la grave carenza di bocche da fuoco nelle offensive del 1915, i francesi decisero di attingere anche alle artiglierie collocate nei forti di Verdun.R.de Thomasson, Les preliminaires de Verdun, Nancy, 1921. Questa decisione fu peraltro assecondata dalla teoria di Louis de Grandmaison, che diceva: "il posto del soldato francese è in campo aperto e, se assolutamente necessario, in trincea, ma non certamente nascosto sotto un blocco di cemento".

In questo modo il sistema difensivo più potente venne privato delle sue armi, ma successivamente anche dei suoi uomini. Questi furono mandati su altri fronti, lasciando praticamente sguarnito il caposaldo di Verdun, dove conseguentemente non fu possibile eseguire il giusto completamento del sistema trincerato a difesa del settore che, al momento dell'attacco tedesco, era privo di trincee di collegamento, reticolati e collegamenti telefonici sotterranei. Tutte necessità vitali per reggere a un attacco nemico. Il generale Herr si disse molto preoccupato dalla situazione, tanto da dichiarare: «Tremo ogni giorno. Non potrei resistere a un attacco; l'ho detto al Grand Quartier Général, ma non mi hanno nemmeno ascoltato». Il generale si trovò davanti al disinteresse dell'alto comando francese guidato dal generale Joffre, il quale di fronte all'evidente minaccia tedesca e nonostante i palesi movimenti nemici dall'altra parte del fronte, continuò a non preoccuparsi del pericolo imminente. Inoltre le ricognizioni del Service Aéronautique francese avevano confermato il concentramento di artiglierie dietro le linee nemiche. Questa era la condizione critica in cui si presentava il settore francese alla vigilia dell'attacco che i tedeschi avrebbero attuato a fine febbraio, mirando a conquistare uno dei simboli più importanti della Francia.

Preparativi

Operazione Gericht