Nato a Pergamo, insegnò nella vicina Mitilene e ad Atene. Ciò che conosciamo del suo pensiero è legato alla divinazione e ci è noto grazie all'opera De divinatione di Ciceronehttp://www.treccani.it/enciclopedia/cratippo-di-pergamo/ Cratippo di Pergamo su treccani.it. È incerto se sia stato uno scolarca.H.B. Gottschalk, Aristotelian Philosophy in the Roman World from the Time of Cicero to the End of the Second Century AD, 1987, in W. Haase (ed.), ANRW: Geschichte und Kultur Roms im Spiegel der neueren Forschung, Walter de Gruyter, pag. 1096
Biografia Cratippo fu contemporaneo di Cicerone, con il quale fu legato da un rapporto di intima amicizia, dovuto al fatto che Cicerone, oltre ad aver affermato che il filosofo era uno dei peripatetici più illustri che avesse mai conosciutoMarco Tullio Cicerone, De officiis, III 2, lo aveva posto sullo stesso piano dei più grandi uomini della sua scuola.Marco Tullio Cicerone, De divinatione, I 3 Vissuto per un po' a Mitilene, capoluogo dell'isola di Lesbo, Cratippo fu compagno di Pompeo nella fuga di quest'ultimo a seguito della battaglia di Farsalo, con la quale Cesare aveva inflitto al leader degli ottimati una dura sconfitta. Sappiamo che, in quell'occasione, Cratippo tentò di consolare Pompeo con argomenti filosofici.Plutarco, Vita di Pompeo, 75, in Vite parallele; Claudio Eliano, Storia varia, VII 21
Fu in contatto con diversi illustri personaggi romani, tra i quali Marco Claudio Marcello e, come si è detto, Cicerone. Quest'ultimo poi fece sì che suo figlio diventasse suo allievo ad Atene nel 44 a.C.Marco Tullio Cicerone, Brutus, 31, Ad familiares, XII 6 e XVI 21, De officiis, I 1 e II 2, 7. Sembra che il figlio del console romano abbia visitato l'Asia assieme a Cratippo, il che dimostra l'attaccamento del giovane discepolo al maestro e la grande fiducia di Cicerone nei confronti del filosofoMarco Tullio Cicerone, Ad familiares, XII 16. Sappiamo inoltre che Cicerone ottenne da Cesare, che nel frattempo aveva conquistato il potere, la cittadinanza romana per Cratippo.Plutarco, Vita di Cicerone, 24
Pensiero Nonostante l'alta opinione di Cicerone sulla conoscenza e il talento di Cratippo, non sappiamo se il filosofo si sia dedicato a svariate tematiche filosofiche, dal momento che ciò che sappiamo del pensiero di Cratippo è relativo soltanto alla divinazione, sulla quale sembra abbia composto un'opera.
Cicerone riporta che il filosofo credeva nei sogni e nell'ispirazione soprannaturale (in latino: furor), ma rifiutava qualsiasi altro tipo di divinazioneMarco Tullio Cicerone, De divinatione, I 3, 32, 50, 70, 71, II 48, 52; Tertulliano, De anima, 46. Credeva che il senso e l'appetito non potessero esistere al di fuori del corpo, che il pensiero raggiungesse la sua massima potenza quando si liberava dalle influenze corporee e che la divinazione è dovuta all'azione diretta della mente divina su quella facoltà dell'anima umana che non dipende dal corpo.
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