La Sacra Famiglia con san Giovannino è un dipinto a tempera su tela (177,5x128,5 cm) del Parmigianino, databile al 1528 circa e conservato nel museo nazionale di Capodimonte a Napoli.

Storia L'opera stette a palazzo Farnese a Roma fino al 1662, quando fu spedita a Parma e conservata prima al Palazzo del Giardino e poi nella Galleria Ducale: nella Descrizione del 1725 è ricordata come uno dei più bei capolavori esposti. Finì poi a Napoli con tutte le collezioni della famiglia e dopo essere stata esposto qualche anno a Palazzo Reale, fu trasferita al Palazzo degli Studi.

L'attribuzione a Parmigianino è pressoché indiscussa, mentre la datazione dell'opera ha acceso le controversie tra gli studiosi, con oscillazioni tra il soggiorno romano (1524-1527) e quello bolognese (1527-1530). Isolata, la Freedberg parlò addirittura per secondo periodo parmense (1530-1539). La tecnica e lo stile usati fanno pensare con più probabilità al periodo bolognese: i colori minerali, tipici degli affreschi e la tempera stesa con una preparazione collosa, il cosiddetto "guazzo". Vasari infatti ricordò come il Parmigianino a Bologna dipinse due tele a guazzo "per Maestro Luca di Leuti".

A Parma se ne conoscono almeno due copie antiche. Sono noti quattro disegni preparatori, alla Royal Library del castello di Windsor (inv. 0346), alla Galleria nazionale di Parma (inv. 510/5), al British Museum (1905-11-10-18) e all'Ashmolean Museum di Oxford (inv. 446).

Descrizione e stile La scena rappresenta il riposo durante la fuga in Egitto, dove secondo i vangeli apocrifi Gesù incontrò il piccolo san Giovannino. La scena mostra il Bambino addormentato su una pietra coperta da un lenzuolo, allusione alla morte e la deposizione sul sudario, con la testa su un cuscino rosso. Lo veglia Maria, che accarezza anche il battista che, reggendo la croce fatta di canne, appare dietro al Bambino a sinistra. Più lontano si vede Giuseppe che sta leggendo un voluminoso libro in piedi. Interessanti notazioni naturalistiche si trovano nello sfondo, con un grosso tronco inclinato e infestato dai funghi, mentre a sinistra si apre un sintetico paesaggio con un paese tra le montagne.

Quello che è stato definito il più "raffaellesco e classico" dei dipinti di Parmigianino sembra sviluppare l'idea della Madonna del Diadema blu di Raffaello. Attinenze si trovano inoltre con opere romane, quali la Visione di san Girolamo, o con opere viste a Roma, come la Madonna del velo di Sebastiano del Piombo (1525) oggi alla Národní galerie di Praga.

Note

Bibliografia Mario Di Giampaolo ed Elisabetta Fadda, Parmigianino, Keybook, Santarcangelo di Romagna 2002. ISBN 8818-02236-9

Voci correlate Collezione Farnese

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