Aker ASA è una holding norvegese con partecipazioni concentrate principalmente nei settori del petrolio e del gas, delle energie rinnovabili e delle tecnologie a basse emissioni di carbonio, del software industriale, dei prodotti ittici e delle biotecnologie marine.

La società è quotata alla Borsa di Oslo. Il principale azionista di Aker è Kjell Inge Røkke, che detiene il 68,2% del capitale attraverso la società TRG Holding AS. La sede centrale della società si trova a Fornebu, in Norvegia.

Storia

Origini La società prende il nome dalla precedente Akers mekaniske Verksted, fondata nel 1841, che divenne uno dei principali cantieri navali norvegesi e cessò le attività nel 1982. Nel 1987, Aker si fuse con Norcem, gruppo attivo nella produzione di cemento e materiali da costruzione, dando origine a un'importante realtà industriale norvegese con attività rivolte anche al settore offshore. Il ramo relativo al cemento fu successivamente ceduto nel 1999.

Aker RGI e l'ingresso di Kjell Inge Røkke Nel 1996, Kjell Inge Røkke divenne il principale azionista di Aker attraverso la propria società di investimento Resource Group International. Nel 1997, RGI e Aker furono fuse, dando origine ad Aker RGI, con Røkke come principale azionista. Nel 1999, Aker e Apax Partners integrarono le rispettive attività nel settore dei sistemi di stoccaggio e della movimentazione dei materiali, dando origine a Dexion Group Ltd, controllata da Apax, e a Constructor AS, controllata da Aker. Nel 2000, Aker acquisì Dexion Group e la fuse con Constructor, mentre le attività in Australia e nell'area Asia-Pacifico furono cedute. Nel 2000, Aker acquisì Dexion Group e la fuse con Constructor, mentre le attività in Australia e nell'area Asia-Pacifico furono cedute.

La fusione con Kværner All'inizio degli anni 2000, Kværner attraversò un periodo di gravi difficoltà finanziarie in seguito a un ambizioso programma di espansione internazionale. Nel novembre 2001, per evitare il fallimento, la società fu costretta a fondersi con Aker. In seguito alla fusione, la sede internazionale di Kværner tornò a Oslo e la società fu ristrutturata come holding, mentre le attività operative furono concentrate nelle controllate Aker Kværner e Aker Yards.

Nel 2002, Aker Maritime e Kværner Oil & Gas furono riunite nell'ambito di Aker Kværner, dando origine a un gruppo attivo nei settori dell'energia, dell'ingegneria e della cantieristica. Nel 2004 il gruppo fu sottoposto a un'importante riorganizzazione, che portò alla separazione delle attività industriali in Aker Kværner e Aker Yards. Nel 2008, Aker Kværner assunse il nome di Aker Solutions. Nel 2005, Kværner ASA fu incorporata in Aker Maritime Finance AS, società interamente controllata da Aker ASA, determinando la cessazione dell'esistenza di Kværner come società autonoma.

Riorganizzazione e sviluppo nel settore energetico Nel 2007, nell'ambito del gruppo Aker Material Handling, Constructor/Dexion fu ceduta alla società di investimento svedese Altor Equity Partners. Negli anni successivi Aker proseguì il processo di riorganizzazione delle proprie attività industriali.

Nel 2009, Aker Exploration e Det norske oljeselskap si fusero. Nel 2016, Aker e BP Norge unirono le proprie attività per creare Aker BP, società destinata a diventare uno dei principali operatori nell'esplorazione e produzione di idrocarburi sulla piattaforma continentale norvegese.

Diversificazione tecnologica e transizione energetica Nel 2016, Aker fondò Cognite, società specializzata nello sviluppo di software industriale, con l'obiettivo di favorire la digitalizzazione dei processi nel settore petrolifero e in altri comparti industriali, migliorandone l'efficienza e riducendone i costi. Cognite sviluppò successivamente la propria presenza internazionale, aprendo sedi in mercati tra cui Tokyo e il Texas.

Nel 2022, la compagnia petrolifera saudita Aramco acquisì una partecipazione del 7,4% in Cognite per circa un miliardo di corone norvegesi. Negli anni successivi Cognite continuò a espandersi nel settore del software industriale e della digitalizzazione. Nel 2026, Aker annunciò un accordo per la vendita di Cognite a Schneider Electric, nell'ambito del processo di razionalizzazione del proprio portafoglio. Il completamento dell'operazione, subordinato alle autorizzazioni regolamentari, è previsto entro il quarto trimestre del 2026.

Nel luglio 2020, Aker Solutions annunciò un'importante riorganizzazione, che prevedeva la fusione con Kvaerner e lo scorporo delle attività dedicate allo sviluppo dell'energia eolica e alla cattura e stoccaggio del carbonio. Tali attività furono successivamente trasferite a società indipendenti quotate alla Borsa di Oslo. La strategia delineata da Kjell Inge Røkke per il decennio successivo prevedeva un progressivo rafforzamento delle attività nei settori dell'informatica e dell'energia a basse emissioni di carbonio, pur mantenendo una presenza significativa nel comparto del petrolio e del gas.

Riorganizzazione del portafoglio dal 2020 Nel 2021, Aker ASA e SalMar fondarono congiuntamente SalMar Aker Ocean, società attiva nell'acquacoltura offshore. Nel 2025, SalMar acquisì la partecipazione del 15% detenuta da Aker in SalMar Aker Ocean per 650 milioni di corone norvegesi. Nell'ambito dell'operazione, Aker ricevette inoltre una partecipazione dello 0,75% in SalMar, successivamente ceduta nello stesso anno.

Nel 2021, Aker avviò inoltre una nuova attività di consulenza, successivamente denominata Entr. Nel 2022, Aker Clean Hydrogen e Aker Offshore Wind furono integrate in Aker Horizons. Nello stesso anno, le attività norvegesi nel settore petrolifero e del gas di Aker BP e Lundin Energy furono riunite attraverso una fusione, rafforzando ulteriormente la posizione di Aker BP sulla piattaforma continentale norvegese.

Nel 2023, Aker raggiunse un accordo per fornire a Solstad Offshore un pacchetto di sostegno finanziario del valore di 2,25 miliardi di corone norvegesi. Nello stesso anno, Aker Energy fu ceduta all'Africa Finance Corporation.

Nel 2024, Aker Carbon Capture completò la vendita dell'80% delle proprie attività nel settore della cattura del carbonio a SLB per 4,1 miliardi di corone norvegesi. La società risultante, successivamente denominata SLB Capturi, riunì le tecnologie di Aker Carbon Capture con le capacità tecnologiche e industriali di SLB. Aker mantenne inizialmente una partecipazione del 20%.

Nel 2024, Aker avviò un processo di semplificazione del proprio portafoglio. Nell'ambito della riorganizzazione di Aker BioMarine, le attività nel settore degli ingredienti per mangimi furono cedute a una nuova società controllata per il 60% da American Industrial Partners e per il 40% da Aker, mentre Aker BioMarine concentrò le proprie attività sulla salute e la nutrizione umana. L'operazione fu completata nel settembre 2024 e fu seguita dalla distribuzione di un dividendo straordinario agli azionisti di Aker BioMarine.

Nel marzo 2026, Aker partecipò a un round di finanziamento da 2 miliardi di dollari di Nscale, società attiva nelle infrastrutture per l'intelligenza artificiale e nei data center. Aker investì 350 milioni di dollari e trasferì a Nscale la propria partecipazione nella joint venture Aker Nscale, diventando il principale azionista della società. Al completamento dell'operazione, Aker deteneva circa il 27,3% del capitale di Nscale.

Principali partecipazioni Al 31 luglio 2026, le principali partecipazioni industriali di Aker comprendono:

Società quotate

Aker BP — 21,2% Aker Solutions — 39,4% Solstad Offshore — 32,9% Solstad Maritime — 51,8% Aker BioMarine — 77,7% Akastor — 36,7% Public Property Invest (PPI) — 24,58%, detenuta tramite Aker Property Group Samhällsbyggnadsbolaget i Norden (SBB) — 8,63%, detenuta tramite Aker Property Group Sveafastigheter — 7,5%, detenuta tramite Aker Property Group.

Società non quotate

Cognite — 50,5%; la partecipazione è oggetto dell'accordo di vendita a Schneider Electric annunciato nel giugno 2026. Aize — 68% Nscale — 27,3% Aker Property Group — 100% Aker Qrill Company — 40% Mainstream Renewable Power — 58% Seetee — 90% SLB Capturi — 20%.

Note

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Collegamenti esterni

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