La comunità cinese d'Italia, secondo i dati Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al 2021 è composta da residenti con cittadinanza cinese, a cui si aggiungono 683 taiwanesi (nel 2019), pari allo 0,55% del totale della popolazione residente in Italia. La comunità di origine cinese quindi è la quarta per numero di residenti, dietro a quella romena, albanese e marocchina.
Demografia La migrazione cinese sarebbe iniziata dopo la prima guerra mondiale, quando arrivò a Milano il primo gruppo di cinesi del sud dello Zhejiang, probabilmente attraverso la Francia, dove avevano lavorato nelle fabbriche durante la guerra. Attraverso catene migratorie a carattere familiare, altri cinesi dalla stessa regione arrivarono in Italia nei decenni successivi; in ogni caso, la migrazione rimase limitata, considerato che nel 1975 erano registrati solo 402 adulti di nazionalità cinese in Italia.
Un secondo importante flusso migratorio sarebbe iniziato negli anni '80, quando, oltre che dallo Zhejiang, si registrò un importante influsso di migranti dalla regione del Fujian, seguiti da emigranti provenienti dal nord-est della Cina negli anni '90 e, nei primi anni 2000, da un ulteriore flusso causato dalla chiusura delle grandi industrie e miniere di stato nel nord del Paese.
Secondo il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al primo gennaio 2018, "i cittadini di origine cinese [...] in Italia risultano , pari all'8,3% del totale dei cittadini non comunitari". Di questi, circa il 25% sono minori; il 67,5% della manodopera cinese è occupata nei ristoranti o nel commercio, e il 20% nell'industria; oltre la metà della comunità cinese risiede nel nord Italia, ma ben il 16% dei cinesi in Italia risiede tra le province di Firenze e Prato. Tra le comunità di immigrati, quella cinese è quella che presenta il tasso di disoccupazione più basso, con il 4,5%.
Piemonte Secondo uno studio condotto nel 2010 congiuntamente dal CESNUR e dall'Università di Torino su oltre individui della sola comunità cinese di Torino, il 48% di essi sono donne e il 30% minori; il 90% viene dallo Zhejiang. Per quanto riguarda l'occupazione, il 70% lavora nella ristorazione e più del 20% nel commercio.
Religione + Religione dei cinesi in Italia CESNUR 2010Pierluigi Zoccatelli, "Religione e religiosità fra i cinesi a Torino. 'Religione cinese', identità secolare e presenze di origine cristiana". In ISTAT 2011-2012
Secondo un sondaggio del CESNUR, la maggioranza dei cinesi (59,3%) dichiara di non seguire alcuna religione, il 38,4% seguono la religione cinese, il 31,6% sono buddhisti (il 13,7% buddhisti puri, mentre il resto buddhisti in seno alla religione cinese), l'8% sono cristiani (di cui cattolici 3,6%, protestanti 3,3% e testimoni di Geova 1,1%) e i taoisti sono l'1,1%. Secondo i dati raccolti dall'ISTAT relativi a tutti i cinesi residenti in Italia, il 44,4% sono buddhisti, il 5% cattolici, il 2,3% protestanti, l'1,1% testimoni di Geova e il 3,8% di altre religioni, mentre il 44,5% non sono religiosi.
Molti cinesi, anche quelli che si dichiarano non religiosi, praticano nel privato i culti di varie divinità, quali il Dio del Suolo (Tǔshén 土神) e il Dio della Prosperità (Fúshén 福神) cui sono dedicati riti all'inaugurazione delle attività imprenditoriali, e le cui statue sono presenti negli altari domestici, degli esercizi commerciali e dei ristoranti, insieme alle statue di altri dèi quali gli Otto Immortali (Bāxiān 八仙) e la Dea della Misericordia (Guānyīn 观音). Tra i Cinesi d'Italia è molto presente anche la tradizione rituale taoista-sciamanica della Dama di Linshui (Línshuǐ fūren 临水夫人), che è tipica della zona di provenienza della maggior parte di essi (Zhejiang),Daniele Brigadoi Cologna. . Torino World Affairs Institute, 6 maggio 2019. nonché il culto della Madre Ancestrale (Māzǔ 妈祖), diffuso in tutte le regioni costiere e marittime della Cina.
I Cinesi d'Italia hanno fondato diversi luoghi di culto nella penisola, di cui quelli formali comprendono:
Templi del buddhismo cinese: "Tempio Buddhista del Monte Putuo" (Putuoshan si 普陀山寺) a Roma, Esquilino, di tradizione Chán — fondato nel 2005 da cinesi del continente, affiliato allo Zhongtai Chansi (中台禪寺) a Taiwan e ai templi del sacro Monte Putuo nello Zhejiang — nel 2013 la comunità ha fondato il "Tempio della Virtù Fiorente" che ne è divenuta sede principale, mentre il Putuoshan si rimane come tempio sussidiario;Ester Bianchi (2020). . Journal of Chinese Buddhist Studies, 33: 171–202. ISSN 2313-2000, e-ISSN 2313-2019. "Tempio Buddhista del Fiore Universale" (Puhua si 普花寺) a Prato, di tradizione Terra Pura — fondato nel 2009, affiliato allo Shuilu si (水陸寺) di Wenzhou, Zhejiang; "Tempio Buddhista della Virtù Fiorente" (Huayi si 華義寺, ma Huayi si presta anche all'interpretazione "Cina-Italia", essendo Hua e Yi anche i nomi brevi per i due Paesi) a Roma, Prenestino, di tradizione Chán — fondato nel 2013 come sede maggiore per la comunità del Putuoshan si; "Tempio Buddhista del Raccolto Floreale" (Luohua si 罗华寺) a Roma, Esquilino, di tradizione Chán — fondato nel 2016, affiliato allo Shaolin si (少林寺) di Dengfeng, Henan; "Tempio Chan del Risveglio (Bodhi)" (Puti chanxiu zhongxin 菩提禪修中心) a Prato, di tradizione Chán — fondato nel 2016, è un tempio sussidiario dello Huayi si di Roma; "Tempio di Guanyin di Milano" (米兰观音堂 Milan Guanyin tang) a Cernusco sul Naviglio, Milano, di tradizione Xinling Famen (心灵法门); "Tempio di Guanyin di Prato" (普拉托观音堂 Pulatuo Guanyin tang) a Prato, di tradizione Xinling Famen; "Tempio Longquan di Napoli" (Nabulesi Longquan daochang 那不勒斯龍泉道場), non-settario — fondato nel 2016, è un tempio sussidiario del Longquan si (龍泉寺) di Pechino e del Jile si (極樂寺) in Fujian; "Tempio Longquan di Firenze" (Fuluolunsa fotang 佛羅倫薩佛堂), non-settario — fondato nel 2018, è un altro tempio sussidiario del Longquan si di Pechino e del Jile si in Fujian. "Tempio Buddhista della Luce Raggiante" (Guangming si 光明寺) a Torino — fondato nel 2024; "Monastero Buddhista del Tesoro del Loto" (Huazang si 花藏寺) a Campi Bisenzio, Firenze, di tradizione Chán — in costruzione nel 2019, sarà un grande monastero affiliato allo Zhongtai Chansi di Taiwan. Templi della religione tradizionale cinese: "Tempio di Mazu" (Mazu miao 妈祖庙) a Susegana, Treviso — fondato nel 2025. Templi dell'organizzazione religiosa popolare cinese Yiguandao (一贯道) — chiamati fotang (佛堂), "sale del risveglio": "Tempio Yiguandao di Palermo" (Balemo Huaren fotang 巴勒莫华人佛堂) — fondato nel 2008; "Tempio Yiguandao della Grazia" a Roma, Torpignattara — fondato nel 2011.
Più rappresentata che nella stessa Cina e nella provincia di origine della maggior parte dei Cinesi d'Italia è la comunità cinese cristiana, specialmente affiliata alla Chiesa evangelica cinese, la quale gestisce varie sale di culto in diverse città italiane. Allo stesso modo hanno una buona presenza tra i cinesi residenti in Italia i testimoni di Geova. Inoltre, molte centinaia di cinesi residenti in Italia sono rifugiati appartenenti a organizzazioni religiose considerate socialmente pericolose e dichiarate illegali dal governo della Cina, quali la Chiesa di Dio Onnipotente d'ispirazione cristiana e il Falun Gong d'ispirazione buddhista-taoista.
Integrazione
Negli anni non sono mancate situazioni di tensione, generate da un'integrazione talvolta difficile. Nel 2007, parecchie decine di cinesi hanno sfilato per le strade di Milano per protestare contro la discriminazione subita. La città di Treviso ha ordinato ai negozi gestiti da cinesi di togliere le loro lanterne perché sembravano "troppo orientali".
In generale, è nelle grandi città dove risiedono le comunità più numerose che contrasti e differenze tendono inevitabilmente ad amplificarsi, specie laddove le attività economiche cinesi entrano in concorrenza con quelle italiane, com'è accaduto a Prato nel settore tessile. Al tempo stesso, è proprio in tali realtà che i figli degli immigrati le cosiddette seconde generazioni, nati e cresciuti in Italia, cominciano a chiedere maggiore attenzione e a cercare di integrarsi sempre di più.
Comunità cinesi per città
Milano - attorno a Via Paolo Sarpi (Chinatown di Milano) Prato Roma - concentrata nel Quartiere Esquilino Torino Firenze Napoli Campi Bisenzio Bologna - concentrata nel quartiere Bolognina Venezia Reggio Emilia Padova Genova Empoli Brescia Catania Forlì Fucecchio Verona San Giuseppe Vesuviano Terzigno Palermo Bergamo Rimini Modena Carpi Cerreto Guidi Conegliano Montebelluna Sesto Fiorentino Trieste
Note
Voci correlate Buddhismo in Italia Chinatown di Milano
Collegamenti esterni
Paolo Lunghi "Nel Segno del Dragone" 在龙的踪影里 - Ibiskos Ulivieri - dicembre 2012 - ISBN 978-88-7841-781-6 -
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