Pensiero Si allontanò significativamente dagli insegnamenti di Zenone e ritenne che la conoscenza (ἑπιστήμη) fosse l'obiettivo (τέλος) della vita: Sostenne anche l'esistenza di un secondo fine subordinato (ὑποτελής): questo fine subordinato faceva riferimento al termine stoico οἰκείωσις Long, A., Sedley, D., (1987), The Hellenistic Philosophers. pag. 355. Cambridge University Press. Erillo riteneva che anche coloro che non fossero stati saggi avrebbero potuto aspirare al fine subordinato; tuttavia, solo i saggi avrebbero raggiunto il fine principale.Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, VII 165
Erillo considerò anche gli aspetti pratici della vita di tutti giorni: li ritenne necessari e pertanto non aventi alcun valore etico. Fu inoltre accusato da Cicerone di suggerire che vi fossero due obiettivi distinti nella vita.Marco Tullio Cicerone, De finibus bonorum et malorum, IV 40.
Opere Diogene LaerzioVite dei filosofi, VII 166. gli attribuisce le seguenti opere: Περὶ ἀσϰήσεως - Sulla formazione Περὶ παθῶν - Sulle passioni Περὶ ὐπολήψεως - Sul giudizio Νομοθέτης - Il legislatore Μαιευτιϰός - La maieutica Άντιφέρων - L'avversario Διδάσϰαλος - Il maestro Διασϰευάζων - Il preparatore Εὐθύνων - Il correttore Ἑρμῆς - Hermes Μήδεια - Medea Θέσεων ἠθιϰῶν - Tesi sull'etica alcuni dialoghi
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