Si definì «amburghese di cuore, ebreo di sangue, d'anima fiorentino»Gertrud Bing, Rivista storica italiana 71, 1960, S. 113..
Biografia Formazione Nato da una facoltosa famiglia di banchieri, la sua formazione avvenne prima a Bonn, con Karl Lamprecht e Carl Justi, poi a Monaco e Strasburgo con Hubert Janitschek. Il suo primo viaggio a Firenze tra 1888 e 1889 segna l’inizio di un rapporto privilegiato con l'arte e la cultura italiana.
Si addottora nel 1893, con una tesi sulla rappresentazione di soggetti mitologici antichi nei dipinti di Sandro Botticelli, pubblicata con il titolo La Nascita di Venere e La Primavera di Sandro Botticelli. Ricerche sull'immagine dell'antichità nel primo Rinascimento italiano.
Frequentò per due semestri lezioni di psicologia presso la facoltà di medicina dell'Università di Berlino. Nell'inverno 1895-96 compì un viaggio in America dove visitò la Smithsonian Institution, entrando in contatto con studiosi delle culture primitive; poté così soggiornare presso gli indiani Pueblo nel Nuovo Messico e in Arizona. Nel 1897 sposò l'artista Mary Hertz e si stabilì a Firenze, dove visse per alcuni anni.
Durante i suoi studi ebbe come maestri anche il filologo Hermann Usener e gli esponenti del metodo storico-critico religioso. In un'ottica comparativista, era convinto che la conoscenza delle civiltà del Nord America o dell'Africa sarebbe stata la chiave d'accesso ai primordi della civiltà europeaCamere con vista, 2024 (miscellanea di saggi). Come citato in .
Attività critica Tornato definitivamente ad Amburgo nel 1902, pubblicò Bildniskunst und Florentinisches Bürgertum, tradotto in italiano nel 1966 e pubblicato col titolo Arte del ritratto e borghesia fiorentina, in La rinascita del paganesimo antico. In esso Warburg parla della ritrattistica medicea nell'affresco di Domenico Ghirlandaio della cappella Sassetti nella chiesa fiorentina di Santa Trinita.
Pathosformel
In una conferenza del 1905, Dürer und die italienische Antike (Leipzig 1906), Warburg espone il paradigma delle Pathosformel, il principio della presenza nell'arte europea del gesto espressivo tratto dall'antichità pagana e quello di inversione: il gesto troppo espressivo non può ricomparire che tramutato nel proprio opposto.
Del 1907 è Francesco Sassettis letztwillige Verfügung, Leipzig, un'analisi delle formule antichizzanti presenti nel testamento di Francesco Sassetti. Per il X Congresso Internazionale di Storia dell'Arte del 1912 a Roma, presentò Italienische Kunst und internationale Astrologie im Palazzo Schifanoja zu Ferrara (Roma, 1922), con cui inaugurò la moderna iconologia.
Internamento nel sanatorio di Kreuzlingen Dal 1918 al 1924 soggiornò ripetutamente nel sanatorio di Kreuzlingen a causa di una grave malattia mentale. Nel 1923, al termine di uno di questi soggiorni, per dimostrare la propria guarigione, rivolse un «discorso d'addio» a pazienti e medici del sanatorio: una conferenza sul rituale del serpente, partendo dalla sua esperienza presso gli indiani Pueblo del Nuovo Messico. La prolusione fu discussa per la prima volta nell'articolo A Lecture on Serpent-Ritual, pubblicato sul Journal of the Warburg and Courtauld Institutes nel 1939.
Al suo ritorno ad Amburgo tenne una serie di conferenze sulla rilevanza dell'antichità per il primo Rinascimento italiano, sulle feste medicee, sullo storico Jacob Burckhardt e su problemi metodologici della storiografia.
Atlante Mnemosyne L'Atlante intitolato alla memoria – Bilderatlas Mnemosyne – è l'ultimo progetto di Aby Warburg: una serie di tavole con montaggi di immagini in cui si possono visualizzare i meccanismi di trasmissione e tradizione di temi e figure dall’antichità – orientale e greco-romana – fino all’ attualità, con particolare riguardo alla ripresa formale dai modelli di moti, gesti, posture e schemi iconografici.
Mnemosyne è il lascito più originale e la summa delle ricerche di Warburg. Progettato per essere pubblicato in un volume di grande formato, con un importante corredo di testi esplicativi e per una precisa destinazione editoriale, alla morte improvvisa dello studioso nell'autunno del 1929, rimane incompiuto e inedito. La scommessa concettuale dell’opera puntava all’autonomia semantica delle immagini: zum Bild das Wort, «la parola all’ immagine», è uno dei motti di Warburg.
Il Bilderatlas Mnemosyne, a quanto si ricava dall'ultima fase di elaborazione, è costituito da 63 tavole di grandi dimensioni, in ciascuna delle quali è imbastito un montaggio di immagini di diversa natura: fotografie di dipinti, miniature, incisioni, pagine di libri, mappe geografiche, carte da gioco; ma anche riproduzioni e disegni di reperti archeologici dell’antichità orientale, greca e romana; e ancora ritagli di giornale, etichette pubblicitarie, francobolli, come testimonianze della cultura contemporanea.
Al momento della morte nel 1929, Warburg lascia un menabò incompleto. Ciò che resta dell'Atlante Mnemosyne è la riproduzione fotografica dell’ultima versione delle tavole, l’abbozzo di una introduzione, e una serie di lettere e appunti. Le tavole dovevano essere corredate da testi esplicativi e pubblicate dall’editore Teubner in una collana di atlanti tipologici, archeologici e scientifici, e nel 1930 l’opera era data come di “imminente pubblicazione” . Ma lo stato di incompletezza del lavoro, le vicende storiche – l’avvento al potere in Germania del partito nazionalsocialista nel 1933 e il conseguente trasferimento della Biblioteca e dei materiali fotografici a Londra – e, soprattutto, l'oggettiva difficoltà di portare a compimento l’opera senza la regia del suo ideatore, fanno cadere il progetto nell’oblio per molti decenni, nonostante il vivo interesse dei suoi eredi e collaboratori, Gertrud Bing, Fritz Saxl ed Edgar Wind in primis.
Kulturwissenschaftliche Bibliothek Warburg
In questi anni, grazie a un accordo col fratello minore cui lasciò il diritto di primogenitura sulla gestione della banca di famiglia, Warburg raccolse una biblioteca che contava alla sua morte 65.000 volumi e 80.000 fotografie. La notte del 13 dicembre 1933 l'allievo Fritz Saxl, ritenendo che con l'ascesa del nazismo sarebbe andata perduta, trasportò la biblioteca via nave a Londra, dove divenne il primo nucleo bibliotecario del Warburg Institute.
Edizioni dei suoi scritti Dopo la sua morte, gli scritti di Warburg sono stati raccolti nei due volumi Gesammelte Schriften pubblicati dall'editore Teubner nel 1932I due volumi sono liberamenti consultabili su Gallica: Gesammelte Schriften (tomo 1) Gesammelte Schriften (tomo 2) e parzialmente tradotti in italiano nella raccolta La rinascita del paganesimo anticoRecentemente riediti dalla casa editricne Aragno nel 2004 con ISBN 88-8419-158-0..
Opere
[conferenza tenuta nel 1929] Mnemosyne. L'Atlante delle immagini, Aragno, Torino, 2002. Botticelli (La 'Nascita di Venere' e la 'Primavera' di Sandro Botticelli. Ricerche sull'immagine dell'antichità nel primo Rinascimento italiano, 1893), trad. Emma Cantimori, con uno scritto di Pierluigi De Vecchi, Abscondita, Milano, 2003, ISBN 978-88-841-6577-0. A. Warburg-Ernst Cassirer, Il mondo di ieri. Lettere, a cura di Maurizio Ghelardi, Aragno, Torino, 2003, ISBN 978-88-841-9144-1. Opere I. La rinascita del paganesimo antico e altri scritti (1889-1914), Aragno, Torino, 2004, ISBN 978-88-841-9158-8. A. Warburg-Gertrud Bing, Diario romano (1928-1929), Aragno, Torino, 2005. Ludwig Binswanger-A. Warburg, La guarigione infinita. Storia clinica di Aby Warburg, trad. Chantal Marazia e Davide Stimilli, Vicenza, Neri Pozza, 2005, ISBN 978-88-5450-040-2. Arte e Astrologia nel Palazzo Schifanoia di Ferrara, Abscondita, Milano, 2006. Gli Hopi. La sopravvivenza dell'umanità primitiva nella cultura degli Indiani dell'America del Nord, Aragno, Torino, 2006. Opere II. La rinascita del paganesimo antico e altri scritti (1917-1929), Aragno, Torino, 2007. Per monstra ad sphaeram, a cura di Davide Stimilli e Claudia Wedepohl, Abscondita, Milano 2009 ISBN 978-88-8416-209-0. Frammenti sull'espressione, a cura di Susanne Müller, trad. Maurizio Ghelardi e Giovanna Targia, Edizioni della Normale, Pisa, 2011. Immagini permanenti. Saggi su arte e divinazione, a cura di Stefano Calabrese e Sara Uboldi, Archetipolibri, Bologna 2011 ISBN 978-88-6633-022-6. Il primo Rinascimento italiano. Sette conferenze inedite, a cura di Giovanna Targia, Aragno, Torino, 2013.
Note
Bibliografia Giorgio Agamben, Aby Warburg e la scienza senza nome, in "aut aut", n. 199-200, gennaio-aprile 1984, pp. 51-66; poi in La potenza del pensiero, Neri Pozza, Vicenza, 2005 Marco Bertozzi (a cura di), Aby Warburg e le metamorfosi degli antichi dèi, Franco Cosimo Panini Editore, Modena 2002 Björn Biester / Dieter Wuttke, Aby M. Warburg-Bibliographie 1996 bis 2005: mit Annotationen und mit Nachträgen zur Bibliographie 1866 bis 1995. Koerner, Baden-Baden 2007, ISBN 978-3-87320-713-4 Saverio Campanini, Melencolia II: i rapporti tra Gershom Scholem e l'Istituto Warburg. Un'indagine di storia delle fonti e dei tipi, in «Schifanoia» 48-49 (2015), pp. 45-61. Monica Centanni (a cura di), Warburg e il pensiero vivente, Dueville 2022, ISBN 9791259970633, include i contributi di: Giorgio Pasquali, Mario Praz, Gertrud Bing, Arsenio Frugoni, Giorgio Agamben, Guglielmo Bilancioni, Alessandro Dal Lago, Gianni Carchia, Salvatore Settis, Kurt W. Forster, Maurizio Ghelardi. Claudia Cieri Via, Introduzione a Aby Warburg, Laterza, Bari, 2011. Claudia Cieri Via (a cura di), Aby Warburg e la cultura italiana, Mondadori Università, Milano, 2009. Silvia De Laude, Continuità e variazione. Studi su Ernst Robert Curtius e Aby Warburg , Imprint Libri, Napoli, 2005. Georges Didi-Huberman, L'immagine insepolta. Aby Warburg, la memoria dei fantasmi e la storia dell'arte, Bollati Boringhieri, Torino, 2006. Silvia Ferretti, Il demone della memoria. Simbolo e tempo storico in Warburg, Cassirer, Panofsky, Marietti, Casale Monferrato, 1984. Kurt Forster, Aby Warburgs Kulturwissenschaft: Ein Blick in die Abgründe der Bilder, Matthes & Seitz Verlag, Berlino, 2018. Thomas Gilbhard, Warburg more bibliographico, in: Nouvelles de la République des Lettres, 2008/2. Carlo Ginzburg, Da A. Warburg a E. H. Gombrich. Note su un problema di metodo in Miti emblemi spie. Morfologia e storia, Giulio Einaudi Editore, Torino, 1986, n.ed. 2000. Ernst Gombrich, Aby Warburg. An intellectual Biography, Londra 1970 (trad. italiana Aby Warburg. Una biografia intellettuale, trad. Alessandro Dal Lago e Pier Aldo Rovatti, Milano, Feltrinelli, 1983-2003; con uno scritto di Katia Mazzucco, Milano, Abscondita, 2018, ISBN 978-88-841-6442-1. Marie-Anne Lescourret, Aby Warburg ou la tentation du regard, Hazan, Parigi, 2014. Giancarlo Magnano San Lio, Ninfe ed ellissi. Frammenti di storia della cultura tra Dilthey, Usener, Warburg e Cassirer, Liguori Editore, Napoli, 2014. Anne-Marie Meyer, Aby Warburg in His Early Correspondence, in «American Scholar», 57, 1988, pp. 445 e segg. Anne-Marie Meyer, Concerning Warburg's ‘Costumi teatrali’ and Angelo Solerti, in «Journal of the Warburg and Courtauld Institutes», L, 1987, pp. 171 e segg. Mario Praz, Recensione a Aby Warburg, Gesammelte Schriften, Teubner, Leipzig-Berlin 1932, “Pan” II, 1934, 624-626, edizione digitale in "Engramma" Davide Stimilli (a cura di), Aby Warburg. La dialettica dell'immagine (numero speciale dedicato a Warburg della rivista "aut aut" n. 321-322, maggio-agosto 2004). Fabio Tononi, “Aby Warburg, Edgar Wind, and the Concept of Kulturwissenschaft: Reflections on Imagery, Symbols, and Expression”, The Edgar Wind Journal, Vol. 2 (2022), pp. 38–74. Fabio Tononi, “Aby Warburg and Edgar Wind on the Biology of Images: Empathy, Collective Memory and the Engram”, in Edgar Wind: Art and Embodiment, ed. by Jaynie Anderson, Bernardino Branca and Fabio Tononi (Oxford: Peter Lang, 2024), pp. 47–72.