Nata Silvia Finzi da padre ebreo e madre cristiana cattolica, è scampata alle persecuzioni razziali antisemite in Italia portando il cognome del bisnonno materno Ruchinger, medico condotto di religione cattolica. Ha condiviso per molti anni il lavoro intellettuale e l'impegno sociale con il marito Mario Vegetti, storico della filosofia antica.
La bibliografia di Silvia Vegetti Finzi ha conosciuto molte traduzioni dei suoi testi in francese, inglese, tedesco, spagnolo, greco e albanese. I suoi maggiori contributi hanno riguardato la storia della psicoanalisi, nonché lo studio delle problematiche pedagogiche da un punto di vista interdisciplinare, facendo riferimento soprattutto alla psicologia dell'infanzia e dell'adolescenza ed alla psicoanalisi.
Biografia Si è laureata in pedagogia e specializzata in psicologia clinica presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, diventando poi psicoterapeuta per i problemi dell'infanzia, della famiglia e della scuola.
Dal 1968 al 1971 ha partecipato alla vasta ricerca sulle cause del disadattamento scolastico, promossa dall’Istituto IARD (F. Brambilla) e dalla Fondazione Bernard Van Leer di Milano.
Come psicoterapeuta della famiglia e dell'infanzia, ha esercitato in consultori di zona collaborando, in particolare, con il Tribunale per i minori di Milano e con il Reparto Pediatrico dell'Ospedale San Carlo di Milano. Nel 1996 è stata invitata da Monsignor Carlo Maria Martini, vescovo di Milano, alla "Cattedra dei non credenti” per una lectio sul tema “Fede e violenza”.
Da molti anni partecipa al Festival Filosofia di Modena e al Festival Filosofi lungo l’Oglio della Provincia di Brescia.
Dal 1975 al 2005 è stata docente di Psicologia Dinamica presso la Facoltà di Filosofia dell'Università di Pavia. Nel 1990 è stata tra le fondatrici della Consulta di bioetica. Ha fatto parte del Comitato Nazionale di Bioetica, dell'Osservatorio Permanente sull'Infanzia e l'adolescenza di Firenze, della Consulta Nazionale per la Sanità. Nel 1998 è stata insignita del premio Nazionale “Giuseppina Teodori” per la Bioetica.
Su incarico dell’Istituto IARD e dell’Associazione Van Leer, negli anni '70 ha condotto un'indagine internazionale sui motivi del disadattamento scolastico.
Nel 1980 è entrata a far parte del movimento femminista, impegnandosi intellettualmente presso l’Università delle donne "Virginia Woolf" di Roma e il Centro Documentazione Donne di Firenze.
Dal 1986 collabora, come pubblicista, con il Corriere della Sera. Ha condotto per anni rubriche fisse per le riviste “Io donna” e “Insieme”. Attualmente, per il settimanale svizzero “Azione” cura lo scambio epistolare della “Stanza del dialogo”.
Fa parte del Comitato scientifico delle riviste: “Iride”, “L’Arco di Giano”, “Pedagogika“, “Ri-nascere” e della “ Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari”.
Partecipa all’Associazione nazionale delle giornaliste “Giulia”, all’Associazione Nodi Freudiani e "Donne in".
È membro onorario della Casa delle donne di Milano e, in quanto insignita del Premio Nazionale “Cesare Musatti” per la Psicoanalisi, dell’Istituto di Psicoanalisi di Milano.
Dal 2017 è vice-presidente della Casa della Cultura di Milano.
È membro della "Società Italiana di Psicologia" e della "Société internationale d'histoire de la psychoanalyse".
È membro della Fondazione Pubblicità Progresso
Nel 1998 ha ricevuto, per le sue opere sulla psicoanalisi, il premio nazionale "Cesare Musatti" e per quelle di bioetica il premio nazionale "Giuseppina Teodori".
Ha ricevuto le onorificenze “Milano Donna” e “Brescianità”.
Il 24 giugno 2023 ha ricevuto il Premio Sila alla carriera.
Pensiero Silvia Vegetti Finzi si è dedicata, in particolare, ad una ricerca storica che ha avuto, come oggetto di studio, l'origine e lo sviluppo della psicoanalisi, partendo dal suo teorizzatore Freud sino ad oggi, indagandola non solo come storia della scienza psicoanalitica ma anche come storia di un fenomeno culturale.
Particolarmente interessante è stato poi lo studio e l'approfondimento, tramite l'analisi dell'inconscio individuale e delle manifestazioni culturali, di ciò che caratterizza l'identità femminile e materna, sovrastata e alterata nel tempo dalla prevalenza dei simboli maschili. A questo scopo, ha condotto una sorta di ricerca archeologica dei riti di iniziazione delle bambine nella Grecia classica, nonché dei miti e delle rappresentazioni iconografiche dell'archetipo della Grande Madre. Tale indagine si è avvalsa anche delle sue competenze ed esperienze di psicoterapeuta nonché dell'analisi dei sogni delle bambine, secondo un programma di ricerca interdisciplinare che ha coinvolto soprattutto psicologia dell'infanzia e dell'adolescenza e psicoanalisi.
Si è anche dedicata alle problematiche pedagogiche in relazione all'evoluzione della società,S. Vegetti Finzi, Una bambina senza stelle. Le risorse segrete dell'infanzia per superare le difficoltà della vita, Milano, Rizzoli, 2015. nonché alla divulgazione scientifica, tramite organi di stampa e della televisione, ai genitori e ai docenti, della conoscenza dei meccanismi psicologici nei bambini e negli adolescenti.
Noto è anche il suo impegno nello studio e nella ricerca delle biotecnologie applicate alla maternità.
Opere Libri
Saggi miscellanei
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Note
Voci correlate Mario Vegetti Psicologia Pedagogia
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Categoria:Studenti dell'Università Cattolica del Sacro Cuore Categoria:Professori dell'Università degli Studi di Pavia Categoria:Insigniti con l'Ambrogino d'oro