Il teatro del mar Baltico ricomprende l'insieme delle operazioni navali ed anfibie svoltesi nel bacino del mar Baltico durante la prima guerra mondiale; ad affrontarsi nel teatro furono la marina militare dell'Impero russo (Rossijskij Imperatorskij Flot), sostenuta da un piccolo contingente di sommergibili della Royal Navy britannica, e la Kaiserliche Marine dell'Impero tedesco.

Le operazioni iniziarono già il 1º agosto 1914, giorno della dichiarazione di guerra tedesca all'impero russo; numericamente e qualitativamente superata dalla Kaiserliche Marine, la flotta zarista assunse fin dall'inizio uno stretto atteggiamento difensivo, secondo la dottrina della cosiddetta Fleet in being.. Il grosso dei combattimenti si concentrò nei dintorni del golfo di Riga e della costa lettone ed estone: entrambi gli schieramenti fecero ampio uso di sbarramenti di mine navali e sommergibili, oltre a condurre rapide incursioni contro le zone costiere in mano al nemico. La situazione rimase sostanzialmente in stallo fin verso l'inizio del 1917, quando infine la flotta russa, logorata nel morale dallo scoppio della Rivoluzione russa, fu scacciata dal golfo di Riga al termine di una dura battaglia, ritirando tutte le sue unità nel golfo di Finlandia; le ostilità cessarono ufficialmente con il trattato di Brest-Litovsk del 3 marzo 1918, anche se una certa attività navale continuò fino all'inizio dell'aprile seguente.

Forze in campo e obiettivi strategici Russia Il bacino del mar Baltico costituiva da sempre per l'Impero russo il suo principale sbocco navale e commerciale sui mari europei: fin dalla loro fondazione nel 1703-1704, nel pieno della grande guerra del Nord contro gli svedesi, la città di San Pietroburgo e l'isola-fortezza di Kronštadt si erano affermate come i principali scali navali, tanto commerciali quanto militari, della Russia, ospitando i primi e più importanti cantieri navali della nazione e le principali basi della Marina imperiale russa; conseguentemente, la Flotta del Baltico era considerata la più importante tra le flotte della Russia in virtù della sua possibilità di intervento nelle questioni militari attinenti l'Europa, mentre la Flotta del Mar Nero, limitata dagli obblighi imposti dalla Convenzione di Londra sugli Stretti che ne proibivano l'uscita dal bacino, era destinata unicamente a operare contro l'Impero ottomano, tradizionale nemico russo..

Al momento dello scoppio della prima guerra mondiale, la Marina imperiale russa era ancora in una fase di profonda riorganizzazione e riequipaggiamento dopo le dure sconfitte patite nella precedente guerra russo-giapponese del 1904-1905: la stessa Flotta del Baltico aveva visto le sue migliori e più moderne unità venire quasi completamente spazzate via nel corso della disastrosa sconfitta patita nella battaglia di Tsushima, al termine di un epico viaggio dal Baltico al Mar Giallo. Il riorientamento della politica estera russa da un espansionismo in Estremo Oriente a un maggior coinvolgimento nelle questioni europee, con il rafforzamento dell'alleanza con la Francia e la contesa con l'Austria-Ungheria per il predominio nei Balcani, portò ad ampie riforme militari in vista di un grande conflitto sul continente: benché in forte competizione con l'esercito per l'assegnazione delle risorse finanziarie necessarie, la marina russa poté quindi varare una serie di ambiziosi progetti per riequipaggiarsi con unità navali di moderna concezione, oltre ad avviare potenziamenti di basi, arsenali e difese costiere. L'ammiraglio Nikolaj Essen, comandante in capo della Flotta del Baltico dal 1909, giocò un ruolo centrale nella riorganizzazione della marina russa, promuovendo gli ufficiali che più si erano distinti per professionalità, avviando studi per correggere le cause della sconfitta con il Giappone e mettendo in atto altri miglioramenti per quanto riguardava sia il materiale che il personale..

A dispetto dell'energica opera di Essen, l'inizio delle ostilità nell'agosto 1914 sorprese la Flotta del Baltico ancora in piena ricostruzione, in particolare per quanto riguardava il completamento degli ambiziosi piani di costruzioni navali: le quattro navi da battaglia tipo "dreadnought" della classe Gangut si trovavano in fase di completamento (la prima di esse non sarebbe entrata in servizio prima del novembre 1914), mentre molte delle unità di costruzione più moderna (come gli incrociatori leggeri classe Svetlana o i cacciatorpediniere classe Orfej) erano ancora sugli scali in attesa di essere varate. La forza a disposizione di Essen comprendeva quindi unità piuttosto datate o superate, in alcuni casi decisamente obsolete: quattro navi da battaglia pre-dreadnought di cui due abbastanza moderne (Andrej Pervozvannyj e Imperator Pavel I, entrambe classe Andrej Pervozvannyj entrate in servizio nel 1911) e due meno efficienti per quanto ammodernate (la Slava del 1905 e la Cesarevič del 1901); sei incrociatori corazzati di cui il solo Rurik era moderno e ben equipaggiato, mentre le tre unità classe Bajan erano piuttosto carenti in fatto di armamento e protezione e il Rossia e il Gromoboj risultavano ormai obsoleti e di scarso valore bellico; quattro incrociatori protetti (due classe Pallada e due classe Bogatyr) abbastanza datati e superati come concezione.. Le unità di scorta erano carenti: vi era un unico cacciatorpediniere di moderna concezione, il Novik (varato nel 1911 e capostipite di tutte le seguenti classi di cacciatorpediniere russi), mentre le circa 60 tropediniere erano in massima parte unità antiquate; i dodici sommergibili in servizio erano unità piccole e adatte solo a compiti difensivi nelle zone costiere, con un'unica unità (lAkula del 1908) capace di operazioni a lunga distanza in mare aperto. Completavano le dotazioni un centinaio di unità tra posamine, dragamine e navi ausiliarie..

Germania

Il Baltico rappresentava una zona strategica anche per la Germania: le calme e riparate acque del bacino era una zona d'addestramento ideale e sicura per le unità della Kaiserliche Marine, e varie città portuali affacciate sul Baltico, come Danzica, Stettino o Kiel, ospitavano importanti cantieri navali. Più importante ancora, dal Baltico passava una delle più importanti rotte commerciali dei tedeschi, quella che portava nei porti del nord della Germania i minerali ferrosi estratti nelle miniere svedesi di Kiruna e Gällivare, di fondamentale importanza per alimentare l'industria pesante nazionale; dopo lo scoppio delle ostilità, poi, il Baltico era divenuto l'unica zona dove i traffici commerciali navali della Germania potevano svolgersi senza timore di attacchi da parte della Royal Navy britannica, che al contrario esercitava un ferreo blocco navale della costa tedesca del Mare del Nord..

Nell'agosto del 1914 la flotta tedesca era la seconda al mondo, dopo quella britannica, per numero e qualità delle unità a sua disposizione: la flotta d'alto mare tedesca (Hochseeflotte) allineava infatti tredici navi da battaglia tipo dreadnought e quattro incrociatori da battaglia oltre a un gran numero di unità più obsolete, risultando superiore tanto per quantità che per qualità alla Flotta del Baltico russa; il nucleo centrale della Hochseeflotte era però concentrato nel teatro del Mare del Nord per confrontarsi con i britannici, sebbene il controllo del canale di Kiel consentisse ai tedeschi un rapido trasferimento da un bacino navale all'altro in caso di bisogno.. Il teatro del Baltico fu assegnato alla direzione del principe Enrico di Prussia, cui fu affidato un complesso di unità leggere ammontante a sette incrociatori leggeri di cui due ( e ) moderni e cinque obsoleti, tre cacciatorpediniere di nuovo tipo e sei antiquati, e tre sommergibili; altre unità radiate dalla Hochseeflotte a causa della loro obsolescenza furono poi aggiunte alle forze operanti nel Baltico. Alle unità tedesche fu prescritto di tenere un atteggiamento offensivo, compiendo scorrerie contro le basi russe e stendendo sbarramenti di mine navali sia a protezione dei propri approdi che davanti alle coste nemiche..

Principali operazioni L'inizio delle ostilità Durante il periodo di tensione diplomatica tra Germania e Russia seguente l'attentato di Sarajevo (la cosiddetta "crisi di luglio"), l'ammiraglio Essen spinse decisamente perché la Flotta del Baltico russa assumesse subito un atteggiamento offensivo e di preparazione alle ostilità: veterano dell'assedio di Port Arthur durante la guerra russo-giapponese, l'ammiraglio temeva un attacco a sorpresa contro le navi russe ferme all'ancora nelle loro basi sul modello di quanto fatto dai giapponesi nelle primissime ore di ostilità. Per decisione autonoma dello stesso Essen, l'intera flotta russa lasciò quindi i suoi ancoraggi di Kronštadt il 27 luglio per proteggere la posa dei primi sbarramenti di mine navali a difesa delle proprie coste; l'autorizzazione formale del governo russo ad avviare i preparativi bellici arrivò poi più tardi quello stesso giorno, ed entro il 31 luglio Essen aveva completato gli apprestamenti difensivi al golfo di Finlandia e agli accessi navali a San Pietroburgo.. La dichiarazione di guerra della Germania alla Russia arrivò poi il 1º agosto seguente.

Fin dai primi giorni di ostilità, i piani russi per le operazioni nel Baltico furono improntati a una strategia rigidamente difensiva, secondo la dottrina della flotta in potenza: abbandonata la base navale avanzata di Libau, troppo vicina al confine con la Germania, le unità russe furono dislocate nelle basi di Reval ed Helsingfors sui due lati del golfo di Finlandia per contrastare eventuali puntate nemiche su San Pietroburgo; i russi fecero largo impiego di sbarramenti di mine navali protetti da postazioni di artiglieria costiera, estendendo i loro apprestamenti difensivi anche agli accessi del golfo di Riga e del golfo di Botnia.. Anche la Germania impiegò i primi giorni di conflitto per potenziare le sue difese navali e porre sotto controllo le vie di accesso al bacino del Baltico, onde impedire interventi della Royal Navy britannica in favore dei russi. Ai primi di agosto 1914 il governo tedesco formulò la richiesta a Danimarca e Svezia perché i suoi sbarramenti di mine navali fossero estesi anche in tratti di acque territoriali appartenenti a questi due paesi, in particolare nella zona dell'Øresund e del Grande Belt: la popolazione danese non mostrava molta simpatia nei confronti dei tedeschi., ma il prudente governo di Copenaghen decise di non provocare il potente vicino e il 6 agosto accondiscese alle richieste tedesche minando e chiudendo al traffico navale straniero il Grande Belt.. Il governo svedese dimostrava una certa ostilità nei confronti dei russi e forte era il sentimento filo-tedesco tra la popolazione, ma nonostante varie proposte di alleanza formulate dalla Germania il paese scelse la più stretta neutralità e respinse la richiesta di minare il passaggio dell'Øresund; come contropartita, gli svedesi si offrirono di spegnere i fari e rimuovere i segnali qualora navi da guerra straniere avessero cercato di transitare per lo stretto.