La diocesi di Apollinopoli Minore () è una sede soppressa del patriarcato di Alessandria e sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia Apollinopoli MinoreChiamata da Martin Apollonopolis inferior, distinta da Apollonopolis parva, che identifica con Dioclezianopoli. Athanase d'Alexandrie et l'Église d'Égypte au IVe siècle, pp. 64 (nota 5), 74 e 94. Lo stesso autore (p. 225) e David (DHGE) identificano questa sede con Sbeth., identificata oggi con il villaggio di Kom Isfaht (Com-Esfaht) sulla riva occidentale del Nilo, fu una sede vescovile della provincia romana della Tebaide Prima nella diocesi civile di Egitto. Faceva parte del patriarcato di Alessandria ed era suffraganea dell'arcidiocesi di Antinoe.

Il primo vescovo noto di questa sede è Plutarco, apostata durante la persecuzione di Diocleziano, il cui nome appare in un documento agiografico copto. Martin, Athanase d'Alexandrie et l'Église d'Égypte au IVe siècle, p. 778, nota 7. Nella lettera festale di Atanasio di Alessandria del 339, Pluzio (Ploution) è presente nell'elenco dei vescovi deceduti in quell'anno, sostituito sulla sede di Apollonopoli da Sarapione. Martin, Athanase d'Alexandrie et l'Église d'Égypte au IVe siècle, p. 63, nº 8. Quest'ultimo è ancora documentato dopo il 343/344, poiché figura tra i 94 vescovi egiziani che sottoscrissero il concilio di Sardica. Athanasius Werke, a cura di Hans Georg Opitz, vol. II, p. 129, nº 205 (e relativa nota).

Nel V secolo sono noti due vescovi. Pabisco partecipò al concilio di Efeso del 431, nel quale prese le difese del proprio patriarca Cirillo di Alessandria. Richard Price, Politics and Bishops' Lists at the First Council of Ephesus, in «Annuarium Historiae Conciliorum», vol. 44, London, 2012, pp. 395-420. Un papiro, datato genericamente al V secolo, documenta l'esistenza di un altro vescovo di quest'antica diocesi egiziana, il cui nome tuttavia è illeggibile.Klaas A. Worp, A Checklist of Bishops in Byzantine Egypt, p. 297. Un vescovo di nome Vittore è documentato in un atto notarile, su papiro, datato al 528; la sede episcopale non è indicata, ma il suo editore lo attribuisce o alla sede di Apollonopoli Minore oppure a quella vicina di Anteopoli. Nikolaos Gonis, Victor, bishop and his evasive see, The journal of juristic papyrology, 38 (2008), pp. 113-118.

Altri vescovi sono attribuiti a questa sede: Giuseppe, menzionato nel sinassario alessandrino; Maria Chiara Giorda, Bishops-monks in the monasteries : presence and role, The Journal of Juristic Papyrology, 39, 2009, p. 56. Senuzio, vissuto tra VI e VII secolo; Amin Benaissa, Two Bishops Named Senuthes: Prosopography and New Texts, Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, 166 (2008), pp. 179-194. e Eunomio, di epoca incerta.

Dal 1933 Apollonopoli minore è annoverata tra le sedi vescovili titolari della Chiesa cattolica; finora la sede non è mai stata assegnata.

Cronotassi dei vescovi Plutarco † (prima del 305) Pluzio † (? - circa 339 deceduto) Sarapione † (circa 339 - dopo il 343/344) Pabisco † (menzionato nel 431) Anonimo † (V secolo) Vittore ? † (menzionato nel 528) Senuzio † (VI/VII secolo) Giuseppe † (VI/VII secolo) Eunomio † (?)

Note

Bibliografia Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Leipzig, 1931, p. 462 Michel Le Quien, Oriens christianus in quatuor Patriarchatus digestus, Parigi, 1740, Tomo II, coll. 603-604 Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Vol. 2, p. 238 Klaas A. Worp, A Checklist of Bishops in Byzantine Egypt (A.D. 325 - c. 750), in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik 100 (1994), pp. 283-318 Annick Martin, Athanase d'Alexandrie et l'Église d'Égypte au IVe siècle (328-373), École Française de Rome, Roma, 1996 (cronotassi p. 781: Apollonopolis inf. (Heptakomias)) J. David, v. Apollonopolis parva, «Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques», vol. III, Paris, 1924, coll. 1018-1019

Collegamenti esterni La sede titolare su Catholic Hierarchy La sede titolare su Gcatholic

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