Biografia
Marie Thomase Amélie nacque a Lorient, in un modesto albergo di rue de la Comédie, dove alloggiavano provvisoriamente i suoi genitori, Joseph Charles Delaunay e Marie Bourdais, due attori di una troupe di girovaghi. Non erano sposati, né si sposarono: il padre, un ventisettenne di Rouen, si limitò a legittimarla al funzionario del municipio il giorno dopo la nascita. La madre, diciassettenne originaria di Lione, era figlia di un capo-comico di Marsiglia, Antoine Bourdais. Terminate le rappresentazioni a Lorient, la compagnia riprese la sua tournée.
Ricapitarono a Lorient quattro anni dopo e Marie, che già aveva cominciato a calcare le scene, vi recitò una parte nella Flûte enchantée; l'anno dopo, nel 1803, a Lilla, recitò in Camille di Marsollier, e quello fu anche l'anno in cui il padre lasciò figlia e compagna per una nuova amante.
Madre e figlia continuarono la vita di sempre. I commedianti delle piccole compagnie ambulanti ricoprivano più ruoli, comici e drammatici, e Marie era attrice, corista e ballerina. Furono ancora a Lorient, dove nel 1805 la piccola Marie fu notata «recitare con un'intelligenza meravigliosa» da Henry Monnier che ne acquistò allora un ritratto, a Nancy, a Strasburgo, a Nantes, a Bayonne. Nel 1813 sua madre, da tempo malata di tubercolosi, morì. La figlia non si era mai sentita amata dai genitori ma giustificò almeno la madre: «Si può essere veramente madre - racconterà a Monnier - in quell'atmosfera di lotte, di miseria, di orgoglio, di passioni violente o volgari che è la vita della commediante errante?».B. Knapp, Marie Dorval: France's theatrical wonder. A book for actors, 2007, p. 189.
Rimasta sola a quindici anni, accettò la corte di Louis-Étienne Allan (1777-1819), un regista e coreografo parigino del teatro di Strasburgo, che per ammirazione verso Diderot si faceva chiamare Dorval, il protagonista del Fils naturel dello scrittore illuminista. Si sposarono nel 1813 nel municipio di Lorient. Fu un matrimonio tranquillo, senza passione, che vide la nascita di due figlie, Gabrielle e Louise.
La sua vita oscura di attrice in ruoli di secondo piano sembrò illuminarsi quando fu chiamata a sostituire l'indisposta prima attrice nella Mère coupable di Beaumarchais: ottenne un grande successo e tra gli spettatori vi era Charles-Gabriel Potier, celebre attore di vaudeville della Comédie-Française di passaggio a Strasburgo. Questi le propose di trasferirsi a Parigi, dove l'avrebbe raccomandata ai migliori teatri, assicurandole che solo nella capitale il suo talento sarebbe stato riconosciuto come meritava.
A Parigi
I coniugi Dorval giunsero a Parigi quando Potier era in tournée. Marie riuscì a farsi presentare a Pierre Lafon (1773-1846), attore e socio della Comédie, che dopo un'audizione escluse che lei fosse un'attrice drammatica, la giudicò solo adatta a ruoli di soubrette e la prese nella sua classe di recitazione al Conservatorio. Quando, mesi dopo, Potier ritornò a Parigi, la convinse ad abbandonare le lezioni di Lafon e a debuttare con lui al teatro di Porte-Saint-Martin in Pamélia mariée, un dramma di Pelletier-Volméranges e Cubières-Palmezeaux. Quella serata del 12 maggio 1818 fu un grave insuccesso per Marie che, a disagio nel seguire meccanicamente i principi di recitazione insegnati da Lafon, fu fischiata dal pubblico.
Andò meglio con Les frères à l'épreuvre di Pelletier-Volméranges e con La cabane de Montainard di Frédéric Dupetit-Mérée e Victor Ducange, il 25 settembre 1818. La famiglia viveva intanto in una camera ammobiliata di rue des Vinaigriers e il marito, ottenuto un ingaggio a Pietroburgo, aveva promesso che non appena fosse tornato si sarebbero sistemati in un alloggio più decoroso. Ma non tornò più: Allan morì in Russia, a SmolenskF. Moser, Marie Dorval, 1947, p. 13. o a Pietroburgo,B. Knapp, cit., p. 36. il 30 maggio 1820.
Già con il marito lontano, Marie aveva avuto una relazione con il direttore dell'orchestra del teatro, Alexandre Piccinni, nipote del noto musicista italiano Niccolò, e compositore lui stesso. Ne nacque l'11 dicembre 1820 una figlia, Caroline. Piccinni era sposato ma amava le avventure senza conseguenze. Non riconobbe la bambina, interruppe la relazione, e fece ottenere alle Dorval un alloggio migliore in rue de Bondy e un sussidio di 75 franchi. Il direttore del teatro di Porte-Saint-Martin continuò a garantirle parti di secondo piano, nelle quali la sua figura non emergeva. Un successo di critica lo ottenne soltanto nel 1822 con la parte di protagonista in Les deux forçats, un melodramma di Boirie, Carmouche e Poujol.
Il successo
Nel 1822 Jean-Toussaint Merle (1785-1852), autore di pièces teatrali, divenne il nuovo direttore della Porte-Saint-Martin. Il suo Le tailleur de Jean-Jeacques fu portato sulle scene da Marie, ma passò inosservato. Grande fu invece il successo, il 10 dicembre 1825 de La fille du musicien di Crosnier e Ferrière: il realismo romantico dell'interpretazione di Marie Dorval - rimase celebre la scena della morte della protagonista - impressionò il pubblico che le tributò delle ovazioni. Anche Le monstre et le magicien di Merle fu ben accolto il 10 giugno 1826: iniziava finalmente per la Dorval una carriera di continui successi.
Per due anni, dal 1827 al 1829, recitò accanto al grande attore Frédérick Lemaître, e ne fu anche l'amante: «questi due attori molto ispirati - scrisse Jules Janin - fecero una completa rivoluzione nell'arte drammatica [...] Mme Dorval aveva, nella sua persona un po' curva, di che giustificare le più vive simpatie. Era fragile, sconsolata, umile, tremante [...] erano fatti, lui per esprimere tutti i violenti trasporti dell'anima umana, lei per dirne le dolci gioie intime e benevole [...] lui aveva la forza, lei la grazia, lui la violenza, lei l'incanto».In F. Moser, cit., p. 19.
E Théophile Gautier spiega che nella Dorval, uno sguardo inquieto, una mano portata alla fronte, erano sufficienti a soggiogare la sala più sostenuta: «per quanto non fosse regolarmente bella, possedeva uno charme supremo, uno charme irresistibile, e con la sua voce sonora che sembrava vibrare nelle lacrime, s'insinuava dolcemente nel cuore. Aveva accenti di natura, gridi d'anima che sconvolgevano la platea».Th. Gautier, L'art dramatique, in Nozière, Madame Dorval, 1926, p. 64.
Quando Merle le propose di sposarlo, Marie accettò. Ricco, distinto, debole commediografo ma critico autorevole e brillante, monarchico così convinto da essere soprannominato il merlo bianco, con referenze a corte - la delfina, la duchessa d'Angoulême, era sua devota lettrice - il matrimonio con un uomo così influente poteva essere il coronamento sociale dell'avventura artistica della Dorval. Si sposarono il 17 ottobre 1829 e andarono a vivere con le tre figlie dell'attrice in un appartamento del boulevard Saint-Martin.
Era il tempo delle polemiche letterarie tra i tradizionalisti, sostenitori del decoro classico, del nobile verosimile e della regola delle tre unità, e la nuova scuola dei romantici, dove la fantasia, attenendosi al vero della natura, voleva affrancarsi dalle convenzioni e dalle regole, la scuola della Jeune France di Victor Hugo, di Gautier, di Gérard de Nerval, di Dumas. Quest'ultimo si era visto rifiutare da Mlle Mars la parte di protagonista del suo nuovo dramma Antony. Marie Dorval l'accettò subito, impose Bocage - un altro dei suoi amanti occasionali - nel ruolo di Antony e, malgrado lo scetticismo di Crosnier, nuovo direttore della Porte-Saint-Martin, la prima del dramma andò in scena il 3 maggio 1831.
Fu un trionfo crescente man mano che si susseguivano i cinque atti del dramma. Alla fine del quarto atto «un immenso clamore seguito da applausi frenetici discese come una cataratta. Si applaudì e si urlò per cinque minuti»A. Dumas, Mes Mémoires 1830-1833, 1989. e nell'ultima scena, quando Antony pugnala di fronte al marito la propria amante Adèle, «la sala era veramente in delirio: si applaudiva, si singhiozzava, si piangeva, si gridava. La passione bruciante della pièce aveva incendiato tutti i cuori».Th. Gautier, Histoire du Romantisme, 1874, p. 167.
Anche De Vigny lodò il dramma di Dumas e l'interpretazione della Dorval. Nella Revue des Deux Mondes scrisse che «lei sembrava un'attrice del Covent-Garden, o del Drury-Lane, con tutta la profondità dell'immaginazione, dell'emozione di Mrs Siddons ed a questa potenza tragica, la prima nel teatro, ha aggiunto quella data da una fine osservazione della società; è un talento completo [...]».
Alfred de Vigny
Alfred de Vigny e Marie Dorval si erano conosciuti l'anno prima al Café des Varietés. L'attrazione che essi provavano l'uno verso l'altra era frenata dalla ben nota riservatezza del poeta, «segreto, / come nella sua torre d'avorio».Ch. Sainte-Beuve, Les consolations, 1830. Per la prima volta venne qui usata quest'espressione divenuta proverbiale. Del resto, egli temperava abitualmente i suoi desideri con la cura della dissimulazione, preoccupato di apparire sempre comme il faut, ed era sposato dal 1825 con Lydia Bunbury, figlia del ricchissimo lord Hugh Bunbury, il quale passava ai due sposi una congrua rendita annua. Quanto a Monsieur Merle, fu sempre al corrente delle avventure della moglie, ma non sembrò mai preoccuparsene.
Rientrato nel suo appartamento, sul libro del suo Othello che le avrebbe regalato, compose la poesia che lei gli aveva ispirato:«Come un pallido raggio nelle foreste oscure, / Triste, semplice e terribile, come voi passate, / Lo sdegno sulla bocca e i grandi occhi abbassati».
Dopo aver visto il mediocre dramma L'incendiaire, De Vigny si era chiesto come potesse un teatro come la Porte-Saint-Martin passare «dall'alta tragedia, dal primo dramma, alla più ignobile farsa». Ma Madame Dorval faceva il miracolo «di mettere parole piatte e del tutto insignificanti su di un tono così patetico, così appassionato, così caloroso [...]».A. de Vigny, Première lettre parisienne, 3 aprile 1831. Si erano ancora rivisti più volte e il poeta scrisse per lei il dramma La Maréchale d'Ancre, consegnando il manoscritto alla direzione della Porte-Saint-Martin perché fosse rappresentato. In quei giorni divennero amanti.
Già Marie immaginava il prossimo trionfo, suo e della pièce di De Vigny, quando seppe che egli aveva improvvisamente affidato il manoscritto all'Odéon, il tempio del teatro classico parigino, e la parte di protagonista alla famosa ma ormai declinante Mlle George. Non si conosce il motivo di questo voltafaccia, ma certo il poeta dovette subire la collera dell'amante, e le indirizzò versi di consolazione e di perdono:«Voi che date a tutti una vita, una fiamma, / Un nome tutto giovane e seducente; / Voi che l'illusione consuma, ispira, inebria / Di felicità o di disperazione»
Marie si rifece, l'11 agosto 1831, con un successo personale nella Marion Delorme di Hugo, opera per il resto contrastata. Contemporaneamente, La Maréchale d'Ancre, presentata da Mlle George e Lemaître, subiva all'Odéon un mezzo insuccesso. Il 15 agosto De Vigny inviò a Mme Dorval il suo dramma riveduto e corretto con la dedica: «voi non siete regina nel vostro teatro che per il talento, e non esiste dignità regale più potente di questa, nel tempo in cui viviamo». Marie la recitò poi alla Porte-Saint-Martin nel novembre 1832, con il consueto successo.
Nell'agosto del 1831 le era stato presentato il poeta Antoine Fontaney, reduce dall'amore infelice per Marie Nodier, la figlia dell'accademico Charles Nodier. Egli divenne un assiduo della sua casa, sotto l'occhio geloso di De Vigny, che capiva che quel giovane poeta romantico non dispiaceva affatto a Marie, che infatti non mancò di offrirgli avances inequivocabili, convinta che il giovane poeta fosse innamorato di lei. S'ingannava, poiché a Fontaney interessava in realtà l'adolescente Gabrielle Dorval, come un giorno avrebbe saputo.
George Sand