La battaglia di Nicopoli al Lico fu combattuta nel 66 a.C. tra il generale romano Gneo Pompeo Magno e le forze del regno del Ponto, comandate da Mitridate VI, e vide i Romani prevalere sul re nemico.
Contesto storico
La vittoria ottenuta da Mitridate su Lucio Licinio Murena durante la seconda guerra mitridatica, rafforzò il convincimento nel re asiatico che i Romani non fossero invincibili, e la sua speranza di creare un grande regno asiatico che potesse contrastare la crescente egemonia romana nel bacino del Mediterraneo. Da qui il re prese le mosse per una nuova politica espansionistica in chiave anti-romana.
Attorno all'80 a.C. il re del Ponto decise, così, di tornare a sottomettere tutte le popolazioni libere che gravitavano attorno al Ponto Eusino. Nominato quindi quale generale di questa nuova impresa suo figlio Macare, si spinse alla conquista di quelle colonie greche che si diceva discendessero dagli Achei, di ritorno dalla guerra di Troia, al di là della Colchide. La campagna però si rivelò disastrosa, poiché furono perduti due contingenti armati, una parte in battaglia e per la severità del clima, un'altra in seguito ad un'imboscata. Quando fece ritorno nel Ponto, inviò ambasciatori a Roma per firmare una nuova pace.Appiano, Guerre mitridatiche, 67.
Contemporaneamente il re Ariobarzane I, mandò nuovi ambasciatori per lamentarsi che la maggior parte dei territori della Cappadocia, non gli erano stati completamente consegnati da Mitridate, come promesso al termine della seconda fase della guerra. Poco dopo (nel 78 a.C.) inviò una nuova ambasceria per firmare gli accordi, ma poiché Silla era appena morto e il Senato era impegnato in altre faccenda, i pretori non ammisero i suoi ambasciatori e non se ne fece nulla. Mitridate, che era venuto a conoscenza della morte del dittatore romano, persuase il genero, Tigrane II d'Armenia, ad invadere la Cappadocia come se fosse una sua azione indipendente. Ma questo artificio non riuscì ad ingannare i Romani. Il re armeno invase il paese e trascinò via con sé dalla regione, oltre ad un grosso bottino, anche persone, che poi portò nel suo paese, stabilendole, insieme ad altre, nella nuova capitale, chiamata Tigranocerta (città di Tigrane), dove aveva assunto il diadema di re d'Armenia.
E mentre queste cose avvenivano in Asia, Sertorio, il governatore della Spagna, che incitava la provincia e tutte le vicine popolazioni a ribellarsi ai Romani del governo degli optimates,Giovanni Brizzi, Storia di Roma. 1. Dalle origini ad Azio, p.343. istituì un nuovo Senato ad imitazione di quella di Roma. Due dei suoi membri, un certo Lucio Magio e Lucio Fannio, proposero a Mitridate di allearsi con Sertorio, con la prospettiva comune che una guerra combattuta su due fronti opposti (ad Occidente, Sertorio ed a Oriente, Mitridate) avrebbe portato ad ampliare i loro domini sui paesi confinanti, in Asia come in Spagna.Appiano, Guerre mitridatiche, 68.
Mitridate, allettato da tale proposta, inviò suoi ambasciatori a Sertorio, per valutare quali possibilità vi fossero per porre sotto assedio il potere romano, da Oriente ed Occidente. Fu così stabilita tra le parti un patto di alleanza, nel quale Sertorio si impegnava a concedere al re del Ponto tutti i territori romani d'Asia, oltre al regno di Bitinia, la Paflagonia, la Galatia ed il regno di Cappadocia, ed inviava anche un suo abile generale, un certo Marco Vario (o MarioPlutarco, Vita di Lucullo, 8.5.), oltre a due altri consiglieri, Magio e Fannio Lucio, per assisterlo militarmente e diplomaticamente.
All'inizio della primavera del 74 a.C., Mitridate si affrettò a marciare contro la Paflagonia con i suoi due generali, Tassile ed Ermocrate,Appiano, Guerre mitridatiche, 70. disponendo poi di invadere anche la Bitinia, divenuta da poco provincia romana, in seguito alla morte del suo re, Nicomede IV, che aveva lasciato il suo regno in eredità ai Romani. L'allora governatore provinciale, Marco Aurelio Cotta, uomo del tutto imbelle, non poté far altro che fuggire a Calcedonia con quante forze aveva a disposizione.Appiano, Guerre mitridatiche, 71. Mitridate, dopo aver attaccato inutilmente la città e le forze romane,Plutarco, Vita di Lucullo, 8.2. si diresse a Cizico dove, dopo quasi un anno di inutile assedio, fu sconfitto più volte dalle accorrenti truppe romane del console Lucio Licinio Lucullo (73 a.C.).Plutarco, Vita di Lucullo, 8-11.Appiano, Guerre mitridatiche, 72-76.
Fuggito grazie alla flotta, Mitridate, fu colpito da una terribile tempesta nella quale perse circa uomini e sessanta navi, mentre il resto della flotta fu dispersa tutta intorno per il forte vento. Si racconta che abbandonò la propria nave che stava affondando, per recarsi in una più piccola imbarcazione di pirati, sebbene i suoi amici cercassero di dissuaderlo. I pirati poi lo sbarcarono a Sinope.Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 13.1-3; Plutarco a differenza di Appiano, sostiene che i pirati lo sbarcarono ad Heracleia nel Ponto. Da quel luogo, raggiunse Amiso, da dove inviò appelli al genero, Tigrane II d'Armenia, ed a suo figlio, Macare, sovrano del Bosforo Cimerio, affinché si affrettassero ad venirgli in aiuto. Ordinò, infine, a Diocle di prendere una grande quantità di oro e altri regali nei pressi degli Sciti, ma quest'ultimo rubò l'oro e si rifugiò presso il generale romano.Appiano, Guerre mitridatiche, 78.
Lucullo mosse le sue armate verso il fronte orientale attraverso Bitinia e Galazia,Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 14.1 sottomettendo i territori precedentemente in mano romana e raggiungendo la pianura di Themiscyra ed il fiume Termodonte.Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 14.2 Poco dopo raggiunse una regione assai ricca di risorse, che non aveva subito le devastazioni della guerra. Secondo Plutarco, invece, il generale romano fu costretto a chiedere aiuto al vicino ed alleato regno di Galazia, che gli fornì approvvigionamenti di grano grazie a suoi portatori.
Lucullo pose quindi sotto assedio la città di Amiso,Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 15.1 riuscendo ad occuparla dopo alcuni anni (nel 70 a.C.),Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 19.2-4.Appiano, Guerre mitridatiche, 83. ed a battere ancora una volta le truppe di Mitridate presso Cabira.Appiano, Guerre mitridatiche, 80-81.Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 17.1-3.Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 97.5.
Portate a termine le operazioni militari (fine del 70 a.C.), lasciò Sornazio con armati a guardia del Ponto,Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 24.1. e quindi decise di riorganizzare le province asiatiche ed amministrare la giustizia, oltre a ringraziare gli dèi, per la conclusione positiva della guerra. Frattanto Appio Claudio era stato inviato da Tigrane II ad Antiochia, per chiedere la consegna del suocero, Mitridate VI.Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 21.1-5. Appio tornò da Lucullo, con il responso negativo di Tigrane. Era ormai chiaro che, ancora una volta, la guerra fosse inevitabile.Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 23.2. Contemporaneamente Mitridate e Tigrane stabilirono di invadere Cilicia e Licaonia, fino all'Asia, prima che ci fosse una formale dichiarazione di guerra.Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 23.7.
Nel 69 a.C. Lucullo, si diresse con sole due legioni e 500 cavalieri contro Tigrane,Plutarco, Vita di Lucullo, 24.2. che si era rifiutato di consegnargli Mitridate. Sembra che i suoi soldati seguirono Lucullo in modo riluttante, mentre i tribuni della plebe a Roma, sollevavano una protesta contro di lui, accusandolo di cercare una guerra dopo l'altra, per arricchirsi.Plutarco, Vita di Lucullo, 24.3. Lucullo attraversò l'Eufrate,Plutarco, Vita di Lucullo, 24.4-5. poi il Tigri ai confini dell'Armenia,Plutarco, Vita di Lucullo, 24.8. e giunse nei pressi della capitale, Tigranocerta.Plutarco, Vita di Lucullo, 26.1.
E mentre Sestilio poneva sotto assedio la cittàPlutarco, Vita di Lucullo, 25.5-6. Lucullo affrontava in battaglia Tigrane e lo batteva, seppure con forze nettamente inferiori.Plutarco, Vita di Lucullo, 26.4-28.6.Appiano, Guerre mitridatiche, 85. Plutarco racconta che furono i morti tra gli Armeni, quasi tutti fanti, solo cinque tra i Romani ed un centinaio rimasti feriti. E sembra che lo stesso Tito Livio abbia ammesso che mai prima d'ora i Romani erano risultati vincitori con forze pari a solo un ventesimo dei nemici, elogiando così le grandi doti tattiche di Lucullo, che era riuscito con Mitridate a sconfiggerlo "temporeggiando", ed invece con Tigrane a batterlo grazie alla rapidità. Due doti apparentemente in antitesi, che Lucullo seppe utilizzare a seconda del nemico affrontato.Plutarco, Vita di Lucullo, 28.7-8.
Quando Mitridate seppe della terribile sconfitta patita dalle truppe di Tigrane, corse incontro al sovrano armeno e lo rincuorò affinché assemblassero insieme una nuova armata;Plutarco, Vita di Lucullo, 29.1-2. Poi fu la volta della città di Tigranocerta che cadde anch'essa in mano romana.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 2.3.Appiano, Guerre mitridatiche, 86.Plutarco, Vita di Lucullo, 29.3.
Durante l'inverno del 69-68 a.C., molti sovrani orientali vennero a fare omaggio a Lucullo dopo la vittoria di Tigranocerta, chiedendogli alleanza ed amicizia.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 2.5.Plutarco, Vita di Lucullo, 29.5-6. Agli inizi del nuovo anno Tigrane II e Mitridate VI attraversarono l'Armenia raccogliendo una nuova armata, ed il comando generale fu affidato questa volta all'ex-re del Ponto, proprio perché Tigrane pensava che i disastri precedenti gli avevano sufficientemente insegnato ad essere prudente.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 1.1.
Mandarono, inoltre, dei messaggeri al re dei Parti, per sollecitarne un concreto aiuto (paventando anche future campagne dei Romani contro gli stessi, in caso di successo contro Armeni e PonticiCassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 1.2.), ma Lucullo, che a sua volta aveva provveduto ad inviarne dei suoi,Appiano, Guerre mitridatiche, 87.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 3.1-3. si accorse del doppio gioco del sovrano partico Fraate III (che sembra avesse promesso la sua alleanza a Tigrane, in cambio della cessione della Mesopotamia), e decise di marciare contro lo stesso, lasciando perdere per il momento Mitridate e Tigrane,Plutarco, Vita di Lucullo, 30.1-2. ma il rischio di un ammutinamento generale delle truppe romane, stanche di questa lunga guerra,Plutarco, Vita di Lucullo, 30.3-4. costrinsero il proconsole romano a rinunciare alla campagna partica, tornando a concentrarsi sul nemico armeno, puntando sulla seconda capitale, Artaxata.Plutarco, Vita di Lucullo, 31.1-2.
Tigrane non poteva permettersi di lasciare che anche la sua seconda capitale venisse occupata da Lucullo, senza provare neppure a difenderla, e così si accampò di fronte all'armata romana, sulla riva opposta del fiume Arsania, a protezione della città, da lì non molto distante.Plutarco, Vita di Lucullo, 31.4. Fu Lucullo, secondo la versione di Plutarco, a dar battaglia attraversando il fiume con 12 coorti, mentre le restanti rimanevano a protezione dei fianchi. Contro di loro fu lanciata la cavalleria armena, composta da arcieri a cavallo della Mardia e da lanceri iberici.Plutarco, Vita di Lucullo, 31.5. Tuttavia, questi cavalieri non brillarono nella loro azione, e cedettero all'avanzante fanteria romana, dandosi alla fuga inseguiti dalla cavalleria romana.Plutarco, Vita di Lucullo, 31.6.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 5.1. Ancora una volta la vittoria arrise ai Romani, i quali fecero grande strage dei nemici fino a tutta la notte, tanto da essere spossati, non solo per le continue uccisioni del nemico, ma anche del gran numero di prigionieri e bottino raccolto. Livio dice che, se nella prima battaglia contro Tigrane furono uccisi più nemici armeni, in questa seconda furono però uccisi, fatti prigionieri e resi schiavi un numero maggiore di più alti dignitari.Plutarco, Vita di Lucullo, 31.7-8.