Biografia Laureatosi in ingegneria presso l'Università di Bologna nel 1807, dove era stato allievo del matematico Paolo Ruffini, Amici fu nominato professore di geometria e algebra presso il Liceo di Modena nel 1810. Cinque anni dopo, nel 1815, passò all'insegnamento universitario, incaricato dell'insegnamento della geometria, dell'algebra e della trigonometria sferica presso la Facoltà di filosofia dell'Università di Modena e Reggio Emilia.

I suoi principali interessi furono l'ottica e l'astronomia, ma si occupò anche di scienze naturali. Dal 1825 si dedicò alla costruzione di strumenti ottici realizzando numerosi microscopi e telescopi di altissima qualità. Chiamato a Firenze dal granduca Leopoldo II, fu nominato direttore dell'osservatorio astronomico de La Specola come successore di Jean-Louis Pons.

Infine, nel 1859, nominato professore onorario di astronomia, gli fu affidato l'incarico delle osservazioni microscopiche nel Reale Museo di fisica e storia naturale di Firenze; collaborò anche con l'Officina ceroplastica fiorentina in qualità di microscopista.

Rimase a Firenze fino alla sua morte, nel 1863, quattro anni dopo aver lasciato l'incarico presso l'Osservatorio.

Ad Amici è intitolato il telescopio (ormai usato solo per divulgazione scientifica e didattica) presente presso l'Osservatorio di Arcetri a Firenze, un asteroide (3809 Amici), il cratere lunare Amici della faccia nascosta della Luna e il minerale amicite.

La sua fama rimase però legata agli studi e alle invenzioni in campo ottico: a tal proposito si ricorda in particolare il prisma a visione diretta, che porta il suo nome. In microscopia inventò l'obiettivo a immersione omogenea. Queste innovazioni tecniche permisero di correggere l'aberrazione cromatica che provocava attorno agli oggetti la diffusione dei colori dell'iride segnando una tappa fondamentale per la biologia dell'Ottocento: il miglioramento della microscopia ottica permise infatti l'affermazione della teoria cellulare. In seguito a questi studi, inoltre, lo stesso Amici rivolse il suo interesse anche ai campi della botanica, della istologia e della patologia vegetale.

il 5 luglio 1840 divenne socio dell'Accademia delle scienze di Torino.

L'eredità di Amici

Alcuni dei numerosi strumenti ottici costruiti da Amici - oltre 300 solo i microscopi - sono oggi conservati presso musei e fondazioni scientifiche italiane e straniere; in modo particolare un ricco nucleo di microscopi e telescopi è oggi visibile nelle sale del Museo Galileo, che conserva anche parte della sua biblioteca privata Per un'analisi della biblioteca di Amici vedi , arrivata per volontà degli eredi a partire dagli anni cinquanta del Novecento e un piccolo fondo archivistico contenente parte del suo carteggio. Anche il Museo civico di Modena possiede un microscopio a riflessione, esposto nella Sala degli Strumenti Scientifici. Alcuni strumenti, fra cui due telescopi newtoniani, un microscopio e la camera lucida sono conservati presso il museo dell'Osservatorio Geofisico di Modena .

Il nucleo archivistico più consistente riconducibile ad Amici è invece oggi conservato presso la Biblioteca Estense di Modena.

Edizione nazionale Nel 2006 è stata avviata la pubblicazione dell'edizione nazionale delle opere di Giovanni Battista Amici, il cui piano prevede la pubblicazione di sei volumi: uno dedicato alle opere edite, uno ai documenti inediti, tre alla corrispondenza ed uno al catalogo fotografico degli strumenti.

Onorificenze

Note

Bibliografia

Voci correlate Anatomia patologica Citologia Microscopio (strumento ottico) Telescopio Antonio Apparuti

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