Il mesotelioma è una neoplasia che origina dal mesotelio, lo strato di cellule che riveste le cavità sierose del corpo: pleura, peritoneo, pericardio, cavità vaginale dei testicoli. La quasi totalità dei casi attualmente rilevati del tumore si riferisce a mesotelioma pleurico, il rivestimento dei polmoni e della parete toracica. Segni e sintomi del mesotelioma possono includere mancanza di respiro dovuta a liquido intorno al polmone, addome gonfio, dolore alla parete toracica, tosse, sensazione di stanchezza e perdita di peso. Tali sintomi, in genere, si manifestano lentamente.

Oltre l'80% dei casi di mesotelioma è correlato all'esposizione alle fibre aerodisperse dell'amianto (asbesto), con una latenza temporale particolarmente elevata, 15–45 anni, e un decorso di 1–2 anni. Maggiore è l'esposizione, maggiore è il rischio. Nel 2013, circa 125 milioni di persone in tutto il mondo sono state esposte all'amianto per via del loro lavoro. Le persone con maggior probabilità di sviluppare la malattia sono coloro che estraggono l'amianto, realizzano prodotti dall'amianto, lavorano con prodotti di amianto, vivono con persone esposte all'amianto o svolgono attività continuative in edifici contenenti amianto. Anche lavare i vestiti di chi ha lavorato con l'amianto può aumentare il rischio. Altri fattori di rischio includono la genetica e l'infezione da Simian virus 40. La diagnosi può essere sospettata sulla base di una radiografia del torace e di una tomografia computerizzata, mentre la conferma avviene dall'esame del fluido prodotto o da una biopsia tissutale del tumore.

La prevenzione si concentra sulla riduzione dell'esposizione all'amianto mentre il trattamento spesso prevede il ricorso alla chirurgia, alla radioterapia e alla chemioterapia. Una procedura nota come pleurodesi, in cui si utilizzano sostanze come il talco per cicatrizzare la pleura, può essere utilizzata per prevenire l'accumulo di eccessivo liquido intorno ai polmoni. La chemioterapia include spesso gli agenti cisplatino e pemetrexed. La prognosi è spesso infausta, negli Stati Uniti solo in media l'8% dei pazienti è ancora in vita a cinque anni dalla diagnosi.

Nel 2015, circa persone vivevano con una diagnosi di mesotelioma e sono morte a causa della malattia. L'incidenza del mesotelioma varia nelle diverse aree del mondo, i tassi più alti si riscontrano in Australia e nel Regno Unito mentre quelli più bassi si hanno in Giappone. Negli Stati Uniti vengono individuati circa casi all'anno. È più frequente nel sesso maschile rispetto a quello femminile. È stato osservato un aumento della prevalenza della malattia a partire dagli anni 1950. La diagnosi solitamente riguarda persone di età superiore ai 65 anni e la maggior parte dei decessi si verifica intorno ai 70 anni. La malattia era rara prima che iniziasse l'uso commerciale dell'amianto.

Nel 2024 Johnson & Johnson ha comunicato che pagherà 6,5 miliardi di dollari per risolvere la maggior parte delle cause legali intentate da donne che si sono ammalate di mesotelioma alle ovaie collegato all'uso di prodotti a base di talco come il borotalco.

Epidemiologia

Sebbene l'incidenza sia aumentata negli ultimi 20 anni, il mesotelioma è ancora un tumore relativamente raro e inserito nella lista dei tumori rari. Il tasso di incidenza varia da un paese all'altro, da meno di 1 caso all'anno su di abitanti in Tunisia e Marocco, a più di 30 casi all'anno su di abitanti osservati in Gran Bretagna, Australia e Belgio. Per fare un confronto, le popolazioni in cui si riscontra un elevato tabagismo accusano un'incidenza di tumore ai polmoni di oltre casi all'anno su di abitanti. L'incidenza del mesotelioma maligno varia attualmente da circa 7 a 40 casi su nelle nazioni occidentali industrializzate, a seconda dell'esposizione della popolazione all'amianto negli ultimi decenni. L'incidenza mondiale è stimata in 1-6 casi per di abitanti. L'incidenza con cui si presenta il mesotelioma è differita rispetto a quella dell'asbestosi, a causa del maggior tempo necessario perché si sviluppi. La sospensione dell'uso dell'amianto nei paesi sviluppati, avvenuta negli ultimi decenni del XX secolo, fa supporre che l'incidenza del mesotelioma dovrebbe diminuire nel tempo, mentre si prevede che possa continuare ad aumentare nei paesi in via di sviluppo dove si continua ad utilizzarlo. Il mesotelioma si verifica più spesso nel sesso maschile rispetto a quello femminile e il rischio aumenta con l'età, tuttavia può riscontrarsi sia negli uomini che nelle donne e a qualsiasi età. I casi che coinvolgono la pleura sono i più comuni, seguiti da quelli che interessano il peritoneo; meno del 5% sono pericardici. Solitamente la diagnosi di mesotelioma avviene ad un'età compresa tra i 50 e i 70 anni.

In Italia, dove l'amianto è stato prodotto e utilizzato fino alla fine degli anni '80, nel 2002 è stato istituito presso l’Inail, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila), un registro dei casi accertati di mesotelioma, il registro è aggiornato periodicamente e analizza caso per caso le singole esposizioni all'amianto.

Tra il 1940 e il 1979, circa 27,5 milioni di persone sono state professionalmente esposte all'amianto negli Stati Uniti. Nel Regno Unito i decessi attribuiti al mesotelioma sono aumentati, passando da circa negli anni 2000 ai circa registrati nel 2020.

Fattori di rischio

Si ritene che oltre l'80% dei mesoteliomi sia causato dall'esposizione all'amianto. L'esposizione può essere lavorativa, per gli operatori impegnati nella produzione e nell'utilizzo industriale di amianto e derivati, o paraoccupazionale, per l'uso dei relativi manufatti. L'esposizione può essere anche non professionale, cioè correlata all'uso dei manufatti per scopi non lavorativi e naturale, nei rari casi di esposizione in locazioni geologiche a polveri di origine naturale, non di cava. Uno dei tanti esempi della correlazione tra esposizione all'asbesto e sviluppo di mesotelioma è l'alta diffusione della condizione nella zona di Casale Monferrato in Italia, in provincia di Alessandria, dove, dal 1907 al 1987, ha avuto sede uno dei principali stabilimenti Eternit della penisola.

Essendo, il mesotelioma, una patologia ad alta latenza temporale (insorgenza mediamente dopo trent'anni) e essendo fortemente correlata all'uso industriale dell'amianto si prevede, per i paesi che ne hanno sospeso l'utilizzo, un livello costante di incidentalità seguito da una successiva decrescita dei casi. Ad esempio, in Italia l'amianto è stato vietato per legge a partire dal 1992 e dunque ci si aspetta che il numero dei casi rimanga pressoché simile fino al 2022 (cioè circa 30 anni dopo il 1992) per poi diminuire costantemente.

Storia

La prima menzione circa una correlazione tra mesotelioma ed esposizione all'amianto sotto forma di crocidolite è apparsa in un articolo pubblicato da Wagner et al. nel 1960. Lo studio riportava più di trenta casi di pazienti del Sudafrica che presentavano la condizione.

Nel 1962, McNulty riportò il primo caso di mesotelioma maligno diagnosticato in Australia in un lavoratore esposto all'amianto. L'operaio aveva lavorato nel mulino della miniera di amianto di Wittenoom dal 1948 al 1950. Nella stessa città è stato osservato che i rifiuti provenienti dalla miniera venissero riutilizzati per il rivestimento dei parchi e delle aree da gioco. Nel 1965, un articolo pubblicato sulla rivista britannica di medicina del lavoro osservava che le persone che avevano vissuto nelle vicinanze di fabbriche e miniere di amianto, senza tuttavia lavorarvi, avevano avuto un'incidenza maggiore di sviluppare il mesotelioma rispetto alla popolazione in generale. Nonostante l'evidenza che la polvere associata all'estrazione dell'amianto e alla macinazione delle fibre fosse la causa delle malattie legate all'amianto, l'estrazione mineraria iniziata a Wittenoom nel 1943 continuò fino al 1966. Nel 1974, i primi avvertimenti pubblici sui pericoli dell'amianto furono pubblicati in un bollettino di una rivista australiana con il titolo "Is That Killer In Your House?" Nel 1978, il governo dell'Australia Occidentale decise di far abbandonare Wittenoom dopo che il servizio sanitario nazionale aveva pubblicato uno studio dal titolo "Il rischio sanitario a Wittenoom", contenente i risultati dei campioni atmosferici e una valutazione dei dati medici disponibili in tutto il mondo.

A partire dagli anni 1990 molti paesi hanno vietato l'uso dell'amianto proprio per la sua pericolosità, a titolo di esempio la Francia e la Polonia lo hanno bandito nel 1997, l'Italia nel 1992, la Nuova Zelanda ne ha vietato l'importazione nel 1984, il Giappone si è allineato ai divieti solamente nel 2002. Negli Stati Uniti, sebbene non sia stato vietato formalmente, a partire dal 1970 il suo utilizzo è posto sotto rigide restrizioni che, di fatto, ne proibiscono moltissime applicazioni. Al 2020, 67 nazioni e territori hanno vietato l'utilizzo di amianto.

Eziologia

Patogenesi Si è scoperto che in realtà l'amianto di per sé non è un agente mutageno, ma è in grado di favorire l'auto-fosforilazione dell'EGFR attivando la via proliferativa RAS-MAP chinasi. Poi le forme cristalline contenenti anche ferro (crocidolite) sono in grado di catalizzare la sintesi di specie reattive dell'ossigeno che sono cancerogene.

Altri studi mostrano anche un ruolo del virus SV40 che sembra possedere due antigeni implicati nella tumorigenesi: un antigene nucleare (small t antigen) in grado di favorire la progressione del ciclo cellulare stimolando alcune chinasi e un antigene più grande (large t antigen) in grado di favorire la creazione di mutazioni e l'espressione del fattore di crescita IGF1. Inoltre entrambe queste proteine sembrano capaci di reprimere diversi geni oncosoppressori.

Studi recenti attribuiscono al gene CDKN2A (Cyclin Dependent Kinase Inhibitor 2A, un gene che nell'uomo si trova nel cromosoma 9), un ruolo importante nella patogenesi del mesotelioma pleurico maligno.

Anatomia patologica Il mesotelioma si presenta macroscopicamente come un ispessimento della pleura, generalmente diffuso, più raramente nodulare. La sua crescita può portare a obliterazione dello spazio pleurico e conseguente blocco polmonare; nel caso, richiede un intervento demolitivo. Si presenta in tre forme istologiche: epitelioide: presenza di cellule neoplastiche cuboidali che formano papille e ghiandole che crescono infiltrando lo spazio pleurico. Tra i marker immunoistochimici abbiamo positività per la calretinina (una proteina espressa dalle cellule mesoteliali funzionali). La presenza di calretinina indica un tumore ben differenziato; sarcomatoide: sono presenti cellule fusate atipiche, l'immunoistochimica per la calrtenina, in questa variante è negativa. Entra in diagnosi differenziale con altre lesioni sarcomatoidi polmonari; bifasica: aree a varianti epitelioidi e aree a varianti sarcomatoidi.

Segni e sintomi

I principali sintomi spesso sono sovrapponibili ad altre malattie e possono ritardare la diagnosi e consistono in: tosse, dolore toracico o alla schiena, febbre e dispnea ingravescenti, più raramente anoressia (in caso di mesotelioma peritoneale, anche dolore addominale). La sintomatologia sistemica può comprendere: astenia e malessere generale. Il segno rilevabile più di frequente è il versamento pleurico; in casi più limitati possono anche esserci febbre e calo ponderale.

Diagnosi