San Pawl Milqi (San Paolo il benvenuto oppure il guaritore) è un sito archeologico di Malta situato nella parte nordoccidentale dell'isola nel comune di Baia di San Paolo.

Si tratta dei resti di una villa agricola romana, la più estesa mai scoperta a Malta. La tradizione vuole che l'edificio appartenesse a Publio di Malta, governatore e primo vescovo dell'isola, che accolse Paolo di Tarso durante il suo naufragio nel 60 d.C.: tuttavia quest'ipotesi è priva di riscontri archeologici. Le uniche tracce di culto cristiano permettono solo di datare la costruzione della prima cappella al XIV secolo.

Il sito si trova sulle pendici di una collina chiamata Gebel Ghawzara (116 m s.l.m.) che fa parte dell'altopiano del Wardija Ridge e che si affaccia su una vallata agricola chiamata valle di Burmarrad.

Il sito è gestito da Heritage Malta e non è aperto al pubblico. Vengono organizzate delle aperture al pubblico e visite guidate il 10 febbraio quando viene anche celebrata una messa all'interno della chiesa.

Storia Gli scavi condotti tra il 1963 e il 1968 hanno rilevato che le prime tracce di presenza umana nel sito risalgono ad alcune sepolture della fase Żebbuġ (4100–3800 a.C.), per quanto riguarda le tracce databili alla Fase Borġ in-Nadur, corrispondente alla prima età del bronzo maltese, non è chiaro se provengano dal sito oppure dalla collina situata vicino al sito.

Il primo edificio del sito fu costruito probabilmente nel periodo fenicio-punico, quando venne usato a periodi alterni per scopi agricoli. Di questa fase resta un numero esiguo di costruzioni, con una sepoltura ed un'iscrizione neopunica.

Nel periodo romano la posizione del sito sulle pendici di una valle fertile e la vicinanza al porto di Salina rendevano il luogo un posto ideale per la produzione di olio d'oliva.

La villa fu ampliata, e l'originaria corte centrale fu trasformata in un'area di produzione, parte dei locali della villa si trovano sotto la chiesa del XVII secolo. Il trapetum (un mulino rotante utilizzato per separare i semi dai frutti d'oliva), i punti di ancoraggio e almeno due presse sono ancora visibili, insieme ad una serie di vasche di filtraggio per la purificazione dell'olio.

Nonostante fosse grande abbastanza per essere appartenuta ad un ricco aristocratico, la villa non contiene alcun quartiere residenziale di alcun particolare rilievo. Le quattro stanze sono state riconosciute come camere di servizio, tanto da essere state decorate solo con intonaci dipinti e pavimenti in comune cocciopesto. Non esistono testimonianze di pavimenti mosaicati come nelle altre domus maltesi, come a Rabat.

Il sito venne ridotto nelle sue dimensioni e fu circondato da un piccolo muro di recinzione, probabilmente durante il periodo del dominio arabo a Malta. Le mura fortificate, l'apporto costante di acqua e la buona posizione lasciano pensare che la struttura fu utilizzata per controllare il porto vicino e la valle.

Una chiesa fu costruita su un lato del sito nel XIV secolo, ma dopo poco più di un secolo cadde in disuso, se ne ha menzione nella relazione di una visita pastorale del 1616 da parte del vescovo Cagliares e ne vengono descritte le cattive condizioni. L'attuale chiesa barocca venne finanziata dal Gran Maestro Alof De Wignacourt e fu edificata tra il 1616 e il 1622 e dedicata all'accoglienza di san Paolo. La chiesa, ancora oggi esistente, è tra le più antiche testimonianze connesse al luogo della tradizione ed è meta di pellegrinaggi.

Scavi Nonostante i resti della villa fossero ben noti da tempo, le prime indagini scientifiche non sono iniziate prima del 1963 da parte della Missione Archeologica Italiana a Malta, diretta da Sabatino Moscati. I risultati finali sono in corso di pubblicazione.

Bibliografia M.P. Rossignani, "La ripresa delle indagini della Missione Archeologica Italiana a Malta. Nuovi dati dal santuario di Tas-silg e dalla villa di san Pawl Milqi", in Atti della Pontificia Accademia Romana di Archeologia. Rendiconti 78, 2005-2006, pp. 183-200, ISSN 1019-9500. Mario Buhagiar, The early Christian remains at Tas-Silġ and San Pawl Milqi, Malta:a reconsideration of the archaeological evidence.

Note

Voci correlate Baia di San Paolo Paolo di Tarso

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