Si intende con classicismo socialista (indicato talvolta anche come gotico staliniano o stile a torta nuziale)Dall'inglese Wedding cake style, tradotto dal tedesco Zuckerbäckerstil. Si veda a titolo esempio Od anche l'architettura caratterizzante l'Unione Sovietica tra il 1933 - anno di approvazione del progetto per il palazzo dei Soviet, curato da Boris Iofan - e il 1955, quando Nikita Chruščëv decise di sciogliere l'Accademia sovietica di architettura, condannando gli "eccessi" dei decenni precedenti.
Il classicismo socialista ebbe numerosi punti di contatto con la scuola artistico-culturale del realismo socialista.
Caratteristiche
Come parte della politica sovietica di razionalizzazione delle risorse e dello sviluppo del paese, le città iniziarono ad essere realizzate (o rinnovate) secondo una precisa pianificazione territoriale. Ogni città venne dunque riorganizzata in distretti, disegnati in base alla propria geografia urbana: i nuovi progetti iniziarono a interessare non più solo singoli interventi, ma gli interi distretti, dando così il via ad una sensibile trasformazione dell'immagine architettonica urbana.
La presenza dello Stato e l'interazione di quest'ultimo con gli architetti fu un elemento caratterizzante di quest'epoca. Poteva quindi accadere anche che l'architetto precorresse i gusti più "standardizzati" delle sfere dirigenziali e la bontà della propria opera venisse riconosciuta solo con qualche ritardo: tale fu, ad esempio, la sorte della Bolšaja Kalužskaja di Ivan Žoltovskij, dapprima valutata come "blasfema" opera formalista, ma finalmente riconosciuta l'anno successivo come grande contributo architettonico.
Si trovarono quindi a convivere, durante i circa vent'anni di fioritura del classicismo socialista, gli elementi di Revival rinascimentale del già citato Žoltovskij, con il neoclassico di Ivan Fomin, i riferimenti all'art déco di Aleksej Duškin e Vladimir Ščuko e numerosi elementi di stampo eclettico ancora caratterizzanti l'epoca.
Tecnologia Per quanto riguarda i metodi costruttivi, si prediligeva l'utilizzo di strutture con muratura in laterizio rivestite con intonaco. Facevano eccezione gli edifici abitativi di medie dimensioni progettati da Andrej Burov in pannelli di cemento (come il cosiddetto edificio di pizzo del 1939-1941) e i progetti di grandi dimensioni, come il già descritto complesso-simbolo delle Sette Sorelle di Mosca, la cui realizzazione richiedeva forzatamente l'adozione di strutture in calcestruzzo armato.
L'utilizzo di muratura portante contrastava con la possibilità di adozione della finestra a nastro, tanto in voga nell'architettura modernista, mentre il conseguente utilizzo di finestre di carattere tradizionale lasciava ampie porzioni murarie a vista. Si decise quindi di operare al rivestimento di queste, in particolare durante gli anni cinquanta del XX secolo con elementi in ceramica, dalla funzione sia ignifuga sia decorativa,"The Skyscraper", Fortune, July–August 1930. soprattutto per gli edifici costruiti nella capitale.La fabbrica di ceramica di Kučino fu fondata nel 1947 appositamente per la realizzazione del progetto delle Sette Sorelle; in russo: Moscow Skyscrapers. I tetti degli edifici, nel caso degli edifici in muratura laterizia, venivano in genere realizzati con capriate lignee e copertura metallica.
Dal 1948 si iniziò a notare un miglioramento nella tecnologia costruttiva, soprattutto nell'area moscovita, con l'introduzione di tecniche in grado di velocizzare il processo di realizzazione che permisero, conseguentemente, un contenimento nei costi. Le case stesse diventarono inoltre più sicure, grazie alla quasi totale scomparsa del legno come materiale costruttivo, utilizzato soprattutto per soffitti e partizioni interne. Gli edifici costruiti con questa tecnologia standardizzata tra il 1948 e il 1955 garantivano la stessa qualità abitativa degli edifici "classicisti", ma, non essendo considerati come edifici rappresentativi, non appaiono nell'architettura di stampo "pubblico": si tratta, infatti, di edifici fondamentalmente utilizzati come residenze su vasta scala; una fase intermedia nello sviluppo degli edifici standardizzati in seguito noti come Chruščëvka.
In epoca zarista avevano iniziato a diffondersi anche edifici dalla struttura in acciaioTra gli edifici più significativi realizzati con questa tecnica si ricordano lo TsUM a Mosca (Roman Klein, 1906–1908) e l'edificio commerciale Mertens a San Pietroburgo (Roman Lalevich, 1911–1912)."Commerce in Russian Urban Culture", 1861–1914, ed. William C. Brumfield, The Woodrow Wilson Center Press, capp.8,9,10. ISBN 978-0-8018-6750-7, ma tale tecnica costruttiva non fu praticamente presa in considerazione dagli architetti degli anni trenta del XX secolo.
Ambiti di applicazione Il classicismo socialista sviluppatosi durante gli anni di governo di Iosif Stalin non va confuso con l'intera architettura sovietica realizzata durante gli anni trenta, quaranta e cinquanta del XX secolo. Si trattava infatti, per la maggior parte delle opere classiciste, di edifici concepiti per essere realizzati in muratura laterizia, secondo quindi una tecnica che - come precedentemente sottolineato - non poteva essere adattata alla realizzazione di opere su vasta scala, quali quelle necessarie per soddisfare le esigenze abitative del popolo. Questa impossibilità di estensione su maggior scala fu una delle principali motivazioni che portarono al declino del periodo classicista e all'affermazione di quelle tipologie edilizie standardizzate richieste da un'edilizia e da un'architettura più moderne.
Sebbene Stalin non fosse per nulla incline al costruttivismo e all'architettura da esso espressa, durante tutti gli anni trenta si continuarono a realizzare opere concepite secondo i canoni di questa corrente: soprattutto l'architettura industriale, che ebbe i suoi principali interpreti in Albert Kahn e in Viktor Vesnin,Viktor Vesnin, oltre ad essere a capo dell'Unione degli Architetti Sovietici e dell'Accademia degli Architetti, svolse anche, dal 1934, il ruolo di architetto per il Commissariato per l'Industria Pesante. Svolse l'incarico di supervisore per i progetti presentati, ad eccezione di quelli curati personalmente da Stalin. Il ruolo di Vesnin sull'architettura sovietica del periodo non è ancora stato, ad oggi, affrontato con la dovuta profondità d'indagine. fu fortemente influenzata da idee moderniste.
I progetti a carattere industriale o infrastrutturale non venivano infatti considerati, all'epoca, da Stalin alla stregua dei grandi piani urbanistici, sicché la gran parte delle architetture industriali (ad eccezione di alcuni mega-progetti, quale il canale di Mosca) non può essere ascritta al classicismo socialista. Anche la prima porzione della metropolitana di Mosca, completata durante il 1935, era stata concepita originariamente come struttura meramente di servizio, e quindi libera di essere realizzata secondo canoni costruttivisti.In russo: Московскому метро 70 лет, in World Architecture Magazine, n. 14, 2005, pagg. 30–52 (Moscow Metro, 70 Years, pagg. 30–52):
Di conseguenza, il classicismo socialista influenzò soprattutto l'urbanistica, l'architettura pubblica e gli edifici a destinazione residenziale di livello superiore, oltre a grandi singoli progetti come il già citato canale di Mosca, il canale Lenin Volga-Don e gli ampliamenti della metropolitana di Mosca.
Influenze e contesto precedenti (1900-1931)
Prima del 1917, la scena architettonica russa si trovava fondamentalmente divisa tra il Russkij Modern (declinazione russa dell'Art Nouveau), e il revival neoclassico, particolarmente diffuso in San Pietroburgo.X La scuola di ispirazione neoclassica espresse importanti architetti, quali Aleksej Ščusev, Ivan Žoltovskij, Ivan Fomin, Vladimir Ščuko e Aleksandr Tamanian; all'epoca della rivoluzione d'ottobre risultavano già essere affermati professionisti, ognuno a capo di propri importanti studi e diventeranno in seguito i migliori interpreti del classicismo socialista.
Successiva alla rivoluzione fu invece l'affermazione della scuola costruttivista: si trattava nel loro caso principalmente di giovani professionisti (come nel caso dei fratelli Leonid e Viktor Vesnin) o di giovani che avevano appena terminato la propria educazione professionale (è il caso di Konstantin Mel'nikov). Essi consideravano loro stessi come un gruppo di artisti moderni, ottenendo visibilità, vista la propria mancanza di esperienza, con il costante e attivo contatto con il pubblico e la collettività.
Quando ebbe avvio la NEP, il loro lavoro di diffusione delle proprie idee iniziò finalmente a tradursi in commesse. La già citata mancanza di esperienza si fece però sentire, soprattutto nelle prime opere, e molti dei primi edifici peccavano di piante irrazionali, costi di costruzione e manutenzione eccessivi e generale scarsa qualità rispetto all'aspettativa iniziale.
Per un certo periodo, verso la metà degli anni venti del XX secolo, gli studi di architettura continuarono ad operare alla maniera precedente, con la presenza di compagnie private, concorsi internazionali, appalti e dispute su riviste d'architettura. Vennero spesso invitati architetti stranieri, soprattutto durante l'ultima fase di questo periodo, quando la grande depressione stava facendo sentire i propri influssi anche sulle commesse dei grandi studi occidentali. Vennero quindi in Unione Sovietica numerose grandi firme dell'architettura, tra cui Ernst May, Albert Kahn, Le Corbusier, Bruno Taut e Mart Stam.In russo: Saggio sugli architetti stranieri in Unione Sovietica di Dmitrij Chmel'nickij:
La linea di demarcazione fra la scuola costruttivista e quella tradizionalista non era comunque ancora ben definita: Žoltovskij e Ščusev, ad esempio, ingaggiarono spesso architetti modernisti come assistenti ai propri progettiŽoltovskij ingaggiò nel 1923 Mel'nikov come suo assistente per il grande progetto di edilizia residenziale da realizzare in appoggio allo stabilimento automobilistico della ZIL. Žoltovskij e Ščusev si occuparono dell'Esibizione Agricola Russa del 1923, affidando la progettazione dei singoli padiglioni a giovani architetti di ogni estrazione artistica. e, a loro volta, includevano elementi modernisti all'interno dei propri progetti.Žoltovskij – Centrale elettrica a Mosca (MOGES-1, 1927); Ščusev – Uffici Narkomzem, 1928–1933
Nel 1930 fu istituito il Gosproekstroi, l'organizzazione di Stato per i progetti di costruzione, grazie all'accordo stretto tra il Consiglio superiore dell'economia nazionale, e lo studio del già citato Albert Kahn. Vi erano impiegati oltre 3000 progettisti, cui venne messo a disposizione un budget di circa 417 milioni di rubli.
La pianificazione territoriale si sviluppò invece su un piano separato. La carenza di abitazioni nelle grandi città e l'industrializzazione di aree remote richiedevano infatti un massiccio investimento nell'edilizia residenziale, oltre allo sviluppo di nuove aree e la ricostruzione di vecchie città. Si sviluppò in questo periodo un forte dibattito a livello teorico, che non riuscì però a giungere a conclusioni pratiche, rendendo necessario una presa di posizione netta e una diretta entrata in gioco da parte dello Stato.
Gli inizi (1931-1933) Le preferenze personali di Stalin in fatto di architettura e gli effetti della sua influenza, seppur importanti, rimangono comunque forzatamente legati a un gioco di deduzioni, congetture e aneddoti.Questa sezione si basa sulla cronologia fornita da Dmitrij Chmel'nickij in "Stalin e l'Architettura" (In russo: www.archi.ru )
Esistono, per contro, numerose tracce documentali - risalenti all'arco di tempo incluso tra il 1931 e il 1933 - legate all'evoluzione del concorso per la progettazione del palazzo dei Soviet, elemento - seppur incompiuto - fondamentale nell'affermazione del classicismo socialista: