La provincia di Forlì-Cesena è una provincia italiana della regione Emilia-Romagna di abitanti, con capoluogo le città di Forlì e di Cesena.
Fino al 1992 era denominata "provincia di Forlì" e comprendeva, oltre al Cesenate, anche il Riminese: col distacco del territorio destinato a costituire la provincia di Rimini, la restante parte assunse il nome attuale, senza tuttavia conferire lo status di co-capoluogo a Cesena sino al 30 gennaio 2024. La sigla automobilistica FO, inoltre, rimase invariata sino al 1999, quando fu cambiata in FC.
È formata dal territorio forlivese, abitanti, e da quello cesenate, abitanti, ambedue di 15 comuniAlla data del 31 dicembre 2024, la popolazione residente risultava così distribuita: nel territorio forlivese, Forlì (), Bertinoro (), Castrocaro Terme e Terra del Sole (), Civitella di Romagna (), Dovadola (), Forlimpopoli (), Galeata (), Meldola (), Modigliana (), Portico e San Benedetto (), Predappio (), Premilcuore (), Rocca San Casciano (), Santa Sofia (), Tredozio (); nel territorio cesenate, Cesena (), Bagno di Romagna (), Borghi (), Cesenatico (), Gambettola (), Gatteo (), Longiano (), Mercato Saraceno (), Montiano (), Roncofreddo (), San Mauro Pascoli (), Sarsina (), Savignano sul Rubicone (), Sogliano al Rubicone (), Verghereto ().. Dal punto di vista amministrativo, vi sono 3 unioni di comuni: quella della Romagna forlivese, nel Forlivese, e l'Unione Valle Savio e l'Unione Rubicone e Mare, nel Cesenate.
Confina a nord con la provincia di Ravenna, a est con il mare Adriatico, a sud-est con la provincia di Rimini, a ovest e sud-ovest con la Toscana (provincia di Arezzo e città metropolitana di Firenze).
Storia del territorio della provincia attuale
Le prime testimonianze Dai numerosi ritrovamenti archeologici effettuati in tutta la provincia, si è potuto affermare che già dalla preistoria questo territorio era abitato, i ritrovamenti più significativi sono quelli di monte Poggiolo e del Colle Garampo.
Nel 285 a.C. viene conquistata per la prima volta Cesena dai romani, nel 266 a.C. Sarsina, fondata da popolazioni umbre, viene conquistata dai romani, sempre a Sarsina nel 254 a.C. nasce il commediografo Tito Maccio Plauto. Dal 191 al 187 a.C. viene costruita la via Emilia tra Rimini e Piacenza. Agli inizi del II secolo a.C. i romani fondano la colonia di Forum Livii, la futura Forlì.
Giulio Cesare il 10 gennaio del 49 a.C. attraversò il fiume Rubicone (o il Pisciatello) alla testa di un esercito, violando apertamente la legge che proibiva l'ingresso armato dentro i confini dell'Italia e dando il via alla seconda guerra civile, pronunciando la celeberrima frase: Alea iacta est.
Dal VI secolo all'VIII secolo Forlì e Cesena e il loro territorio fanno parte dell'esarcato di Ravenna. Il longobardo Astolfo invade l'esarcato nel 751, ponendo fine alla dominazione bizantina nell'Italia settentrionale..
Dall'età comunale alle signorie Nell'XI secolo Forlì e Cesena si danno statuto di libero comune.
La ghibellina Forlì accoglie Federico II nel 1241, che le concede l'uso dell'aquila sveva nello stemma comunale. Nel 1278 Rodolfo I d'Asburgo riconferma a Nicolò III la donazione della Romagna e Marche che Pipino il Breve aveva fatto a Stefano II. Nel 1282 avviene lo scontro tra l'esercito francese, inviato da papa Martino IV, e il conte Guido da Montefeltro (battaglia di Forlì).
Nel 1302 Cesenatico viene fondato come porto militare da Cesena.
Scarpetta Ordelaffi, futuro signore di Forlì, nel 1303 offre ospitalità a Dante Alighieri, esule da Firenze. Nel 1338, dopo la sollevazione contro il legato papale Bertrando del Poggetto, Cesena passa nelle mani di Francesco II Ordelaffi. Gil Álvarez Carrillo de Albornoz, cardinale legato in Romagna per conto di Innocenzo VI, avvia una lunga campagna militare contro Francesco Ordelaffi, campagna che avrà il suo culmine nella crociata contro i forlivesi. Il 21 giugno del 1357 Cia Ordelaffi, moglie di Francesco Ordelaffi, si arrende in Cesena al cardinale Albornoz, mentre il 28 giugno il loro figlio abbandona Bertinoro. Il 4 luglio del 1359 cade Forlì, nel 1361 viene distrutta Forlimpopoli ad opera del cardinale Albornoz.
Nel 1371 il cardinale Anglico de Grimoard descrive la provincia di Romagna.
Nel 1376 rientra la famiglia Ordelaffi a Forlì.
Dal 1º al 3 novembre del 1377 le truppe bretoni del cardinale Roberto di Ginevra, legato papale, comandante del capitano di ventura Giovanni Acuto, distruggono Cesena. Cesena viene concessa a Galeotto I Malatesta da papa Urbano VI nel 1378, ponendo l'inizio della signoria malatestiana sulla città.
Nel 1403 Castrocaro passa dal dominio degli arcivescovi di Ravenna a Firenze e diviene capoluogo della Romagna toscana fino al 1579.
Nel 1428 una xilografia della Madonna, conservata nel Duomo di Forlì scampa miracolosamente a un incendio; da allora diviene patrona della città col nome di Madonna del Fuoco.
Ad opera di Novello Malatesta nel 1447 inizia la costruzione della Biblioteca Malatestiana di Cesena, l'inaugurazione avverrà il 15 agosto del 1454.
Il ritorno della Chiesa Il 20 novembre del 1465 muore Novello Malatesta, e ha così fine la dinastia della famiglia a Cesena. Muore l'ultimo signore di Forlì, Pino III Ordelaffi, nel 1480.
Girolamo Riario, con la moglie Caterina Sforza, diviene il nuovo signore di Forlì nel 1484; quattro anni più tardi verrà assassinato dai sicari della famiglia Orsi.
Il 12 gennaio del 1500 Caterina Sforza viene spodestata da Cesare Borgia, che occupa Forlì e diviene duca di Romagna; il 2 agosto anche Cesena capitola al Valentino, e diviene la capitale del Ducato di Romagna. Due anni più tardi giunge in città Leonardo da Vinci, al seguito di Borgia, per rilevare ed aggiornare le fortificazioni delle città di Romagna e ispeziona il porto-canale di Cesenatico.
Cesena e Forlì, nel 1504, ritornano sotto il dominio dello Stato della Chiesa, che si protrarrà fino al 1796.
La signoria Zampeschi inizia nel 1535 a Forlimpopoli.
Nel 1564 viene fondata la cittadella fortificata di Eliopoli-Terra del Sole ad opera del granduca di Toscana Cosimo I de' Medici.
Nel 1581 Longiano passò sotto il dominio diretto della Chiesa, anche Forlimpopoli subirà la stessa fine undici anni più tardi.
Nel 1775 sale a soglio pontificio il cesenate Giovanni Angelo Braschi, con il nome di Pio VI.
Nel 1796 i francesi occupano il territorio delle legazioni pontificie.
Forlì e Cesena entrano a far parte della Repubblica Cisalpina nel 1797, e nel settembre dell'anno successivo Forlì diviene capitale del Dipartimento del Rubicone, comprende Cesena, Ravenna e Rimini.
Nel 1799 muore, all'età di 81 anni, papa Pio VI; nell'anno seguente divenne papa nuovamente un cesenate: Luigi Barnaba Chiaramonti, che assunse il nome di Pio VII.
La restaurazione e il risorgimento Cesena e Forlì tornano sotto l'autorità pontificia nel 1815. Nel 1823 muore papa Pio VII all'età di 81 anni. Il governo pontificato riconosce l'autonomia comunale di Cesenatico.
Il 5 febbraio del 1831 avviene un'insurrezione popolare a Forlì; invece il 20 gennaio dell'anno seguente, 5000 soldati pontifici marciarono su Cesena, pronti a reprimere i ribelli cesenati; lo scontro si rivelò subito impari e rapida fu l'entrata dei papalini in città, dove uccisero tra le 15 e le 20 persone, dandosi poi al saccheggio.
Si forma la Pinacoteca di Forlì nel 1838.
A Forlì l'assemblea popolare dei circoli politici della Romagna e Marche del 13 dicembre del 1848 chiede la nomina di un governo provvisorio.
Il 1º agosto del 1849 Garibaldi e Anita morente si imbarcano nel porto di Cesenatico alla volta di Venezia.
Nel 1851 il brigante Stefano Pelloni, detto il Passatore, fa irruzione con la propria banda nel Teatro di Forlimpopoli e per qualche giorno tiene in scacco le forze dell'ordine della città.
Dall'unità d'Italia al Fascismo Il 1º settembre del 1859 a Bologna l'assemblea della Romagna dichiara cessato il potere temporale dei papi, il 27 dicembre con decreto dittatoriale viene costituita ufficialmente la Provincia di Forlì, suddivisa nei circondari di Forlì, di Cesena e di RiminiDecreto 27 dicembre 1859, n. 79.
Nel marzo del 1860 a seguito di un plebiscito popolare le città di Forlì e Cesena entrano a far parte del Regno di Sardegna (che divenne poi Regno d'Italia). L'anno successivo, compiendo un progetto già approvato dal governo di Pio IX, viene costruito l'asse ferroviario Bologna-Rimini, inaugurato prima nel tronco Bologna-Forlì e poi nel successivo Forlì-Rimini.
Apre il Museo archeologico di Forlì nel 1874, grazie all'opera di Antonio Santarelli.
Nel 1883 si costituisce la Pinacoteca di Cesena; nello stesso anno nasce a Dovia di Predappio Benito Mussolini. Nel 1890 viene istituito da Antonio Santarelli il Museo archeologico di Sarsina.
Nel 1923 il territorio provinciale si ingrandisce mediante l'acquisizione dei dodici comuni del circondario di Rocca San Casciano, parte della cosiddetta Romagna toscana, già della provincia di FirenzeRegio Decreto 4 marzo 1923, n. 544. L'operazione aveva anche un valore propagandistico, perché consentiva di situare all'interno della provincia di Forlì le sorgenti del Tevere, il fiume di Roma. Ciò accreditava, nell'immaginario, il percorso politico di Benito Mussolini, che si presentava come l'ultimo degli antichi Romani, da Predappio, appunto in provincia di Forlì, a Roma, alla guida del Paese.
Dopo l'armistizio del settembre del 1943, anche Cesena e Forlì danno il loro contributo alla guerra di resistenza. In particolare, in provincia di Forlì nasce la prima repubblica partigiana, la repubblica del Corniolo.
Dopo che, nel maggio del 1944 Cesena è stata bombardata, una sorte ancora più dura tocca a Forlì in dicembre, quando rimane distrutta una parte non irrilevante del patrimonio artistico della città: il Teatro Comunale, che non verrà più ricostruito, la Torre Civica e la Chiesa di San Biagio contenente affreschi di Melozzo degli Ambrosi.
Dal dopoguerra ad oggi Nel 1961 apre il Museo archeologico Civico di Forlimpopoli.
Nel 1966 apre il primo tratto, da Bologna a Cesena, dell'Autostrada A14.
Nel 1969 viene inaugurato il nuovo Museo storico dell'Antichità di Cesena (oggi Museo Archeologico) dopo un lungo e costante impegno di studiosi dell'Università di Bologna; nel 1972, il nuovo Museo meritò anche una menzione speciale dell'UNESCO.
Nel 1982 viene ultimata la Diga di Ridracoli (alta 103,5 m, con uno sviluppo di coronamento di 430 m), grande riserva idrica per i comuni della provincia. Nello stesso 1982 viene aperta al pubblico la Pinacoteca comunale di Cesena nei restaurati locali nell'Ex-convento di San Biagio.
Nel 1986 la Diocesi di Cesena e la Diocesi di Forlì cambiano rispettivamente la propria denominazione in Diocesi di Cesena-Sarsina e Diocesi di Forlì-Bertinoro, con alcune modifiche territoriali.
Nel 1989 vengono avviati gli insediamenti universitari di Cesena e Forlì, con l'attivazione dei primi corsi di laurea decentrati dell'Ateneo di Bologna.
Nel 1992, con il Decreto Legislativo n. 252, viene denominata la nuova Provincia di Forlì-Cesena, contestualmente all'istituzione della nuova Provincia di Rimini. Nel 1993 nasce l'ente di gestione del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.
Nel 1995 avvengono le prime elezioni amministrative della nuova provincia.
Nel 1999 la provincia di Forlì-Cesena ha assunto la sigla automobilistica FC; pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 240 del 14 ottobre 1998. in luogo del precedente FO.
Nel 2005 l'UNESCO ha inserito nel Registro della Memoria del Mondo la Biblioteca Malatestiana di Cesena.
Nel 2010 anche il codice ISO della Provincia è stato aggiornato in FC.
Monumenti e luoghi d'interesse Monumenti
Architetture religiose
Abbazia di Sant'Ellero di Galeata