Il primo insediamento di cui si ha certezza sorse dall'antica popolazione degli Ingauni intorno al VI secolo a.C., dei ritrovamenti archeologici hanno dimostrato che Albenga intorno al IV secolo a.C. aveva una sua cinta muraria fortificata. Dopo le guerre puniche, nelle quali Albenga si alleò con Cartagine contro Roma, Genova e Marsiglia, nel 185-181 a.C. si hanno una serie di battaglie che portarono alla conquista di Albenga da parte di Roma.
Localizzazione
Un tempo posizionato sul mare, oggi è distante alcune centinaia di metri dalla linea di costa; per lo spostamento dell'alveo del fiume Centa avvenuto nel XIII secolo, che ha portato all'insabbiatura del porto, i resti romani si trovano oggi dai 4 ai 6 metri sotto il livello di calpestio attuale. Il livello del V secolo si può osservare nel battistero, a quota di circa 3 metri. Dopo la costruzione degli argini nel XX secolo il fenomeno di innalzamento si è attenuato.
Fino all'epoca medievale l'economia cittadina era caratterizzata dal commercio marittimo, con uno dei porti più importanti della Riviera di Ponente, che venne insabbiato e portò alla fine dei commerci marittimi, infatti molti marinai si spostarono lentamente verso la vicina e più protetta baia di Alassio dove le loro barche trovavano più facilmente rifugio. Del ricordo della presenza sul mare rimase il nome di porta Marina e del castello della Marina. Nel 1586 venne eretto il fortino a cura della Repubblica di Genova sulla linea di costa dell'epoca, circa 200 metri da quella attuale.
Il rapporto tra la città e il Centa si è profondamente trasformato, difatti la città originaria sorgeva proprio sul territorio in cui il Centa aveva la sua foce a delta. È testimoniato che erano presenti molti più ponti, di cui oggi rimane testimonianza solo del ponte romano detto Pontelungo nei pressi dell'omonimo santuario. Oltre a questo c'era anche uno nei pressi di porta Torlaro. Ma con la deviazione del percorso la foce divenne a estuario con la bonifica della parte a est del centro storico. Tuttavia durante le molte alluvioni a cui la città è soggetta il fiume riprende possesso del suo storico percorso; solo con i nuovi argini il fenomeno si è andato attenuandosi. Il centro storico con le sue torri caratterizza il profilo dell'intera piana, infatti è visibile da tutto l'entroterra di Albenga; lo stesso scenario visibile ora è quello dei secoli passati, infatti non ci sono edifici più alti delle torri in tutto il territorio circostante.
Sviluppo urbano
La pianta del centro storico di Albenga, di forma rettangolare, dimostra tutt'oggi l'aspetto di città fortificata romana, com'era uso nell'antichità gli angoli delle vie sono retti, il reticolato si sviluppa attorno alle due vie principali: il cardine massimo e il decumano massimo. Durante i secoli la città subisce numerosi assedi e inondazioni, che portano la popolazione a ricostruire più e più volte le mure cittadine, ultima delle quali nel 1553. La ricostruzione più importante della città venne fatta per opera dell'imperatore Costanzo III dopo che venne distrutta dalle popolazioni barbare. La città fortificata voluta dall'imperatore sorgeva esattamente sulla geometria della città precedente. Questa supposizione venne confermata nel 1956, quando venne fatta una campagna di scavi e a 6 metri di profondità si sono riscontrate delle mura in pietra risalente al periodo di Silla e Cesare; quelle di Costanzo coincidono perfettamente con esse.
Durante l'epoca medievale alcune strutture romane vengono riconvertite, ma solo quando Albenga divenne libero comune che poté creare l'articolazione urbanistica attuale, con la costruzione delle torri delle famiglie importanti, la costruzione di nuovi palazzi, la trasformazione di antiche strutture in conventi. Un'importante trasformazione edilizia si ha tra il XVI e il XVII secolo, con la sopraelevazione di palazzi e strutture che danno l'aspetto attuale.
Fino all'Unità d'Italia, la città è rimasta intatta, per un inviluppo economico e demografico, conservando l'urbanistica e l'architettura che aveva nei secoli XI – XIII, l'epoca più fiorente dei comuni: le torri delle potenti famiglie, del Comune e della Chiesa. Solo nel 1887 a seguito del terremoto, riparte una certa attività edilizia, che porta ad abbassare alcune torri, alla ristrutturazione di importanti edifici come il battistero, alla demolizione del chiostro tra la Cattedrale e Santa Maria in Fontibus per la creazione di una nuova piazza cittadina, anche la demolizione di una parte di Santa Maria in Fontibus con l'arretramento della facciata principale, come la demolizione delle facciate di via Enrico D'Aste per allargare la via, o la demolizione del castello della marina per creare l'attuale Largo Doria. Oggi la maggior parte delle strade sono quelle romane, o al più medioevali. Albenga costituisce un esempio unico in Liguria, raro in l'Italia, di continuità tra l'antichità classica romana e il Medioevo conservata fino ai giorni nostri.
Durante il XX secolo l'espansione della città ha portato alla scoperta di numerose altre strutture risalenti all'epoca romana al di fuori della cinta muraria, alcune delle quali sono in superficie nell'alveo del fiume Centa; con ogni probabilità la città si espandeva enormemente, numerosi sono i reperti romani presenti sulla piana esterni al centro storico: Villa di Lusignano Edificio pubblico a monte della città Terme romane Anfiteatro Romano al Monte Pilone romano, struttura funebre al Monte Resti di San Calocero Resti di San Clemente Pontelungo
L'urbanistica
La città romana La città romana segue le linee guida del Castrum, angoli retti, due vie principali che dividono la città, un Foro cioè la grande piazza centrale, centro della vita sociale. Mentre le strade e la geometria esterna si sono conservate perfettamente dall'antichità, il foro è andato ridimensionandosi, con ogni probabilità il battistero, la cattedrale, il portico demolito, parte del palazzo sede del Comune erano l'antico foro. Nell'alveo del Centa e nella parte nord della città, sono stati ritrovati tratti di mura della stessa epoca di quelle di Costanzo III, che fanno presupporre che la città possedesse una doppia cinta muraria, per proteggersi anche dalle piene del Centa.
La città Medievale Era divisa in quattro quartieri: Torlaro, da Tor lata, o di San Giovanni; Santa Maria, da Santa Maria in Fontibus; Sant'Eulalia; San Siro.
I quartieri erano divisi da est a ovest dall'antico decumano massimo, ma non dal cardine massimo, bensì dall'asse centrale passante per piazza San Michele, che era l'antico cuore della città. Alle estremità delle vie principali sorgono le porte principali della città: Porta Molino a nord; Porta Torlaro a ovest; Porta d'Aroscia, o Arroscia, a sud; Porta Marina, demolita che era la principale porta di accesso alla città, che dava sul mare. Vicino a essa sorgeva il Castello di Porta Marina, forte di età comunale, i ruderi sono stati completamente eliminati nel 1938.
Altre porte erano: Porta di S. Eulalia, o del pertugio; Porta di San Francesco.
Quartiere di San Giovanni Nel quartiere si entra per Porta Torlaro, porta seicentesca conservatasi perfettamente ma di aspetto modesto. Il nome del quartiere storicamente era anche Torlaro o Torlata, cioè Torre a lato dalla presenza di un'antica torre sulla cinta muraria, di cui non rimane traccia. Questo quartiere era storicamente quello più popolare in epoca medievale, le case e le vie sono tra le più fredde per la loro esposizione; in questa parte sono facilmente riscontrabili facciate e pezzi di edifici medievali. Elemento di spicco è il convento e chiesa di San Domenico, attualmente a uso civile con magazzini e abitazioni, mostrano ancora capitelli del XV secolo che escono dai muri e internamente sono molti i gli affreschi esistenti; questo edificio segna il confine tra il quartiere di San Giovanni e quello di San Siro. Tra piazza San Domenico e piazza San Girolamo sono facilmente riscontrabili edifici medievali in stile gotico. Quest'ultima, già piazza del Seminario, è presente la chiesa di San Lorenzo e l'annesso palazzo antica sede del Seminario vescovile di Albenga.
Quartiere di San Siro e quartiere di San'Eulalia
Il nome deriva dalle antiche chiese di San Siro e di Sant'Eulalia oggi scomparse. Questo quartiere è quello che più di tutti manifesta l'urbanistica dell'epoca romana. Sono molte le facciate dipinte e gli esempi di edilizia medievale. La maggior parte dei due quartieri corre lungo via Roma, parallela alla più principale 'via Enrico D'Aste'; secondo una leggenda in questa via si trovava la taverna del Baxadonne (bacia donne), nella quale si narra che fu rinchiusa una bazura (una strega), infatti negli antichi nomi delle vie c'è il caruggiu de bazure, che sempre secondo la tradizione il fantasma di questa strega infesta ancora questa parte di centro storico. Nel quartieri sono presenti vari palazzi di una certa importanza: Palazzo d'Aste un tempo tra i più sontuosi della città, oggi trasformato in appartamenti e in uffici, dell'antico splendore dell'edificio rimane lo scalone, che conserva busti marmorei romani e medievali; Palazzo Peloso Cepolla, nome di due tra la più importanti famiglie storiche ingaune, conserva una torre e una facciata medievale. La parte bassa dell'edificio è in pietra scura e presenta geometrie di gusto gotico medievali. Nel XVI secolo la torre ingloba gli edifici circostanti, diventando un palazzo su tre facciate. Nel 1946, l'ultimo erede della Famiglia, Agostino Nicolari lascia l'intero palazzo al Comune di Albenga, come sede dell'Istituto di studi liguri, che nel 1960 vi sistema il Museo navale romano di Albenga;
Torre Lengueglia-Costa, incorporata nelle case dopo essere stata mozzata. È tra i più tipici esempi di casatorre del XII secolo, presenta uno stile prettamente romanico;
Torre dei Grifi, demolita dopo il terremoto del 1887; Palazzo e torre Oddo sede del collegio omonimo, la torre medievale è merlata e presenta ancora una parte dipinta nella zona alta. Il palazzo ha una facciata fatta nella metà del XIX secolo per dare una continuità poiché aveva subito varie trasformazioni per le varie espansioni; Chiesa di San Carlo, attualmente divenuto auditorium, è una chiesa edificata nel XV secolo collegata anticamente a Palazzo Oddo; Ospedale di Santa Maria di Misericordia, unione di vari ospedali medievali, conserva l'antica entrata verso l'interno della città, oltre a una facciata riccamente decorata verso l'esterno; Torre della Paciotta ben conservata con basamento in pietra e parte superiore in mattoni; Torre e Palazzo Cazzulini sull'angolo di via Enrico D'Aste, presenta una serie di finestre a bifora risalenti al XIII secolo; ex ospedale Santa Maria di Misericordia edificato negli anni cinquanta e attualmente in riqualificazione, durante la sua edificazione sono state fatte numerosi scavi per determinare l'esatta crescita ed espansione del centro storico; Cantina dei Fieui di Caruggi una cantina sede dell'omonima associazione, che dagli anni novanta accoglie i visitatori che passano per Albenga, molti di questi hanno trovato spazio su una piastrella appesa sul muro esterno.
Quartiere di Santa Maria
Il nome del quartiere lo si deve alla chiesa di Santa Maria in Fontibus, tra tutti i quartieri è quello che ha subito più trasformazioni. Si sviluppa nel lato sinistro di via Enrico D'Aste, arrivando fino alla cattedrale, che non è considerata del quartiere. Faceva parte di questo anche l'antico chiostro che collegava la Cattedrale con Santa Maria in Fontibus, oggi demolito è divenuto piazza 4 novembre, con una statua in ricordo delle vittime delle guerre mondiali. Le facciate di alcuni edifici sono state spostate per allargare via Enrico d'Aste, la chiesa e il convento di San Francesco sono ora dei magazzini e l'antico chiostro è diventato una corte interna.