LInno di San Marino anche noto dal primo verso come Giubilanti d'amore fraterno e talvolta indicato come Antico inno patrio, era una marcia militare che rappresenta uno dei tentativi della Repubblica di San Marino di dotarsi di un proprio inno nazionale. Venne composto dal maestro e già direttore di banda Ulisse Balsimelli, con testo scritto da Aurelio Muccioli.
Impiegato come inno provvisorio, venne messo da parte nel 1894 con l'adozione ufficiale dellInno nazionale della Repubblica di San Marino di Federico Consolo.
Al giorno d'oggi viene occasionalmente suonato in concerti evento della Banda Militare, ciononostante non ci sono pervenute registrazioni di esibizioni cantate dello stesso.
Testo Giubilanti d'amore fraterno, Salutiam la natale pendice! Salutiam questa rupe felice Vaga gemma dell'Italo suol. Libertà nostre case tutela Libertà le nostr'alme ristora Libertà, libertà sol c'infiora Di dolcezza, di pace e d'amor.
Ritornello: Giuriam fratelli – con tutto il core, Al nostro tetto – perenne amor. Giuriam, giuriam!
Qui il ladrone col mezzo suo capo Non lordava i purissimi colli: No! Di sangue non fumano molli Questi Sassi del nostro Titan. Qui fratelli, e non vili tiranni Della Patria fan mite governo; Prence e schiavo l'ammiran, né scherno Del prezioso suo bene si fa.
Rit.
Coronata di triplice Torre Che potenza suprema dinota, Ah! non crolla, non cade, ma immota Al variar dell'etadi si stà. La funesta membranza d'un Giuda Che rubar ci pravó Libertade, Viva sempre nell'alme contrade Quale storia d'orrendo squallor.
Rit.
Di Marino la povera Rupe Salva, o Cielo, da' fieri perigli; E noi fidi, diletti suoi figli Emulando le gloria n'andrem. Giovanetti, se in core vi suona Voce santa d'amore al Titano Deh! posate sul petto la mano E giurate serbar Libertà!
Rit.
Note
Voci correlate La Sammarinese
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