Cittadino genovese, figlio di Bernardo, nelle fonti padovane è qualificato come "fiamengo" mentre in quelle liguri – ingaune e genovesi – è sempre indicato come "genovese". La qualifica di "fiamengo" potrebbe semplicemente alludere alle sue frequentazioni nordiche ossia l'entourage del celebre organaro Johann Eugen Caspar (1623-1706), italianizzato in Eugenio Casparini, che visse ed operò per oltre un trentennio nell'Italia nord-orientale e del quale fu probabilmente allievo, come ha ipotizzato il Lunelli. Probabilmente svolse la sua attività prevalentemente al di fuori del territorio ligure, dove risulta quasi sconosciuto.
Opere 1691 Padova, Basilica di Sant'Antonio di Padova (lavori di restauro) 1700-03 Albenga (Savona), Cattedrale di S. Michele (trasporto della cassa dell'organo dei fratelli Botto, 1614-16, dal coro alla controfacciata e rifacimento dello strumento) 1701 Quiliano (Savona), Parrocchiale di S. Lorenzo (organo nuovo)
Bibliografia Josepha Costa Restagno, Gli organi della cattedrale e la città fra Tre e Settecento: documenti di un rapporto privilegiato, in La cattedrale di Albenga, a cura di Josepha Costa Restagno e Maria Celeste Paoli Maineri, Albenga, Istituto Internazionale di Studi Liguri, 2007, pp. 419–428, 493-506. Maurizio Tarrini, Giuseppe Fontanarosa: un allievo genovese di Eugenio Casparini?, in «Arte organaria italiana. Fonti, documenti e studi», III (2011), pp. 453–466. Alberto Sabatini, Sulle vestigia degli antichi organi nell'Abbazia benedettina di Santa Giustina a Padova, in «Arte organaria italiana. Fonti, documenti e studi», VIII (2016), p. 239 (nota 49).