Il è stato un incrociatore pesante appartenente alla Marina imperiale giapponese, terza unità della classe Mogami e così chiamato in onore del fiume omonimo che scorre nella ex prefettura di Karafuto. Fu varato dal cantiere di Yokosuka nel novembre 1934 come incrociatore leggero e assunse il suo aspetto definitivo dopo che, nel 1939-1940, fu dotato di cinque torri binate con cannoni da 203 mm.

Appartenente alla 7ª Divisione incrociatori, nel corso degli anni trenta prestò servizio nel teatro di guerra cinese. Con l'inizio delle ostilità sul fronte del Pacifico fu assegnato con le navi sorelle alla 2ª Flotta e scortò diversi convogli militari. Dopo aver partecipato attivamente alla riuscita incursione giapponese nell'Oceano Indiano (prima decade di aprile), tornò in patria e, raddobbato, fece parte della grande armata navale riunita dall'ammiraglio Isoroku Yamamoto per occupare l'atollo di Midway, non avendo che una parte marginale nell'omonima battaglia. Da agosto a dicembre partecipò alla campagna di Guadalcanal, bombardando anche l'aeroporto di Punta Lunga. All'inizio del 1943 lasciò il teatro del Pacifico sud-occidentale, tornò in patria e incrementò la dotazione contraerea, prima di riprendere servizio in compiti di trasporto truppe alle basi nipponiche d'oltreoceano. Nel novembre 1943 fu distaccato a Rabaul con altri incrociatori pesanti per schiacciare la testa di ponte statunitense a Bougainville; unico rimasto indenne durante la distruttiva incursione del 5, scortò alla base aeronavale di Truk il danneggiato , quindi si riunì al e completò un trasporto di fanteria a Kavieng.

All'inizio del 1944 la 7ª Divisione fu riorganizzata con l'aggiunta degli incrociatori pesanti e , ma per vari mesi non partecipò più ai combattimenti: evacuata Truk, divenuta troppo esposta, il Suzuya si trasferì alle isole Lingga (vicino a Singapore) dove attese a continue esercitazioni. A metà giugno salpò con il resto della 1ª Flotta mobile e fu presente alla battaglia del Mare delle Filippine, senza però incidere sugli eventi; rientrò in patria e aumentò ancora la contraerea di bordo prima di tornare a sud. Mobilitato con il resto della 2ª Flotta per la battaglia del Golfo di Leyte, combatté nello scontro al largo dell'Isola di Samar e, rimasto danneggiato da due bombe cadute molto vicino allo scafo, fu annientato dall'esplosione dei siluri e delle munizioni che aveva a bordo: affondò all'inizio del pomeriggio del 25 ottobre con gravi perdite tra l'equipaggio.

Caratteristiche

Il Suzuya formava con i gemelli , Mikuma e la classe Mogami, derivata da un progetto che la stipula del trattato navale di Londra, nell'aprile 1930, aveva costretto a mettere da parte. Pensata inizialmente come gruppo di incrociatori leggeri, prevedeva sei esemplari da tonnellate, dotati di quindici cannoni da 155 mm in cinque torri trinate, dodici tubi lanciasiluri da 610 mm e capaci di 37 nodi di velocità. Inoltre lo stato maggiore generale impose di concepire le navi perché fosse possibile, in futuro, rimuovere le torri originarie per imbarcarne altre con pezzi da 203 mm. Sin da subito si comprese che le specifiche erano esagerate e già nel 1931 fu preventivato un dislocamento di tonnellate: allo scopo di contenere il peso (obiettivo del tutto mancato), fu introdotta massicciamente la saldatura e la struttura portante dello scafo fu ridotta in maniera drastica.

Il Suzuya presentava una lunghezza alla linea di galleggiamento di 197 metri (201,50 fuori tutto), una larghezza massima di 18 metri e un pescaggio di 5,50 metri. Il dislocamento a pieno carico durante le prove in mare fu calcolato in //. L'unità era gestita da un equipaggio di 860 tra ufficiali, sottufficiali e marinai. L'armamento principale comprendeva quindici cannoni Type 3 da 155 mm lunghi 60 calibri (L/60) suddivisi in cinque torri, disposte due a poppa sovrapposte e tre a prua: di queste, la centrale era la più bassa e poteva sparare solo in bordata. Sul primo ponte (nella sezione compresa tra le torri poppiere e l'imponente fumaiolo, altra peculiarità della classe) furono ricavate quattro camere – due per murata – dove furono posti altrettanti impianti trinati di lanciasiluri da 610 mm brandeggiabili, equipaggiati con un sistema di ricarica rapida. Numerosa era la dotazione contraerea, con quattro impianti binati in torri corazzate ospitanti pezzi Type 89 da 127 mm L/40, quattro installazioni doppie di cannoni Type 96 da 25 mm L/60 e due doppie di mitragliatrici pesanti Type 93 da 13,2 mm. Sul ponte di poppa, infine, si trovavano due catapulte e due hangar per il ricovero di quattro idrovolanti da ricognizione.

L'apparato motore era costituito da dieci caldaie Kanpon che alimentavano quattro turbine a ingranaggi a vapore, a ciascuna delle quali era vincolato un albero motore con elica; era erogata una potenza totale di  shp e la velocità massima toccava i 37 nodi. La riserva di carburante arrivava a tonnellate di olio combustibile, permettendo un'autonomia pari a miglia alla velocità di 14 nodi. La corazzatura aveva rinunciato alle linee curve delle precedenti classi e presentava uno spessore di 100 mm alla cintura (65 mm per la parte sommersa), cui erano solidali controcarene spesse 65 mm (25 mm nella fascia inferiore, dove si trovava lo scafo a doppio fondo); cintura e controcarene arrivavano a 140 mm in corrispondenza delle riservette. Le paratie stagne trasversali allo scafo erano spesse 105 mm, attorno alle macchine di governo 100 e 35 mm; il ponte di coperta era spesso 60 (zone orizzontali) o 35 mm (aree inclinate), il primo ponte 40 mm, torri d'artiglieria e barbette 25 mm. La torre di comando era racchiusa in un guscio spesso 100 mm, dimezzato per il tetto.

Già in fase di completamento il Suzuya e il resto della classe cominciarono a essere modificati: dopo l'incidente occorso alla torpediniera Tomozuru (il 12 marzo 1934 si rovesciò durante una tempesta, a causa del baricentro troppo alto e del rapporto negativo tra larghezza e dislocamento), gli hangar furono eliminati e gli idrovolanti ridotti a tre, la torre di comando, le sovrastrutture di prua e l'albero di trinchetto ridimensionati. Inoltre il Suzuya e il Kumano furono privati di due caldaie Kanpon, senza che questo influisse sulla velocità, e ne fu moderata la distanza interna tra i ponti. Nell'estate-autunno del 1935 le prove di tiro del Mogami e del Mikuma e il cosiddetto incidente della 4ª Flotta, sorpresa da un violento tifone durante un'esercitazione tra Hokkaidō e le isole Curili che provocò danni anche molto gravi su numerose navi, resero evidente che i Mogami erano strutturalmente troppo fragili. Il Suzuya perciò, che doveva intraprendere la messa a punto finale, fu subito rimesso in cantiere per un'accurata ricostruzione, che durò dall'inizio del 1936 all'ottobre 1937: quasi tutte le giunzioni saldate furono rimpiazzate con i più tradizionali rivetti, le paratie trasversali furono irrobustite, furono aggiunte controcarene più larghe su quelle originarie, le sovrastrutture furono ulteriormente abbassate e la riserva di siluri fu ridotta ad appena sei ordigni. A lavori terminati il dislocamento era salito a tonnellate a pieno carico, il pescaggio a 5,90 metri e la larghezza a 19,20 metri, a detrimento della velocità massima (35 nodi).

Dopo la denuncia del trattato del 1930 e il rifiuto del suo rinnovo, si poté procedere tra il 1939 e la primavera 1940 alla sostituzione delle artiglierie principali con cinque torri binate, ospitanti dieci cannoni Type 3 numero 2 da 203 mm L/50: il Suzuya fu così riclassificato incrociatore pesante, incrementò il suo dislocamento a tonnellate e la larghezza dello scafo a 20,20 metri. Durante quest'intervento furono inoltre introdotti i siluri Type 93 da 610 mm nei lanciatori (con scorta di dodici armi) e rimpiazzate le catapulte con modelli recenti più capaci.

Servizio operativo Costruzione e primi anni

L'incrociatore leggero Suzuya fu ordinato nell'anno fiscale edito dal governo giapponese nel 1931. La sua chiglia fu impostata nel cantiere navale di Yokosuka l'11 dicembre 1933 e il varo avvenne il 20 novembre 1934; completato il 1º gennaio 1936, fu subito richiamato agli arsenali per la radicale ricostruzione. L'immisione ufficiale in servizio avvenne perciò il 31 ottobre 1937.

Non appena iscritto nei registri della Marina imperiale giapponese, fu unito con il Mogami, il Mikuma e il Kumano nella 7ª Divisione incrociatori, spendendo il successivo anno in operazioni di pattugliamento e appoggio lungo le coste della Cina; fermo in porto in vista del potenziamento dell'artiglieria principale, il Suzuya si riunì ai gemelli nella 7ª Divisione il 1º maggio 1940. Dopo altri mesi di azioni nel Mar Cinese Orientale, fu inviato nelle acque dell'Indocina francese allo scopo di fare pressione sul locale governo coloniale e favorire la mediazione nipponica nella guerra franco-thailandese, tornando in patria in febbraio. Tra il 1937 e il 1940 il Suzuya fu al comando dei seguenti capitani di vascello: Yaichirō Shibata (1º dicembre 1937-15 novembre 1938), Kyūji Kubo (15 novembre 1938-15 novembre 1939), il quale dal 20 luglio fu anche comandante nominale del Mikuma, Gihachi Takayanagi (15 novembre 1939-15 ottobre 1940) e Masatomi Kimura.

1941-1942