Colletorto è un comune italiano di abitanti della provincia di Campobasso.

Fondazione

Il casato di Collis Tortus ( chiamato anche con il nome di Collis Fortis o Collis Tortis) in un'epistola di Papa Bonifacio VIII appare per la prima volta nel 1241 nello "Statuto di riparazione dei castelli"E. Winkelmann, Acta imperii Inedita seculi XIII. Innsbruck 1880, pag.771 di Federico II di Svevia e successivamente, nel 1273, nei registri della Cancelleria Angioina ma non compare il suo nome nella sentenza del cardinal Lombardo emessa nel 1175 a Benevento, né in quella del Papa Lucio III datata 1181, quindi si può attestare che Colletorto nacque tra il 1181 e il 1241 (come casato col nome di Collis Tortis). Il territorio ora compreso nel comune di Colletorto fu però abitato sin dal neolitico. Il più antico insediamento stabile fu quello sito in località Fonte Cacchiona, ubicato in un’area pianeggiante sulla sommità di un colle che affaccia sulla valle del Fortore. In epoca sannita o romana, il maggiore insediamento era rappresentato da quello rinvenuto in località Macarico dove era presente una villa romana estesa per circa sviluppatasi probabilmente a partire dal I secolo a.C. su insediamenti precedenti. Altri insediamenti rinvenuti nell'area del comune di Colletorto appartengono all'età imperiale e sono rappresentati in gran parte da insediamenti produttivi rurali di piccole e medie dimensioni, tra i quali si possono menzionare quello di Sant'Eustachio, Colle la Piana, Santa Lucia, Macchiette, Colle Cuculo, Vallepare e quello di Posta Valerio.CARTA DEL RISCHIO ARCHEOLOGICO NELL’AREA DEL CRATERE. SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHEOLOGICI DEL MOLISE. 2010 Intorno all'anno 1000 tutto il territorio era diviso in proprietà appartenenti a conti o marchesi: nella zona c'erano i centri di Ficarola (Ficarolam), S.Petrum in valle (monastero benedettino zona difesa delle valli), Loreto (Lauretum, zona colle di S.Maria dove c'era il castello di Loreto), Melanico, S.Elena (S.Lena,) S.Eustachio (S.Stazio), Macarico, S.Lucia, i casali di Tonnicchio e Montecalvo. Il castello di Laureto, circondato dal villaggio con lo stesso nome, dominava su una vasta zona che apparteneva a un certo Guglielmo di Angiona che fu anche signore del casato di Collis Tortis. Il villaggio di Santa Lucia, che sorgeva nella contrada che porta oggi il suo nome situata nel territorio dell'odierno Colletorto, si estendeva per 400 ettari e apparteneva a un certo Matteo di Molisio. Il villaggio di Macarico era di proprietà del convento di S. Eustachio, mentre Tonnicchio e Montecalvo appartenevano al convento di S Elena; questa era più o meno la situazione in cui era diviso il territorio in quegli anni,prima della nascita di Colletorto.

Probabilmente il paese nacque, come lo conosciamo adesso, quando fu costruita nel casale di Collis Tortus la Torre Angioina tra il 1343 e il 1382 (probabilmente costruita su un antico "impianto" normanno). In passato si è supposto che fosse stata fatta edificare sotto il regno dalla regina di Napoli Giovanna d'Angiò insieme a un castello che la circondava (oggi distrutto per far posto nel 1730 circa al palazzo marchesale) in base a quanto riportato nel libro «Memorie storiche e civili della città e diocesi di Larino del vescovo Giovanni Andrea Tria» dove l'autore congetturava che fosse stata edificata sotto il regno della sovrana angioina in base ad un giglio scolpito e presente nella facciata della Torre, oggi andato perduto. Altri hanno attribuito la costruzione della torre alla regina in quanto sotto il suo regno gli abitanti di alcuni villaggi vicini, come Montecalvo e Tonnicchio, decimati da guerra e fame causate principalmente dall'invasione di Luigi I d'Ungheria e per la pestilenza del 1348 (Peste nera) si stabilirono nei dintorni della Torre che essendo un posto di guardia con la sua guarnigione di soldati davano alla popolazione una minima protezione da guerre e saccheggi, molto frequenti in quei periodi. Tuttavia recenti studi hanno evidenziato l'assenza di atti e documenti in grado di attribuire con certezza la sua costruzione alla regina Giovanna I d'Angiò, ipotizzando invece che i vari sovrani angioini che hanno governato il Regno di Napoli, si siano limitati ad ampliare e migliorare una torre normanna o sveva preesistente.

Col passare del tempo gli abitanti dei villaggi e dei casali dei dintorni, per cause di guerre e carestie tendevano a spostarsi nei centri abitati più grandi e meglio protetti e così Collis Tortus col suo castello e le sue mura fortificate divenne una meta allettante per chi cercava protezione come i contadini, facendo sviluppare il paese sia demograficamente che economicamente e divenne uno dei centri di riferimento per la zona.

Il primo signore di Colletorto attestato nel 1273, quindi prima della Torre Angioina, fu un Guglielmo D'Anglona (che era il signore del casato di Loreto (Laureto), che alla sua morte non avendo eredi, il casato ritornò nelle proprietà del re Carlo D'Angiò che ordinò che il casato fosse assegnato al "panettiere regio" tale Roberto da Firmitate.

Tra il 1279 e il 1280 Roberto de Firmitate muore e il feudo di Colletorto passa alla moglie Giovanna.

Nel 1345 Giovanna del Balzo, moglie di Nicolò Jamvilla o de Joinville, ottiene il regio assenso da parte della regina Giovanna I d'Angiò per la compera del feudo di Colletorto dal figlio Nicola, detto Giovan Cola, che in seguito vestirà l'abito religioso agostiniano con il nome di frà Gian Cola.

Nella prima metà del 1400, Colletorto così come tutte le altre terre del mezzogiorno, si ritrova coinvolta nelle guerre tra angioini, fedeli a Renato d'Angiò e aragonesi fedeli ad Alfonso V d'Aragona. Il 10 luglio 1441 nei pressi di Troia, Alfonso I d'Aragona affrontò l’esercito dello Sforza, fedele agli angioini. Conquistata la cittadina pugliese mosse verso Biccari che mise sotto assedio e da lì, alla fine di luglio, si diresse verso la terra di Colletorto, feudo che allora apparteneva a Francesco Boccapianola, assediandola e prendendola. Alfonso I restò accampato a Colletorto con il proprio esercito dal 30 luglio al 4 agosto 1441 per poi riprendere la conquista di Napoli, che capitolò solo il 2 giugno 1442.

Il feudo di Colletorto venne riassegnato da Alfonso I agli stessi Boccapianola, prima con Pietro, poi con Giuliano. Tra il 1443 e il 1444 Colletorto risulta feudo di Marco Attendolo Sforza detto Marchetto da Cotignola, ma negli anni successivi tornò ai Boccapianola sino a Francesco Boccapianola che lo perse nel 1528 a seguito della ribellione contro il re aragonese. Il feudo di Colletorto venne quindi confiscato e assegnato a Davide de Guerres, detto de Gher.

Dopo il de Gher Colletorto passò a Sempronio de Corradis, ma nel 1564 dopo la morte di quest’ultimo, sorse una disputa tra il Regio Fisco e Alessandro de Corradis, erede di Sempronio ed il feudo venne confiscato dal Regio Fisco poiché il de Corradis non aveva alcun titolo per possederlo.

Nel maggio del 1573 Colletorto venne acquistata per 40.000 ducati dal nobile Antonio Brancia, Barone di Sant’Elia e Monacilione ma poco dopo venne riacquistato per 30.925 ducati da Lucio Boccapianola. Questi rivendette il feudo di Colletorto allo stesso prezzo con cui l’aveva acquistato a Carlo Gambacorta signore di Celenza, la cui famiglia governerà Colletorto per ben 123 anni.

Nel 1701 era signore di Colletorto Gaetano Gambacorta, protagonista della famosa Congiura di Macchia che aveva lo scopo di rovesciare il governo vicereale spagnolo di Napoli, ma dopo essere stato sconfitto e costretto a fuggire a Vienna, dove morirà nel 1703, Colletorto assieme a tutte le terre appartenute al Gambacorta, venne confiscato dalla Regia camera della Sommaria. Nel 1704 Colletorto venne acquistato da Bartolomeo Rota, mercante e patrizio di origini cremonesi la cui famiglia ne resterà proprietaria fino alla fine del Settecento quando passerà alla famiglia Pignatelli che lo terrà fino all’eversione delle feudalità.

I signori della Torre e quindi di Colletorto che regnarono sul feudo per un lasso di tempo considerevole furono Giovanna del Balzo (1345 - ?) Marchetto da Cotignola (1443 o 1444), i Boccapianola (1441-1578), Giovanantonio Capece (1578-?), Gambacorta (1579-1702), Rota(1704-1783) Francesco Saverio Pignatelli (1783-1806). Con l'arrivo di Napoleone in Italia che proclamò la libertà, l'uguaglianza per tutti e la fine dei privilegi dei nobili la torre passò ai privati tra cui Romolo Campanelli(a cui è dedicata una piazzetta del paese) fino alla famiglia d'Antini che la donò al comune nel 1959, secondo il DM del 1927 venne dichiarata di «Notevole interesse pubblico» sottoposta a tutela secondo la legge n.1089 del 1º giugno 1939. Il castello antico che circondava la Torre Angioina fu fatto abbattere dal Rota e fece edificare il nuovo palazzo, che prese il suo nome (palazzo Rota appunto) e che attualmente è proprietà e sede del Comune di Colletorto.

Antiche festività di Colletorto Secondo il Tria (Memorie storiche civili, ed ecclesiastiche della città, e diocesi di Larino-Libro IV-Di Colletorto) le feste erano 3: "Oltre alla Festa di precetto, che si osserva per tutta la Chiesa in onore della Natività di S. Gio: Battista a' 24. di giugno, in questa Terra si osserva anche di precetto 1'altra, che si celebra a' 29. d'Agosto, in memoria della sua Decollazione» (citazione)Memorie storiche civili, ed ecclesiastiche della città, e diocesi di Larino/Libro IV/Di Colletorto,altra festa particolare di Colletorto in quegli anni(periodo del 1744) era la festa del 3 dicembre per S. Francesco Saverio.

Nota: l'unica festa di quelle menzionate sopra che viene ancora celebrata ai giorni nostri è la festa del patrono del paese, S.Giovanni Battista, il 29 agosto.

Topografia di Colletorto nel 1861 Testo tratto dal Dizionario Topografico dei Comuni d'Italia: "questo capoluogo porta anche il nome di Colleforte, forse per la sua situazione ben munita dalla natura e dall'arte essendo cinto di mura e munito di una torre." Definisce amena la sua posizione e sottolinea i resti di antichità nei dintorni dell'abitato che probabilmente erano i resti del casale d Laureto (Loreto). Il libro precisa che sicuramente il paese è nato non prima del 1260, che fu fatto fortificare da Giovanna I d'Angiò e che sette famiglie si susseguirono come feudadatari e signori del luogo fino all'ultima famiglia (compresa) dei Pignatelli che ne conservarono il governo fino all'arrivo di Napoleone. Posizione: Napoli, provincia di Molise, circondario di Larino, mandato di Bonefro, abitanti 3245.

Il corso principale che oggi porta il nome di Vittorio Emanuele fu costruito intorno al 1800 per unificare il borgo della Terra (campo dei fiori) e quello del Colle (che iniziava dal convento di S.Alfonso sui pendii del monte Crocella).

Monumenti La Torre Angioina La Torre Angioina, simbolo di Colletorto, fu edificata sopra un precedente impianto normanno. Secondo il Vescovo Giovanni Andrea Tria, nel testo Memorie civili ed ecclesiastiche della città di Larino, la sua costruzione o fortificazione può essere fatta risalire al regno di Giovanna I d'Angiò ed era circondata da un castello (ai tempi del Rota era ridotto in rovina) ma solo nel 1959 dopo vari passaggi da padrone a padrone passa nelle mani della famiglia D'Antini che la dona al comune di Colletorto.

Il Palazzo Marchesale