Il Kinabalu, in malese Gunung Kinabalu, è una montagna della Malaysia, punto culminante del paese e dell'isola del Borneo con i suoi 4095 metri di altitudine.
La geologia e il clima unici hanno reso possibile lo sviluppo di una grande biodiversità, che comprende numerose specie endemiche, in particolare di piante carnivore e di orchidee, protette all'interno del parco nazionale del Kinabalu. Tale ricchezza floristica venne scoperta intorno alla metà del XIX secolo da Hugh Low e John Whitehead, l'ultimo dei quali sarà anche il primo a raggiungerne la vetta nel 1888. È una delle montagne più frequentate dai turisti di tutto il Sud-est asiatico.
Etimologia Il nome della montagna deriverebbe dal termine dusun Aki Nabalu, che significa «dimora dei defunti» Mount Kinabalu National Park - ... revered abode of the dead.. Un'altra fonte, basata su una leggenda, afferma che Kinabalu derivi da Cina Balu, vale a dire «vedova cinese». A causa dell'influenza linguistica dei dusun, la pronuncia si è trasformata in The Report Sabah 2011, Oxford Business Group, p. 180. Borneo: Kinabalu Mount of petrified love, Universe Mystery, 23 gennaio 2011..
Geografia Localizzazione
Il Kinabalu è il punto culminante della Malaysia e del Borneo. Situato all'estremità nord-orientale dell'isola, nello Stato di Sabah, si eleva nel massiccio della Crocker Range. Con i suoi 4095 metri di altitudine, è una delle cime più elevate del Sud-est asiatico tra l'Himalaya e le montagne della Nuova Guinea; è situato alla ventesima posizione nell'elenco delle cime per prominenza topografica World Peaks with 4000 meters of Prominence.. Si trova sessanta chilometri ad est-nord-est della città costiera di Kota Kinabalu e diciassette chilometri a sud-ovest del monte Tambuyukon (2579 m).
Morfologia
Il monte Kinabalu copre una superficie di circa 750 km² Géography, climate & geology of Kinabalu.. Alla sua sommità si trova un vasto altopiano dal quale svettano varie cime, tra le quali il Low's Peak (4095 m), il Victoria Peak (4091 m), il St. John's Peak (4091 m), il King Edward's Peak (4086 m), le Donkey's Ears (4048 m), lUgly Sister Peak (4032 m), il St. Alexandra Peak (3998 m), lOyayubi Iwu Peak (3976 m) e il South Peak (3922 m) Mount Kinabalu - Gunung bagging.. Nel 1997, un nuovo studio basato su misurazioni satellitari ha abbassato l'altitudine della cima principale, il Low's Peak, a 4095 metri A. Phillipps e F. Liew, Globetrotter Visitor's Guide - Kinabalu Park, New Holland Publishers (UK) Ltd., 2000., vale a dire sei metri meno della precedente valutazione, 4101 metri .
Geologia Il monte Kinabalu è formato essenzialmente da un massiccio plutone di granodiorite che si innalza su rocce sedimentarie e ultramafiche e costituisce il cuore del massiccio. La granodiorite è presente in strati fortemente metamorfizzati, risalenti probabilmente all'Eocene o al Miocene. Essa risalì dalla crosta terrestre sotto forma di roccia fusa diversi milioni di anni fa. In termini geologici si tratta di una montagna molto giovane, in quanto la granodiorite si raffreddò e solidificò solamente 10 milioni di anni fa.
Le violente esplosioni che accompagnarono la risalita del plutone sono all'origine degli scisti e delle arenarie che formano il resto della Crocker Range. Attualmente la montagna appare come un penepiano risalente alla metà del Pliocene: essa è ricoperta e percorsa da profonde fessure attraverso le quali la granodiorite è potuta risalire grazie al fenomeno dell'isostasia. Essa continua a sollevarsi al ritmo di cinque millimetri all'anno.
Durante il Pleistocene, per 100.000 anni, la montagna fu ricoperta da una consistente calotta glaciale e i ghiacciai che percorrevano le pendici ne intagliarono profondamente i versanti. Fu così che si formò il burrone di Low, profondo 1800 metri, sul versante nord. La natura granitica e l'erosione glaciale sono chiaramente visibili osservando le falesie sulla sommità.
Clima Il monte Kinabalu è spesso ricoperto dalle nubi e le precipitazioni sono abbondanti per la maggior parte dell'anno. Per questo motivo il botanico olandese Willem Meijer lo descrive come «una montagna di nebbia e pioggia». Generalmente l'alba è soleggiata e le nubi iniziano ad addensarsi gradualmente nella tarda mattinata, per poi dare vita ai rovesci del pomeriggio. Nella sede principale del parco, a 1560 metri di altitudine, cadono 2400 mm di pioggia all'anno. La stagione secca si fa sentire tra febbraio e marzo, mentre i mesi più piovosi sono quelli che vanno da ottobre a gennaio G. Kudo e K. Kitayama, Drought effects on the summit vegetation Mount Kinabalu by an El Nino event in 1998, Sabah Parks Nature Journal Vol. 2, 1999, pp. 101-110.. In rarissime occasioni si verificano anche nevicate sulla vetta. Le temperature scendono dai 25 °C a 550 metri di altitudine ai 4 °C circa della vetta. Nella sede principale del parco la temperatura media è di 20 °C e l'escursione termica tra il giorno e la notte è di 7-9 °C.
Flora e fauna
Il monte Kinabalu, come gli altri rilievi della Crocker Range, è noto per la sua vegetazione lussureggiante e la sua biodiversità, grazie alla presenza di elementi vegetali di origine himalayana, australasiatica e indomalese. Uno studio botanico condotto recentemente sulla montagna ha rilevato la presenza di 5-6000 specie di piante, muschi ed epatiche esclusi B. S. Parris, R. S. Beaman e J. H. Beaman, The Plants of Mount Kinabalu: 1. Ferns and Fern Allies, Kew, Royal Botanic Gardens, 1992. J. J. Wood, J. H. Beaman e R. S. Beaman, The Plants of Mount Kinabalu. 2. Orchids, Kew, Royal Botanic Gardens, 1993. J. H. Beaman e R. S. Beaman, The Plants of Mount Kinabalu. 3. Gymnosperms and Non-Orchid Monocotyledons, Kota Kinabalu, Natural History Publications (Borneo), Kew, Royal Botanic Gardens, 1998. J. H. Beaman, C. Anderson e R. S. Beaman, The plants of Mount Kinabalu. 4: Dicotyledon families Acanthaceae to Lythraceae, Kota Kinabalu, Natural History Publications (Borneo), Kew, Royal Botanic Gardens, 2001. J. H. Beaman e C. Anderson, The plants of Mount Kinabalu. 5: Dicotyledon families Magnoliaceae to Winteraceae, Kota Kinabalu, Natural History Publications (Borneo), Kew, Royal Botanic Gardens, 2004., più di quelle di Europa e America del Nord (escluse le regioni tropicali del Messico) messe insieme. Di conseguenza, si tratta di uno dei maggiori centri di biodiversità del mondo. Esso comprende l'ecoregione terrestre dei prati alpini del monte Kinabalu, che fa parte del bioma delle praterie e boscaglie montane.
La flora è distribuita in strati differenti, che vanno da una cintura forestale, dove crescono alberi del genere Ficus e della famiglia Dipterocarpaceae e piante insettivore, fino a 2600 metri di altitudine a una zona alpina al di sopra dei 3200 metri, dove si trova una delle maggiori varietà al mondo di orchidee, passando per uno strato costituito da arbusti quali la conifera Dacrydium gibbsiae, eriche, muschi, licheni e felci.
Queste piante presentano un elevato tasso di endemismo. Le orchidee ne sono l'esempio più eclatante, con 800 specie, compreso il genere Paphiopedilum, cui appartiene il rarissimo Paphiopedilum rothschildianum, ma sono presenti anche 600 specie di felci, più che in tutta l'Africa, di cui 50 endemiche, e la più grande varietà di piante carnivore del genere Nepenthes, di cui cinque delle tredici endemiche S. Kurata, Nepenthes of Mount Kinabalu, Sabah National Parks Publications No. 2, Sabah National Parks Trustees, Kota Kinabalu, 1976. J. H. Adam e C. C. Wilcock, Pitcher plants of Mt. Kinabalu in Sabah, The Sarawak Museum Journal 71, 1966, pp. 145-171. È presente anche il genere Rafflesia, che detiene il record per il fiore più grande del mondo e riunisce un certo numero di piante parassite: sul Kinabalu vive in particolare la rara Rafflesia keithii, il cui fiore raggiunge i 94 centimetri di diametro. Un'oleacea endemica, Olea rubrovenia, cresce su versanti e crinali tra 700 e 1400 m di altitudine.
Questa incredibile biodiversità vegetale è dovuta a una combinazione unica di fattori: si trova in Malaysia, una delle regioni floristicamente più varie del mondo, beneficia di una grande varietà climatica dai piedi alla cima della montagna e di precipitazioni abbondanti, si sviluppa su terreni che vanno dalla roccia ultramafica povera ai suoli ricchi, e infine è stata soggetta a grandi sconvolgimenti come glaciazioni e siccità catastrofiche che hanno portato a una forte speciazione. La diversità è maggiore alle altitudini inferiori; al contrario, gli endemismi sono più frequenti nella parte superiore della montagna.
La grande diversità vegetale fornisce un habitat ideale a un'ampia varietà di specie animali. Il parco nazionale del Kinabalu ospita 326 specie di uccelli, tra cui il calao rinoceronte (Buceros rhinoceros), l'aquila serpentaria di Kinabalu (Spilornis kinabaluensis), il boccadirana di Hartert (Batrachostomus harterti), il pigliamosche delle Filippine (Rhinomyias gularis) e il garrulo schiamazzante testanuda (Garrulax calvus). La montagna è il rifugio di 24 specie in particolare, di cui una assolutamente endemica, il mangiaragni di Everett (Arachnothera everetti). Sono presenti circa un centinaio di specie di mammiferi, spesso arboricoli, tra cui uno dei quattro ominidi: l'orango, in pericolo di estinzione. Vivono qui anche la donnola dai piedi nudi (Mustela nudipes), la lontra nana (Aonyx cinerea), il gatto leopardo (Prionailurus bengalensis) e tre specie di cervidi. Suncus ater e Melogale everetti sono due specie endemiche. Gli anellidi comprendono una dozzina di specie endemiche note, tra cui la sanguisuga gigante rossa del Kinabalu, Mimobdella buettikoferi, e il lombrico gigante del Kinabalu, Pheretima darnleiensis R.J. Blakemore, C. Csuzdi, M.T. Ito, N. Kaneko, T. Kawaguchi e M. Schilthuizen, Taxonomic status and ecology of Oriental Pheretima darnleiensis (Fletcher, 1886) and other earthworms (Oligochaeta: Megascolecidae) from Mt Kinabalu, Borneo, Zootaxa 1613, 2007, pp. 23-44..
Storia Il primo che scalò il Kinabalu, lasciando una relazione scritta dell'ascensione, fu Hugh Low, residente britannico sull'isolotto di Labuan e botanico dilettante appassionato, amico di James Brooke, il «rajah di Sarawak». Nel febbraio 1851 si accingeva «a farla finita», come scrisse, «con i pirati bolanini che da poco avevano compiuto incursioni sulla costa». Tuttavia il problema non si presentava così urgente da impedirgli di dedicare un paio di settimane per l'esplorazione, a scopo di studio, di quella montagna ancora del tutto sconosciuta. Impiegò parecchi giorni per inoltrarsi all'interno con una quarantina di portatori e con una guida che recava in un grande paniere denti e cristalli di quarzo per proteggere il gruppo dagli esseri sovrannaturali che soggiornavano sulla vetta. Nessuno dei Dusun che lo accompagnavano aveva mai scalato la montagna, convinti com'erano che fosse sede degli spiriti dei trapassati.