Clausola è un termine appartenente alla linguistica, tipico della tradizione di studi in lingua inglese, che indica un'unità sintattica di rilievo intermedio tra sintagma e fraseSimone, 2008, cit., p. 235..

Il termine italiano è un calco dall'inglese clause e indica un raggruppamento di parole che abbia le seguenti caratteristiche: è presente in esso un predicato (fattore logico-grammaticale) può far parte di un raggruppamento (o frase) più esteso (fattore sintattico) rappresenta una condizione, un evento o un processo in evoluzione (fattore extralinguistico, cioè il rapporto con la realtà che il linguaggio descrive)Simone, 2008, cit., pp. 235-6.

Così, ad esempio, nella frase Ieri ho bevuto una birra ΔΔ indica una pausa virtuale. che è difficile trovare da queste parti. troviamo due clausole, la prima indipendente (in quanto da sola costituisce già una frase), la seconda relativa e retta dalla prima.

La tradizione linguistica anglosassone è stata sempre legata agli studi di logica: ecco perché il termine integra criteri sintattici con criteri funzionaliSimone, 2008, cit., p. 236..

Con i termini "frase" ed "enunciato", "clausola" condivide una certa debolezza di statuto, delineandosi come una definizione di comodo, utile ad individuare i diversi tipi di frasi dipendenti (relative, come nell'esempio, ma anche finali, causali, temporali ecc).

Clausole nucleari e complesse Le clausole si distinguono in nucleari (o semplici) e complesse. Le clausole nucleari sono composte di sintagmi Le clausole complesse sono composte di clausole semplici Di ogni clausola è possibile individuare un nucleo, cioè la sua struttura minima obbligata. Altri elementi facoltativi sono detti "circostanziali"Simone, 2008, cit., p. 238.. Così, ad esempio, nella frase Mentre facevamo la sauna, mi guardò in modo strano la prima parte è un circostanziale, in quanto può essere omesso senza che il rapporto tra i due piani del contenuto e dell'espressione risulti destabilizzato o persino compromesso. Nella frase Francesco ha sposato Paola omettere il complemento oggetto compromette questo rapporto contenuto/espressione (Francesco ha sposato non ha infatti senso compiuto), mentre in Giovanni ha mangiato pesce omettere il complemento oggetto destabilizza il rapporto suddetto (infatti l'espressione Giovanni ha mangiato ha ancora senso, ma si discosta dal contenuto originario).

Stabilire se un elemento è nucleare o circostanziale è relativamente semplice: l'azione o evento descritti dalla clausola presentano i "partecipanti" in determinati "luoghi" sintagmatici che sono indicati come "argomenti", che ricorrono solo negli elementi nucleari. gli elementi circostanziali concorrono invece a collocare l'azione o evento secondo il luogo, il tempo, la causa ecc. Più precisamente, è il verbo (e il suo significato) che decide il numero degli argomenti e il nucleo è composto dal verbo (purché esso sia essenziale ad una specifica costruzione) e dai suoi argomenti. Così, ad esempio, nella frase Rispondo a Marco ci si trova di fronte a due elementi nucleari: uno è lo stesso verbo, l'altro è a Marco, in quanto è il verbo "rispondere" che, per così dire, "pretende" la preposizione a. Queste restrizioni imposte dai verbi si riflettono sempre e solo sugli elementi nucleari e mai sui circostanziali.

Anche gli elementi avverbiali vanno considerati come nucleari: pur non indicando i partecipanti all'evento possono risultare indispensabili, ad esempio quando specificano il verboSimone, 2008, cit., p. 239..

Note

Bibliografia Raffaele Simone, Fondamenti di linguistica, ed. Laterza, Roma-Bari, 2008, ISBN 978-88-420-3499-5

Voci correlate Sintassi Frase Complemento (linguistica)

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