Biografia

Menedemo viene citato da Diogene LaerzioDiogene Laerzio, Op.cit. 2, 133. come filosofo e celebre autore di drammi satireschi, secondo per fama solo ad Eschilo, ma primo come tragediografo.Notizia discussa in I. Gallo, Studi Cantarella, Salerno, 1981

Molto abile nell'eristica, l'arte di contendere a parole, fu anche uomo politico.Giovanni Reale, Il pensiero antico, Vita e Pensiero, 2001, p.271

Si hanno scarse e frammentarie notizie di lui riportate in Diogene Laerzio, Cicerone, Plutarco, Simplicio: originario di Eretria, vissuto tra il 339 e il 265 a.C.Enciclopedia Treccani alla voce corrispondente o tra il 345/4 a.C. e il 261/0 a.C. Tiziano Dorandi, Chapter 2: Chronology, in Algra et al. (1999) The Cambridge History of Hellenistic Philosophy, page 52. Cambridge., fu discepolo della scuola socratica di Fedone di Elide e, quando questa si dissolse, conservò il pensiero del maestro fondando a Eretria, assieme al suo amico Asclepiade di Fliunte una scuola filosofica chiamata eliaco-eretriaca.

Fu sospettato di voler tradire la patria in favore della Macedonia e per questo fu costretto a fuggire dalla Grecia per rifugiarsi alla corte di Antigono Gonata, dove morì di disperazione: «...Ti spegnesti volontariamente non toccando cibo per sette giorni: gesto degno di un eretriese, ma non di un uomo, ché la disperazione fu la guida al tuo destino.»

La sua dottrina, vicina a quella della scuola di Megara, intellettualizza il sommo bene socratico identificandolo con l'unico essere eleatico mentre nell'etica riprende parzialmente il pensiero stoico.

Note

Collegamenti esterni