Le guerre di Roma contro Equi e Volsci furono una costante della storia del Lazio a partire quantomeno dalla fine del VI secolo a.C.

Contesto storico

Verso la fine del VI secolo a.C. all'epoca in cui Roma era dominata dalla dinastia etrusca dei Tarquini, gli Equi occupavano l'estensione superiore delle valli del fiume Anio (Aniene), affluente del Tevere, del Tolenus (Turano), della Himella (Imele) e del Saltus (Salto), che scorrono verso nord e confluiscono nel fiume Nera. I Volsci invece abitavano un'area parzialmente collinosa e paludosa del sud del Latium vetus, limitata dagli Aurunci e dai Sanniti a sud, dagli Ernici ad est e all'incirca dalla linea che va da Norba e Cora a nord. La loro capitale era Anzio.

Equi e Volsci, spesso da soli, spesso da alleati, i primi a nord-est ed i secondi a sud-est di Roma, ne attaccavano soprattutto il territorio circostante con continue azioni di saccheggio. Gli Equi, avanguardia delle genti umbre, erano scesi dall'Appennino centrale e si erano attestati sui colli attorno a Tusculum. Con le loro operazioni insidiavano l'agro romano e le comunicazioni commerciali lungo la Via Latina.

Guerre

616-579 a.C. Al tempo di Tarquinio Prisco, questo re condusse contro gli Equi una fortunata campagna militare, riuscendo a distruggere anche numerose loro città.Strabone, Geografia, V, 3,4.

535-509 a.C. Il primo scontro tra Romani e Volsci avvenne al tempo dell'ultimo re di Roma, Tarquinio il Superbo.Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, I, 8.Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 1.25 e 1.44.

495 a.C. Appena usciti vittoriosi dalla Battaglia del Lago Regillo del 496 a.C. contro i Latini, i romani furono attaccati dai Volsci, che li credevano incapaci di rispondere dopo le fatiche di quella guerra. Invece i romani, guidati dal console Publio Servilio Prisco Strutto, non solo li respinsero, ma ne distrussero la capitale Suessa PometiaDionigi, Antichità romane, lib. VI, § 25-29..

494 a.C. Nominato dittatore Manio Valerio Voluso Massimo, chiamò alle armi il popolo romano in massa. Si racconta, infatti, che furono formate ben 10 legioni, affidate tre a ciascuno dei due consoli dell'anno, e mantenendone così quattro sotto il diretto controllo del dittatore.Tito Livio, Ab Urbe Condita Libri, II, 30. Quest'ultimo elaborò un piano secondo il quale, Aulo Verginio Tricosto Celiomontano avrebbe condotto le proprie legioni contro i Volsci, Tito Veturio contro gli Equi, mentre egli stesso si sarebbe opposto ai Sabini. Aulo Verginio, alla testa delle tre legioni affidategli dal dittatore, mosse contro i Volsci, sbaragliandoli in campo aperto, nonostante i romani fossero in inferiorità numerica ed esitanti,Sesto Giulio Frontino, Stratagemmi militari, II. rincorrendoli fin dentro la loro città di Velletri, che fu conquistata e saccheggiata.

Stessa sorte toccò anche agli eserciti guidati da Manio Valerio e Tito Veturio, che ebbero ragione dei propri nemici e poterono così far ritorno a Roma.

493 a.C. Pochi anni dopo la battaglia del Lago Regillo, consoli Postumio Cominio Aurunco e Spurio Cassio Vecellino, a Roma, si ebbe la prima secessione della plebe, che si era ritirata sul Monte Sacro. La situazione era poi resa oltremodo complicata dalla necessità di definire un nuovo trattato (foedus) con i Latini, compito che fu affidato al console Spurio Cassio, trattato che da lui prese il nome (Foedus Cassianum), e dai preparativi bellici intrapresi dai Volsci, contro cui si decise di intraprendere l'ennesima azione militare, affidandola al console Postumio Cominio. Quest'ultimo iniziò la campagna militare guidando l'esercito romano contro i Volsci di Anzio, al termine della quale la città fu espugnata. Successivamente l'esercito romano marciò contro le città volsce di Longula, Polusca e Corioli,Tito Livio, Ab Urbe condita libri, VI, 2; Plutarco, Vita di Coriolano 8; Dionigi di Alicarnasso, VI, 92; Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, I, 14. che finirono per essere conquistate anch'esse dai Romani. Di quest'ultima si ricorda l'apporto decisivo di Gneo Marcio,Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, I, 15.Aurelio Vittore, De viris illustribus Urbis Romae, 19.1. tanto che Tito Livio annota:

488 a.C.

Pochi anni più tardi quello stesso Coriolano che aveva contribuito a vincere i Volsci, si rifugiò in esilio forzato presso di loro.Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 2.23. Egli scelse la città di AnzioPlutarco, Vite parallele, 6. Gneo Marcio Coriolano e Alcibiade, XXII, 1, ospite di Attio Tullio, eminente personalità tra i Volsci. I due, animati da forti sentimenti di rivincita nei confronti di Roma, iniziarono a tramare affinché tra i Volsci, più volte battuti in scontri campali dall'esercito romano, si sviluppassero nuovamente motivi di risentimento contro i romani, tali da far nascere in questi il desiderio di entrare in guerra contro il potente vicino.Tito Livio, Ab Urbe condita libri, lib. II, par. 36, 37, 38

Alla fine i Volsci decisero per una nuova guerra contro Roma, ed affidarono a Coriolano e ad Attio Tullio il comando dell'esercito.

Ma, alle porte dell'Urbe al IV miglio della Via Latina, dove si trovava il confine dell'Ager Romanus Antiquus (nei pressi dell'attuale Via del Quadraro), mentre i consoli del 488 a.C., Spurio Nauzio e Sesto Furio, organizzavano le difese della città, venne fermato dalle implorazioni della madre Veturia e della moglie Volumnia, accorsa con i due figlioletti in braccio, che lo convinsero a desistere dal proposito di distruggere Roma.Aurelio Vittore, De viris illustribus Urbis Romae, 19.3-4.

Tito LivioTito Livio, Ab Urbe condita libri, lib. II, par. 40 riporta come non ci fosse concordanza sulla morte di Coriolano; secondo parte della tradizione, fu ucciso dai Volsci, che lo considerarono un traditore, per aver sciolto l'esercito sotto le mura di Roma, secondo Fabio morì di vecchiaia in esilio.

486 Eletto console per la terza volta, Spurio Cassio VecellinoTito Livio, Ab Urbe condita libri, lib. II, par. 41 marciò contro i Volsci e gli Ernici, e poiché i nemici chiesero subito la pace alla vista delle legioni romane, non ci fu nessuno scontro. Nonostante ciò Cassio ottenne il trionfo, che è registrato nei fasti trionfali.

484 a.C. Il centro principale degli Equi fu conquistato dai Romani una prima volta nel corso di quest'anno.Diodoro Siculo XI 40 I romani, condotti dal console Lucio Emilio Mamercino, subiscono una pesante sconfitta dai Volsci ad AnzioDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, VIII, 83-85., riuscendo però a rifarsi nella successiva battaglia di LongulaDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, VIII, 86..

482 a.C. Gli Equi attaccarono la città latina di Ortona, mentre i Veienti, ormai sazi di bottino, minacciavano di attaccare la stessa Roma.Tito Livio, Ab Urbe condita libri, II, 43. Il console romano Gaio Giulio Iullo fu incaricato di condurre contro di loro una nuova guerra.

475 a.C. Il console Publio Valerio Publicola si fece aiutare dai socii Latini ed Ernici, scagliandosi prima contro i Sabini ed espugnando l'accampamento mettendo in crisi anche la fiducia dei Veienti. La cavalleria di Valerio riuscì a scompaginare i difensori e a sbaragliare questi ultimi. Appena in tempo per fermare un attacco dei Volsci che a loro volta approfittavano delle difficoltà romane per compiere razzie e devastazioni.

471 a.C. Il console, Appio Claudio Sabino Inregillense, cercò di vendicarsi contro la plebe usando severità estrema nel comando dell'esercito. Ciò creò, ovviamente, malcontenti e varie insubordinazioni, fino al punto che, quando gli Equi ed i Volsci affrontarono il console, moltissimi soldati gettarono le armi e fuggirono. Per questa ragione furono puniti con molta severità, un soldato su dieci.Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 2.29.

469 a.C. Al comando di Tito Numicio Prisco, i Romani espugnano e distruggono la città volsca di Cenone, porto ed emporio di Anzio;Dionigi, Antichità romane, Libro IX, 56.

468 a.C. Al console Tito Quinzio Capitolino Barbato fu affidata la campagna militare contro Volsci ed Equi; la battaglia, che durò diversi giorni, fu combattuta a 30 stadi di distanza da AnzioDionigi, Antichità romane, Libro IX, 58., e alla fine vide i Romani vittoriosi, nonostante avessero combattuto in inferiorità numerica insieme agli eserciti alleati degli Ernici e dei Latini.Livio narra come l'apporto delle legioni Erniche fu decisivo nella vittoria contro gli eserciti dei Volsci e degli Equi che stavano per avere la meglio su Roma, dopo un assedio a tradimento per la rottura improvvisa dei trattati di pace, cui Alatri e Ferentino non solo non aderirono, ma fecero in modo di avvertire Roma dell'imminente attacco. Poco dopo Anzio si arrese all'esercito romano che, lasciato un presidio in città, tornò a Roma, dove celebrò il trionfo;Dionigi, Antichità romane, Libro IX, 57-58.

467 a.C. I Romani fondano una colonia nel territorio di Anzio, e siglano un trattato di pace con gli EquiDionigi, Antichità romane, Libro IX, 59..

464 a.C. Sempre al consolare Tito Quinzio Capitolino Barbato fu invece affidato quest'anno, il comando delle truppe alleate dei Latini ed Ernici, nel corso delle operazioni contro gli Equi per liberare l'accampamento del console di quell'anno, Spurio Furio Medullino Fuso, assediato dal nemicoDionigi, Antichità romane, Libro IX, 62-64..

463 a.C. Poiché Roma era colpita da una pestilenza, della quale rimasero vittime gli stessi consoli Lucio Ebuzio Helva e Publio Servilio Prisco, gli Equi ne devastarono le campagne, arrivando fin sotto le mura di RomaDionigi, Antichità romane, Libro IX, 67-68..

462 a.C. Quest'anno il console Lucio Lucrezio Tricipitino condusse una nuova campagna militare sia contro gli Equi sia contro i Volsci, ottenendo al termine delle operazioni un trionfo. Il suo collega Tito Veturio Gemino Cicurino ottenne invece un'ovatio.

459 a.C. Gli Equi attaccarono Tuscolo e ne conquistarono la rocca. La riconoscenza dei romani per il determinante aiuto dato dai Tuscolani nella appena conclusa guerra servile fece muovere il console Lucio Cornelio Maluginense Uritino e le legioni di Roma in aiuto della città attaccata. Per alcuni mesi, l'altro console, Quinto Fabio Vibulano si divise fra l'assedio di Anzio contro i Volsci e le colline di Tusculum e proprio durante una delle assenze del console i Tuscolani riuscirono a scacciare, dopo averli affamati, i nemici dalla rocca. Gli Equi furono letteralmente denudati, fatti passare sotto il giogo e rimandati alle loro terre; il console, che stava tornando verso Tusculum li massacrò tutti alle falde del monte Algido. Per queste operazioni vittoriose, entrambi i consoli ottennero il trionfo.

458 a.C.

Nel corso di quest'anno, gli Equi, rotto il patto stipulato pochi mesi prima con Roma, conferirono il comando a Gracco Clelio, il loro personaggio più in vista. E ricominciò il saccheggio dei territori romani.

Roma inviò ambasciatori - Quinto Fabio, Publio Volumnio e Aulo Postumio - per chiedere il rispetto dell'accordo. Gracco li trattò in modo sprezzante. Il senato ordinò che un console portasse l'esercito sul monte Algido contro Gracco e che l'altro console saccheggiasse il territorio degli Equi. I tribuni della plebe cercarono ancora una volta di fermare la leva, ma un esercito di Sabini si mise a devastare l'agro romano fin sotto le mura della città. La plebe prese le armi senza discussione e furono formati due grandi eserciti. Il console Gaio Nauzio Rutilo fu mandato nelle terre degli Equi mentre Lucio Minucio Esquilino Augurino partì con le sue legioni verso il monte Algido.