Les Préludes, S. 97, è il terzo dei tredici poemi sinfonici di Franz Liszt.Von der Wiege bis zum Grabe, anche se nella forma è un poema sinfonico, venne composto da Liszt negli anni 1850, non come facente parte del precedente ciclo, ma come pezzo a sé stante. Non vi è il "N. 13" nel titolo dell'opera. La prima esecuzione venne diretta dallo stesso Liszt,Vedere l'annuncio del concerto sul Weimarische Zeitung del 22 febbraio 1854. e nell'aprile del 1856 venne pubblicato lo spartito, mentre nel gennaio del 1865 fu la volta degli spartiti orchestrali, sempre per i tipi di Breitkopf & Härtel di Lipsia.Müller-Reuter: Konzertführer, p. 266. Fra i poemi sinfonici di Liszt, Les préludes è sicuramente il più famoso. Nel corso della seconda guerra mondiale, il motivo della fanfara della marcia finale divenne il tema principale del giornale radio della Wehrmachtbericht e dei cinegiornali del Die Deutsche Wochenschau.

Il titolo completo "Les Préludes (d'après Lamartine)" si riferiva all'ode di Alphonse de Lamartine, Nouvelles méditations poétiques.Esistono Méditations poétiques (1820) e Nouvelles méditations poétiques (1823) di Lamartine. "Les préludes" è il sedicesimo pezzo di Nouvelles méditations poétiques, secondo la prima edizione. Nella seconda edizione figura come quindicesimo ed è dedicato a Victor Hugo. La pubblicazione comprende una prefazione, che non venne scritta da Lamartine.

Nell'autunno 1857, nellAnregungen für Kunst, Leben und Wissenschaft ("Consigli per arte, vita e scienza") di Franz Brendel, Felix Draeseke pubblicò un saggio con l'analisi di Les Préludes. Egli sostenne che era un programma sul quale si era basato il lavoro del compositore. Il saggio venne letto e approvato da Liszt.Vedere la sua lettera a Draeseke del 10 gennaio 1858, in La Mara (ed): Liszts Briefe, Band 1, tradotta in inglese da Constance Bache, No. 194. Si veda anche la lettera di Draeseke alla principessa Carolyne zu Sayn-Wittgenstein del gennaio 1858, in Gutiérrez-Denhoff: Felix Draeseke und Franz Liszt, p. 7f. Nonostante questo, la prefazione venne aggiunta soltanto quando la composizione era già finita,Vedi sotto. e pertanto non può essere considerata come fonte di ispirazione di Liszt, mentre stava componendo l'opera. Inoltre è discutibile se o in che misura sia stato influenzato dall'ode di Lamartine. Secondo Peter Raabe (1931), il poema sinfonico di Liszt non aveva nulla a che fare con essa.Raabe: Liszts Schaffen, p. 96. La posizione di Raabe venne condivisa da Emile Haraszti (1953). Entrambi gli autori sostennero che Liszt prese uno dei suoi vecchi pezzi, un'ouverture a suo tempo composta per un ciclo di pezzi per coro maschile non pubblicato, Les quatre élémens, al quale successivamente diede il nome "Les Préludes", riferendosi a Lamartine.

La visione di Raabe e Haraszti venne controbattuta da Alexander Main (1979) il quale tentò di dimostrare che vi era una stretta relazione fra l'opera di Liszt e l'ode di Lamartine. Da ciò concluse che Liszt dovette comporre Les Préludes seguendo il modello programmatico dell'ode, potendo aver preso qualche elemento dalla pregressa ouverture a Les quatre élémens. Andrew Bonner (1984), comunque, in una relazione che venne letta all'annuale incontro di Filadelfia della American Musicological Society,Comp.: Bonner: Les Préludes, p. 95. giunse alla conclusione che la visione di Main era sbagliata. La posizione di Bonner venne sostenuta da Rena Charnin Mueller (1986).Mueller: "Tasso" Sketchbook, p. 332f. In una versione edita del suo articolo, Bonner (1986) provò a portare ulteriori prove a sostegno del suo punto di vista.

Lo stesso Liszt, in una lettera ad Eduard LisztEduard Liszt, nato nel 1817, era il figlio più giovane di suo nonno Georg Adam List, avuto dalla sua terza moglie Magdalene Richter. del 26 marzo 1857, diede ancora un altro suggerimento per quanto riguarda il titolo di "Les Préludes". Secondo quanto scritto, "Les Préludes" era solo il preludio al percorso della sua composizione.La Mara (ed.): Liszts Briefe, Band 1, tradotta in inglese da Constance Bache, No. 180. Infatti, con la prima esecuzione dell'opera era stato introdotto un nuovo genere musicale. Les Préludes fu il primo esempio di un'opera per orchestra, che era stata eseguita come "poema sinfonico". In una lettera a Franz Brendel del 20 febbraio 1854, Liszt lo aveva definito "uno dei miei nuovi lavori per orchestra ("Les Préludes")"., No. 108. Due giorni dopo, in un annuncio del concerto del 23 febbraio, sulla Weimarische Zeitung del 22 febbraio 1854, veniva indicato "Les Preludes—symphonische Dichtung".L'affermazione di Alan Walker (Weimar Years, p. 304) che il termine "poema sinfonico" venne usato in pubblico per la prima volta il 19 aprile 1854, è pertanto errata. Altrettanto errata è la sua affermazione (ibid, pp. 289, 302) che il poema sinfonico Orfeo venne eseguito il 16 febbraio 1854. La prima esecuzione di Orfeo si tenne il 10 novembre 1854; vedere: Raabe: Liszts Schaffen, p. 299. Il termine "poema sinfonico" potrebbe essere stato coniato in quella occasione.

Genesi Les quatre éléments Pezzi per coro La genesi di Les Préludes fu un complicato processo cominciato nell'estate del 1844 e andato avanti fino alla pubblicazione dell'opera nel 1856. La base da cui partì Liszt fu Les aquilons, un coro maschile con accompagnamento di pianoforte. Les aquilons era stato composto il 24 luglio 1844, a Marsiglia. Il fatto è documentato da un articolo sulla stampa locale dell'epoca.

Liszt era giunto a Marsiglia il 23 luglio 1844.Eckhardt: Liszt à Marseille, p. 172. Venne ricevuto dagli artisti del coro di una compagnia tedesca in tournée, che consideravano Liszt come un loro compatriota,Anche se nato in Ungheria, Liszt era considerato in Francia come un tedesco; vedi: ibid, p. 173, n. 12. e dai loro colleghi francesi. Diretti da un certo signor Trotebas, essi eseguirono diversi pezzi corali.ibid, p. 173. Alla fine chiesero al compositore un lavoro originale che potesse essere eseguito in uno dei concerti seguenti.ibid, p. 184. Joseph Autran, a cui Liszt rese visita dopo il suo arrivo, gli diede il poema Les aquilons. Nel pomeriggio del 24 luglio Liszt compose il pezzo.ibid, p. 174. Diretto da Trotebas, venne eseguito il 6 agosto al quarto concerto di Liszt a Marsiglia. L'accompagnamento venne fatto con due pianoforti eseguito dallo stesso Liszt e da un certo Darboville, un giovane artista locale, che successivamente si aggregò a Liszt in parte della sua tournée in Spagna e Portogallo.ibid, p. 184. Come bis, Liszt e Darboville eseguirono la Norma-Fantasy op. 12 di Sigismond Thalberg, in una versione per due pianoforti.

Oltre a Les aquilons, Autran diede altri tre poemi a Liszt. Essi furono La terre ("la terra"), Les flots ("le inondazioni") e Les astres ("gli astri"). Liszt compose anche i pezzi aggiuntivi. Come serie, La terre, Les aquilons, Les flots e Les astres formano il ciclo Les quatre élémens ("I quattro elementi"). Il titolo del ciclo era un'allusione agli elementi dell'antica Grecia, terra, aria, acqua e fuoco.

Nella letteratura accademica su Liszt vi è consenso sul fatto che La terre e Les Flots sono stati composti nella primavera del 1845 durante il tour di Liszt attraverso la Spagna e il Portogallo.Fa eccezione, Alan Walker, in Virtuoso Years, p. 414, il quale afferma che durante il suo soggiorno in Iberia, Liszt aveva composto soltanto tre opere: un pezzo per coro Le forgeron su testo di Lamennais, un foglio d'album di sole otto battute per pianoforte, e la Grosse Konzertfantasie über spanische Weisen. Walker non fornisce però alcuna fonte a favore del suo punto di vista. Comunque le date esatte non sono chiare. I quattro pezzi Les quatre élémens non vennero mai pubblicati, e l'unica esecuzione fu quella del 6 agosto 1844 di Les Aquilons. Il manoscritto è custodito al Goethe- und Schiller-Archiv di Weimar. I loro numeri di catalogo sono S9, S10, S11a, S11b e S12.I numeri di catalogo sono quelli del Goethe- und Schiller-Archiv. S12 è il manoscritto di Les aquilons.In Haraszti: Genèse des préludes de Liszt, p. 111, n. 1, viene indicato erroneamente "S11" invece di "S12". Il corretto numero di catalogo S12 è preso da Mueller: "Tasso" Sketchbook, p. 317, e Bonner: Les Préludes, p. 98.

Riguardo ai manoscritti di La terre, S9, e Les flots, S10, Haraszti li data "Lisbon and Malaga, April 1845" e "Valencia, Easter Sunday 1845".Haraszti: Genèse des préludes de Liszt, pp. 115 e 123. Le stesse date si trovano in Konzertführer di Müller-Reuter.Müller-Reuter: Konzertführer, p. 294. Müller-Reuter si è basato su descrizioni dei manoscritti di Aloys Obrist.ibid, p. 268. Le date sono comunque incongruenti, poiché Liszt soggiornò a Lisbona dal 15 al 25 febbraio 1845.Stevenson: Liszt at Madrid and Lisbon, p. 504, n. 41. Egli si spostò poi sulla costa orientale spagnola. Da una lettera a Lambert Massart dell'8 marzo 1845, si evince che in quel giorno si trovava a Malaga.Vier: L'artiste - Le clerc, p. 70. Il lunedì di Pasqua, 24 marzo, Liszt giunse a Valencia. Dopo i concerti a Valencia, partì per Barcellona il 2 aprile dove diede alcuni concerti. Tornò quindi a Marsiglia, dove giunse il 22 o 23 aprile.Eckhardt: Liszt à Marseille, p. 185. Lì egli incontrò nuovamente Autran.ibid, p. 190ff.

Mentre la differenza fra il giorno di Pasqua ed il lunedì dell'Angelo è inconsistente, quella fra febbraio o gli inizi di marzo o aprile è sicuramente più ampia. Un confronto fra le ipotesi di Haraszti con quelle di altri autori mostra che Bonner si limitò a citare i luoghi e l'anno 1845.Bonner: Les Préludes, p. 99. Mueller, d'altra parte, non menziona alcun luogo. Secondo la sua descrizione, La terre, S9, venne composta in due differenti manoscritti. Solo sui ff. 9–14, Mueller indica "Avril 45" ("aprile 1845"). Les flots venne scritto nello stesso manoscritto della seconda parte de La terre. Comunque, in questo caso Mueller non cita né un luogo né una data.Mueller: "Tasso" Sketchbook, p. 372.

Sui manoscritti di Les astres, S11a e S11b, la situazione delle fonti è ben peggiore. In questo caso, non sono disponibili ne luoghi ne date. Haraszti, in un punto del suo saggio, ha indicato la data del 14 aprile 1845.Haraszti: Genèse des préludes de Liszt, p. 115. Müller-Reuter nel suo Konzertführer, p. 294, scrisse "14.4.48" ("14 aprile 1848"). Si può presumere che volesse dire 14 aprile 1845. In un altro luogo, tuttavia, ha scritto che il pezzo avrebbe forse potuto essere composto nel maggio 1845, dopo che Liszt era tornato a Marsiglia.Haraszti: Genèse des préludes de Liszt, p. 123. La presunzione generale che Les astres vennero composti in quel periodo, è solo un punto di vista, visto che non esistono fonti certe al riguardo.Mueller: "Tasso" Sketchbook, p. 117f.

Si potrebbe ipotizzare che Liszt, quando incontro Autran a Marsiglia la seconda volta, abbia parlato delle opere da lui composte sulle sue poesie. Tuttavia, è solo in una lettera ad Autran del 7 agosto 1852, che Liszt ricorda i quattro testi che Autran gli aveva affidato a Marsiglia. Liszt assicura anche di aver da tempo già terminato la composizione.Haraszti: Genèse des préludes de Liszt, p. 114. In due casi Liszt confuse i titoli. Les aquilons venne scritto Les autans e La terre come Les bois ("il bosco"). Alla luce di questa lettera, fu la prima volta che Autran ricevette informazioni concernenti le sue poesie precedenti. Le stesse poesie vennero pubblicate solo nel 1856.ibid, p. 114, n. 2 e n. 3.

Collaborazione con Raff Inizio della collaborazione Nella sua lettera ad Autran del 7 agosto 1852, Liszt scrisse di aver orchestrato i quattro pezzi per coro. Mentre faceva ciò, ebbe l'idea di comporre un'ouverture piuttosto lunga da anteporre ad essi.ibid, p. 114. Scrivendo questo, Liszt non disse che l'orchestrazione dei brani per coro non era stata fatta da lui stesso, ma da August Conradi. L'ouverture venne orchestrata da Joachim Raff.