La biblioteca comunale "Luciano Scarabelli", o più semplicemente biblioteca Scarabelli, è la storica biblioteca di Caltanissetta fondata nel 1862 e ospitata nei locali dell'ex collegio dei Gesuiti.

La biblioteca, fondata su numerosi lasciti di collezioni di volumi, è intitolata al filologo Luciano Scarabelli il quale operò negli anni con cospicue donazioni che si sommarono ai preziosi volumi requisiti per decreto ai vari ordini religiosi presenti sul territorio prima dell'unità d'Italia.

I personaggi che in epoche e per motivi diversi contribuirono in modo precipuo a rendere preziosa e culturalmente importante la biblioteca furono: il frate priore cappuccino Girolamo Maria al secolo Pietro Guadagno di Caltanissetta, il prefetto Domenico Marco d'Ivrea, il prof. Luciano Scarabelli, piacentino, e il bibliotecario nisseno Calogero Manasia.

La biblioteca comunale vanta un importante patrimonio comprendente 142.166 volumi, riviste e 281 manoscritti (anno 2013). Possiede inoltre una collezione sopravvissuta di opere storiche costituenti il fondo antico, tra cui 11 incunaboli di argomenti filosofici e religiosi del 1476-1496, 2 pergamene e più di mille preziose cinquecentine.

In omaggio all'illuminata generosità dello Scarabelli, si volle dedicare a lui il nome della Biblioteca il 12 maggio 1882..

Storia Dopo l'arrivo di Garibaldi con la spedizione dei Mille in Sicilia fu il prodittatore Antonio Mordini, con il decreto n. 264 del 17 ottobre 1860 che diede inizio alla storia della Biblioteca Comunale a Caltanissetta.

La biblioteca fu istituita successivamente nel 1862 per volontà del Consiglio comunale; che successivamente con la deliberazione consiliare del 12 maggio 1882 n. 38 attribuirà riconoscente il nome della stessa allo studioso piacentino Scarabelli. Successivamente nell'anno 1862 l'avv. Domenico Marco d'Ivrea, primo illuminato prefetto postunitario di Caltanissetta, prese l'iniziativa di lanciare un appello pubblico a tutti gli ordini religiosi, enti pubblici, famiglie patrizie e professionisti, affinché donassero volumi per la costruenda biblioteca comunale di Caltanissetta..

Il servizio al pubblico della biblioteca iniziò nel 1888, grazie a un primo stanziamento da parte del comune e dopo l'attento e necessario lavoro di preparazione effettuato dal bibliotecario e sacerdote Calogero Manasia..

Le confische agli ordini religiosi Il contributo più cospicuo e storicamente più pregevole venne da parte dei disciolti ordini religiosi. Infatti nel 1867, un decreto ministeriale assegna alla città il patrimonio librario degli ordini religiosi, presenti a Caltanissetta; per un totale di oltre 12 367 volumi.

Gli ordini che contribuirono con le proprie opere, sono stati per la gran parte i Frati cappuccini; poi quelli dei Riformati, di San Antonio di Santissima Maria degli Angeli, di San Francesco, dei Benedettini di Santa Flavia, degli Agostiniani scalzi, dei Fatebenefratelli, dei Domenicani e dei Gesuiti. La consegna dei volumi, eccezion fatta per quelli dei Gesuiti, avvenne in data 9 ottobre 1867.

I 1469 volumi dei Gesuiti furono acquisiti dal patrimonio della Biblioteca solo nel 1889, dopo essere stati scoperti casualmente in un sottotetto della chiesa di Sant'Agata al Collegio attigua ai locali della biblioteca. Lì erano stati nascosti, per evitare la confisca, prima della partenza dei gesuiti dalla città. Partenza avvenuta nel 1860, quando il 17 giugno Garibaldi con un editto espulse i Redentoristi e i Gesuiti a causa del loro attivo ruolo nella formazione superiore concessa in esclusiva al Re di Napoli.

I libri dei gesuiti furono consegnati alla città grazie al decreto prodittoriale del 1860, per intercessione dell'allora Ministro della pubblica istruzione Boselli, che conosceva e apprezzava la biblioteca..

Le donazioni di Luciano Scarabelli

La donazione più importante, fatta alla biblioteca nissena, è quella dello studioso Luciano Scarabelli, professore di Estetica all'Università di Bologna, che nel periodo compreso tra il 1862 e il 1875 donò oltre 2.500 volumi alla biblioteca, con vari invii. La biblioteca prende da lui il nome per decisione del Consiglio Comunale del 12 maggio 1882, in segno di riconoscenza per le ripetute e pregevoli donazioni fatte, e per lo spirito democratico e di grande mecenate mostrato verso la comunità della città di Caltanissetta. Tra i libri donati da Luciano Scarabelli a Caltanissetta vanno segnalati i libri, avuti a sua volta in dono, della biblioteca personale del suo maestro Pietro Giordani.

Scrive il Vitellaro.: il filo rosso che unisce il piacentino Luciano Scarabelli ad una sperduta città nel centro della Sicilia, trova risposta nell'opuscolo "Per un fondamento di studi in una città di Sicilia", 1865. Pubblicato in anastatica del 2008.

Dove lo Scarabelli scrive che il suo maestro Pietro Giordani lo salvò dall'ignoranza e lo plasmò come studioso grazie al dono che questi fece lui dei propri libri, a patto che egli una volta letti e studiati li avesse a sua volta donati a:

Le donazioni di privati Nonostante la documentata resistenza del vescovo dell'epoca e di molti enti ecclesiastici, molti diedero sostegno all'iniziativa donando volumi in modo pari al loro prestigio sociale. Tra le più importanti donazioni vanno ricordati i volumi donati da:. Cardinale Dusmet priore dei Benedettini Cassinesi diCatania Liborio Navarra di Castrogiovanni Il principe di Resuttano La principessa di Montevago Nicola Zanichelli editore di Modena Il Barone Chiaramonte e Bordonaro di Palermo insieme a molti altri donatori di ogni parte d'Italia.

Tra le donazioni di cittadini nisseni si ricordano: Il priore dei Benedettini Cassinesi di Caltanissetta Il Barone Lanzirotti Il Barone Di Figlia Il Barone Canalotti Il Barone Camillo Genovese contribuì alla sua morte con la sua biblioteca personale di 693 volumi. Insieme ad altri volumi acquistati da privati con fondi comunali, si aggiunsero i volumi personali del direttore della Biblioteca Calogero Manasia e di Michele Tripisciano scultore nisseno.

Tra le donazioni di più recenti vanno ricordate per importanza quelle di Giovanni Mulè Bertòlo che fu uno storiografo della città, quella del canonico Francesco Pulci, del professor Luigi Sanna, dei medici Di Prima e Macaluso insieme a quelle di altri professionisti nisseni; e infine quella della Banca d'Italia, donazione conseguente alla chiusura della filiale nissena, con ben 1858 volumi.

L'opera di Calogero Manasia Il sacerdote Calogero Manasia di Resuttano operò a Caltanissetta dirigendo la biblioteca Scarabelli dal 1870 al 1905. Nel 1878 fu nominato ufficialmente bibliotecario capo della stessa dall'allora Consiglio comunale. Il suo ruolo per lo sviluppo della stessa biblioteca è riconosciuto come decisivo per aver classificato e organizzato tutti i libri del fondo antico e quelli che man mano negli anni confluivano alla biblioteca. Il servizio di apertura al pubblico della biblioteca ebbe inizio solo nel 1888, preceduto dall'attento lavoro di catalogazione di Calogero Manasia, grazie a un finanziamento comunale.

Prima di lui il sacerdote Vincenzo Polizzi nel 1868 e l'ex gesuita Vincenzo Caprera, per il biennio 1869-70, si erano limitati a incamerare i libri che confluivano alla libreria per la confisca dei beni religiosi, per effetto del decreto ministeriale 9 ottobre 1867.

XX secolo

Patrimonio La biblioteca Scarabelli possiede, a tutto il 2009, un patrimonio di 142.166 volumi, 69 riviste varie, 281 manoscritti diversi, e una collezione di opere storiche che comprende: 1.042 cinquecentine, 11 incunaboli di argomenti filosofici e religiosi del 1476-1496, tra cui un incunabolo attribuito a Giovanni Pico della Mirandola. e infine 2 pergamene..

In data 8 settembre 2010 viene denunciata la scomparsa di un prezioso testo il: "Psalterium diurnum" del XVII secolo classificato fra le cinquecentine, sottratto da ignoti il 3 settembre.

Fondi e sezioni Diversi patrimoni privati sono confluiti nella biblioteca costituendo alcuni Fondi, molti organizzati per argomento, altri importanti storicamente:

Fondo Scarabelli uno dei più importanti per la sua numerosità e ampiezza con oltre 2500 volumi. Fondo Pietro Giordani (Letteratura) testi ceduti dal Giordani al suo allievo Scarabelli, che li donò alla città Nissena. Fondo Mulè Bertòlo Giovanni (Storia Locale) 4000 pubblicazioni varie raccolte il 556 volumi rilegati. Fondo Pulci Francesco (Religione) Fondo Le Moli (Giurisprudenza) 119 volumi di discipline giuridiche. Fondo Sanna Luigi (Varia Umanità) 2618 volumi. Fondo canonico Fondo della Banca d'Italia 1858 volumi.

Sezioni speciali Sezione storia locale Sezione ragazzi Sezione periodici e quotidiani Archivio Rotariano

Fondo antico

L'apporto di oltre 12 000 volumi da parte dei locali conventi religiosi fece sì che la Biblioteca Scarabelli si caratterizzasse sin dalla sua istituzione come una biblioteca storica. I testi di origine religiosa sono stati 12 367, ad oggi è difficile attribuire i singoli libri all'ordine ecclesiastico di provenienza nella creazione del fondo antico, così come fu organizzato dal Bibliotecario Manasia, che per primo pensò e creò una corretta archiviazione dei testi ricevuti dalla biblioteca.

Provenienza:. I libri dei Cappuccini provenivano dal convento di contrada Pigni, fondato nel 1540, poi diventato Nosocomio e nel 1905 l'Ospedale Vittorio Emanuele II. I libri dei Benedettini Cassinesi provenivano dal monastero di Santa Flavia fondato nel 1592. I libri dei Domenicani provenivano dal convento di San Domenico fondato nel XV secolo. I libri dei Carmelitani provenivano dal Convento del Carmine poi diventato Palazzo del Carmine-Municipio fondato nel 1371. I libri dei Francescani conventuali provenivano dal Convento di San Francesco fondato nel 1507. I libri degli Agostiniani Scalzi provenivano dal convento di Santa Maria delle Grazie fondato nel 1623. I libri dei Benedettini Cassinesi provenivano dal Monastero di Santa Flavia e dal Convento di Santa Caterina. Altri libri quelli degli Antoniani di Sant'Agostino (1637) e quelli dei Ordine dei Minori Osservanti di Santa Maria degli Angeli (1507).

I libri dei Cappuccini Di particolare pregio e importanza per la nascente biblioteca Scarabelli fu l'apporto dei libri provenienti dal Convento dei Cappuccini. Il pregio e l'importanza di questi testi, nasce dal fatto che lo stesso convento era sede di noviziato, tanto che richiese nel 1698 la creazione di una biblioteca ad hoc per contenere la mole dei volumi presenti.

Gran parte dell'importanza delle opere presenti nel convento de Cappuccini di Caltanissetta si deve all'azione illuminata del priore Girolamo Maria al secolo Pietro Guadagno. Egli nacque il 10 marzo 1712 e visse per 20 anni a Roma rimanendo molto vicino, per motivi di ufficio, ai papi Clemente XIII e Clemente XIV; cosa questa che gli permise di poter usufruire di lasciti e acquisizioni di libri provenienti da biblioteche private di monaci e prelati deceduti a Roma. Ciò anche grazie alla speciale autorizzazione papale per usare le elemosine raccolte nell'acquisto di libri. Quando morì nel 1786 aveva contribuito a creare la prestigiosa e preziosa biblioteca del convento dei Cappuccini più di ogni altro. La biblioteca, secondo gli storici, era superiore ai 6400 volumi, volumi che poi confluiranno nella Biblioteca Scarabelli. La preziosità della Biblioteca creata è testimoniata dal fatto che Papa Alessandro VII Chigi concesse ai Cappuccini il potere di scomunicare chi avesse danneggiato o rubato i volumi della biblioteca..

Il valore culturale della biblioteca per i laici e religiosi di Caltanissetta superava ogni altra biblioteca del posto, anche rispetto a quella dei Gesuiti che assicuravano a Caltanissetta una formazione di "primo livello" per poi dirottare i discendi verso altre "Scuole maggiori" a Palermo, Catania, Siracusa e Trapani o presso il Seminario diocesano di Girgenti (l'odierna Agrigento).