Unicona gay è una figura storica, una celebrità o un personaggio pubblico contemporaneo che serve come referente (punto di riferimento e di riconoscimento per l'immaginario) in determinati ambiti della comunità lesbica, gay, bisessuale e transgender (LGBT).
Alcune delle principali qualità di un'icona gay includono frequentemente la bellezza (il fascino carico di omoerotismo), l'eleganza e il glamour (sensualità e capacità di seduzione), la forza di fronte alle avversità, una tendenza all'androginia, gesti esagerati - a volte al limite dell'eccentricità - nel modo di proporsi: nel caso si tratti di artisti, quegli interpreti e autori di qualche importante opera che la comunità omosessuale ha assunto come parte integrante della propria cultura.
Queste icone non devono necessariamente essere considerate loro stesse omosessuali; in certi casi la preferenza nei loro confronti può essere un modo velato, da parte dei loro ammiratori, di vivere il proprio orientamento sessuale o identità di genere. Anche se la maggior parte delle icone gay ha dato nel corso del tempo pieno sostegno a favore del movimento di liberazione omosessuale, alcune si sono invece dichiarate in opposizione ad esso.
Le icone storiche sono in genere elevate a tale status a causa del proprio orientamento sessuale il quale rimane ancor oggi argomento di più o meno acceso dibattito tra gli storici. Le icone gay moderne, prevalentemente donne del mondo dello spettacolo, riescono solitamente a generare un largo seguito di fan all'interno della comunità gay nel corso della loro carriera. La maggior parte delle icone gay si divide in due categorie: la figura tragica associata ad una forte personalità, con amori difficili o impossibili che a volte sfociano nel suicidio, o quella della figura di spicco all'interno della cultura pop (stelle della canzone o del cinema).
Introduzione Una gran varietà di personaggi della mitologia greca e della mitologia romana sono da secoli serbatoi di "miti omosessuali" e rappresentazione di omoerotismo, Apollo e Giacinto, Zeus e Ganimede sono solamente due tra le "coppie" esemplari di questi tipo. A metà tra mito e realtà si situano la storia di Achille e Patroclo e quella tra Davide e Gionatan, mentre una coppia storica divenuta leggendaria è quella composta da Alessandro Magno ed Efestione: tutte queste figure hanno fatto da base per la futura creazione moderna del concetto di icona gay. Esempi storici Antinoo
La prima icona gay storica può essere considerata Antinoo, il giovane amante dell'imperatore romano del II secolo Publio Elio Traiano AdrianoBirley, Anthony: Adriano. Barcelona: Península, 2005. ISBN 84-96333-36-1.; la storia tanto passionale quanto drammatica che lo riguarda ha letteralmente affascinato e conquistato artisti di tutte le epoche, fino a venir considerato epitome stessa della bellezza che dovrebbe avere Adone. Il culto della sua immagine, stabilito dall'imperatore dopo la morte per annegamento del bel diciannovenne, sopravvisse e rimase vivo per lungo tempoDalle iscrizioni in onone di Antínoo CIL VI,1851; XIV 3535, e altre.Annika Backe, Antinoos: Geliebter und Gott, Berlin, Staatliche Museen zu Berlin, Stiftung Preußischer Kulturbesitz, 2005. ISBN 3-88609-495-2..
Tutto ciò fino all'epoca moderna e contemporanea; Oscar Wilde, Rainer Maria Rilke e Fernando Pessoa, tra gli altri, ne hanno celebrato il nome e la memoria: la scrittrice francese lesbica Marguerite Yourcenar nelle sue Memorie di Adriano fa raccontare minuziosamente la vicenda dalle stesse labbra dell'imperatore.
Quello di Antinoo rappresenta un caso più unico che raro: l'apoteosi del ragazzo amato da Adriano. L'imperatore fece di tutto per perpetuarne il ricordo nei tempi futuri; con l'erezione di statue e mezzibusti, la sua effigie sulle monete, talismani da portare al collo, una città costruita dal nulla in suo onore (chiamata Antinopoli e fondata nell'Egitto romano nelle immediate vicinanze del luogo ove accadde il tragico incidente che portò all'annegamento del ragazzo), la fondazione di un vero e proprio culto religioso, giochi atletici e artistici annuali sulla falsariga dei giochi olimpici antichi, la sua identificazione con alcune tra le divinità più importanti del modo pagano (Ermes, Dioniso e Osiride): tutto questo come dimostrazione dell'amore d'un uomo di cinquant'anni nei confronti di un adolescente.Vincenzo Patanè, Icone gay nell'arte. Marinai Angeli Dei De Luca, 2023, pag. 48.
Il "caso" Sebastiano
Una delle icone gay storiche più antiche (se considerata in ambito strettamente religioso, è la più antica in assolutoLouis Réau, Iconographie de l'art chrétien, Paris, PUF, 3 vol. en 6 tomes, 1958-59, cité par Karim Ressouni-Demigneux (2003, 417), infra.) è un santo cristiano dei primi secoli morto martirizzato, san Sebastiano, la cui combinazione di fisico forte ed attraente associato al simbolismo fallico dato dalla serie di frecce acuminate da cui le sue carni risultano trafitte fin nel profondo, il tutto immerso in uno sguardo estatico di dolore, ha interessato un numero molto ampio di artisti sia omosessuali che eterosessuali per secoli. Il giovane santo, ex soldato e ora martire, ha dato il via al primo culto iconico esplicitamente a tematica LGBT a partire dagli inizi del XIX secolo.Vincenzo Patanè, Icone gay nell'arte. Marinai Angeli Dei De Luca, 2022, pag. 16-17, 59, 70, 129. Ma il riferimento ad una certa estetica d'impronta omosessuale risale indietro fino all'epoca del Rinascimento, quando lo si inizia a dipingere con sembianze sempre più giovanili, quasi adolescenziali, e di aspetto estremamente gradevole. A quel tempo la cosiddetta moda italianaCf. avec Shakespeare, La Nuit des Rois, vers 1599 et son utilisation du motif de Sebastian. (vedi Rinascimento italiano) afferra l'intera Europa, permettendo inoltre la riscoperta della mitologia greca e della mitologia romana, portando presto il santo cristiano ad esser associato a queste.
È stato detto che gli uomini gay contemporanei hanno veduto immediatamente in Sebastiano una "pubblicità" straordinaria per il desiderio erotico omosessuale, fino a farne anzi un autentico ideale omoerotico, prototipo di ritratto di giovane maschio torturato.
Nella seconda metà del XIX secolo è nel campo della letteratura che spicca maggiormente la figura di Sebastiano: autori omosessuali come Walter Pater, Oscar Wilde, John Addington Symonds, Marcel Proust, Frederick Rolfe e John Gray adottano il personaggio e il carattere del martire, sino a cambiare e trasformarsi nelle loro penne come modello della condizione di paria (escluso dalla società) a cui è destinato "l'invertito".
Anche fotografi omosessuali hanno catturato l'immagine del santo giovinetto sofferente: Fred Holland Day ha prodotto svariati scatti raffiguranti il martirio del santo sotto le spoglie di adolescenti muscolosi, questo nei primi anni del XX secolo tra il 1905 e il 1907.
Per tutto il '900 molti altri scrittori gay e bisessuali descrivono con accuratezza la figura di Sebastiano: il martire svolge un ruolo importante nella vita del poeta spagnolo Federico García LorcaCox, 2012, pag 55-62; più tardi lo troviamo in Tennessee Williams il quale pubblica nel 1958 una poesia in cui il martire è presentato come l'amante dell'imperatore DioclezianoCox, 2012, pag 63. Sempre a causa dello status di icona gay di Sebastiano il drammaturgo statunitense scelse proprio di dare quel nome al personaggio protagonista del suo dramma intitolato Improvvisamente l'estate scorsa (1958).
Il nome del santo viene utilizzato anche da Wilde - si farà difatti chiamare Sebastian Melmoth - quando visse gli ultimi anni di vita in esilio dopo la sua uscita dal carcere. Sebastian Love è infine il nome di uno dei personaggi di Little Britain, giovane e bello e fortemente effeminato, torturato dal suo amore non corrisposto nei confronti del capo del governo britannico.
Ma neppure il pittore spagnolo Salvador Dalí fu capace di sottrarsi al mito di Sebastiano, scrivendone la propria versione estetizzante, questo nel breviario intitolato per l'appunto San Sebastián: nella sua corrispondenza con Garcia Lorca identifica il poeta col santo.
Lo scrittore giapponese Yukio Mishima viene a sua volta affascinato dal ritratto di Sebastiano, così almeno narra in Confessioni di una maschera, quando la vista di un dipinto di Guido Reni che ritrae il santo in agonia estatica fa avere al giovane protagonista adolescente il primo orgasmo della sua vita. L'autore nipponico ne rimane talmente ossessionato da spingerlo nel 1968 a farsi fotografare nudo sotto le spoglie del santoCox, 2012, pag 69-73.
Successivamente la figura di Sebastiano ha continuato ad essere utilizzata dagli artisti gay, ad esempio dalla coppia francese Pierre et Gilles.
Oggi il culto di san Sebastiano rimane forte tra i cattolici gay, che pretendono sia il loro patrono ed intercessore, cosa questa che non è mai stata ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa cattolica; ma il suo ruolo di protettore durante le epidemie di peste dei secoli scorsi lo hanno esteso negli anni ottanta del XX secolo anche a protettore non ufficiale contro l'epidemia di AIDS.
Sebastiane è il film che il regista omosessuale britannico Derek Jarman dedica alla figura del santo.
Tra le donne
Tralasciando l'antica poetessa greca dell'isola di Lesbo, Saffo, due nomi su tutti: la donna guerriera, nonché martire e santa anche lei, Giovanna d'Arco, la "pulzella d'Orleans", femmina che si veste e si comporta come fosse un maschio e che guida l'esercito in battaglia; e Maria AntoniettaAntonia Fraser, Maria Antonietta - La solitudine di una regina, p. 491, Oscar Mondadori, 2004., ultima regina della Francia Ancien Régime e finita decapitata con l'accusa tra l'altro di lesbismo (con le proprie favorite, la principessa di Lamballe e la duchessa di Polignac) e d'incesto (col figlioletto).
Maria Antonietta, ovvero una delle prime icone lesbiche: le voci circa i suoi rapporti intimi con le donne sono stati diffusi inizialmente dagli opuscoli anti-realisti già prima dello scoppio della rivoluzione francese, con dettagliati particolari pornografici. I primi biografi dell'era vittoriana hanno sottolineato ciò come calunnia per screditare la serietà della monarchia, negando pertanto la fondatezza di tali pettegolezzi; nel medesimo tempo però diedero un'aura del tutto romantica alla fraterna amicizia che legò la regina a Maria Teresa Luisa di Savoia-Carignano, principessa di Lamballe: in una biografia del 1858 la si definisce come "uno dei pochi grandi amori che la provvidenza ha unito nella morte". Alla fine del XIX secolo diventa icona cult per le "donne che seguono gli amori di Saffo": anche qui a tutto il resto si aggiunge l'attrazione data dal tragico martirio.
I riferimenti a Maria Antonietta appaiono ancora nel XX secolo, in particolare ne Il pozzo della solitudine (1928) di Radclyffe Hall in cui le due nobili amiche vengono descritte come "povere anime... mortalmente ammalate dal sotterfugio e dalla finzione". Ha stabilito infine anche una certa attenzione ed attrazione all'interno del mondo omosessuale maschile, almeno per quanto riguarda Jean Genet, che era affascinato dalla sua vicenda: il poeta e drammaturgo francese include la scena della decapitazione sotto la lama della ghigliottina nella sua opera teatrale Le serve (1947).
Altre figure femminili della storia ad essere state elevate al ruolo di icona gay, spesso associate con il femminismo d'avanguardia, sono ad esempio Olympe de Gouges, Virginia Woolf e Frida Kahlo.
Ma c'è anche James Dean nel novero delle prime icone per lesbiche, assieme a Marlon Brando: i due attori, con le loro personali presenze carismatiche, hanno influenzato fin dagli anni cinquanta del XX secolo l'aspetto e l'identificazione delle donne appartenenti alla categoria delle butchMaria Pramaggiore, Fishing For Girls: Romancing Lesbians in New Queer Cinema, février 1997, College Literature 24 (1): 59–75..
Esempi moderni