Kfar Giladi (; letteralmente "villaggio di Giladi") è un kibbutz israeliano situato nella valle di Hula, nel Distretto Settentrionale, in prossimità della linea di confine con il Libano. Sotto il profilo amministrativo, la comunità rientra nella giurisdizione del Consiglio regionale di Upper Galilee. Nel 2008 la popolazione locale ammontava a 499 abitanti.
Storia La fondazione del kibbutz è avvenuta nel 1916 per iniziativa dei membri dell'HaShomer, su terreni di proprietà dell'Associazione di colonizzazione ebraica; la località deve la propria denominazione a Israel Giladi, figura tra i fondatori del medesimo movimento di difesa. Sotto il profilo storico, rientra nel patrimonio territoriale della comunità anche il vicino insediamento di Tel Hai: originariamente sorto in modo autonomo, il sito è stato accorpato a Kfar Giladi a seguito dell'attacco arabo sferrato il 1º marzo 1920, scontro bellico nel quale sono rimasti uccisi otto difensori ebrei, tra i quali il leader sionista Iosif Trumpeldor. In epoca contemporanea, nel corso della guerra del Libano del 2006, la struttura è stata colpita da un razzo Katyusha lanciato da Hezbollah; l'esplosione ha causato la morte di 12 militari riservisti dell'esercito israeliano che si trovavano di stanza presso l'insediamento.
Economia L'economia del kibbutz si fonda sull'agricoltura – incentrata sulle coltivazioni di mele, avocadi, litchi, mais, cotone, grano e patate –, sull'allevamento di bovini e pollame e sulle attività di itticoltura. Sotto il profilo dei servizi e della ricettività, la struttura ospita un asilo nido e una struttura alberghiera destinata ai flussi turistici.
Archeologia Mausoleo Yad Ezechia – Giv'at ha-Shoqet Sotto il profilo archeologico, nel 1961 Jacob Kaplan ha condotto una campagna di scavo presso Giv'at ha-Shoqet, un'altura situata a sud-ovest dell'area edificata di Kfar Giladi, portando alla luce un mausoleo strutturato su tre livelli di sepoltura. Il livello superiore, definito Strato I, conteneva un sarcofago vuoto recante l'incisione del nome ebraico Ezechia, elemento che ne attesta l'appartenenza a un individuo di fede ebraica; lo studioso ha ipotizzato che l'intero monumento funebre fosse stato eretto specificamente per ospitare tale sepoltura.
Il livello intermedio, lo Strato II, posizionato al di sotto del pavimento del mausoleo, ospitava sette tombe rettangolari, alcune delle quali caratterizzate da feretri in piombo decorati con bassorilievi mitologici raffiguranti Ercole; uno dei corredi funebri comprendeva un diadema d'oro e un bracciale ornato con pietre semipreziose. Il livello inferiore, lo Strato III, racchiudeva invece un sarcofago in marmo appartenente a un individuo di nome Eracleide. L'analisi dei reperti ha permesso a Kaplan di individuare due distinte fasi di utilizzo del sito: la prima, corrispondente agli Strati I e III, è databile entro l'epoca della dinastia dei Severi (192–235 d.C.) e include le sepolture di Ezechia ed Eracleide; la seconda, coincidente con lo Strato II, comprende le sette tombe rettangolari ed è collocabile in un arco temporale compreso tra il 290 e il 310 d.C.
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