Bitcoin (codice: BTC, simbolo: ₿) è una criptovaluta e un sistema di pagamento decentralizzato basato su tecnologia peer-to-peer e software a codice aperto. Venne ideato nel 2008 da un'entità sconosciuta identificata dallo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, che pubblicò un white paper intitolato Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System. L'implementazione della rete e del software avvenne nel 2009, segnando l'inizio dell'utilizzo effettivo di Bitcoin come valuta digitale.
Per convenzione, il termine Bitcoin con la maiuscola si riferisce alla rete e alla tecnologia sottostante, mentre bitcoin minuscolo indica la valuta in sé. Bitcoin rappresenta una delle prime applicazioni pratiche del concetto di criptovaluta, teorizzato per la prima volta nel 1996 da Wei Dai nella proposta di un sistema chiamato b-money. Uno dei client di Bitcoin, Bitcoin Core, è un software libero che deriva direttamente dal codice scritto da Satoshi Nakamoto per implementare il protocollo di comunicazione e la rete peer-to-peer che ne risulta.
Storia Antefatti Già nel 1980 David Chaum sviluppò eCash, una forma avveniristica di moneta elettronica basata sulla crittografia.
Negli anni 1990, il movimento dei cypherpunk sosteneva che la libertà digitale si costruisse con la tecnologia e non con la politica.. Questo gruppo di attivisti e programmatori riteneva che la privacy fosse un prerequisito fondamentale per una società libera nell’era digitale e promuoveva l’uso della crittografia come strumento fondamentale per garantire la riservatezza individuale nell’era digitale. Secondo i suoi sostenitori, la privacy non doveva essere tutelata da governi o imprese, ma difesa attivamente tramite la scrittura di codice e lo sviluppo di software. I cypherpunk auspicavano una società in cui i dati personali fossero accessibili solo su scelta dell’individuo e ritenevano che la diffusione della crittografia fosse essenziale per preservare la libertà nel XXI secolo, in un contesto di crescente sorveglianza e controllo statale. Queste premesse ideologiche e tecnologiche costituiscono il contesto in cui, anni dopo, emergeranno i progetti di denaro elettronico decentralizzato.
Nel 1992 Hal Finney, tra i primi membri della mailing list dei Cypherpunk, mostrò precoce sensibilità verso le questioni legate alla privacy e al controllo centralizzato, scrivendo:
Secondo la Fondazione per i diritti umani, questa riflessione sintetizza perfettamente l’obiettivo dei Cypherpunk: usare il computer come strumento per liberare e proteggere le persone. Finney contribuì direttamente allo sviluppo di strumenti come PGP e i remailer anonimi.
Nel 1992 i crittografi Cynthia Dwork e Moni Naor introdussero il concetto di “prezzi computazionali”, secondo cui la risoluzione di puzzle matematici poteva avere valore intrinseco.
Nel 1997 Adam Back propose Hashcash, un sistema di proof of work per limitare lo spam. Nel 1998 Wei Dai e Nick Szabo ipotizzarono valute decentralizzate: rispettivamente b‑money e Bit Gold.
Dopo lunga esperienza nel movimento cypherpunk, nel 2004 Hal Finney realizzò RPOW (Reusable Proof‑of‑Work): un primitivo sistema proof of work riutilizzabile basato su Hashcash e secure hardware, precursore diretto di Bitcoin.
Tuttavia, questi approcci non superavano completamente problemi come la centralizzazione, il double spending o l’attacco Sybil.
Grande recessione e avvio del progetto
A seguito della grande recessione, il dominio bitcoin.org fu registrato il 18 agosto 2008. Il 31 ottobre dello stesso anno, Satoshi Nakamoto pubblicò un white paper intitolato Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System su una mailing list di crittografia. L’identità di Nakamoto rimane sconosciuta. Il software Bitcoin fu rilasciato open source nel gennaio 2009.
Il 3 gennaio 2009, Nakamoto minò il primo blocco della blockchain, noto come genesis block, contenente l'enigmatico messaggio: "The Times 03/Jan/2009 Chancellor on brink of second bailout for banks". Il 12 gennaio 2009, Hal Finney ricevette la prima transazione bitcoin della storia: 10 BTC inviati da Nakamoto.
Crescita
Nel 2010, Nakamoto scomparve progressivamente dalla scena, affidando la gestione del codice sorgente a Gavin Andresen, che in seguito divenne sviluppatore principale della Bitcoin Foundation.
Il 22 maggio 2010 si registrò la prima transazione commerciale nota effettuata con bitcoin: lo sviluppatore Laszlo Hanyecz acquistò due pizze da Papa John's pagando 10.000 BTC, un evento poi celebrato ogni anno come il Bitcoin Pizza Day.
In questi anni, Bitcoin venne adottato come unico metodo di pagamento da Silk Road, un mercato online del dark web, generando transazioni per oltre 9 milioni di BTC.
Scontro con gli enti statali Nel 2013, il FinCEN (dipartimento del Tesoro statunitense) classificò i miner come money services businesses, rendendoli soggetti alle leggi antiriciclaggio. Nello stesso anno, le autorità federali sequestrarono l’exchange Mt. Gox e oltre 30.000 BTC collegati a Silk Road. A dicembre, la Banca Popolare Cinese vietò l’uso di Bitcoin da parte delle istituzioni finanziarie, causando un drastico calo del prezzo.
Diffusione globale
Uno studio dell’Università di Cambridge del 2017 stimò tra 2,9 e 5,8 milioni gli utenti attivi di portafogli bitcoin. Nel 2017 fu attivato Segregated Witness (SegWit), un aggiornamento del protocollo volto a migliorare la scalabilità, e fu introdotta la Lightning Network. Nello stesso anno nacque la fork Bitcoin Cash. Il 18 dicembre 2017, il CME Group lanciò il primo contratto future su Bitcoin.
A partire dal 2020, varie società quotate in borsa (tra cui MicroStrategy, Square e Tesla) iniziarono ad acquistare bitcoin come riserva di valore. Nel 2021 tale criptovaluta è stata adottata come moneta a corso legale da parte di El Salvador nel 2021, primo Stato al mondo a compiere tale passo. Nello stesso anno è stato approvato il primo ETF statunitense basato su futures bitcoin, e si è registrata l’attivazione dell’aggiornamento Taproot, che ha introdotto firme Schnorr e miglioramenti per i contratti intelligenti. Un evento significativo nella sua storia è
Nel 2022, Bitcoin è stato utilizzato come metodo di raccolta fondi durante le proteste dei camionisti in Canada, eludendo il blocco dei conti bancari. Nel corso dell’anno, il mercato delle criptovalute ha subito un calo significativo a causa del collasso di vari progetti come TerraUSD e Celsius Network.
Nel 2023, è stato introdotto il supporto agli NFT sulla blockchain di Bitcoin tramite il protocollo Ordinals. Nel gennaio 2024, la SEC statunitense ha approvato i primi ETF spot su Bitcoin, aprendo il mercato agli investitori istituzionali. Nello stesso anno l'Unione europea approva il regolamento MiCA (Markets In Crypto-Assets), la prima regolamentazione del settore.
A novembre 2024, Bitcoin ha superato i dollari di valore, toccando quota il 23 novembre. A marzo 2025, il presidente statunitense Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per la creazione di una riserva strategica in bitcoin.
Nel febbraio 2026, Bitcoin è crollato sotto i dollari, tornando sotto il livello che aveva il giorno della vittoria di Trump, e perdendo il 50% rispetto al suo massimo raggiunto a ottobre del 2025. Il crollo ha generato nuovi dubbi sulla possibilità di utilizzare la criptovaluta come moneta corrente, vista la sua instabilità.
Principi, finalità ed utilizzo Basato su un’ideologia di libero mercato e decentralizzazione, bitcoin è considerata un bene rifugio o un asset per speculazione finanziaria, ed è stato descritto da alcuni studiosi come una potenziale bolla economica. Sebbene la sua struttura decentralizzata elimini la necessità di intermediari come banche e governi, offrendo agli utenti un controllo completo sulla propria ricchezza, la sua natura pseudonima (non completamente anonima) ha suscitato preoccupazioni in merito all’utilizzo per attività illecite, attirando l’attenzione dei regolatori finanziari internazionali e portando diversi paesi a imporne restrizioni o divieti.
Il concetto alla base è quello di self-sovereign money, che significa denaro di proprietà esclusiva dell'individuo (al portatore), senza la possibilità di confisca o svalutazione da parte di entità centrali. In questo sistema, ogni utente è responsabile delle proprie transazioni, agendo come un'entità autonoma all'interno di una rete globale.
Le transazioni senza intermediari sono possibili grazie a un meccanismo di consenso distribuito detto mining, un processo computazionale che valida e registra le transazioni all'interno di una blockchain pubblica e immutabile. Bitcoin è spesso considerato dagli esperti finanziari non come una moneta vera e propria, ma come una riserva di valore altamente volatile. A differenza delle valute fiat tradizionali, non si basa su un'autorità emittente centrale, e il suo valore è determinato esclusivamente dal principio economico della domanda e offerta. Si presenta così come una risposta alle politiche monetarie centralizzate e alle restrizioni imposte dai governi, offrendo un'alternativa che non dipende dal consenso di autorità esterne. Questo modello ha attratto sostenitori che vedono in Bitcoin una forma di libertà economica e un potenziale strumento per contrastare le politiche inflazionistiche, le crisi finanziarie tradizionali e conseguenti effetti socio-economici.
L'adozione di Bitcoin come metodo di pagamento alternativo offre una serie di vantaggi, principalmente legati all'assenza di commissioni bancarie o di pagamento tipiche dei sistemi tradizionali. Bitcoin permette transazioni dirette tra il compratore e il venditore senza la necessità di intermediari finanziari come banche o piattaforme di pagamento, riducendo così i costi di transazione e aumentandone l'efficienza complessiva.
Le transazioni in Bitcoin sono globali e consentono, in particolare agli esercenti, di accettare pagamenti da clienti in qualsiasi parte del mondo senza incorrere in costi aggiuntivi per il cambio valuta o tempi morti per l'elaborazione di pagamenti internazionali. Le transazioni, che avvengono tramite la rete decentralizzata della blockchain, sono anche rapide (a volte più veloci rispetto alle transazioni bancarie tradizionali) e immutabili, riducendo i rischi di frode o chargeback.
In sintesi, fornisce ad individui ed esercenti una maggiore autonomia economica, eliminando il controllo centralizzato da parte delle banche, governi e istituzioni finanziarie tradizionali e riducendo i costi operativi.
Funzionamento
Il funzionamento si basa sulla collaborazione tra migliaia di computer connessi in una rete peer-to-peer, ognuno dei quali agisce come nodo e mantiene una copia indipendente di un registro distribuito pubblico delle transazioni, noto come blockchain, senza la supervisione di un'autorità centrale. Le transazioni sono validate attraverso l'uso della crittografia, rendendo praticamente impossibile per un utente spendere i bitcoin appartenenti a un altro, a patto che le chiavi private restino segrete.