La monetazione di Luceria riguarda le monete emesse a Luceria, città della Daunia (l'odierna Lucera), dopo la deduzione, da parte dei Romani, di una colonia latina.

La città coniò monete nel periodo tra circa il 275 a.C. e la seconda guerra punica.

Nella città furono in seguito coniate monete romane in due periodi: 214-212 a.C.Crawford Roman Republican Coinage, p. 153. e nel 211-208 a.C.Crawford, Roman Republican Coinage, p. 193-190.

Le monete di Luceria fanno parte dell'insieme di quelle emesse da colonie e alleati di Roma nella Apulia antica; dopo la seconda guerra punica Luceria, come la maggior parte dei centri dell'Italia oramai romana, non coniò più monete proprie e adottò la monetazione romana, incentrata sul denario.

Tradizionalmente i numismatici trattano le monete di Luceria come parte della monetazione greca.Eckhel: Doctrina numorum veterum. Le monete romane coniate a Luceria sono invece considerate tra quelle romane.

Buona parte delle monete sono esposte nel Museo di archeologia urbana "Giuseppe Fiorelli" di Lucera.

Numismatica

Esistono alcuni lavori specifici sulle monete di Luceria. Il primo è un testo scritto nel 1846 con il titolo Le monete attribuite alla zecca dell'antica città di Luceria il cui autore è Gennaro Riccio, uno studioso dell'epoca che ha pubblicato diversi altri lavori tra cui un Le monete delle antiche famiglie di Roma, sulle monete della repubblica romana.

Un'altra monografia è stata presentata nel 1906 in Corolla numismatica una serie di saggi numismatici dedicati a Barclay Vincent Head. L'autore è Herbert Appold Grueber, autore di diversi saggi di numismatica.

Nel 1993, in un convegno tenuto a Lucera, dal titolo Lucera antica: l'età preromana e romana, il prof. Aldo Siciliano relazionò su "La monetazione di Luceria". Il suo intervento non è però presente negli Atti del Convegno di studi storici, editi dal Crsec nel 2001.

Esiste anche una breve monografia (quattro pagine) pubblicata da Renzo Riva, nel 1987 in: Memorie dell'Accademia italiana de studi filatelici e numismatici, dal titolo "Sul 'mezzo vittoriato' generalmente attribuito a Luceria."

Catalogazione Nonostante diversi lavori si occupino dell'argomento, questi non sono usati per catalogare le monete.

Per le monete fuse sono usati testi specifici per questa tipologia monetaria: Ernst Haeberlin: Aes Grave (1910, con ristampa anastatica del 1967) e Vecchi: Italian Cast Coinage (2013). Le monete di pertinenza di Luceria in quest'ultimo testo sono numerate da 272 a 288.

Per i bronzi battuti i riferimenti sono il testo "Historia numorum Italy" scritto da un gruppo di autori coordinati da Keith N. Rutter e varie "Sylloge Nummorum Graecorum". Le varie Sylloge e "Historia numorum Italy" sono usati per catalogare anche le monete fuse. Le monete di Historia Numorum Italy pertinenti a questa zecca sono numerate da 668 a 684.

Per le monete coniate dai romani a Luceria sono usati testi sulla monetazione romana repubblicana (Sydenham e Crawford). Nel testo di Crawford i due gruppi di monete romane coniate a Luceria sono catalogate nella serie 43 il primo (pp. 153–154) e nelle serie da 97 a 99 il secondo (pp. 183–190).

Contesto storico

Luceria rivestiva un ruolo di importanza strategica nella Daunia. Passò sotto il controllo dei Romani nel 321 a.C. e nel 314 divenne una colonia latinaLivio, Ab Urbe condita libri, IX..

La monetazione cade in gran parte negli anni che seguono la deduzione della coloniaRutter et al., Historia numorum Italy, pp. 79-80..

Contesto monetario La monetazione di Luceria è collocata nell'ultimo quarto del III secolo a.C.. Si tratta di monete di bronzo fuse, con più serie, e di monete battute in una serie.

Inoltre sono attribuite alla zecca di Luceria alcune monete romane coniate durante la seconda guerra punica

Le monete autonome, presentano una libbra suddivisa in base 10 anziché in base 12. Questa suddivisione è caratteristica di una serie di comunità tutte collocate nella costa adriatica. Oltre a Luceria hanno questa suddivisione alcune comunità dell'Umbria (Ariminum), dei Vestini, del Picenum (Hatria) e della Apulia (Venosa)F. Catalli,Monete dell'Italia antica, p. 98. La suddivisione decimale fu usata anche da Capua durante la seconda guerra punica.

In questo caso le frazioni prendono nomi differenti rispetto a quelli utilizzati nella costa tirrenica, dove la libra è suddivisa in 12 once. Si parla in questo caso di biuncia, teruncia, quadruncia, e quincuncia, cioè dal valore di 2, 3, 4 o 5 onceI nomi delle frazioni della libbra suddivisa in 12 once sono dati da frazioni: semisse (cioè semi asse: 1/2), triente (1/3), quadrante (1/4), sestante (1/16).. La libbra di riferimento è comunque diversa tra le comunità: ca. 379 g a Ariminum, Hatria, o di ca. 341 g in Apulia.

Monete Monetazione fusa - primo periodo

A questo primo periodo sono ascritte alcune monete la cui attribuzione alla zecca di Luceria comunque non è sicura. Si tratta di alcune monete fuse collocate intorno al 280 a.C.Thurlow - Vecchi, Italian Cast Coinage p. 41. - 275 a.C.. Alcune di queste monete sono citate in una monografia sull'aes grave pubblicata sulla Rivista italiana di numismatica nel 1891,Rivista italiana di numismatica, 1891, p. 51..

La prima moneta (HN Italy, 668; Vecchi 333) è un asse fuso dal peso medio di 327 g. Al dritto è raffigurata la testa laureata di Apollo volta a destra e al rovescio un cavallo al galoppo con sopra una grande stella a 16 raggi. La moneta a volte presenta al dritto la legenda C.MODIO CR.F. L. PVLIO L.F.. Il tipo Apollo-cavallo al galoppo è presente in un coevo statere romano-campano e in un bronzo romano datato ca. 235 a.C.Bronzo romano..

Una seconda moneta riportata su Historia Numorum Italy (HN Italy, 669) è un asse che reca al dritto la testa di Apollo e a volte, sulla sinistra l'indicazione del valore (I). Al rovescio è raffigurato un gallo. Spesso è presente il segno di valore. Alcuni esemplari recano la legenda L. SEXTI SEP. BABI, altri M. LAVINIO, altri ancora non recano alcun nome.

Una terza moneta presenta al dritto la testa di Ercole volta a destra e al rovescio una protome equina (Thurlow-Vecchi 272). I motivi dell'attribuzione di questa moneta a Luceria non sono esplicitati. Questa moneta è considerata come appartenente a questa zecca anche da Riccio e GrueberGrueber, Corolla numismatica, p. 116..

I nomi potrebbero indicare sia duumviri di Luceria che i responsabili della zecca.

Monetazione fusa - secondo periodo

Una serie di monete fuse, dalla quincuncia alla semioncia è collocata, da Rutter ed altri, negli anni 225-217 a.C., tra l'inizio della conquista della Gallia cisalpina e la battaglia del Trasimeno che Vecchi anche colloca nel periodo 225-217.

L'asse è suddiviso in 10 once. Il peso teorico dell'asse, basandosi sulla quincuncia sarebbe di ca. 224 g, mentre calcolato sulla semioncia il peso sarebbe di circa 433 g.

Le monete di questa serie sono tutte illustrate, nel suo testo, da Riccio. Molti tipi sono ripetute in una serie di aes grave emessa successivamente con pesi ridotti.

Aes grave, secondo periodoImmagineValoreDrittoRovescioPeso(da Rutter et al.)CatalogazionequincunciaQuattro raggi di ruota.Quattro raggi di ruota; cinque tortelli.90-125 gRiccio, cl. I, 3; HN Italy 670, Haeberlin p. 183; Thurlow - Vecchi 274 quadrunciaFulmine.Clava, quattro tortelli.90-137 gRiccio, cl. I, 4; HN Italy 671, Haeberlin p. 183; Thurlow - Vecchi 275 terunciaStella a sei raggi.Delfino che nuota verso sinistra; sotto tre tortelli.63-118 gRiccio, cl. I, 5; HN Italy 672, Haeberlin p. 183-4; Thurlow - Vecchi 276biunciaConchiglia di capasanta.Astragalo, due tortelli.64-80 gRiccio, cl. I, 6; HN Italy 673, Haeberlin p. 184; Thurlow - Vecchi 277onciaRana.Spiga di cereale, un tortello.26-51 gRiccio, cl. I, 7; HN Italy 674, Haeberlin p. 184-5; Thurlow - Vecchi 278semionciaCrescente.Tirso.13-32 gRiccio, cl. I, 4; HN Italy 671, Haeberlin p. 185-6; Thurlow - Vecchi 275

Monetazione fusa - terzo periodo

Esiste un terzo gruppo di monete, con valori che vanno in questo caso dall'unità (asse o nummus) fino alla semioncia. I tipi sono sostanzialmente gli stessi della serie precedente con l'aggiunta dell'unità, che non è presente nell'altra serie. L'emissione è collocata, da Rutter ed altri, negli anni 217-212 a.C., cioè tra la battaglia del Trasimeno e la conquista di Siracusa ad opera di Marco Claudio Marcello, anche Vecchi la colloca nel periodo intorno al 217-212 a.C., cioè subito prima dell'inizio della seconda guerra punica.

La serie si basa su un asse di 79 g circa. Le differenze sono date oltre al peso ridotto e all'asse, anche dalla presenza al rovescio dell'indicazione di zecca, assente nella serie precedente, tramite la lettera o più raramente L.

Riccio associa a questo gruppo un semisse romano, catalogato come Cr. 43a e datato da Crawford 214-212 a.C.Crawford, Roman Republican Coinage, p. 153-154.

La teruncia di questa serie differisce da quello della serie precedente, oltre che per gli aspetti metrologici, anche perché la stella presente otto raggi anziché sei.

Aes grave, terzo periodoImmagineValoreDrittoRovescioPeso(da Rutter et al.)CatalogazioneasseTesta di Ercole volta a sinistra.Cavallo inalberato dx; in alto stella, sotto .56-92 gRiccio, cl. II, 1; HN Italy 676, Haeberlin p. 187; Thurlow - Vecchi 280

Monetazione battuta

Alla terza monetazione fusa segue una prima monetazione al martello, caratterizzata dalla presenza dell'etnico oVCERI nel rovescio di tutte le monete. I tipi presentano al dritto la testa di una divinità e al rovescio ripropongono temi ripresi da quelli delle monetazioni precedenti. Poiché non è una serie fusa, non è presente in Thurlow - Vecchi né in Haeberlin. Per la semioncia sono presenti due tipi diversi.

Rutter et al. datano queste monete nel periodo 211 - 200 a.C., quindi contemporaneamente alla data della prima emissione del denario (211 a.C.).

Coniazione al martello, emissione autonomaImmagineValoreDrittoRovescioPeso(da Rutter et al.)CatalogazionequincunciaTesta di Minerva con elmo corinzio; sopra cinque tortelli.Ruota a otto raggi; tra i raggi oVCERI.12-18 gRiccio, cl. III, 1; HN Italy 678quadrunciaTesta di Ercole; dietro quattro tortelli.Faretra, clava e arco; in mezzo oVCERI.11-14 gRiccio, cl. III, 2; HN Italy 679terunciaTesta di Nettuno laureato; dietro tre tortelli.Delfino a destra; in alto tridente, sotto oVCERI.8-11 gRiccio, cl. III, 3; HN Italy 680biunciaTesta di Cerere velata e laureata; dietro due tortelli.Conchiglia di capasanta; sotto oVCERI.6-7 gRiccio, cl. III, 4; HN Italy 681onciaTesta laureata di Apollo; sulla spalla arco e faretra; a sinistra un tortello.Rana; intorno oVCERI.2-5 gRiccio, cl. III, 5; HN Italy 682semionciaTeste giugate dei Dioscuri, indossano il pileo.Cavalli dei Dioscuri; in alto oVCERI.ca. 2 gRiccio, cl. III, 6; HN Italy 684semionciaTesta di Diana volta a destra. Ha un crescente come diadema.Crescente; in alto oVCERI.ca. 2 gRiccio, cl. III, 7; HN Italy 683

Monetazione romana - primo periodo

Questa serie è costituita da monete romane coniate da una zecca situata a Luceria. Le monete si distinguono dalle altre coniazioni romane per la presenza della lettera .

La serie è costituita da valori che dall'asse scendono fino alla semioncia

La datazione di questa serie secondo Crawford è nel periodo 214-212 a.C.Crawford, Roman Republican Coinage, p. 43., durante la guerra annibalica.

La serie presenta i tipi caratteristici della monetazione romana repubblicana enea con la prora della nave presente al rovescio di tutti i valori.

L'asse è una moneta fusa. Il semisse ha due varianti: la prima è fusa e l'altra è battuta. Haeberlin elenca per l'asse 9 esemplari e per il semisse fuso 22. Quest'ultima moneta era inserita da Riccio tra quelle della II classeRiccio, Le monete attribuite alla zecca dell'antica città di Luceria, p. 14..

La serie delle monete è catalogata come Crawford 43. I singoli valori sono quindi catalogati come 43/1, 43/2 etc.