Biografia Discendente dalla nobile famiglia Da Ceno, fu figlio di Agostino, capitano al servizio del duca di Mantova Federico Gonzaga e di Barbara Bettoni, entrambi dimoranti a Birbesi, dove Ascanio forse nacque.Pietro Pelati, Birbesi, Quistello, 1978.

Ascanio fu militare, funzionario, poeta e letterato al servizio del duca Guglielmo Gonzaga. Allevato a Mantova, studiò letteratura a Bologna e intraprese la vita militare, combattendo nelle Guerre turco-veneziane agli ordini di Orazio Gonzaga, marchese di Solferino, ove sovraintese alla costruzione del castello dopo il rientro in patria.Antonino Bertolotti, I comuni e le parrocchie della provincia mantovana, Mantova, Tipografia G. Mondovì, 1893, pagg.112

Nel 1562 divenne membro dell'Accademia degli Invaghiti di Mantova col nome di "Candido".Francesco Brigoni, Medole attraverso i tempi, Medole, 1978.

Dal 1576 al 1583 ricoprì la carica di Commissario di Ceresara e fu governatore di Solferino, dove si trasferì agli ordini di Orazio Gonzaga.

A Medole divenne consigliere letterario di Giovanni Battista Cavallara, medico di corte Gonzaga dal 1578, che si occupò anche della salute del poeta Torquato Tasso, liberato a Ferrara dov'era detenuto nel 1586 per intercessione del duca Guglielmo Gonzaga che lo volle presso la sua corte. Il Tasso conobbe Ascanio de' Mori e ne divenne amicoSul rapporto epistolare tra i due, cfr. PITTORRU 1982, pp. 312 segg.. Nel 1583 Ascanio si trasferì a Mantova, sede del Ducato, alla corte dei Gonzaga.

Nel 1585 pubblicò quindici Novelle, tra le quali si ricorda: Giuoco piacevole, Ragionamento in lode delle donne e Alcune rime. Cenni frequenti alle sue Rime e Novelle si trovano nelle Lettere, in particolare in quelle rivolte al Cavallara, al Tasso e ad un altro letterato mantovano, Antonio Beffa Negrini.FACCIOLI 1962, pp. 127, 548 n. 2, 551 n. 96.

Morì a Mantova nel 1591.

A Medole, suo luogo natale, si conserva ancora il Palazzo Ceni, nobile famiglia discendente da Ascanio de' Mori da Ceno e proveniente dal paese di Ceno, ora Cene, in provincia di Bergamo.

Opere Giuoco piacevole, del 1575; Ragionamento, del 1580; Rime, del 1580; Novelle, del 1585; Lettere a diversi padroni et amici suoi, del 1589.

Discendenza Ascanio sposò nel 1569 Settima Olivi, figlia di Luigi commissario dei Gonzaga a Medole, dalla quale ebbe i seguenti figli: Ottavia Augusta Africano Amilcare Agostino Augusto Barbara Ersilia Orazio Sulpizia.

Arma D'argento all'albero di verde, accostato da due teste di moro, affrontate, col capo d'oro, carico di un'aquila di nero, coronata d'oroCASTAGNA - PREDARI 1991, pp. 202-205..

Note

Bibliografia .

Francesco Brigoni, Medole attraverso i tempi, Medole, 1978. Giovanni Battista Casnighi, Raccolta di memorie e documenti risguardanti i tre paesi di Acquanegra, Barbasso e Medole nel Mantovano, 1860. Mario Castagna - Valerio Predari, Stemmario mantovano, vol. I, Montichiari, Zanetti editore, 1991, "Ceni", pp. 202–205. Mantova. Le lettere, vol. II, a cura di Emilio Faccioli, Istituto Carlo d'Arco per la storia di Mantova, 1962, Parte III: Autunno del Rinascimento mantovano, Cap. II: "Ascanio de' Mori", pp. 501–552.

Pietro Pelati, Birbesi, Quistello, 1978. Fabio Pittorru, Torquato Tasso. L'uomo, il poeta, il cortigiano, Milano, Bompiani, 1982. Sergio Russo, Ascanio de' Mori nella Mantova del XVI secolo. Le armi, la corte, la letteratura, Napoli, Dante & Descartes, 2012. .

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