Fu membro del Gruppo dei Sei, assieme a Darius Milhaud, Georges Auric, Arthur Honegger, Louis Durey e Germaine Tailleferre.

Biografia La famiglia I suoi genitori erano l'industriale Emil Poulenc (Aveyron 1855 - 1917) e la borghese Jenny Royer (Parigi, 1865 - 1915).. Il padre fu uno dei fondatori della Poulenc Frères, che sarebbe poi diventata la nota casa farmaceutica Rhône-Poulenc. La famiglia paterna proveniva da Espalion in Alvernia mentre quella materna da Nogent sur Marne... Jenny Royer Poulenc, figlia di un orticoltore e discendente da una modesta famiglia di tappezzieri e operai, era una pianista di talento i cui gusti spaziavano dai grandi classici apprezzati dalla borghesia francese di fine Ottocento (Mozart, Fryderyk Chopin, Schumann, Couperin, Scarlatti ecc.) fino ai grandi operisti francesi e italiani che condivideva soprattutto con uno dei suoi fratelli, l'eclettico zio "Papoum", così com'era stato soprannominato da Francis che da piccolo non riusciva a pronunciare l'esatta parola per "padrino" (parrain); zio Papoum fu una persona fondamentale nella crescita del piccolo Francis, che lo vedeva come ultimo esponente della borghesia ottocentesca, abituale frequentatore di teatri e caffè, pittore nello stile di Toulouse-Lautrec e uomo di mondo... In seguito Poulenc racconterà che da bambino era incantato dal modo in cui la madre suonava Mozart, Fryderyk Chopin, Schubert e Schumann.

L'infanzia Poulenc nacque il 7 gennaio 1899 in Place des Saussaies 2, a Parigi. Fu precocemente attratto dalla musica, tanto da comporre a sette anni i primi piccoli pezzi, avviato allo studio del pianoforte dalla madre (a partire dal 1904). A otto anni cominciò a studiare pianoforte con un'insegnante professionista, Mademoiselle Boutet de Monvel, una nipote di César Franck.. Un'amica di famiglia propose a Francis di entrare nella Schola cantorum di Vincent d'Indy, proposta che venne rifiutata dalla madre, che poco apprezzava il rigido accademismo della scuola di d'Indy. A quell'età ebbe l'occasione di ascoltare per la prima volta le Danses sacrée et profane di Debussy che gli rimasero impresse nella mente per via delle strane sonorità cui egli non era abituato. Provò a lungo a eseguire al pianoforte i brani di Debussy, senza riuscirci fino all'età di 14 anni. Ciò che invece riuscì a suonare furono alcuni dei brani della Winterreise di Schubert ascoltati nel 1910 in un negozio di musica. Nel 1914, all'età di 15 anni, entrò al Liceo Condorcet, allora come oggi uno dei più prestigiosi di tutta Parigi.

La gioventù Nel 1914 Geneviève Sinkiewicz, amica della madre di Poulenc, presentò il giovane al pianista Ricardo Viñes, all'epoca uno dei più importanti esponenti del pianismo francese. La Sinkiewicz fu una grande mecenate di musica e arti: nel suo appartamento (che in seguito fu acquistato da Iannis Xenakis) teneva ogni domenica concerti ed esposizioni.. Fra il 1914 e il 1917 studiò dunque privatamente pianoforte con Viñes; riguardo al suo maestro Poulenc dichiarò:

Il rapporto che legò i due non fu solamente quello di maestro-allievo, ma si instaurò una reciproca relazione di stima e affetto. All'inizio infatti Poulenc avrebbe ricevuto solo mezz'ora di lezione a settimana, ma in seguito la mezz'ora diventò un'ora e poi due a settimana, fino a che i due presero a frequentarsi anche oltre gli orari di lezione. Alla prima lezione Poulenc suonò brani di Schumann e di Debussy.. Attraverso Viñes conobbe parte del mondo musicale dell'epoca fra cui gli amici del suo maestro Erik Satie e Claude Debussy; i suoi allievi Georges Auric e Marcelle Meyer e diverse altre personalità di spicco del mondo musicale. Nel 1917 Poulenc chiese al suo maestro una lettera di raccomandazione per poter entrare in contatto con Maurice Ravel.. Disgraziatamente, poco dopo il suo arrivo a Parigi, perse la madre Jenny nel 1915 e il padre nel 1917. In questo stesso anno andò ad abitare con la sorella maggiore Jeanne e con il cognato. Grazie alla sua amica d'infanzia Raymonde Linossier, Poulenc entrò nei circoli culturali di Parigi. In questo periodo, dunque, cominciò a frequentare gli intellettuali più importanti presso la libreria di Adrienne Monnier ("La Maison des Amis des Livres" ossia "La casa degli amici dei libri" in Rue de l'Odéon n°7): conosce Aragon, Paul Éluard, André Breton, Apollinaire. Frequentò anche Montparnasse e il locale La gaya, fondato proprio nel 1917, che diventerà il quartier generale del Gruppo dei Sei. L'11 dicembre di quell'anno, infine, si ebbe la prima esecuzione pubblica di un suo brano: si tratta della Rapsodie nègre, sua prima composizione, dedicata a Satie, per baritono e ensemble strumentale flauto, clarinetto, quartetto d'archi e pianoforte.

A 18 anni, rimasto orfano, ma ormai quasi adulto, tentò di iscriversi al Conservatorio di Parigi, ma sia a causa dei gravi lutti familiari succitati, sia per l'opposizione di una certa élite musicale parigina, non vi entrò mai. Era visto infatti essenzialmente come un esponente di quei musicisti anticonformisti e "irragionevoli" legati ad Erik Satie e alle avanguardie culturali dell'epoca. Ricorda lo stesso Poulenc che quando si presentò dall'insegnante di composizione Paul Vidal, questi gli oppose un secco rifiuto:

Allo scoppio della prima guerra mondiale, Poulenc era ancora troppo giovane per essere chiamato alle armi. Venne arruolato nel gennaio 1918 nel 63º reggimento di artiglieria contraerea di stanza presso Vincennes, dove rimase fino al luglio dello stesso anno. Ad ottobre venne inviato vicino Chalons sur Marne e in seguito assegnato ad un incarico impiegatizio presso il Ministero dell'aviazione a Parigi. Prima di venire smobilitato, nell'ottobre 1921, passò diversi giorni in carcere per aver prolungato senza permesso la libera uscita concessa dall'esercito.. Non smise comunque di scrivere e, già nel 1918, vennero pubblicate dall'editore Chester di Londra le sue prime composizioni, grazie all'aiuto dell'amico Igor' Fëdorovič Stravinskij.. Durante la sua permanenza nell'esercito scrisse diverse opere poi andate perse o distrutte: una Sonata per violino e pianoforte (non l'omonima del 1942), una Sonata per violino, violoncello e pianoforte e un preludio per sole percussioni intitolato Les Jongleurs (I giocolieri)..

Al 13 settembre 1918 data l'inizio ufficiale della duratura collaborazione fra Cocteau e Poulenc, invero amici da tempo: il poeta inviò al compositore la poesia Toreador, poi musicata per pianoforte e voce.; di poco successivo è un altro grande successo dei due, il ciclo Cocardes (per canto e ensemble strumentale, Théâtre des Champs-Élysées, 1920).

Nella primavera del 1919 scrisse una delle sue tuttora più conosciute composizioni, Le Bestiaire su testi di Apollinaire, eseguita per la prima volta nel giugno di quell'anno, in una serata di beneficenza per la vedova del poeta, recentemente scomparso a causa dell'influenza spagnola..

Questi primi anni del giovane Poulenc furono caratterizzati da un intenso lavoro su composizioni da camera: fra i primi lavori ci furono i Mouvements perpetuels (première durante la serata per Apollinaire), le Trois pastorales (1918), la Suite in Do (1920) e lImpromptus (1920), tutti per pianoforte, oltre alla Sonata per due clarinetti (1918) elogiata da Stravinskij. e Bartók..

Il Gruppo dei Sei L'inizio delle attività con il Gruppo dei Sei non è segnata da una data precisa: Poulenc frequentava da diverso tempo questi giovani compositori, insieme a molti intellettuali (Jean Cocteau sopra tutti, ma anche Picasso, Modigliani, Paul Claudel, Paul Valéry ecc.) e musicisti (Marcelle Meyer, Jean Wiener ecc.) parigini. Insieme agli altri 5 componenti, Poulenc scrisse prima dei brani per pianoforte inseriti nellAlbum des six e poi tre movimenti per il balletto Les Mariés de la Tour Eiffel (1921). Questo fu l'ultimo lavoro collettivo dei Sei, ma non segnò la fine della grande amicizia che fino alla morte legò questi compositori. Poulenc infatti, fin dall'epoca delle lezioni con Viñes aveva stretto un'intensa amicizia sia con Auric che con Darius Milhaud. Dagli amici era spesso chiamato con il soprannome di Poupoul, come testimoniano le lettere a lui indirizzate..

In questo periodo sperimentò la prima delle sue crisi compositive: dopo un'accoglienza non pienamente favorevole ai suoi brani contenuti in Les Mariés de la Tour Eiffel cominciò a studiare attentamente i lavori di Stravinskij, che aveva appena scritto Renard. I lavori orchestrali di Poulenc non riuscivano ad avere l'effetto che il compositore desiderava. In ogni caso, i movimenti per il balletto al momento erano le sue uniche composizioni per grande orchestra, oltre ad un ouverture per un dramma di Cocteau. Nello stesso 1921 si dedicò per la prima volta al teatro scrivendo un atto unico su testo di Raymond Radiguet e Cocteau, intitolato Le gendarme incompris, per tre cantanti e piccolo ensemble da camera..

Dopo l'esperienza del balletto scritto insieme ai Sei, Poulenc, a partire dal 1921 cominciò a studiare composizione con Charles Koechlin, non avendo potuto approfittare degli insegnamenti di Paul Vidal e del grande Maurice Ravel. Con Koechlin, di cui frequentò le lezioni fino al 1924, raffinò la sua tecnica compositiva soprattutto attraverso lo studio delle opere di Johann Sebastian Bach

Nel 1922 tornò alla musica da camera, scrivendo Quatre Poèmes de Max Jacob (per baritono e pianoforte), la Sonata per clarinetto e fagotto, e la Sonata per corno, tromba e trombone. In questo stesso anno incontrò il giovanissimo Henri Sauguet e, insieme a Milhaud, conobbe Alban Berg, Arnold Schönberg e Anton Webern a Vienna, grazie all'intercessione della vedova di Mahler..

Il successo Un periodo di grande tristezza per Poulenc e tutti gli amici del Gruppo dei Sei fu causato dalla precoce scomparsa di Raymond Radiguet, compagno di Cocteau, morto all'età di 20 anni nel 1923. Ciononostante, Poulenc, alla fine dello stesso anno, portò a termine la composizione del suo primo balletto, Les Biches commissionato da Sergej Djagilev per i suoi Balletti russi, che ottenne un enorme successo alla sua prima esecuzione a Montecarlo, il 6 gennaio 1924. Dalla testimonianza dello stesso Poulenc si viene a sapere che

Da lì in poi la sua vita fu un continuum di successi, che lo porteranno a scrivere prima il Concert champêtre per clavicembalo e orchestra (1928), dedicato alla leggendaria Wanda Landowska e poi il Concerto per due pianoforti e orchestra, eseguito per la prima volta insieme all'amico Jacques Février a Venezia nel 1932, accompagnati dall'orchestra del Teatro alla Scala. Entrambi questi ultimi concerti furono commissionati dalla principessa de Polignac, sua strettissima amica e protettrice. Attraverso di lei conoscerà Manuel de Falla, con il quale avverrà un lungo e proficuo scambio musicale e artistico. Gli anni '30 furono per Poulenc di grande successo: nel 1933 compose il Sestetto e nel 1935 cominciò ad eseguire lui stesso le proprie composizioni. In quello stesso anno conobbe Pierre Bernac, il baritono per il quale compose circa 90 canzoni (ad es. Cinq Poèmes de Paul Éluard ecc.) e con il quale eseguì concerti in tutto il mondo.

La musica sacra

La perdita di alcuni amici intimi e un pellegrinaggio alla Madonna Nera di Rocamadour nel 1936, lo portarono a riscoprire la fede cattolica, in conseguenza della quale il suo stile compositivo si trasformò notevolmente, soprattutto per quanto riguarda l'elaborazione della musica sacra. Il rapporto con la morte fu molto complesso per Poulenc, amante della buona vita e della spensieratezza. La dipartita di Raymond Radiguet nel 1923 lo sconvolse così tanto che per due giorni non riuscì a fare nulla.. Dopo Radiguet, nel 1930, la perdita di Raymonde Linossier, l'unica donna con la quale avrebbe voluto sposarsi, fu per Poulenc veramente terribile.