Corcumello (Corcumejo in dialetto marsicano.) è una frazione di circa 240 abitanti del comune di Capistrello (AQ), in Abruzzo.

Geografia fisica Territorio Il paese della Marsica, situato a dell'Appennino abruzzese alle pendici del monte Girifalco ( ), domina dall'alto il settore occidentale dei piani Palentini attraversato dal fiume Imele. Sul versante opposto della montagna, oltre il sentiero via Piana, la forca di Girifalco e la cresta del monte Arunzo, sono situati i paesi limitrofi di Castellafiume e Pagliara in valle di Nerfa, area di passaggio tra la valle Roveto e Tagliacozzo.

Dista circa sei chilometri dal capoluogo comunale.

Origini del nome

Sull'origine del toponimo Corcumello non vi sono certezze. Tuttavia, stando a una ipotesi, deriverebbe dal primordiale nome di Corcinella, centro sottoposto al possesso di un milite del normanno Roberto (detto Roberto da Corcinella) che in quel periodo controllò una parte dei piani Palentini e alcune aree limitrofe della Marsica. Tale nome fu in uso fino alla fine del Duecento. Fantasiosa fu descritta da Muzio Febonio in Historiae Marsorum l'ipotesi di Paolo Marso che derivò il nome da un castello che Marsia edificò a Corico in Cilicia.

Delle supposizioni legherebbero il poleonimo al termine tardo latino cuccuma, ovvero vaso di rame o terracotta, dal quale si sarebbe evoluto in Curcumellum, oppure a Cor Himellae dal nome latino del fiume Imele, il flumen Himellae citato da Virgilio nel libro VII dellEneide.

Storia Origini Il colle di Corcumello risulta insediato già in epoca preromana e romana. Ocres e vici furono edificati anche nei territori contigui di Collalto, in particolare nelle località di Rotella di Collalto e Rotella della Macchietta, Grottelle e colle San Pietro..

Fin dall'antichità il colle veniva raggiunto dal Fucino, attraverso i sentieri che si congiungevano da più versanti alla via dei Marsi, svalicando il monte Salviano e oltrepassando i piani Palentini. Salendo sul monte Girifalco, oltre l'omonimo valico e la valle di Nerfa, ci si spingeva verso le località laziali e, lungo l'antica via Tiburtina Valeria, fino alla città di Roma.

Ville ed edifici furono realizzati in epoca imperiale alle pendici del monte Girifalco e nel sottostante piano palentino.. L'area posta al confine dei territori equi con quelli dei Marsi fu, in epoca romana, inclusa nellager publicus della città antica di Alba Fucens.

Medioevo La sovrapposizione medievale del nucleo abitato, denominato originariamente Corcinella, risale all'epoca franco-longobarda della contea dei Marsi, tra il X e l'XI secolo. Il castello-recinto venne edificato in seguito, a cominciare dal XII secolo, intorno alla preesistente torre cintata. Il nucleo fortificato alla fine del Duecento prese stabilmente il nome di Corcumello. Tra il XII e il XIII secolo il paese acquisì maggiore grandezza e importanza per volontà della nobile famiglia De Ponte (De Pontibus), signori della contea di Carsoli e di Tagliacozzo

Ben cinque chiese e i resti di un'abbazia benedettina fanno intuire il ruolo di primo piano che Corcumello ebbe in ambito ecclesiastico. Il centro storico, incluso in una recinzione a pianta triangolare costituita da case-mura, è impreziosito dalla chiesa di San Nicola, dal palazzo-castello appartenuto alle nobili famiglie De Ponte., Vetoli e Marimpietri, dalle quattro porte (porta Piè la Piaggia, porta San Pietro, porta Castello e porta Cancello) di cui rimane ben visibile porta Cancello, e dalle quattro torri semicircolari quattrocentesche. Queste ultime furono edificate con lo scopo di ottemperare al meglio alle funzioni difensive del nucleo abitato rinascimentale, in un tempo in cui le prime armi da fuoco, le bombarde e le colubrine, rendevano inservibili e quindi militarmente poco efficaci le preesistenti torri a base quadrata o di forma pentagonale.

Il 23 agosto 1268 i piani Palentini furono teatro della famosa battaglia di Tagliacozzo tra Corradino di Svevia e Carlo I d'Angiò che, combattuta a ridosso del monte Velino e dei colli di Albe e Scurcola, segnò la caduta definitiva degli svevi dal trono imperiale e da quello del Regno di Sicilia a favore degli angioini. Da questo momento il feudo fu sottoposto al controllo dell'abbazia di Santa Maria della Vittoria di Scurcola e il paese si sviluppò sul colle più prossimo al piano palentino..

Età moderna e contemporanea

Nel corso del XV secolo fu potenziato il sistema degli antichi bracci tratturali della transumanza per favorire l'economia locale legata all'allevamento. Il paese ha seguito le vicende storiche della contea e del ducato di Tagliacozzo risultando un feudo degli Orsini, per un breve periodo dei Caldora, infine per lungo tempo dei Colonna. In seguito all'abolizione del feudalesimo dei primi anni dell'Ottocento mantenne una certa autonomia amministrativa unitamente a Villa San Sebastiano; fu aggregato nel 1811 al comune di Tagliacozzo e dal 1857 a quello di Capistrello.

Il territorio, collocato al confine del Regno delle Due Sicilie con lo Stato Pontificio, fu interessato dal brigantaggio prima e dopo l'unità d'Italia e fino alla presa di Roma del 1870. In particolare i conti Vetoli subirono pesanti minacce da parte della banda del brigante Antonio Gasbarrone che imperversò in tutto il comprensorioGuido Jetti, Cronache della Marsica (1799-1915), Napoli, Luigi Regina editore, 1978..

Il terremoto di Rosciolo del 1904 e, soprattutto, quello della Marsica del 1915 causarono danni a chiese e torrioni ma non in modo irreparabile, tanto che il patrimonio architettonico del paese antico appare ben mantenuto, al contrario di altri nuclei urbani più vicini alle aree epicentrali.

Durante la seconda guerra mondiale alcuni cittadini collaborarono con la brigata partigiana "Patrioti della Marsica" (banda Marsica) di stanza in un'ala del castello Piccolomini nel paese rovetano di Morrea e con il locale CLN, costituito in seguito all'armistizio di Cassibile. Nell'eccidio delle Fosse Ardeatine fu trucidato il giovane antifascista Vittorio Marimpietri, discendente dei baroni di Corcumello, cresciuto in paese prima di trasferirsi da adolescente a Roma per gli studi. I bombardamenti dei nazisti in ritirata dalla linea Gustav danneggiarono in particolare la chiesa di Sant'Antonio e il ponte sul canale che raccoglie le acque del torrente Ràfia..

Dopo la forte emigrazione del XX secolo, soprattutto verso il Sud America, gli Stati Uniti d'America e il Canada, restano nella prima metà del Duemila circa 240 abitanti degli oltre residenti del secolo precedentePietro Piccirilli, Attraverso la Marsica. Note di storia e d'arte, in "L'Abruzzo letterario", anno II, n. 6, 16 marzo 1908..

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Chiesa di San Nicola L'originaria chiesa castrale, edificata all'inizio del XII secolo, risulta citata nella bolla del 1188 di Papa Clemente IIISancti Nicolai è la chiesa citata unitamente alle parrocchie di Sancti Joannis e Sancti Angeli in Cripta e ad altre antiche chiese come Sancti Petri, Sanctae Anatoliae, Sanctae Mariae e Sanctae Mariae in Monte. Cfr. . L'edificio di culto, dedicato a san Nicola di Bari, fu ingrandito e arricchito nel corso del Cinquecento acquisendo il titolo di parrocchia dalla vicina chiesa di San Giovanni, di cui restano poche tracce. Ampiamente rimaneggiato dai conti Vetoli, presenta diversi elementi quattrocenteschi e del tardo barocco. Anton Ludovico Antinori collocò l'ambone all'anno 1267, attribuendo l'opera all'artista Stefano de MoscinoAA.VV., Abruzzo e Molise, Touring Club Italiano, Touring, Milano, 2005, p. 239.. Proveniente dalla vicina chiesa e monastero duecentesco di san Pietro, fu smontato e riassemblato. L'organo a canne della scuola degli organari della famiglia Fedeli è del XVIII secolo; fu restaurato nel 1988 con la consulenza di Oscar Mischiati. Una porzione del portone in sambuco, simile a quello di Santa Maria in Cellis di Carsoli, è datato 1132. Il portale cinquecentesco è protetto da un piccolo portico impreziosito da quattro colonne e tre arcate a preannunciare la struttura a volte.. La parrocchia della diocesi di Avezzano è intitolata "San Pietro in San Nicola di Bari".

Chiesa di San Lorenzo La chiesa extra moenia, dedicata a san Lorenzo, fu edificata dalla famiglia Vetoli nella prima metà del Cinquecento. A base rettangolare presenta un'unica navata. La facciata è impreziosita dal portale in pietra in stile rinascimentale. In passato era dotata di un piccolo campanile a vela. Internamente sono presenti decorazioni e affreschi cinquecenteschi. Nel 2014 la chiesa è stata oggetto di lavori di consolidamento e di restauro. Non distante si trova la tenuta-dépendance dei De Ponte-Vetoli con l'architrave seicentesco e la cisterna con volta a cupola. Chiesa di Sant'Antonio Edificio di culto dedicato a sant'Antonio abate con annesso ospedale-ricovero risalente al XVI secolo. La chiesa a base rettangolare, è collocata oltre la porta di Piè la Piaggia. Fu gravemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale dai bombardamenti dei nazisti. L'architrave del portale principale in pietra presenta uno stemma di san Bernardino da Siena, mentre nella lunetta un'iscrizione latina sarebbe riferita all'ordine religioso cavalleresco costantiniano. Internamente è presente una scultura in terracotta della Madonna col Bambino che richiama lo stile del maestro Silvestro dell'Aquila. Una targa collocata nel 1988 all'esterno della chiesa ricorda le missioni vincenziane. Chiesa di Santa Maria del Monte Piccola chiesa di montagna situata a circa su un colle del monte Arezzo, tra gli abitati di Corcumello, Capistrello e Castellafiume, lungo le antiche vie di collegamento tra l'area marsicana, i santuari di Vallepietra e Subiaco e la città di Roma, attraverso i sentieri appenninici e l'originario tracciato della via Tiburtina Valeria. Durante il Medioevo la chiesa, risalente all'XI secolo, dipese dalla prepositura cassinese di Santa Maria delle Grazie in Luco e dall'abbazia di Farfa. L'edificio primordiale dedicato alla Madonna, di cui restano visibili alcune tracce, era più grande della chiesa contemporanea riedificata nel corso del XX secoloMario Di Domenico, note introduttive di Vittoriano Esposito e Armando D'Alto, L'eremo di Santa Maria del Monte, Comitato Studi Palentini, Capistrello, 2004.. Chiesa e monastero di San Pietro Restano poche tracce del complesso benedettino dedicato a san Pietro. Collocato e sovrapposto su un tempio preesistente dell'omonimo colle, risultò nel Duecento in tenimento ai monaci benedettini di Santa Maria in Cese. Descritto da Ignazio Carlo Gavini in Storia dell'architettura in Abruzzo, si caratterizzava per il portale in pietra, le tre navate e l'ambone duecentesco di scuola romano-marsicana, poi collocato nell'edificio di culto del centro storico dedicato a san Nicola. La chiesa fu parrocchia autonoma fino al 1880. Il complesso, dopo essere stato danneggiato dal terremoto del 1915, venne abbattuto e al suo posto fu realizzato il nuovo cimitero. Cappella di Sant'Anatolia, presso l'ostello "Torre antica" del castello-palazzo De Ponte-Vetoli. Chiesetta della Madonna della Neve, detta anche "chiesetta di Santa Maria dell'Oriente" o "cappella della Cona", collocata nei pressi del valico del monte Girifalco, tra Pagliara e Corcumello.. Tracce della chiesa scomparsa di Sant'Anatolia in località Chiusa. Chiesa dismessa di San Giovanni e chiesa scomparsa di Sant'Angelo in Grottelle, situata in località Grottelle (Sancti Angeli in Cripta); entrambe nel Medioevo furono elevate a chiese parrocchiali.

Architetture civili

Casa con bifora Edificio quattrocentesco che ospitò la casa comunale. Si distingue per le finestre con i capitelli e le bifore e una porta con l'arco a sesto acuto. La torretta dell'orologio, innalzata agli inizi del Novecento, fu danneggiata dal terremoto del 1915 e venne restaurata e adeguata venti anni dopo.