Nel febbraio 1878 fu promosso tenente generale e posto al comando delle truppe britanniche in Sudafrica, dove affiancò Sir Henry Bartle Frere in una politica di aggressione contro il Regno Zulu. Dopo aver dato al Re Cetshwayo un inaccettabile ultimatum, nel gennaio 1879 comandò il corpo di spedizione inglese nell'invasione del territorio zulù. L'armata di Cetshwayo, sfruttando le tattiche già sviluppate durante il regno di Re Skaha, riuscì a sconfiggere gli inglesi sul campo aperto di Isandlwana, subendo però subito dopo una battuta d'arresto a Rorke's Drift.

Nonostante la vittoria ottenuta a Nyezane (22 gennaio), le sue truppe furono nuovamente sconfitte a Hlobane (27 marzo), ma due giorni dopo a Khambula ottenne la sua prima, vera vittoria, quando gli assalti degli impì zulù si infransero contro le barricate erette dai britannici, che poi contrattaccarono con l'impiego di 600 cavalleggeri. Quel giorno perirono 3.000 tra i migliori guerrieri zulù, il cui popolo subì un durissimo colpo nel morale. Nonostante la nuova vittoria di Gingindlovu (2 aprile), dovette abbandonare i territori conquistati e rientrare alle basi di partenza per riorganizzare la forza d'invasione. L'attacco riprese alla fine del mese di giugno, e il 1 luglio, davanti a Ulundi, riportò la decisiva vittoria che causò la perdita di quattromila guerrieri zulù e la successiva cattura del re Cetshwayo il quale quel giorno ebbe a dire: «Un assegai è stato piantato nel ventre della Nazione. Non ci sono lacrime sufficienti per piangere i morti».

Biografia

Nacque a Derby il 31 maggio 1827,. figlio di Frederic Thesinger, I barone Chelmsford, Lord cancelliere; membro del parlamento per la fazione Tory, appartenente ad una borghesia di recente nobiltà, di tradizioni molti radicate nell'esercito e nella politica. Fu educato ad Eton, tradizionale fucina dell'élite nazionale. Deciso ad intraprendere la carriera militare fin da ragazzo, cercò con insuccesso di farsi ammettere come ufficiale nel Reggimento dei Granatieri della Guardia. Fu invece arruolato nella "Rifle Brigade", dove ottenne il grado di sottotenente il 31 dicembre 1844,. e con la quale prestò servizio ad Halifax, in Nuova Scozia. Nel 1845 fu finalmente ammesso nei Granatieri della Guardia con il grado di tenente; nel 1850, promosso capitano, divenne aiutante di campo di Conte di Eglinton, Lord luogotenente d'Irlanda, e poi del comandante in capo delle truppe inglesi di stanza in Irlanda, Sir Edward Blakeney dal 1853 al 1854.

Dal maggio 1855 partecipò alla Guerra di Crimea. servendo dapprima come comandante di battaglione e poi come aiutante di campo del generale Markham, comandante della 2ª Divisione, e poi dal novembre dello stesso anno come ufficiale di stato maggiore; menzionato nel bollettino di guerra, fu insignito dell'Ordine di Mejīdiyye, e delle medaglie turca, britannica e piemontese della guerra di Crimea. Ottenne il brevetto di maggiore, prestando servizio come assistente dell'aiutante generale sino al giugno 1856. Nell'agosto 1857 divenne tenente colonnello, e a partire dall'aprile 1858, in forza al 95º Reggimento "Derbyshire",Entrando a far parte anche della milizia indiana di stanza a Bombay. partecipò alla repressione del cosiddetto "Grande Ammutinamento" scoppiato nelle file dei reparti anglo-indiani. Distintosi nello scontro di Koondrye, divenne vice aiutante generale delle truppe britanniche in India, carica che mantenne per circa un anno e mezzo. Fu promosso colonnello il 30 aprile 1863.

Nel 1867-1868 partecipò alla spedizione guidata dal generale Sir Robert Napier in Abissinia, conclusasi con la disfatta e la morte del Negus Teodoro II. La sua conoscenza della macchina militare britannica era eccellente, e durante la campagna di Napier il suo coordinamento logistico si rivelò decisivo per la buona riuscita della spedizione. Napier disponeva di un'armata di circa 13.000 uomini, ma dotati di moderni fucili a ripetizione, artiglieria da montagna, lanciarazzi e del più imponente sistema logistico mai visto in terra d'Africa.Esso disponeva di 44 elefanti, 2.358 cavalli, 17.673 muli, 5.735 cammelli, 1.759 asini e 7.071 buoi, oltre a decine di migliaia di muli e cammelli acquistai sul luogo, e 40.000 portatori etiopi. In seguito al successo della Campagna etiope venne creato Cavaliere dell'Ordine del Bagno e divenne aiutante di campo della regina Vittoria nel 1868. Nel 1869 fu promosso Aiutante generale dell'India Orientale, detenendo questa carica fino al 1874. In quell'anno tornò in Inghilterra, prima presso il War Office, e poi assumendo il comando di una Brigata ad Aldershot (dicembre 1876). Venne promosso maggior generale all'età di 49 anni, il 15 marzo 1877. Coronò la sua carriera nel febbraio 1878, quando fu promosso tenente generale e posto al comando delle truppe britanniche in Sudafrica, con Quartier generale a Pietermaritzburg;. inoltre il 5 ottobre 1878 successe al padre come barone Chelmsford.All'epoca Chelmsford non era considerato tra i giovani generali in ascesa del British Army, come Garnet Wolseley o "Bobs" Frederick Roberts, ne un generale coloniale come Charles George Gordon "il cinese". Chelmsford era considerato un uomo alla mano, dalla figura elegante, con una reputazione di perfetto gentiluomo inglese, rimasta intatta anche quando gli ambienti in cui si muoveva, fossero lo Stato Maggiore o il veld africano, rendevano di troppo le buone maniere..

L'arrivo in Colonia

Appena arrivato in colonia assunse il comando delle truppe inglesi in Sudafrica (4 marzo 1878). L'avanzamento di grado a tenente generale era temporaneo e commisurato all'incarico locale, ma egli, ambizioso e relativamente giovane, era intenzionato a ovviare a questa situazione. La nona "Cape Frontier War", serie di intermittenti conflitti che coinvolgevano da un secolo Boeri, inglesi e tribù vicine, sembrava fornirgli l'occasione per aggiungere un importante alloro a una carriera fino ad allora senza particolari guizzi. Appena arrivato in Colonia si trovò subito impegnato in una campagna contro le tribù Xhosa che, ottenute le armi da fuoco in seguito alla vendita dei campi diamantiferi, avevano deciso di rifarsi delle terre perdute a spese dei vicini Mfega, alleati del governo coloniale inglese. Il piccolo conflitto era, però, già sotto controllo, con le truppe inglesi, comandate da due energici ufficiali coloniali, il colonnello Henry Evelyn Wood e il maggiore Redvers Buller, in grado di risolvere la crisi. Già nel mese di febbraio, cioè prima dell'arrivo di Chelmsford in Colonia, il I Battaglione del 24º Reggimento aveva fatto strage di Xhosa durante la battaglia di Centane, mentre nei mesi successivi il II Battaglione aveva effettuato azioni di rastrellamento rivelatesi molto efficaci.

Un'occasione più ghiotta per ricoprirsi di gloria stava, comunque, per profilarsi all'orizzonte. La guerra contro gli Xhosa aveva messo in agitazione le tribù vicine, poiché la loro sconfitta per mano inglese rompeva i delicati equilibri in favore del potente vicino, il Regno Zulu. Secondo le stime inglesi l'esercito del re Cetshwayo contava ben 40.000 effettivi, che salivano a 60.000 comprendendo però anche i reggimenti femminili. Un'armata di tali proporzioni faceva paura a tutti. Il governatore della Colonia del Capo, Sir Henry Bartle Frere, avviò un'aperta politica di provocazioni contro il regno zulù, mentre egli terminava di domare gli Xhosa. Alla fine del 1878 i vertici militari e civili della Colonia del Capo si sentirono pronti ad affrontare Cetshwayo. Agli ambasciatori degli zulù, affiancati dal commerciante John Dunn, amico di vecchia data di Cetshwayo, venne consegnato un ultimatum. Con esso gli inglesi chiedevano la smobilitazione dell'armata zulù, la cessione di alcuni territori contesi e l'avio di riforme destinate a sanare quello che il governo coloniale inglese considerava "barbariche usanze". Cetshwayo aveva trenta giorni di tempo per accettare; un suo rifiuto avrebbe portato alla guerra. Il re zulù considerò inaccettabili tali richiese, dichiarando che lui avrebbe rispettato gli accordi presi precedentemente e che l'esercitò zulù non avrebbero mai oltrepassato il confine rappresentato dal Buffalo River. Il suo rifiuto portò alla dichiarazione di guerra, l'11 gennaio l'armata inglese si concentrò presso Fort Pearson, sul fiume Tugela.

La guerra contro gli Zulù e la sconfitta di Isandlwana

L'esercito a sua disposizione era relativamente piccolo (17.173 effettivi, per due terzi truppe indigene e volontari locali non del tutto affidabili), ma con la punta di diamante rappresentata da circa 5.000 uomini appartenenti alle truppe di fanteria inglese, ben addestrate ed armate. Prima dell'inizio della campagna Chelmsford aveva richiesto l'invio di truppe di rinforzo, ma il governo inglese, impegnato nella seconda guerra afghana, negò l'autorizzazione. Alla riunione sul fiume Tugela illustrò ai suoi comandanti il piano d'invasione.. Egli voleva marciare il più rapidamente possibile sulla capitale Ulundi, il kraal reale posto 60 miglia a nord del confine, per chiudere subito la campagna militare, sul modello dell'invasione dell'Etiopia al quale aveva partecipato.

Suddivise l'esercito in cinque colonne (o Brigate). La Prima, forte di 4.750 uomini, al comando del colonnello Charles Knight Pearson aveva come compito di coprire la destra dello schieramento inglese. Pearson fortificò la riva settentrionale del Tugela, costruendovi Fort Tenedos. Da qui partì il 18 gennaio marciando alla volta di Eshowe, sede di una vecchia missione norvegese, sulla strada per Ulundi.

Contemporaneamente al centro avanzava lui con la Terza colonna forte di 4.709 uomini, agli ordini diretti del colonnello Richard Thomas Glyn comandante del 24º Reggimento (ex 2° Warvickshire). Passato il Tugela Glynn arrivò al guado di Rorke's Drift sul Buffalo River dove lasciò un deposito ed un ospedale da campo. L'ala sinistra era invece, coperta dalla Quarta colonna forte di 1.565 uomini, partita da Utracht (nel Transvaal) agli ordini del Colonnello Henry Evelyn Wood.

La Quinta colonna, formata dal 41º Reggimento del colonnello Hugh Rowlands rinforzato da alcune unità logistiche e da rincalzi appena arrivati, era forte di 2.278 effettivi. Essa era accampata a Lunesburg, entro i confini del Transvaal, con il compito di controllare la tribù dei Pedi (alleati degli zulù) e anche i Boeri, che non avevano ancora digerito l'annessione alla Colonia inglese del Capo.. La Seconda colonna, forte di 3.871 uomini, al comando del colonnello Anthony Durnford aveva il compito di proteggere e sorvegliare i confini, coprendo le linee di comunicazione dell'armata che avanzava. Essa era posizionata a Middle Drift. Oltrepassato il Buffalo River Chelmsford distrusse un kraal nemico sul Batshe River dopo aver sostenuto un breve combattimento, giungendo ai piedi della collina rocciosa di Isandlwana il 20 gennaio 1879..