Operazione Konrad era il nome in codice assegnato dall'Alto comando tedesco a tre controffensive sferrate a partire dal 1º gennaio 1945 da numerose Panzer-Divisionen della Wehrmacht e delle Waffen-SS per cercare di sbloccare la guarnigione tedesco-ungherese accerchiata a Budapest dal 27 dicembre 1944 e fermare l'avanzata dell'Armata Rossa nel settore meridionale del fronte orientale, durante la seconda guerra mondiale.
Organizzata in fretta, su disposizione di Hitler, con l'afflusso di divisioni corazzate fresche delle SS trasferite dal fronte della Vistola, l'operazione Konrad ottenne qualche successo e inflisse dure perdite ai sovietici ma non riuscì nei suoi obiettivi strategici. Ostacolate dal maltempo, dalle difficoltà logistiche e dalla tenace resistenza delle riserve del nemico, le forze tedesche dovettero abbandonare, alla fine del mese di gennaio, le speranze di sbloccare Budapest e ripiegare sulle posizioni di partenza. La capitale ungherese sarebbe caduta definitivamente in mano sovietica il 13 febbraio 1945.
Battaglia di Budapest
Il 27 dicembre 1944 le forze del 2º Fronte ucraino del maresciallo Malinovskij (reparti della 6ª Armata corazzata delle guardie) e del 3º Fronte ucraino del maresciallo Tolbuchin (formazioni del 18º Corpo corazzato) si riunirono a Esztergom, chiudendo finalmente la manovra a tenaglia intorno a Budapest e accerchiando almeno soldati tedeschi e ungheresi nell'area della capitaleD.Glantz/J.House, La Grande Guerra Patriottica dell'Armata Rossa, p. 332.. Gli scontri tra le truppe dell'Armata Rossa e le cospicue forze corazzate raggruppate dal comando tedesco in Ungheria si erano prolungati per settimane con alterne vicende e solo dopo il 20 dicembre le forze sovietiche avevano avuto la meglio dopo aver respinto forti contrattacchi del 3º e del 57º Panzerkorps sia a nord che a sud di Budapest.
Fin dall'ottobre 1944 Hitler aveva continuamente rafforzato il suo schieramento nelle pianure ungheresi dando grande importanza alla battaglia in questa zona anche a scapito degli altri settori del fronte orientale più critici per la difesa del cuore della Germania. Mentre dal 16 dicembre 1944 era in pieno svolgimento, inizialmente con notevole successo, l'offensiva delle Ardenne sul fronte occidentale, il Führer aveva inviato altre tre Panzer-Division (3. Panzer-Division, 6. Panzer-Division e 8. Panzer-Division) in Ungheria per mantenere il possesso di BudapestE.Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. VII, p. 28..
Ancora il 24 dicembre, mentre era ormai imminente, nonostante l'intervento di queste divisioni corazzate, l'accerchiamento della capitale, Hitler, dopo aver destituito il 23 dicembre il generale Johannes Friessner (comandante in capo del Gruppo d'armate Sud) e il generale Maximilian Fretter-Pico (comandante della 6ª Armata) sostituendoli rispettivamente con il generale Otto Wöhler e il generale Hermann Balck sottolineò, durante una riunione al suo quartier generale occidentale di Ziegenberg alla presenza del deluso e irritato generale Heinz Guderian (capo del OKH), la grande importanza di una vittoriosa resistenza a Budapest anche per non compromettere l'importante effetto propagandistico della attesa vittoria nelle ArdenneE.Ziemke, Stalingrad to Berlin, pp. 384-385..
Quindi, ben lontano dal rinunciare alla lotta, il Führer decretò il giorno di Natale (le Panzer-Divisionen tedesche in occidente erano nello stesso momento arrivate in vista della Mosa) un ulteriore rafforzamento delle forze meccanizzate tedesche in Ungheria, ordinando il trasferimento in questo settore del potente 4º Panzerkorps-SS dell'abile generale Herbert Gille fino a quel momento schierato sul fronte della VistolaE.Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. VII, p. 30.. Il generale Guderian, già in viaggio per Zossen, non venne consultato riguardo a questo trasferimento che sguarniva la pericolosa direttrice Vistola-Oder; il generale era risolutamente contrario a questi progetti offensivi di Hitler in Ungheria e aveva illustrato in precedenza le valutazioni del suo ufficio informazioni sull'enorme concentramento di forze sovietiche schierato sul fronte polacco, incontrando però lo scetticismo e il sarcasmo del FührerH.Guderian, Memorie di un soldato, pp. 370-372; peraltro altre fonti non confermano assolutamente le affermazioni di Guderian e, al contrario, asseriscono un sostanziale consenso del generale ai piani hitleriani di offensiva in Ungheria almeno fino al 14 gennaio 1945, in D.Irving, La guerra di Hitler, p. 905..
Quindi in pochi giorni le due divisioni corazzate del 4. Panzerkorps-SS, equipaggiate con circa 260 carri armati, vennero trasferite sul fronte di Budapest allo scopo di affrettare al massimo la controffensiva per sbloccare la capitale ungherese già sottoposta ai pesanti attacchi del 3º Fronte ucraino del maresciallo MalinovskijD.Glantz/J.House, La Grande Guerra Patriottica dell'Armata Rossa, pp. 346-348.. Il poco tempo a disposizione per rompere l'accerchiamento di Budapest e liberare le forze bloccate all'interno della sacca, impose al comando tedesco di effettuare l'attacco partendo da Komarno (a nord-ovest della capitale) lungo la difficile direttrice Bicske-Budapest in un aspro territorio in parte attraversato dalle colline di Vértes, invece di utilizzare la via Székesfehérvár-Budapest, più lunga ma su un terreno pianeggiante adatto alle rapide manovre con mezzi corazzatiE.Ziemke, Stalingrad to Berlin, p. 433.
Nella pianificazione dello Stavka, il 2º Fronte ucraino del maresciallo Malinovskij doveva occuparsi della battaglia a Budapest e schiacciare in tempi rapidi le forze tedesco-ungheresi accerchiate impiegando tre corpi d'armata (di cui uno rumeno) tratti dalla 7ª Armata delle guardie del generale Sumilov, mentre era compito del maresciallo Tolbuchin, comandante del 3º Fronte ucraino, sbarrare saldamente le vie d'accesso alla città, impedendo ogni tentativo tedesco di soccorrere la guarnigione intrappolata. La 4ª Armata del generale Zakharov era schierata nel settore nord-occidentale delle linee sovietiche di accerchiamento esterno e furono proprio le formazioni del 31º Corpo di questa armata che subirono, il 1º gennaio 1945, il primo urto della controffensiva tedesca guidata dal 4º Panzerkorps-SS di GilleJ.Erickson, The road to Berlin, p. 439. Il servizio informazioni dell'Armata Rossa segnalò il movimento delle divisioni Waffen-SS dalla Polonia, ma non fu in grado di individuare tempestivamente la loro direzione di marcia e il loro nuovo schieramento in Ungheria, con il risultato che i sovietici furono inizialmente colti di sorpresa dall'attacco tedescoD.Glantz/J.House, La Grande Guerra Patriottica dell'Armata Rossa, p. 346..
Le controffensive tedesche Konrad I
La prima controffensiva tedesca (in codice "operazione Konrad") da parte della 6ª Armata del generale Hermann Balck per raggiungere la capitale ungherese e sbloccare le truppe assediate ebbe inizio il 1º gennaio 1945 (lo stesso giorno in cui sul fronte occidentale iniziava l'operazione Nordwind, il nuovo attacco tedesco in Alsazia) da Komarno in direzione sud-est verso Budapest, con un tempo proibitivo e su un terreno disagevole e reso ulteriormente difficoltoso dalla neve abbondanteM. Afiero, Wiking, pp. 137-138.. Energicamente incitate dal SS-Obergruppenführer Herbert Gille, comandante del 4 Panzerkorps-SS, le due divisioni corazzate Waffen-SS, "Totenkopf" (SS-Brigadeführer Hellmuth Becker) e "Wiking" (SS-Oberführer Karl Ullrich), appoggiate sul fianco destro dal Gruppe Pape (reparti della 3. Panzer-Division e della Panzer-Division Feldherrnhalle), fecero inizialmente buoni progressi, sorprendendo e mettendo in difficoltà le forze sovietiche della 4ª Armata delle guardie che non prevedevano un attacco tedesco in tempi così brevi: la Luftwaffe intervenne per sostenere l'avanzata delle forze meccanizzate che nei primi giorni proseguì anche se lentamente a causa del pessimo clima invernale ed anche per un rafforzamento delle difese nemiche.
L'offensiva del 4. Panzerkorps-SS, sostenuta anche da un attacco attraverso il Danubio, a ovest di Esztergom, da parte della 96ª Divisione di fanteria, mise subito in allarme il maresciallo Tolbuchin e l'Alto comando sovietico che procedette a mettere in campo prima il 18º Corpo corazzato e quindi il 2º Corpo meccanizzato delle guardie, per bloccare l'avanzata dei panzer delle SS, mentre il 4 gennaio diede ordine al maresciallo Malinovskij di organizzare una immediata controffensiva a nord del Danubio, per minacciare, puntando su Komarno, le retrovie delle forze tedesche attaccantiJ.Erickson, The road to Berlin, pp. 439-440.. Nel frattempo le due Panzer-Divisionen delle Waffen-SS proseguirono la loro faticosa offensiva respingendo con gravi perdite il 18º Corpo corazzato sovieticoSembra che negli scontri durante la notte entrarono in azione con successo i primi carri Panther con visori notturni; in D.Glantz/J.House, La Grande Guerra Patriottica dell'Armata Rossa, p. 348., occuparono Tata e si avvicinarono pericolosamente all'importante centro di Bicske, a soli 25 km da Budapest, da dove anche le forze tedesco-ungheresi assediate sferrarono alcuni attacchi di alleggerimento per sostenere gli sforzi delle colonne di soccorso. Ma il maltempo continuò ad intralciare grandemente l'avanzata e i tedeschi subirono forti perdite contro gli efficaci sbarramenti anticarro organizzati dai sovietici in posizioni dominantiM.Afiero, Wiking, p. 138..
Il 7 gennaio ormai la spinta propulsiva delle Waffen-SS lungo la direttrice Bicske-Budapest era esaurita di fronte alla crescente forza delle formazioni nemiche, mentre importanti sviluppi erano in corso dal 6 gennaio a nord del Danubio dove la 6ª Armata corazzata delle guardie ed elementi della 7ª Armata, appartenenti al fronte di Malinovskij erano passati a loro volta all'attacco contro le retrovie del 4º Panzerkorps-SS, difese dal 57º Panzerkorps del generale Friedrich KirchnerJ.Erickson, The road to Berlin, p. 440.. Dopo aver conquistato una testa di ponte sul fiume Hron, i carri armati del generale Andrej Kravčenko cercarono di proseguire a sud-ovest verso Komarno, ma ben presto il 9º Corpo meccanizzato delle guardie venne contrattaccato sul suo fianco destro dalla 20. Panzer-Division, mentre anche il 5º Corpo corazzato delle guardie dovette affrontare duri scontri con la 8. Panzer-Division sul fianco sinistroR.N.Armstrong, Red Army tank commanders, pp. 437-438..
Nonostante il rinforzo del 4º Corpo meccanizzato delle guardie (ridotto a soli 50 carri armatiR.N.Armstrong, Red Army tank commanders, p. 438.), la 6ª Armata corazzata del generale Kravčenko si trovò in difficoltà contro le forze del 57º Panzerkorps (8. e 20. Panzer-Division, 2ª Divisione corazzata ungherese) e dovette passare sulla difensiva abbandonando una parte del territorio conquistato; inoltre sulla riva meridionale del Danubio si sviluppò con successo un'avanzata della 96ª Divisione fanteria e di reparti della "Wiking" che portò alla importante riconquista di Estzergom.
Sul fronte di Bicske invece l'operazione Konrad era fallita dopo un ultimo attacco l'8 gennaio del 4º Panzerkorps-SS respinto dalle difese sovietiche; le Waffen-SS avevano messo in difficoltà lo schieramento sovietico, ma avevano subito dure perdite ( morti e feriti e 39 mezzi corazzati) senza riuscire a raggiungere la capitale ungherese dove infuriavano gli scontri all'interno dell'area urbana tra la combattiva guarnigione e i gruppi d'assalto sovietici (Sturmovyi gruppyi)J.Erickson, The road to Berlin, pp. 440-444..
Konrad II