Biografia Figlio di Tommaso e Barbara Manzini, si laureò in lettere all'Università di Bologna.
Ottimo conoscitore dei classici latini e greci, si dedicò particolarmente alla cultura egiziana antica, grazie agli stimoli del suo mentore G. Kminek-Szedlo. A causa delle disagiate condizioni economiche interruppe la sua carriera di egittologo per dedicarsi all'insegnamento nei licei. Infatti, nel 1882-83 insegnò a Cagliari, nel 1883-84 a Matera, nel 1888 a Spoleto e nel 1889 ad Alessandria d'Egitto.
Quando nel 1892 fu aperto il Museo greco-romano di Alessandria d'Egitto, Botti fu nominato direttore e riordinatore, coadiuvato da Émile Brugsch e da Alexandre Barsanti.
Da questo momento egli riprese in pieno l'attività di egittologo, e infatti nel 1892 iniziò gli scavi nella necropoli di Kōmesh-Shugāfah; nel 1895 scavò a Hamūd es-Sawari; nel 1896 scavò nei pressi della cosiddetta colonna di Pompeo, sotto la quale venne alla luce il Serapeo; nel 1897 scavò a Borg Abū el-Hashem.
Opere principali Il museo di Alessandria e gli scavi dell'anno 1892, Alessandria d'Egitto, V. Penasson, 1893 Plan de la ville d'Alexandrie a l'époque ptolémaïque, Alexandrie, imprimerie L. Carrière, 1898 La côte alexandrine dans l'Antiquité, Le Caire, Imprimerie Nationale, 1898 Catalogue des monuments exposés au Musée gréco-romain d'Alexandrie, 1900.
Note
Bibliografia Silvio Curto, Giuseppe Botti "primo", SEAP 13, 71-80 W. R. Dawson, E. P. Uphill, M. L. Bierbrier, Who Was Who in Egyptology, The Egypt Exploration Society, pag. 57, ed. 1995, London.
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